Autore Topic: Amicizia e lavoro  (Letto 43130 volte)

saltailmuro

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Amicizia e lavoro
« il: 09 Lug 2015, 16:25 »
L’altro giorno è passato a salutarmi mio padre. Premetto questa cosa: lui è uno che, se a qualcuno dà “tot”, si aspetta di ricevere altrettanto, e guai se gli arriva “tot meno uno”. Che guarda agli “status” degli altri, a cosa hanno, a cosa dicono. Che – a volte pedantemente – calibra ogni singola parola che gli viene detta, e se per caso una gli giunge un pò “storta”…son dolori per chi la ha profferita.  ::) Che lui ha ragione e gli altri hanno torto. Non lo voglio criticare. E’ mio padre.  :) Però è fatto così e bisogna darne atto. E’ anche schietto al limite della maleducazione. Però (è paradossale, lo so) mi ha anche insegnato a pensare bene della gente. :)

Sta premessa per dire che l’altro giorno mio padre mi chiede se vedo ancora ogni tanto Tizio, che ha conosciuto pure lui e con cui io ho lavorato diversi anni insieme. Amici? Non lo so, francamente era da tempo che non sapevo più che valore dare a sta parola. Ultimamente mi son presa un po’ di quelle che ritenevo inchiappettate  :D. Di sicuro posso dire che era uno con cui si parlava liberamente un po’ di tutto e si scherzava. Che se si stava giù ci si sfogava. Che fuori dal lavoro ci si messaggiava anche per dirsi qualche cazzata. Che quando sua moglie ha avuto un figlio sono andata subito in ospedale.  Che si è passato qualche w.e. insieme in compagnia dei rispettivi consorti. Che se si litigava (e capitava eh, lavorando a stretto contatto) ci si chiariva al massimo il giorno dopo. Oh… niente inciuci, eh. :icon_razz:

Vabbuò: ho risposto a mio padre che non lo vedevo più almeno da ottobre/novembre (e lo avevo incrociato solo per caso), e che alla centesima volta che lo avevo chiamato io, avevo deciso di non farlo più. E la spiegazione che mi davo è che costui era stato, ed è, un grandissimo stronzo. Ma non perché non si schiodasse da chissaddove per venire a trovarmi. Che la lontananza e gli impegni quotidiani spesso facciano finire le amicizie, senza che nessuno sia “stronzo”, sono la prima io a capirlo. Stronzo perché sapevo, e so per certo, che spesso ha occasione di passare...praticamente davanti a casa mia. Pure di sabato, o di domenica. Quando cioè non può esserci sempre la scusa della fretta. E da mesi (e mesi e poi ancora mesi) fa come se nulla fosse.
Un grandissimo stronzo.

Bene, finito il mio melodramma. :D

La risposta di mio padre.
“Non è stronzo. E’ che lui continua a fare l’avvocato in carriera, mentre tu, balzana che sei, con sta storia di voler cambiare lavoro al suo confronto fai la figura della commessa, ad andar bene”.

 :facepalm:

Da dire (questo ve lo do al 100%) che mio padre non voleva colpire il mio amico, ma affondare me.  :D


Mah… io dico solo che ho “abbassato” il significato che do alla parola amicizia. Non per questa cosa, ovvio. Per il tempo e per le cose nel tempo.

E ora penso che non è vero che gli amici si vedono al momento del bisogno. Che non è vero che gli amici sono quelli che per te smuoverebbero mari e monti. Che non è vero che gli amici sono quelli che conosci da anni, anni e anni. Che non è vero che l’amicizia è disinteressata. Che non è vero che devi necessariamente condividere con un amico vita morte e miracoli.

Gli amici sono quelli che ti sono tali anche per un’ora soltanto della vita.  :)  Ma che, a quell’ora, la tua ora, sono in grado di dare un senso. Magari (e si spera) traendone loro stessi un vantaggio. Magari anche solo per loro comodità o tornaconto.
Se poi restano e vanno oltre, meglio ancora.

