Autore Topic: Mostre d'Arte  (Letto 140581 volte)

tiglio1971

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« Risposta #525 il: 29 Ott 2015, 19:08 »
la storia è nota più o meno a tutti (a me non lo era, ma non importa).
ma evidentemente è una storia sulla quale non tutti hanno riflettuto, tant'è che i più , per quel pochissimo che ne so, ne parlarono entusiasti non come di una provocazione, ma in termini di opera d'arte.
ed a me, povero ignorante, pare di aver compreso che Manzoni non volesse per nulla trasformare le sue deiezioni in opera d'arte, ma provocare ed indurre una riflessione sull'arte moderna, o, per lo meno, su certe sue degenerazioni.
Noto che sul punto non è stata fornita una risposta (fermo restando che non voglio far cambiare idea a nessuno)

an

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« Risposta #526 il: 29 Ott 2015, 19:18 »
a questo punto la domanda sorge spontanea : cos' è per te un'opera d'arte?

jello

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« Risposta #527 il: 29 Ott 2015, 19:22 »
io rispondo, non richiesto, citando il libro cui avevo fatto riferimento qualche pagina fa: "A work of art is anything that anyone has ever considered a work of art, though it may be a work of art only for that one person."

saltailmuro

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« Risposta #528 il: 29 Ott 2015, 19:28 »
Quoto quel che dissi di Manzoni il 2 aprile 2014, in data non sospetta.

I critici che gli mettono in bocca questa sorta di polemica verso l'arte hanno detto una bestiata. I siti che riportano sta bestiata trita e ritrita sono siti spazzatura  ;)

Con la merda d'artista Manzoni voleva intendere che qualsiasi cosa, passata tra le mani di un artista, è in grado di divenire arte. E questo credo pure sia un significato da dare alla parola. Anche se il senso dell'arte è multiplo, parzialmente a connotazione personale, ed io non l'ho ancora totalmente inquadrato.  :)

Tutto è arte, e l’arte è in grado di frullare il mondo intero, di farlo diventare arte nel suo divenire, che va di pari passo con la trasfigurazione e anche con la distruzione delle opere (fatte di materiali poveri e deteriorabili) ad opera del tempo, dell’uomo (pure esso arte), di quel che si presenta nella vita dell'opera. Ti consiglio di leggerlo soprattutto in quell’ottica se vuoi che la mostra ti sia utile, spesso invece la critica fa dire agli artisti cose che non hanno mai detto. Buona visita.

tiglio1971

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« Risposta #529 il: 29 Ott 2015, 19:34 »
a differenza vostra io non ho le idee chiare. lo ammetto.
me lo sono chiesto più volte in questi giorni, sollecitato da questa discussione.
Credo che per me l'arte sia qualcosa che istintivamente e senza mediazioni procura un'emozione, un pensiero sull'abilità di chi ha realizzato l'opera, sulle sue non comuni capacità.
Credo sia arte ciò che provoca un forte sentimento (ammirazione, stupore, gioia, ma anche paura, angoscia) o una riflessione sulle cose importanti della vita.
Certe pagine del "Nome della Rosa" di Eco, per me sono arte (il confronto tra Bernardo Gui e il cellario, che, per le magistrali capacità dello scrittore si può quasi vivere "in diretta", da protagonisti), o il dialogo tra il Conte Zio e il Padre Provinciale de "I promessi Sposi" (così ben descritto, e simile ad una partita a scacchi tra i contendenti).
E' arte un quadro fiammingo che riproduce la realtà, ma anche Gaudì e le sue opere architettoniche che non vogliono certo riprodurre ciò che si vede.
E' arte il Requiem di Mozart, con quell'oboe che, proprio all'inizio, con poche note, fa venire i brividi lungo la schiena e... molto altro naturalmente.
E sto parlando quindi anche di arte che non è semplicemente figurativa.
Difficile però dare delle definizioni.

jello

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« Risposta #530 il: 29 Ott 2015, 19:39 »
emerge da quello che dici che per te, come per moltissimi altri, arte ha una duplice connotazione:
- cosa bella (in senso latissimo)
- cosa realizzata con un'abilità non comune

direi che qui sta l'insanabile frattura tra le nostre posizioni

saltailmuro

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« Risposta #531 il: 29 Ott 2015, 19:40 »
Ti invito a riflettere sul fatto che hai parlato solo e soltanto di ciò che ti piace.

