Autore Topic: Mostre d'Arte  (Letto 140339 volte)

an

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Re:Mostre d'Arte
« Risposta #725 il: 08 Giu 2016, 16:56 »
Lupus, il tema di Sottomissione e le recenti elezioni londinesi che , ricordiamolo, hanno visto eletto un sindaco avvocato, di origini pachistane e di religione musulmana, hanno connotati un po' diversi, seppur con dei punti in comune.

Nel libro si parla dell'islamizzazione della società francese raggiunta attraverso la vittoria alle elezioni di un partito islamico moderato, nel caso di Londra  la religione del sindaco credo sia solo un aspetto di quest'uomo che mi pare invece molto ben integrato nel sistema britannico.

Sai invece cosa mi ha stupito ? ho letto oggi che alcuni giocatori della nazionale francese ( pogba,kantè ed un altro di cui non ricordo il nome)  rinunceranno al ramadan, poichè musulmani, durante gli europei.
Ecco, pensare che nella nazionale francese ci siano dei musulmani e soprattutto praticanti, mi fa riflettere. Perchè magari fra qualche anno succederà anche in Italia. Lo dico da cattolico laico
 

an

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Re:Mostre d'Arte
« Risposta #726 il: 08 Giu 2016, 17:00 »
salta, non dovevi svelare il segreto. Dovevi lasciare tiglio nella sua beata ignoranza.  :icon_arrow:

 :read2: :read2:


lupuscanis

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    Il Solito Pirla
Re:Mostre d'Arte
« Risposta #727 il: 08 Giu 2016, 17:17 »
Già il fatto che questi tre nazionali francesi abbiano rinunciato al ramadan durante gli europei è un buon segno, non credi?

Sai invece cosa mi ha stupito ? ho letto oggi che alcuni giocatori della nazionale francese ( pogba,kantè ed un altro di cui non ricordo il nome)  rinunceranno al ramadan, poichè musulmani, durante gli europei.
Ecco, pensare che nella nazionale francese ci siano dei musulmani e soprattutto praticanti, mi fa riflettere. Perchè magari fra qualche anno succederà anche in Italia. Lo dico da cattolico laico
 

saltailmuro

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« Risposta #728 il: 08 Giu 2016, 17:19 »
 Cosa non fanno i soldi............ :thumbright:

Già il fatto che questi tre nazionali francesi abbiano rinunciato al ramadan durante gli europei è un buon segno, non credi?

lupuscanis

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    Il Solito Pirla
Re:Mostre d'Arte
« Risposta #729 il: 08 Giu 2016, 17:27 »
questo la dice lunga sulla profonda fede in Allah e nel bastardo Maometto  :D
Cosa non fanno i soldi............ :thumbright:


tiglio1971

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Re:Mostre d'Arte
« Risposta #730 il: 08 Giu 2016, 18:49 »
lasciandomi nell'ignoranza quale gusto ne avreste tratto?
bene ha fatto Salta, anche per tua maggiore soddisfazione

salta, non dovevi svelare il segreto. Dovevi lasciare tiglio nella sua beata ignoranza.  :icon_arrow:

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an

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« Risposta #731 il: 08 Giu 2016, 19:32 »
era questo il Bach a cui mi riferivo , che tra l'altro non è in bemolle  :D




Bach è musicalmente straordinario. Qualche giorno fa scannellando con il telecomando ho visto e sentito suonare un pezzo in bemolle molto famoso e mi rendevo conto , durante l'esecuzione, che molte canzoni del recente passato, sono intrise della melodia, intesa come successione di note, del compositore tedesco ( Oasis, Beatles etc...). Qualcuno direbbe copiate. Ok, è lo stesso. Dipende dal valore aggiunto del pezzo copiante.  Detto ciò, se vuoi rappresentare la realtà di oggi attraverso la musica, forse è più adatto Eminem che Bach. Questo è il motivo per il quale i giovani ascoltano di più il primo che il secondo   