Quanto al lavoro… bé… è come l’amicizia. Non necessariamente ti resta per la vita. Con buona pace di mio padre. :D

E… ammetto che un po’ di volte pure io ho fatto con altri come Tizio ha fatto con me.
Morale: oggi ho un poco “assolto” sia Tizio che l’avvocatura.  :icon_monkey: ;)



tiglio1971

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Re:Amicizia e lavoro
« Risposta #1 il: 09 Lug 2015, 16:41 »
no, mi spiace, non condivido.
amicizia significa amicizia.
è una definizione, che non puoi mutare a tuo piacimento.
l'amicizia è disinteressata.
l'amico corre al capezzale, quando ne hai bisogno.
l'amico si fa vivo, anche se gli costa fatica.
tu vorresti "violentare" il concetto di amicizia, adattandolo alla tua personale esperienza, solo perché hai riscontrato che l'amicizia vera è rara.
ed allora, per rimettere a posto le cose, proponi un concetto differente, che non è "amicizia", ma qualcos'altro.... interesse, affinità, calcolo, comodità, tornaconto, chiamiamolo un po' come vogliamo.
L'amicizia è merce quasi introvabile, lo dicono i vecchi adagi popolari: chi trova un amico.....
Ciò detto, non capisco il senso profondo del post.
E' un'invettiva contro l'amicizia fasulla, contro tuo padre, contro la sfortuna che non ci ha reso principi del foro o cosa?
Annoto solo che un genitore dovrebbe sostenere le scelte dei figli, anziché affossarle, tanto più se si tratta di scelte che nascono da una insofferenza (ma prima dovremmo stabilire se il tuo allontanamento dall'avvocatura sia dipeso o meno da una situazione di insofferenza)

saltailmuro

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Re:Amicizia e lavoro
« Risposta #2 il: 09 Lug 2015, 16:49 »
Non ha un senso "profondo", il post. Partiva da una esperienza per dire quello che penso io sugli amici, mica è l'amicizia in sé. Non mi pare di avere "mutato" una definizione.

Era una mia riflessione, perché davvero da tempo con gli amici ho, come si suol dire, "abbassato" l'asticella.

Dammi pure della superficiale, non mi offendo  :)

Circa il lavoro e i genitori, credo che nessuno sia perfetto.  ;)

lupuscanis

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Re:Amicizia e lavoro
« Risposta #3 il: 09 Lug 2015, 17:04 »
un solo commento: da quando ho conosciuto i suoceri, ho rivalutato di molto i genitori  :D

saltailmuro

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Re:Amicizia e lavoro
« Risposta #4 il: 09 Lug 2015, 17:17 »
Pure io :D

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Re:Amicizia e lavoro
« Risposta #5 il: 09 Lug 2015, 17:26 »
   :icon_farao:

tiglio1971

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Re:Amicizia e lavoro
« Risposta #6 il: 09 Lug 2015, 17:28 »
non era un posto polemico.....
figurati se ti do della superficiale, dopo il popo' di roba che hai scritto. :angry8:
quanto ai suoceri, dopo averli conosciuti è possibile rivalutare qualunque essere vivente, compresi gli organismi unicellulari....  :D


Non ha un senso "profondo", il post. Partiva da una esperienza per dire quello che penso io sugli amici, mica è l'amicizia in sé. Non mi pare di avere "mutato" una definizione.

Era una mia riflessione, perché davvero da tempo con gli amici ho, come si suol dire, "abbassato" l'asticella.

Dammi pure della superficiale, non mi offendo  :)

Circa il lavoro e i genitori, credo che nessuno sia perfetto.  ;)

lupuscanis

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Re:Amicizia e lavoro
« Risposta #7 il: 09 Lug 2015, 17:34 »
persino i procarioti :D

quanto ai suoceri, dopo averli conosciuti è possibile rivalutare qualunque essere vivente, compresi gli organismi unicellulari....  :D

an

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Re:Amicizia e lavoro
« Risposta #8 il: 09 Lug 2015, 17:57 »
mi piace il pensiero di salta quando scrive che l'amico è quello con il quale puoi anche condividere un'ora della tua vita parlando di calcio, dei tuoi problemi, senza che vi debba essere necessariamente il requisito dell'eternità.
E' sufficiente che il tempo trascorso con lui/lei ti abbia rasserenato, reso felice o che comunque ti abbia trasmesso delle emozioni.
Poi c'è un livello di amicizia più profonda e nel contempo diversa e più impegnativa che è quella di cui parla tiglio.
Il punto è che ci sono amici che non vedi più anche se abitano a pochi km da te perchè è terminato il tempo spazio d'interazione con loro. Li frequentavi a 20 anni quando andavi in giro a far caxxate, a far le vacanze in campeggio ed ora che sei avv.to e loro fanno tutt'altro di cosa si parla se ci si frequenta se non dei vecchi tempi andati con conseguente nostalgia e tristezza per la fu gioventù ? L'asticella di cui parla salta si abbassa automaticamente...

Si arriva poi ad un punto in cui si hanno "amici" quasi esclusivamente avvocati ed anche lì vai a capire quanto il rapporto sia interessato o disinteressato. Vedrete che con il passare dle tempo ci sarà sempre più simpatia che amicizia e quello sarà il discrimine..   