Il mondo reale è differente, però.
Pensaci.

E sto parlando quindi anche di arte che non è semplicemente figurativa.

tiglio1971

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« Risposta #532 il: 29 Ott 2015, 19:47 »
penso che la definizione di arte non esista, o che ne esistano talmente tante da consentire a ciascuno di noi di sostenere le proprie posizioni.
ma credo che i dizionari riportino una definizione simile alla mia, più che alla vostra (che non ho ben capito).
forse siete più attratti dalla filosofia che dall'arte, posto che, a quanto pare, per voi l'arte è solo un mezzo per riflettere sui temi della vita (mi è sembrato di scorgere questa posizione in alcuni interventi di An).
Ciò detto, vi saluto tutti caramente.
a presto.

saltailmuro

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« Risposta #533 il: 30 Ott 2015, 14:00 »
Mah... ci ho pensato un po' su stanotte  :)

Credo che l'arte sia di questo mondo e sia strumentale ai bisogni dell'uomo. Dal desiderio di vederci la bellezza, intesa come bellezza soggettiva, al bisogno di riflettere sul senso che ha la vita. Dall'impulso di potervi specchiare una parte della propria esperienza alla possibilità di leggervi una speranza oltre il brutto che vi possiamo trovare. La verità forse è che ognuno vi cerca quel che vuole, o di cui sente il bisogno.

Ma ancor prima di quel che è arte, c'è l'opera d'arte. Un pezzetto di un puzzle che è più che realistico, in quanto specchio del reale. Un qualcosa che l'artista ci consegna una volta che ha finito di darle un senso. Il suo senso, una piccola faccia della realtà, dei suoi bisogni e delle sue esperienze. Che non necessariamente tutti hanno bisogno o voglia di vedere.

Però mi permetto di dire che, in quanto arte, "resta" pure se non ci piace. E resta arte. E come tutto ciò che è reale non perde la sua essenza sol perché noi non ne abbiamo bisogno.

tiglio1971

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Re:Mostre d'Arte
« Risposta #534 il: 30 Ott 2015, 15:45 »
Non ho avuto modo di parlare con Manzoni, morto qualche anno prima che nascessi, quindi non saprei se ciò che ho letto fosse o meno una bestialità.
Forse tu hai fonti più credibili delle mie, non discuto.
Certo è che se l'intenzione di Manzoni era quella di dimostrare che l'Artista trasforma in arte tutto ciò che tocca (merda compresa, a questo punto), come una sorta di pietra filosofale vivente, allora dico che questa pretesa mi pare francamente assurda, così come assurdo è sostenere che una qualsiasi cosa è arte solo perché qualcuno ha stabilito che debba esserlo.
Anche perché, allora, il problema definitorio si sposta non sull'Arte, ma sulla figura dell'Artista.
Chi può essere definito artista? tanto da poter trasformare tutto ciò che tocca in Arte?
cosa possedeva Manzoni per essere definito Artista, tanto da conferire alla propria cacca un significato addirittura artistico?
Quella che ho letto sarà pure una bufala, rispetto alle reali intenzioni di Manzoni, ma anche ove fosse rimane una valida provocazione sull'Arte Moderna o, perlomeno, su una buona parte di essa.
Sicché, indipendentemente da come la pensasse Manzoni, mi pare che un barattolo di merda battuto all'asta ben più di 100.000 euro sia un buon punto di partenza per chi ha incrollabile fede in questa forma d'arte.
Ovvio, poi, che se una cosa corrisponde ai canoni dell'arte, rimane arte indipendentemente dai gusti personali, ma qui mi rendo conto di riaprire la spinosa questione definitoria sulla quale ci stiamo confrontando. :D

Quoto quel che dissi di Manzoni il 2 aprile 2014, in data non sospetta.

I critici che gli mettono in bocca questa sorta di polemica verso l'arte hanno detto una bestiata. I siti che riportano sta bestiata trita e ritrita sono siti spazzatura  ;)

Con la merda d'artista Manzoni voleva intendere che qualsiasi cosa, passata tra le mani di un artista, è in grado di divenire arte. E questo credo pure sia un significato da dare alla parola. Anche se il senso dell'arte è multiplo, parzialmente a connotazione personale, ed io non l'ho ancora totalmente inquadrato.  :)

saltailmuro

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« Risposta #535 il: 30 Ott 2015, 16:11 »
Chi è artista? Chi fa arte.