tiglio1971

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Re:Mostre d'Arte
« Risposta #732 il: 13 Giu 2016, 12:37 »
A Zurigo si tiene l'undicesima edizione de “Manifesta”, con l'opera "The Zurich Load" di Mike Bouchet, consistente in ben 80 tonnellate di feci umane trattate.
Per gli amanti del genere, si tratta di un bel passo in avanti rispetto agli ormai anacronistici barattoli di cacca di Piero Manzoni.
Sempre a proposito di arte moderna, ovviamente  ;)

saltailmuro

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Re:Mostre d'Arte
« Risposta #733 il: 13 Giu 2016, 16:31 »
Premessa: non conosco Mike Bouchet, e lo sono andata a guardare or ora  :).
Ho visto per prima cosa che già nel 2009 fece notizia per la sua casa galleggiante semi affondata ( :facepalm:) alla Biennale di Venezia:

http://federicarepetto.info/biennale-darte/biennale-darte-la-casa-galleggiante-dellartista-bouchet-affonda-allarsenale/

…. che, poi francamente, a dirla tutta, semi affondata non era mica male…  :D

Chiusa parentesi e veniamo ad oggi e a Manifesta  :)
Per quel poco che ho letto mi pare di avere capito che la merda del Bouchet non ci azzecchi  nulla con la merda del Manzoni.
Se non per il fatto di essere merda (vera o dichiarata che sia).
Ma la differenza tra le due merde è abissale.

Quella del Manzoni è dell’artista ma soprattutto d’artista. E’ l’artista che “eleva” qualsiasi cosa ad arte. Era relativamente poca (due chili e settecentogrammi in totale, distribuiti nelle famose novanta scatolette). E veniva venduta a peso d’oro. Questo fu un grande esperimento. La sublimazione dell'arte.

Quella del Bouchet è la merda dell’intera popolazione di Zurigo, ne è (se il mio pessimo inglese non mi tradisce) letteralmente il suo “carico”. Quello quotidiano. Ottanta tonnellate di merda, ottantamila chili che “caricano” una città notoriamente pulita e ordinata come Zurigo. E guardando l’installazione l’impressione che ne ho è quella di una enorme distesa di m…., ordinata.

https://news.artnet.com/art-world/11-uneasy-questions-about-manifesta-11-517031

Non so, non saprei…. una enorme lapide?
Però il messaggio che mi arriva non è per niente simile a quello di manzoniana memoria. In quella merda di tutti, lavorata dall’artista, c’è una parte di tutti, e di tutta Zurigo. Mi vengono in mente i problemi con la ‘monnezza. Mi viene in mente che pure la ‘monnezza della "pulita" Zurigo andrà pur a finire da qualche parte. In poche parole: tematiche legate all’ambiente, al dove finisce la materia, alla materia che fa ambiente etc. etc. che di primo acchito mi sembrano care all’artista.
Il quale a Manifesta va, appunto, con sta roba che…  ::) non lo so, ma non mi piace  8). Ho letto commenti che parlano che farà sentire tutti gli abitanti di Zurigo artefici della installazione… mah… se tutti sono artisti, nessuno è artista, mi vien da dire.

Ma è un periodo che con l'arte contemporanea non vado d'accordo.

Resta la domanda: dove andrà a finire tutta quella merda a rassegna terminata?  :D


E a proposito di Manifesta, torno seria e colgo l’occasione per insultare il solito Cattelan:

http://www.artribune.com/2016/06/performance-maurizio-cattelan-zurigo-manifesta/

Io lo trovo (come sempre, purtroppo) di pessimo gusto. E credo pure ci si trovi lo stesso Cattelan. Il quale non ci dice nulla di nuovo sull’animo umano. Sulla cattiveria, sul cinismo, sulla curiosità morbosa. In compenso spettacolarizza tutto. La paralitica si fa performance. A che pro? Per niente, la navigazione in sé non ha alcun significato. Non le fa superare barriere. Non ne mette a confronto i limiti. Non risalta la sua bellezza. Non credo le susciti neppure particolari sensazioni. O almeno questo non è lo scopo. E’ performance e punto. E questo – almeno per la mia sensibilità - lo trovo francamente peggio di qualsiasi basso e bieco sentimento. Su cui Cattelan non mi dice nulla di nuovo.  :-\

