Pratica Legale

Praticanti uniti contro la riforma “Siliquini”

Riceviamo e pubblichiamo: “Cari Colleghi, l’A.N.P.A. smentisce nel modo più assoluto di avere alcun proprio componente all’interno della Commissione Ministeriale in tema di accesso alla professione forense, presieduta dal Sott. di Stato al M.I.U.R. Sen. Avv. Maria Grazia Siliquini di A.N. Com’è noto, le ragioni sociali dell’A.N.P.A., sono la difesa degli interessi dei 60.000 praticanti e dei giovani avvocati italiani, e pertanto non potremmo aderire ad un progetto che va – a nostro parere – nella direzione esattamente opposta. Il nuovo sistema prevederà l’accesso al titolo di avvocato, solo a mezzo delle rinnovate scuole post-universitarie “Bassanini” e Scuole Forensi a pagamento. Nessun giovane Collega sentiva davvero la necessità di dovere assistere obbligatoriamente a ripetitive lezioni Universitarie, quando l’interesse precipuo dei tirocinanti è quello di frequentare a 360° lo studio legale del proprio dominus. Non è svuotando gli studi professionali – per la maggior parte della giornata – di praticanti, che si migliora il sistema attuale.

“L’esame di abilitazione per la prossima sessione invece viene confermato per com’è, ovvero con le attuali percentuali “ad imbuto”.
Si sarebbe dovuto operare ,in sede di Commissione, sull’abolizione immediata del DL Castelli che invece è ritenuto l’unico punto ritenuto intoccabile. Si pensa invece di allontanare il praticante dallo studio legale e quindi dall’esercizio continuativo del patrocinio legale, unico sostentamento per la categoria.
Per questi motivi l’A.N.P.A. è l’unica associazione forense nazionale di praticanti e giovani avvocati che intende contrastare i lavori della Commissione voluta dalla senatrice torinese Siliquini e quindi tutelare gli interessi non solo dei giovani legali, ma dell’intera classe forense.”
Il Consiglio Direttivo Nazionale
Associazione Nazionale Praticanti e Avvocati – anpaitalia.it

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