Credo sia arte ciò che provoca un forte sentimento (ammirazione, stupore, gioia, ma anche paura, angoscia) o una riflessione sulle cose importanti della vita.

Ed artista è chi “provoca” queste cose negli altri, fossero anche molto pochi.
Lo so che è una definizione "lata", ma accontentati. Se devo darti quella tecnica (per quel poco che posso) non è tanto essere artisti, quanto essere buoni artisti la vera scriminante. E lì, intervengono i discorsi già fatti su storia, musei, collezioni, qualità etc. etc.

Quanto a Manzoni: aveva una considerazione altissima, di artisti ed arte, lo so da fonti certe. ;)

Ma lo dicevo più che altro giusto per essere pur'io puntigliosa, che il succo del discorso sta cosa non lo cambia.  :D


jello

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« Risposta #536 il: 30 Ott 2015, 17:04 »
più che altro mi pare che una definizione di arte (e quindi di artista) diversa da quella di sopra entra necessariamente nel campo del soggettivo perché non c'è NIENTE che sia unanimemente considerato bello o artistico o valido.

allora il criterio qual'è, quello della prevalenza o della vecchiaia? siccome leonardo è considerato artista dai più e da un sacco di persone lo è?

quindi se tra duecento anni gli studiosi dovessero prendere la saga di twilight come pietra miliare della letteratura di questi anni (cosa certamente possibile) diventerebbe di colpo un'opera d'arte dopo essere stata una porcata?
tieni conto che fino ad un paio di secoli fa anche shakespeare era trattato dagli studiosi di letteratura più o meno come adesso la tizia di twilight (il nome non lo so)

an

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« Risposta #537 il: 30 Ott 2015, 18:55 »
ricordatevi : impara l'arte e mettila da parte

saltailmuro

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« Risposta #538 il: 03 Nov 2015, 15:41 »
Arte contemporanea o arte antica? Figurativa o concettuale?
Più il tempo si avvicina all’arte, meno si riesce a guardare l'arte in prospettiva.  ;)

l'arte, per come la vedo io, dovrebbe colpire senza alcuna spiegazione, senza mediazioni di critici ed esperti, e senza nemmeno la mediazione dell'artista. il quale quanto più parla, tanto più, ovviamente, ha bisogno di convincere gli altri della propria bravura...

Finisce così che la “immediatezza” con cui si pretende di poter fruire dell’arte sia paradossalmente fortemente mediata dal tempo.

Mah….
Visto che stiamo mettendo in dubbio tutto, anche la stessa esistenza dell'arte contemporanea....

Riporto uno stralcio di una intervista fatta recentemente a Massimo De Carlo, gallerista milanese. Che – a dispetto del lavoro che svolge - sull’arte contemporanea ha un punto di vista assai disincantato. Ma di quel disincanto che non ti porta a disconoscere o a disprezzare. E neppure a giudicare, ma solo a vedere. Certo, resta un punto di vista di parte, ma almeno resta solo un punto di vista scevro da etichettine di vario tipo, che è già una gran cosa.

Ah…  nel merito non lo condivido tantissimo, eh, ma trovo che faccia riflettere nella giusta prospettiva, e che sia indicativo di un corretto approccio. Tutto qui, e dicci niente.  ;)

“Che cosa risponde a chi sostiene che l’arte contemporanea è una bolla che prima o poi esploderà?”


“Ecco l’altro mito negativo da sfatare: la bolla dell’arte contemporanea. A me personalmente fa ridere un’affermazione del genere, perché penso che la cosiddetta bolla ci sia per tutti, da molto tempo e in tutti i campi. Siamo circondati da tante piccole grandi bolle: quella della finanza, quella dell’architettura, quella dell’ansia rispetto alla nostra esistenza, quella della salute. Noi viviamo al di sopra dei nostri mezzi grazie alle bolle. [….] La bolla, di qualsiasi tipo essa sia, è uno straordinario antidoto alla contemporaneità. La contemporaneità produce soprattutto noia, ma anche gli antidoti a essa. Quindi viva la bolla dell’arte contemporanea”.






