Esame da Avvocato

Sessione d’esami 2006: ATTO GIUDIZIARIO

Civile – Tizio è proprietario di un grosso immobile nel centro di Roma, dove è domiciliato e nel marzo 2005 decide di concederlo in locazione a Caio che intende aprirsi una gioielleria. Il contratto regolarmente registrato prevede il pagamento in contanti del canone mensile pattuito in euro 1500 presso il domicilio di Tizio entro il giorno 2 di ogni mese. Dopo i primi sei mesi di regolare esecuzione, Caio per i mesi di ottobre,novembre e dicembre corrisponde a Tizio il canone pattuito mediante assegni circolari. Tizio, insoddisfatto, si rivolge al suo legale precisando di non aver mai incassato gli assegni su menzionati, di averli restituiti al conduttore e di averlo piu volte contattato con diverse raccomandate, per invitarlo a rispettare l’obbligo assunto col contratto.
Il candidato assunte le vesti dell’avvocato di Tizio rediga l’atto piu opportuno.
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Penale – Tizia è proprietaria di un immobile acquistato in regime di separazione dei beni dell’anno 1992 a mezzo di compravendita con atto del notaio. Nello stesso anno con decreto di omologazione della separazione i coniugi venivano autorizzati a vivere separatamente e la casa coniugale viene assegnata alla moglie ed ai figli.
Con decreto del 1996 il Tribunale di Roma – sezione misure di prevenzione, ordinava la confisca in danno del marito di Tizia, il signor Caio, per il cespite patrimoniale su indicato. I giudici infatti avevano provveduto a sequestrare e successivamente a confiscare il bene, essendo il marito di Tizia indagato per appartenenza ad associazione di tipo mafioso. L’immobile veniva successivamente acquisito al patrimonio comunale e Tizia veniva intimata al rilascio dello stesso.
Il candidato, assunte le vesti del legale di Tizia, premessi brevi cenni sulla tutela dei terzi titolari di diritti sulla cosa confiscata rimasti estranei al provvedimento penale, conclusosi con sentenza irrevocabile di condanna, proponga incidente di esecuzione innanzi al giudice competente.
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Amministrativo – La signora Alfa, proprietaria di terreni interessati alla realizzazione di un opera pubblica, dopo aver ottenuto l’annullamento da parte del consiglio di stato della dichiarazione di pubblica utilità e di tutti i provvedimenti inerenti alla procedura di espropriazione delle aree di sua proprietá, richiede all’amministrazione la restituzione delle stesse, previa riduzione in pristino, nonostante l’opera pubblica in questione sia stata ormai realizzata. a fronte del silenzio serbato dal comune Gamma, la signora diffida l’amministrazione a dare esecuzione al predetto giudicato e, preso atto della perdurante inerzia, si rivolge ad un legale facendogli presente la situazione. Il candidato assunte le vestii del legale della signora Alfa, rediga l’atto ritenuto piu’ idoneo a salvaguardare le ragioni della propria assistita, e tratti le questioni sottese all ambito di operativitá del giudizio di ottemperanza.
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