Ma siamo nell'era di facebook, e delle vetrine. Dove non conta neppure più l'apparire della persona. Pur sempre apparire, ma almeno della persona. Ma basta l'apparenza. E allora sarà giusto così.

tiglio1971

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Re:Mostre d'Arte
« Risposta #734 il: 13 Giu 2016, 17:20 »
dovendo scegliere tra le merde  :facepalm: opto per quella del Bouchet ... Non solo perché è la più fresca ( :laughing7:) ma per il fatto che, almeno, vi si può cogliere un significato, o uno spunto. Pure io avevo pensato al tema ecologico (vedi la cacca, così tanta, così "reale" e ti chiedi: che fine farà tutto questo? dove verrà stoccato? e se la sola Zurigo ne produce una simile quantità, a cosa mai potrà corrispondere tutta la cacca del mondo?). Senza contare che, ovviamente, tale installazione (o opera) ben potrebbe suscitare considerazioni ancora più profonde ed intimistiche.
Mi pare che si torni però al discorso del marketing o quantomeno dell'installazione che ha come principale scopo quello di far riflettere.
Dirò anche che da quando ho iniziato questa discussione sull'arte moderna mi sono pure interrogato ed ho in testa una certa confusione, anche se penso che per me l'arte continui ad essere qualcosa di molto lontano dai barattoli del Manzoni (nei quali non vedo davvero nulla di artistico, ma solo una furba impresa di autopromozione. Mi pare anche che le conclusioni dell'artista ("E' arte ciò che io creo, in quanto artista") siano irricevibili, poiché penso che l'artista sia tale nel momento in cui realizza un'opera d'arte.
Quanto a Cattelan, perché non ti piace?
Se l'arte moderna è, come pare, soprattutto provocazione, in senso positivo, quale stimolo ad una matura riflessione, allora mi va anche bene il disabile che viene messo in mostra, anzi avendo io problemi affini (non di deambulazione, ma di disabilità) mi pare quasi una operazione meritoria. Mettere in piazza ciò che il politically correct vorrebbe confinare allo sgabuzzino o al dietro le quinte.... 

Premessa: non conosco Mike Bouchet, e lo sono andata a guardare or ora  :).
Ho visto per prima cosa che già nel 2009 fece notizia per la sua casa galleggiante semi affondata ( :facepalm:) alla Biennale di Venezia:

http://federicarepetto.info/biennale-darte/biennale-darte-la-casa-galleggiante-dellartista-bouchet-affonda-allarsenale/

…. che, poi francamente, a dirla tutta, semi affondata non era mica male…  :D

Chiusa parentesi e veniamo ad oggi e a Manifesta  :)
Per quel poco che ho letto mi pare di avere capito che la merda del Bouchet non ci azzecchi  nulla con la merda del Manzoni.
Se non per il fatto di essere merda (vera o dichiarata che sia).
Ma la differenza tra le due merde è abissale.

Quella del Manzoni è dell’artista ma soprattutto d’artista. E’ l’artista che “eleva” qualsiasi cosa ad arte. Era relativamente poca (due chili e settecentogrammi in totale, distribuiti nelle famose novanta scatolette). E veniva venduta a peso d’oro. Questo fu un grande esperimento. La sublimazione dell'arte.

Quella del Bouchet è la merda dell’intera popolazione di Zurigo, ne è (se il mio pessimo inglese non mi tradisce) letteralmente il suo “carico”. Quello quotidiano. Ottanta tonnellate di merda, ottantamila chili che “caricano” una città notoriamente pulita e ordinata come Zurigo. E guardando l’installazione l’impressione che ne ho è quella di una enorme distesa di m…., ordinata.