an

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« Risposta #539 il: 03 Nov 2015, 16:33 »
è bello leggervi perchè siete dei vasi non comunicanti, delle parallele : uno che parla dei fiamminghi e di Caravaggio , di Mozart, dei Promessi Sposi, di Rischiatutto, del Carlo Cudega* etc..., l'altra che per sostenere l'arte contemporanea cita i galleristi che, oddio, è un po' come citare il presidente di Simmenthal quando si parla dei danni delle carni rosse....l'ultimo che scrive in inglese..siamo ben messi ah ah ah   


* epico ed immaginario personaggio milanese vissuto in un passato imprecisato

saltailmuro

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« Risposta #540 il: 03 Nov 2015, 16:47 »
E' sempre un piacere, aenne, avere una opinione franca ed obiettiva come la tua.

Perché ti sei dimenticato di aggiungerti nel mucchio?
 :D

an

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« Risposta #541 il: 03 Nov 2015, 17:24 »
salta, scusa, ma io mi elevo dal mucchio  :D

saltailmuro

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« Risposta #542 il: 03 Nov 2015, 18:47 »
 Scusa tu, non me ne ero accorta, e non lo direi mai :facepalm:


 :D  :D  :D

tiglio1971

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Re:Mostre d'Arte
« Risposta #543 il: 04 Nov 2015, 14:03 »
Partiamo da una premessa.
Io non disprezzo nulla.
Non disprezzo l'arte contemporanea in quanto tale.
e non ho preclusioni.
se vedo una cosa moderna che mi piace e che per me è Arte sono felice per questo incontro.
non è che aprioristicamente mi fermo ai tempi del Carlo Cudega e dico che tutto quello che viene dopo è schifo a prescindere.
E non è nemmeno che tutto quello che appartiene al Medioevo debba piacermi a prescindere.
Ad esempio trovo abbastanza stucchevole parte della pittura rinascimentale o post rinascimentale (con tutte quelle menate sulle prospettive e sulla geometria).
A me piace l'Arte. punto.
che sia antica o moderna.
Però.....
però riscontro che la mia preferenza, di massima, va a ciò che è antico, più che a ciò che si avvicina al contemporaneo.
ovvio e umano (credo) pensare che sia arte soprattutto quello che ti piace.
ma non escludo che anche il resto possa essere arte (anche se non mi piace e non lo comprendo).
Certo è che quando mi si dice che è arte tutto ciò che è creato dall'artista e che l'artista è colui che crea l'arte.... beh..... qui siamo ai giochi di parole.
ammetto che definire il concetto di arte sia pressoché impossibile, e ciò potrebbe alimentare all'infinito la discussione.
ma ammetto anche che la mia ignoranza circa l'arte moderna può agevolmente spiegare le mie personali preferenze.
e sono il primo a criticare me stesso.
spesso rifletto sul fatto che anche la Tour Eiffel venne considerata dai contemporanei un obbrobrio, mentre oggi è il simbolo di Parigi.
Oppure penso alla "Ca' brutta" di Via della Moscova a Milano, considerata una schifezza architettonica all'epoca della sua costruzione ed oggi ammirata come esempio fulgido di architettura.
E veniamo alla bolla...
che ci sia una bolla dell'arte contemporanea (ossia un gioco che viene scientemente alimentato per creare arte e artisti e quindi anche le relative quotazioni ed il relativo mercato) mi pare fuor di dubbio.
del resto è coerente con la nostra epoca, dove tutto deve avere un prezzo ed essere, almeno potenzialmente, oggetto di una transazione commerciale.
resta il fatto che la bolla di questo tipo di arte prima o poi finirà... mentre ancora oggi la gente fa la fila ai Musei Vaticani o al Louvre, o alla Cappella Sistina per vedere opere che risalgono a qualche secolo fa.... evidentemente quella bolla non è ancora scoppiata....


“Che cosa risponde a chi sostiene che l’arte contemporanea è una bolla che prima o poi esploderà?”