Nella nostra professione, e chiudo, non dimenticate che ci sono, per motivi legati purtroppo alla natura del lavoro che si fa, tantissimi individui di cui fidarsi poco. 

saltailmuro

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Re:Amicizia e lavoro
« Risposta #9 il: 09 Lug 2015, 18:26 »
Il problema è - anche - che non possiamo pretendere dagli altri ciò che noi per primi non siamo disposti a dare.

E poi: non è detto che io non possa essere una amica fidata per qualcuno, ma magari mica riesco ad esserlo con tutti.

Comunque io non dicevo che l'amicizia "profonda" non sia meglio. E' evidente che è così. Dicevo però (invero ci sono arrivata da mò :D, però a volte ricado nell'errore di arrabbiarmi se non è così) che a volte è meglio non avere troppe aspettative. Che piuttosto che nulla è meglio, che so, appunto una sana risata, un confronto, senza prospettive di "eternità" (rubo la parola ad aenne.... che poi l'eternità non esiste neppure  :)).

Se poi giunge qualcosa che si avvicina all'eternità e che non sia dopo la morte  :D ben venga  :D

Tutto qua. Amen  :)

nigripennis

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Re:Amicizia e lavoro
« Risposta #10 il: 10 Lug 2015, 10:09 »
nessuno fa la domanda
la farò io
com'è che il tuo amico non ti c@ga più?
 :icon_arrow: :icon_arrow: :icon_arrow:

saltailmuro

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Re:Amicizia e lavoro
« Risposta #11 il: 10 Lug 2015, 14:43 »
 :D
Che devo dire?

Se devo proprio pensare ad un motivo, forse la spiega data da mio padre non è peregrina.....  :facepalm:
Cioè, io non credo per snobismo, ma magari perché è venuto a mancare un punto in comune (ovvio che si parlasse ANCHE di lavoro ::)). Del resto, era una amicizia nata sul lavoro.

Sennò, non so, confesso che mi sono bellamente dimenticata del suo compleanno, e lui è uno che, a ste cose, ci tiene  ::) Mi sono scusata, e mi ha risposto che capiva che potessi avere in testa altre cento cose (capita, eh, non credo di avere ucciso nessuno).
Ma se gli ho fatto altro, non saprei cosa. E comunque da un amico mi sarei aspettata, almeno, chiarezza.

Che l'amicizia fosse tutta nella mia testa?  ::) No, questo lo escludo, perché con me si è più volte comportato da amico.

Credo che certe cose finiscano anche senza un perché: e forse questo è il motivo più plausibile.

Purtroppo devo dire che ultimamente ho constatato di persona come alcuni si siano allontanati proprio quando ne avrei, forse, avuto maggior bisogno :bunny:

Brutto a dirsi, ma... sinceramente? Non voglio neanche pensare che sia sempre colpa mia.

saltailmuro

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Re:Amicizia e lavoro
« Risposta #12 il: 10 Lug 2015, 15:00 »
Ah, dimenticavo.

Dovessi chiamarlo ora, per chiarirmi, non risulterei sinceramente gradevole :thumbsup:

Quindi evito di dirgli che trovo sinceramente vergognoso che, a distanza di mesi, non sia neppure passato a salutare mio figlio....

Credo che oramai l'amico sia perso, tant'è che però forse mi prende meglio definirlo "ex" piuttosto che dire che non lo sia mai stato  :)

nigripennis

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Re:Amicizia e lavoro
« Risposta #13 il: 10 Lug 2015, 16:13 »
in generale non condivido niente delle tue pippe mentali  :toothy12:
tranne questo:
Non voglio neanche pensare che sia sempre colpa mia.
da quando io mi sono convertita alla mia nuova religione, ti posso assicurare che non è MAI colpa mia

e vediamo cosa dice il mio mantra odierno...
ah, ecco:
 con certa gente, invece di sentirti inadatto o fuori posto, prova a sentirti sprecato. Fa miracoli.

saltailmuro

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Re:Amicizia e lavoro
« Risposta #14 il: 10 Lug 2015, 16:39 »
Il problema è che, selettiva, io lo sono sempre all’inizio di un rapporto. E uso un filtro assai stretto. Cioè: non è che ritengo gli altri “non degni” di me. Scremo chi  può piacere a me da chi no (e va da sé che se una persona non piace a me non equivale certo a che non piaccia, non valga, o non interessi a nessuno).

E se finisce che considero uno come amico, poi non mi è indifferente... declassarlo tra… “certa gente”.
A prescindere da che, magari, non sempre ho tutte le ragioni.

Di qui, che abbasso l’asticella. Ma non nello scegliere le persone. Non ci riesco. Nelle sole aspettative.