https://news.artnet.com/art-world/11-uneasy-questions-about-manifesta-11-517031

Non so, non saprei…. una enorme lapide?
Però il messaggio che mi arriva non è per niente simile a quello di manzoniana memoria. In quella merda di tutti, lavorata dall’artista, c’è una parte di tutti, e di tutta Zurigo. Mi vengono in mente i problemi con la ‘monnezza. Mi viene in mente che pure la ‘monnezza della "pulita" Zurigo andrà pur a finire da qualche parte. In poche parole: tematiche legate all’ambiente, al dove finisce la materia, alla materia che fa ambiente etc. etc. che di primo acchito mi sembrano care all’artista.
Il quale a Manifesta va, appunto, con sta roba che…  ::) non lo so, ma non mi piace  8). Ho letto commenti che parlano che farà sentire tutti gli abitanti di Zurigo artefici della installazione… mah… se tutti sono artisti, nessuno è artista, mi vien da dire.

Ma è un periodo che con l'arte contemporanea non vado d'accordo.

Resta la domanda: dove andrà a finire tutta quella merda a rassegna terminata?  :D


E a proposito di Manifesta, torno seria e colgo l’occasione per insultare il solito Cattelan:

http://www.artribune.com/2016/06/performance-maurizio-cattelan-zurigo-manifesta/

Io lo trovo (come sempre, purtroppo) di pessimo gusto. E credo pure ci si trovi lo stesso Cattelan. Il quale non ci dice nulla di nuovo sull’animo umano. Sulla cattiveria, sul cinismo, sulla curiosità morbosa. In compenso spettacolarizza tutto. La paralitica si fa performance. A che pro? Per niente, la navigazione in sé non ha alcun significato. Non le fa superare barriere. Non ne mette a confronto i limiti. Non risalta la sua bellezza. Non credo le susciti neppure particolari sensazioni. O almeno questo non è lo scopo. E’ performance e punto. E questo – almeno per la mia sensibilità - lo trovo francamente peggio di qualsiasi basso e bieco sentimento. Su cui Cattelan non mi dice nulla di nuovo.  :-\

Ma siamo nell'era di facebook, e delle vetrine. Dove non conta neppure più l'apparire della persona. Pur sempre apparire, ma almeno della persona. Ma basta l'apparenza. E allora sarà giusto così.


saltailmuro

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« Risposta #735 il: 13 Giu 2016, 17:28 »
Non mi piace, Cattelan.

Ripeto: non è questione di confinare nello sgabuzzino le disabilità. Ma a te davvero piacerebbe essere "spettacolarizzato"? Diventare una performance? Un fenomeno da baraccone? Bada che Cattelan stavolta l'ha fatto con un disabile. Altre volte ha "usato" bambini, animali, vecchi.... Sempre alla stessa maniera. E alla stessa maniera non mi è mai piaciuto.


Quanto a Cattelan, perché non ti piace?
Se l'arte moderna è, come pare, soprattutto provocazione, in senso positivo, quale stimolo ad una matura riflessione, allora mi va anche bene il disabile che viene messo in mostra, anzi avendo io problemi affini (non di deambulazione, ma di disabilità) mi pare quasi una operazione meritoria. Mettere in piazza ciò che il politically correct vorrebbe confinare allo sgabuzzino o al dietro le quinte.... 

tiglio1971

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Re:Mostre d'Arte
« Risposta #736 il: 13 Giu 2016, 17:35 »
devi, però, considerare che nella società attuale spesso l'unico modo per provocare una riflessione è proprio questo.
Pensi forse che la gente si metterebbe a riflettere sulla disabilità, o su altri importanti problemi, senza uno stimolo adeguato?
E lo stimolo, al giorno d'oggi, consiste sovente proprio nella spettacolarizzazione, possibilmente quella che urta, giacché solo questa suscita una reazione appropriata rispetto al risultato che si vuole ottenere.
Viviamo nell'epoca di FB e dei vari social networks, non è più tempo per le cose troppo raffinate, o delicate.

saltailmuro

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« Risposta #737 il: 13 Giu 2016, 17:42 »
Non lo so.... mettere in vetrina una persona paralitica, esporla, ma non per risaltarne la bellezza, o anche la bruttezza, ma solo per esporla..... per me non è uno spunto di riflessione. E' provocazione, ma quella brutta, quella non costruttiva.