“Ecco l’altro mito negativo da sfatare: la bolla dell’arte contemporanea. A me personalmente fa ridere un’affermazione del genere, perché penso che la cosiddetta bolla ci sia per tutti, da molto tempo e in tutti i campi. Siamo circondati da tante piccole grandi bolle: quella della finanza, quella dell’architettura, quella dell’ansia rispetto alla nostra esistenza, quella della salute. Noi viviamo al di sopra dei nostri mezzi grazie alle bolle. [….] La bolla, di qualsiasi tipo essa sia, è uno straordinario antidoto alla contemporaneità. La contemporaneità produce soprattutto noia, ma anche gli antidoti a essa. Quindi viva la bolla dell’arte contemporanea”.







saltailmuro

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« Risposta #544 il: 04 Nov 2015, 15:21 »
Tiglio,

che ci siano giochi di finanza nel mercato dell’arte moderna ma soprattutto contemporanea è pacifico. E’ un mercato ancora deregolato, forse l’unico esente dalla tassazione delle cd. plusvalenze.

Quindi ovvio che molti privati vi si rifugino. Ma che sia questo sistema a “creare” arte non deve neppure essere pensato. Che le mode (queste sì) si sgonfiano in un attimo, ma raramente permangono (in maniera “seria”) in un mercato, sia pur in parte deviato dalla finanza.

Mentre l’arte può oscillare, ma arte resta. Va da sé la necessità (per i collezionisti neofiti) di affidarsi a galleristi seri. Per i cd "investitori moderati" di studiare la storia. Per i cd "creatori di soldi" di avere un ottimo occhio, un aggiornamento costante ed una particolare attenzione ai singoli "rumors". E per i semplici fruitori di affidarsi alla mediazione (che tanto rifuggi) di musei, curatori (pur'essi seri)  et similia.

E’ un discorso confuso eh, lo so. Ma non è neppure un discorso che possa farsi in questa sede.

Mi farebbe però più piacere se tu capissi che l'arte contemporanea offre uno spazio a tutti  :)

jello

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Re:Mostre d'Arte
« Risposta #545 il: 04 Nov 2015, 16:04 »
ultimo contributo al topic da parte mia:
come fai tiglio a dire "a me piace l'Arte. punto." quando la pagina prima hai detto che per te è arte quello che ti piace (o comunque quello che ti suscita emozioni)?
messa così direi che a tutti piace l'arte

an

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« Risposta #546 il: 04 Nov 2015, 17:27 »
Tiglio, tipo Gauguin ti piace ?

c'è una sua bella mostra a Milano, al Mudec

 http://www.mudec.it/ita/gauguin/

saltailmuro

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Re:Mostre d'Arte
« Risposta #547 il: 10 Nov 2015, 16:30 »
 “Quando faccio figure abbinate e somiglianti tra loro ottengo  come risultato che l’occhio è indotto ad andare e tornare da una figura all’altra per confrontarle. E ottengo anche questo: ciò che in una figura poteva sembrare casuale, ripetuto, acquista d’importanza e si comprende che ha la sua ragion d’essere.”

(M. Campigli)

Ebbe la nonna per madre, la madre per zia, nessun padre, un patrigno morto prematuramente, due sorellastre.
Scoprì chi fosse la sua vera madre per caso, da adolescente.
E poi dipinse praticamente solo donne.
Statiche pure se in movimento. Versando nei suoi quadri il desiderio di ciò che non gli era, e gli era, al contempo mancato :)
Ciò di cui a parole pare non si sia mai espresso.

Solo per dire che figurativo non equivale ad immediato. Tutt'altro.

http://www.artribune.com/2014/05/massimo-campigli-storia-di-un-artista-e-di-un-figlio-illegittimo/massimo-campigli-scuola-di-danza-1941-olio-su-tela-110-x-150-cm/

an

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« Risposta #548 il: 10 Nov 2015, 16:42 »
non mi piace . Lo trovo abbastanza banalotto

tiglio1971

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Re:Mostre d'Arte
« Risposta #549 il: 10 Nov 2015, 17:42 »
e chi lo ha mai sostenuto?
dato che la considerazione di Salta pare essere rivolta a me, rispondo che quando parlavo di immediatezza intendevo dire che ci sono opere d'arte che forniscono immediatamente una sensazione di qualcosa che è al di là della normalità, di quelle che sono le capacità medie di una persona. Ma con ciò non ho mai detto che l'arte figurativa non abbia una "profondità" per quanto attiene ai contenuti e che non ci siano messaggi da captare al di fuori di quello che si vede.

Solo per dire che figurativo non equivale ad immediato. Tutt'altro.