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“Abogados” e abilitazione in Spagna nel 2016

accesso alla professione legale in Spagna

LA  NUOVA “VIA SPAGNOLA” PER L’ABILITAZIONE FORENSE

accesso alla professione legale in Spagna

Sono ormai già trascorsi 2 anni dalla definitiva entrata in vigore della Ley 34 / 2006 che ha radicalmente cambiato le modalità di accesso alla professione legale in Spagna, compiendo a tutti gli effetti una vera e propria rivoluzione copernicana in un Paese che, caso più unico che raro non solo a livello europeo ma addirittura mondiale, non aveva mai previsto alcun percorso formativo né tantomeno alcuna selezione d’accesso alla professione forense.

Trova, dunque, facile spiegazione da questa premessa anche la possibilità per tutti i cittadini comunitari ed italiani in particolare, di abilitarsi in massa alla professione in terra iberica dal 2001 in avanti (quando venne recepita la relativa Direttiva Comunitaria attraverso il Decreto legislativo 96 / 2001) a condizioni di gran lunga più agevoli di quelle dei propri Stati di provenienza con la “vecchia” procedura di omologazione ministeriale e la successiva nonché famigerata prova di omologazione della propria laurea in quella spagnola vecchio ordinamento ossia la c.d.”Licenciatura en Derecho” (ormai estinta dal 2011 e sostituita dal “Grado en Derecho”).

Questo quadro normativo assolutamente unico e che per migliaia di laureati italiani ha rappresentato un vero paradiso per almeno un decennio, è stato radicalmente mutato dalle riforme chieste dalle Autorità Comunitarie alla Spagna e che hanno comportato, da un lato, la previsione di un percorso di accesso costituito dal “Master en Abogacía” obbligatorio di 12 mesi seguito dall’esame di Stato “a CROCETTE” sulle 75 domande del Ministero di Giustizia spagnolo (Ley 34 / 2006), e dall’altro per tutti coloro che non hanno la laurea spagnola il riconoscimento UNIVERSITARIO della laurea in Giurisprudenza estera (comunitaria od extra non fa differenza) in quella spagnola di “Grado en Derecho” (Real Decreto 967 / 2014 che ha, di fatto, abolito l’omologazione ministeriale) che adesso è, quindi, di esclusiva competenza delle singole università spagnole che determinano discrezionalmente le materie da integrare sia per numero che per disciplina (in media sono 4-5 soltanto comunque).

Va detto subito che per quanto più lunga (circa 18 mesi totali) e più strutturata che in passato, la “via spagnola” per diventare Avvocato ha il suo immutato punto di forza nella modalità di esame che caratterizza tutto il percorso compreso l’esame di Stato pubblico : gli esami sono tutti “a crocette” (anche quelli del “Master” e del riconoscimento della laurea italiana) …. e questo spiega anche le percentuali elevatissime di superamento delle prime 3 edizioni della prova di abilitazione pubblica ossia il 95% dei candidati lo hanno superato.  Il Ministero di Giustizia spagnolo, che sovraintende ed organizza la prova pubblica, richiede per concedere l’abilitazione al singolo candidato la risposta corretta soltanto al 50% +1 delle 75 domande estratte a loro volta dall’archivio ministeriale, che viene fornito ai candidati prima della prova stessa per prepararsi al meglio.

Risulta pertanto di assoluta evidenza come la Spagna sia ancora oggi l’unico Paese in tutta Europa dove sia possibile conseguire il titolo di Avvocato più rapidamente e con maggiori certezze di risultato rispetto a tutti gli altri ed in particolare all’Italia, in cui la chiusura della categoria (per molte ragioni) è ormai stata sancita dalle percentuali bassissime degli abilitati alla professione e dalla prossima entrata in vigore dal 2017 del nuovo esame di stato “senza codici commentati” e con ben 7 materie all’orale che lo renderanno sempre più simile ad un concorso (come quelli di magistratura e notarile) piuttosto che ad una prova di abilitazione professionale.

Ciò anche alla luce della definitiva messa al bando della c.d. falsa “via rumena” dopo la sentenza dell’Alta Corte di Bucarest del 21 Settembre 2015 ripresa, poi, dalla Cassazione a Sezioni Unite n. 6463 del 4 Aprile 2016 che hanno decretato l’illegalità della struttura “Bota” che non è un Ordine degli Avvocati in Romania ed il cui certificato è completamente NULLO ai fini dell’esercizio del diritto di stabilimento nell’albo speciale tenuto da tutti gli Ordini forensi italiani.
Va ricordato, infatti, che il vero percorso per conseguire l’abilitazione forense in Romania prevede 2 anni di tirocinio in loco ed un esame in rumeno molto difficile superato in media dal 5% dei candidati.

LUCA BERSANI

www.titolispagna.com

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“Abogados” e abilitazione in Spagna nel 2016
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