News Esame da Avvocato e Tirocinio Legale

Pratica forense ed esame da avvocato 2020: formazione obbligatoria e addio codici annotati. Cosa cambia?

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ESAME PER AVVOCATO e TIROCINIO FORENSE: LE PROSSIME PROVE SARANNO LE ULTIME CON LE MODALITA’ ATTUALI, DAL 2020 SI CAMBIA!

Nessuna proroga del regime transitorio per le prove scritte, l’esame di abilitazione si svolgerà secondo la “nuova” normativa, e cambia anche il tirocinio. Come sarà il nuovo Esame da Avvocato 2020?

Nell’esame da avvocato del Dicembre 2020 entrerà alfine in vigore la riforma forense

proroga esame avvocato Esame di avvocato 2017 con proroga del regime transitorio: rimangono i codici annotati e le attuali materie per la sessione 2017 dell’esame per avvocato

Ora è definitivo, la nuova disciplina dell’ordinamento della professione forense cambia le modalità di accesso alla professione e la legge 31 /12/2012, n.247 non verrà ulteriormente prorogata: lo svolgimento delle prove scritte dell’esame da avvocato con il solo ausilio dei testi di legge senza commenti e citazioni giurisprudenziali sarà efficace a partire dalla sessione di esami scritti del dicembre 2020.

Ecco le principali novita’ del nuovo esame da avvocato 2020

Per quanto riguarda l’esame da avvocato scritto 2020, le prove si svolgono con il solo ausilio dei codici NON ANNOTATI, ovvero testi di legge senza commenti e citazioni giurisprudenziali, come da legge 247 del 2012. Questi  verranno controllati e vistati nei giorni anteriori e fatti trovare sul banco del candidato il giorno stesso dell’esame.
All’inizio di ogni prova scritta – sincronizzata alla stessa ora in tutte le sedi – il Ministero trasmetterà le tracce d’esame al presidente della commissione distrettuale, via PEC e protette da un meccanismo di crittografia a chiavi asimmetriche e ciascun candidato all’esame sara’ collocato in un tavolo separato individuato in modo casuale. Come già avviene, il praticante avvocato non potrà portare con se’ testi o scritti, ne’ ogni sorta di strumenti di telecomunicazione – specialmente telefoni cellulari e smartphones –  a pena di immediata esclusione dall’esame.

Per evitare contatti con l’esterno i locali degli esami saranno sottoposti al monitoraggio dello spettro radioelettrico con schermatura delle frequenze della telefonia cellulare e dei collegamenti wi-fi.

L’accesso alle prove orali, poi, sarà risvato ai soli candidati che raggiungano almeno la sufficienza (30 punti) in ciascuno dei tre scritti.

Nella prova orale  le domande rivolte al candidato saranno individuate mediante estrazione svolta con modalità informatiche tra quelle contenute in un apposito database predisposto dal Ministero.
I candidato dovrà essere esaminato sulle seguenti materie: ordinamento e deontologia forensi, diritto civile, diritto penale, diritto processuale civile, diritto processuale penale; nonchè di altre due materie, scelte preventivamente dal candidato, tra le seguenti: diritto costituzionale, diritto amministrativo, diritto del lavoro, diritto commerciale, diritto comunitario ed internazionale privato, diritto tributario, diritto ecclesiastico, ordinamento giudiziario e penitenziario.
La prova orale durera’ dai 45 a un massimo di 60 minuti.

Attenzione speciale anche per chi prova a fornire “aiuto” dall’esterno; chiunque faccia pervenire in qualsiasi modo ad uno o piu’ candidati, prima o durante la prova d’esame, testi relativi al tema proposto e’ punito con la pena della reclusione fino a tre anni. (Qui il testo completo).

 

I corsi di formazione obbligatori durante il praticantato

Altro punctum pruriens, ancora più preoccupante della questione codici, riguarda il tirocinio forense, durante il quale verrà imposto l’obbligo di frequenza dei corsi di formazione obbliagatori previsti dal decreto 17 del 2018  e tenuti dagli stessi Ordini, da associazioni forensi, dalle SSPL o da altri soggetti, verosimilmente a pagamento.

Si tratterebbe di almeno 160 ore di insegnamento, durante le quali i praticanti avvocati dovranno affrontare due verifiche intermedie e una verifica finale.

Fortuntamente la questione dei corsi di formazione obbligatori è ancora da definirsi, sia perchè il Ministero della Giustizia sta valutando un ripensamento generale della formazione forense, sia per via di un ricorso presentato dall’ANF e tuttora pendente davanti al TAR del Lazio.

Per quanto riguarda la formazione obbliatoria non è ancora detta l’ultima parola, per quanto riguarda le modalità dell’esame sembra proprio che – dopo anni di proroghe – sia davvero arrivato il momento fatidico.

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