Tutto purché se ne parli?
Non so, ci penserò su un po' meglio, comunque.

devi, però, considerare che nella società attuale spesso l'unico modo per provocare una riflessione è proprio questo.
Pensi forse che la gente si metterebbe a riflettere sulla disabilità, o su altri importanti problemi, senza uno stimolo adeguato?
E lo stimolo, al giorno d'oggi, consiste sovente proprio nella spettacolarizzazione, possibilmente quella che urta, giacché solo questa suscita una reazione appropriata rispetto al risultato che si vuole ottenere.
Viviamo nell'epoca di FB e dei vari social networks, non è più tempo per le cose troppo raffinate, o delicate.

saltailmuro

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« Risposta #738 il: 13 Giu 2016, 17:45 »
EDIT: ... esporla in una situazione paradossale. Mi è rimasto nella tastiera.

an

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« Risposta #739 il: 13 Giu 2016, 17:46 »
la vostra coprolalia è sospetta....specialmente , tu, Tiglio, hai qualche problema intestinale ?  :icon_arrow:

Ti ringrazio comunque per avermi fatto scoprire quest'eccezionale opera.
Non vorrei deandreizzare la discussione, ma tutti sappiamo che " dal letame nascono i fiori"

Chiunque abbia un po' di esperienza bucolica sa che proprio dallo sterco la natura trae linfa per produrre.

Credo che il significato artistico ( immenso) dell'opera sia proprio partire dall'humus attraverso il quale "fioriscono" le creazioni artistiche. Un humus non intellettivo, bensì ultrafisico. La mexda contrapposta all'idea che diventa essa stessa idea. Non un'idea di mexda ma una mexdosa idea.

Qui siamo ad altissimi livelli concettuali. Come poi suggeriva salta, è possibile che vi sia anche una tematica ambientale, "terroir" direbbero i francesi. Un'arte a km zero. Un'arte democratica, accessibile a tutti, sottratta alle logiche mecenatesche. 

I tempi in cui Damien Hirst e Jeff Koons si spartivano il mercato dell'arte sembrano ormai tramontati.

saltailmuro

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« Risposta #740 il: 13 Giu 2016, 17:49 »
(Hirst e Koons che si spartiscono il mercato dell'arte altra citazione letteraria  :D)

saltailmuro

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« Risposta #741 il: 13 Giu 2016, 17:55 »
Minkiaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa  :D

Qui siamo alla critica più raffinata, e fu così che un'opera è già nella storia :D  :D  :D

La mexda contrapposta all'idea che diventa essa stessa idea. Non un'idea di mexda ma una mexdosa idea.
Qui siamo ad altissimi livelli concettuali.

an

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« Risposta #742 il: 13 Giu 2016, 17:56 »
scusate, ma l'arte non è mai stata politically correct.
L'aspetto provocatorio delle creazioni artistiche lo rinveniamo già in Hyieronimus Bosch. E siamo ancora nel '400.

Vado un po' fuori dal seminato.
La disabilità, a livelli più o meno gravi, fa parte della vita di ognuno di noi. Sia per aver avuto un 'esperienza personale, familiare o lavorativa, sia per averla sentita raccontare.
E vi racconto un episodio, accaduto di recente. Io e my wife andiamo ad una rassegna gastronomica all'aperto. C'è un tendone con delle panche dove si gustano panini, birre etc.
Di fianco a noi la classica famigliola con padre, madre, bambino e ragazzo in carrozzella, probabilmente affetto da SLA e quindi altrettanto probabilmente anche sordomuto.
L'espressione del viso di quel ragazzo, seppur contratta e distorta dal morbo che lo affliggeva, era però di una serenità che raramente vedo nel viso delle persone che frequento.  Questo per dire che l'abile è spesso più labile del disabile.

tiglio1971

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« Risposta #743 il: 13 Giu 2016, 18:05 »
lasciami dire che un conto è vivere la disabilità, altro conto è sentirla raccontare (o semplicemente vederla).
Quanto poi al volto sereno del ragazzo affetto da una malattia terribile, mi pare una considerazione vagamente retorica ed un po' da telefilm alla Rosamunde Pilcher, il che, per uno che cita Hieronymus Bosch non mi pare esattamente il massimo... 