(sì, lo so di essere incasinata…  :D)


certa gente

Ziomaicol

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Re:Amicizia e lavoro
« Risposta #15 il: 10 Lug 2015, 19:12 »
Dài che ti perdono, salta, la prossima volta passo a salutarti.

Ma non pensare più che io sia uno str.onzo..

 :icon_razz:

nigripennis

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Re:Amicizia e lavoro
« Risposta #16 il: 10 Lug 2015, 19:20 »
uh che altarini...  :laughing7:

saltailmuro

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Re:Amicizia e lavoro
« Risposta #17 il: 10 Lug 2015, 20:48 »
Zio ti aspetto! :D

an

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Re:Amicizia e lavoro
« Risposta #18 il: 13 Lug 2015, 11:52 »
le amiche o gli amici è meglio sceglierli belli e giovani. Così, anche se sono strxnxi almeno ti lustri gli occhi o il palmo della mano...

saltailmuro

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Re:Amicizia e lavoro
« Risposta #19 il: 04 Ago 2015, 15:13 »
Mah... questo mio amico è oggettivamente un bell'uomo : gli occhi me li sono lustrata, ma francamente poco mi è importato (per l'amor del cielo: preferisco comunque guardare i belli, ma la roba comunque la finiss lì :D).

Mi son convinta che le amicizie nate sul lavoro sono generalmente meno durature rispetto - che so - a quelle che nascono in palestra o in altri momenti di svago, tempo libero. O in altre circostanze che ci rendono la vita "comune" o affine a qualcun altro.

Forse perché la gente ha BISOGNO di fare amicizia sul lavoro, visto che ci trascorre la gran parte del proprio tempo. Ed è un bisogno magari forzato. Un po' come dire "o mangi sta minestra....".

Mentre altrove, al bisogno "forzato", si sostituisce la voglia, il piacere, la scelta, o anche il sollievo di poter condividere un momento.

E'.... come dire....sempre un bisogno, ma forse meno "puro" :)

an

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Re:Amicizia e lavoro
« Risposta #20 il: 01 Set 2015, 12:06 »
ti leggo un po' frenata...

saltailmuro

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Re:Amicizia e lavoro
« Risposta #21 il: 01 Set 2015, 12:36 »
Mi è più facile pensare di sbagliare ora.

Meglio che credere di avere sbagliato in partenza, o avere avuto cose sbagliate in partenza.
Quindi freno.

 :hello2:


saltailmuro

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Re:Amicizia e lavoro
« Risposta #22 il: 30 Nov 2015, 16:16 »
Oggi mi è successa una cosa bellissima, di quelle che non ti aspetti. Ho sentito un’amica che non sentivo da tanto tantissimo troppo tempo.

Una di quelle (e si può proprio dire) con cui ho condiviso vita morte e miracoli. Mi ha mandato un sms lei qualche giorno fa, negli ultimi anni ce ne siamo sempre scritte uno ai rispettivi compleanni. Uno magari a Natale. Poco più, poco meno. Eppure – parrà strano - non sono mai stati dei “proforma”. Non so come dirlo... quand'è così lo senti.

Questo sms me lo aveva mandato per farmi un invito che purtroppo devo rifiutare. E mi dispiace. Perché a distanza di tempo lei aveva pensato a me. A volte le strade si dividono e ci si chiude tra il lavoro, la famiglia, i propri casini, i propri impegni, le nuove amicizie. E non ti accorgi che certe amicizie finiscono senza un perché e al contempo con tanti perché.

Bè, stavolta ho fatto il numero e - poi - via mail dopo anni, anni e anni ho condiviso con questa persona le foto del perché non potevo esserci, al suo invito. Mi ha appena risposto (le riporto testuali testuali, le sue parole) che è bello sentire che nonostante il tempo passato lontano le amicizie non finiscono.

Adesso lei fa l’istruttrice dello sport che abbiamo praticato entrambe a livello agonistico (pur infimo, eh) per tanti anni, condividendo ogni giorno momenti di ogni tipo. Che lo sport è sacrificio. Inutile dire che si era inseparabili pure in vacanza, e in generale nel ludico al di fuori dell'ambito sportivo. E ne son passati, di anni, da allora: una quindicina.
Oggi mi ha detto di essere una persona felice. E son felice per lei.

Mi è venuto in mente di scriverlo qui, pure se col lavoro non ci azzecca niente. A fare da contraltare ai miei post di sopra.  :)

an

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Re:Amicizia e lavoro
« Risposta #23 il: 30 Nov 2015, 17:55 »
che sport ?

saltailmuro

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Re:Amicizia e lavoro
« Risposta #24 il: 30 Nov 2015, 18:12 »
Te lo scrivo, ma in emmepì.

 

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