Vado un po' fuori dal seminato.
La disabilità, a livelli più o meno gravi, fa parte della vita di ognuno di noi. Sia per aver avuto un 'esperienza personale, familiare o lavorativa, sia per averla sentita raccontare.
E vi racconto un episodio, accaduto di recente. Io e my wife andiamo ad una rassegna gastronomica all'aperto. C'è un tendone con delle panche dove si gustano panini, birre etc.
Di fianco a noi la classica famigliola con padre, madre, bambino e ragazzo in carrozzella, probabilmente affetto da SLA e quindi altrettanto probabilmente anche sordomuto.
L'espressione del viso di quel ragazzo, seppur contratta e distorta dal morbo che lo affliggeva, era però di una serenità che raramente vedo nel viso delle persone che frequento.  Questo per dire che l'abile è spesso più labile del disabile.

an

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« Risposta #744 il: 13 Giu 2016, 18:21 »
mi puoi credere o no, ma ho trovato molto più bello quel ragazzo che le milf 50enni tatuate..


tiglio1971

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« Risposta #745 il: 13 Giu 2016, 18:27 »
perché il desiderio di sottolineare ciò che hai sottolineato?
a mio parere la disabilità, come tutto ciò che non rientra nei canoni della "normalità", ci fa paura, e quindi va esorcizzata.
la disabilità viene metabolizzata, razionalizzata, ed infine ricondotta all'immagine di un ragazzo felice, nonostante tutto, con un rassicurante quanto melenso happy end.
Ma nella malattia gravemente invalidante non c'è proprio nulla, né di bello, né di normale, né che possa essere fonte di felicità.
C'è solo il dolore, il limite, lo scherzo crudele del destino.
Siamo noi che amiamo pensare che persino la vita ristretta su una sedia a rotelle o in un letto di ospedale possa essere vissuta serenamente. Magari quel ragazzo ha avuto un fugace momento di gioia (capita anche a loro, per fortuna), ma stento a credere che la vita dimezzata che vive possa renderlo più sereno dei c.d. abili. Lo crediamo noi, perché placa l'ansia e riconduce il tutto ad una dimensione accettabile, purtroppo spesso molto lontana dalla realtà

an

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« Risposta #746 il: 13 Giu 2016, 18:54 »
tiglio, pensi di essere l'unico disabile al mondo, sempre che la sordità possa essere definita ancora invalidante, stante l'estrema diffusione di apparecchi acustici straordinari ?

Che ne sai delle vite degli altri, delle loro sofferenze, del loro senso di inadeguatezza, come se la disabilità fosse solo una malattia del corpo e non anche dell'anima ?

Ognuno vive il proprio stare al mondo in modo diverso dagli altri.

Detto questo, la tua analisi potrebbe anche cogliere nel segno.

Probabilmente io ho visto e forse inconsciamente cercato nel volto di quel ragazzo qualcosa che dentro di lui non esiste e che è solo una mia proiezione di quello che vorrei fosse.

Nulla, però, di tanto diverso , rispetto a quello che mentalmente facciamo ogni giorno nelle situazioni più disparate.

anche tu , però, lasciamelo dire, non puoi essere nella testa di quel ragazzo e la tua "verità"  è invece solo una supposizione, un'ipotesi.

Scherzo del destino credo sia comunque un'espressione ingenerosa nei confronti di una vita, seppur difficile e complicata. Una vita che, però, vale tanto quanto la tua e la mia.

Certo che siamo al livello di "hello, darkness, my old friend..."

tiglio1971

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Re:Mostre d'Arte
« Risposta #747 il: 13 Giu 2016, 19:30 »
Tengo a precisare che scherzo del destino era riferito alla malattia, non certo alle vite degli altri, che mai mi permetterei di giudicare o di definire in siffatto modo

saltailmuro

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Re:Mostre d'Arte
« Risposta #748 il: 13 Giu 2016, 19:43 »
Io dico che il problema del disabile è la sua disabilità. Ed è un problema già abbastanza importante, che non necessita di creargliene altri all'orizzonte, sia pur specchiati negli occhi degli altri.

Pure se a volte può venir spontaneo un motto di compassione. E pure di incazzatura.

 ;)

tiglio1971

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Re:Mostre d'Arte
« Risposta #749 il: 14 Giu 2016, 11:48 »
la tua risposta, lo dico senza acredine, ha confermato un fatto che avevo già appurato da diverso tempo, ossia che non tutte le disabilità vengono considerate allo stesso modo.
Anzi, nella "scala della considerazione" la sordità (intendo grave, non una semplice ipoacusia) viene messa agli ultimi posti, sino quasi a non considerarla nemmeno una disabilità, bensì una semplice patologia, come tante, per di più emendabile con fantastici apparecchi acustici.
Beh, devo dare a te e soprattutto a me stesso una brutta notizia: non tutti i tipi di sordità possono essere "corretti" con semplici protesi acustiche.
Non sto, infatti, parlando del fisiologico calo dell'udito che si riscontra, ad esempio, negli anziani, e per il quale l'apparecchio acustico può fare molto.
Parlo, invece, della sordità neurosensoriale grave, pantonale, rispetto alla quale (posso assicurarlo) nemmeno un amplificatore da 20.000 watt potrebbe fare molto.
Evito di scendere nei dettagli tecnici, ma sappi che se le circa 16000 cellule cigliate di cui madre natura ti ha dotato dovessero, per un qualsiasi caso, passare a miglior vita, nessun apparecchio acustico potrebbe salvarti da questa condizione.
Eppure (per me ormai è dato di comune esperienza) nemmeno una sordità grave, quasi paragonabile alla cofosi, riesce generalmente a provocare reazioni empatiche. Tu lo confermi.
Mentre la cecità o la paralisi portano il terzo osservatore ad immedesimarsi nel disabile, e quasi a provare (seppure solo per un attimo) la sua stessa condizione, quindi sviluppando una forte reazione empatica, viceversa la sordità non produce nessuna immedesimazione, ed, anzi, spesso viene minimizzata.
Nessuno, credo, si sognerebbe di dire ad un cieco,  che magari percepisce solo le ombre, che la sua condizione non è più da considerarsi  invalidante, poiché in commercio vi sono molti e strepitosi occhiali da vista... una simile affermazione, anzi, sarebbe accompagnata da generale riprovazione.
Partendo dalla buona fede di chi tende a minimizzare, forse una spiegazione risiede nel fatto che gli altri vengono colpiti solo da patologie che sono, nei loro effetti, facilmente percepibili con i sensi (vediamo il cieco che fatica ad attraversare la strada, o il paralitico che giace in un letto o su una carrozzina, e proviamo pena per la sua condizione invalidante, che ci appare evidente), mentre la sordità, almeno all'apparenza, non influisce così pesantemente sulla vita del sordo, e quindi non suscita alcuna reazione emotiva.
O forse il problema è semplicemente culturale, per cui anche nella disabilità è stata stabilita una  classifica per cui mettiamo al primo posto certe problematiche e tendiamo a minimizzare le altre.
Poco importa sapere quale sia la verità.
posso però aggiungere una cosa. Tempo fa lessi una bellissima frase (non so se ho già avuto modo di riportarla, può anche essere), che, per ovvi motivi, essendo per me divenuta una realtà, mi è rimasta impressa, e che potrebbe per alcuni, magari, essere anche uno stimolo per una riflessione.
Diceva, più o meno, che il cieco è escluso dal mondo delle cose, mentre il sordo è escluso da quello delle persone....     


tiglio, pensi di essere l'unico disabile al mondo, sempre che la sordità possa essere definita ancora invalidante, stante l'estrema diffusione di apparecchi acustici straordinari ?

Che ne sai delle vite degli altri, delle loro sofferenze, del loro senso di inadeguatezza, come se la disabilità fosse solo una malattia del corpo e non anche dell'anima ?

Ognuno vive il proprio stare al mondo in modo diverso dagli altri.