Autore Topic: RIFORMA FORENSE 2012: ultimo atto!  (Letto 50439 volte)

Admin_M

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RIFORMA FORENSE 2012: ultimo atto!
« il: 13 Dicembre 2012, 13:37:49 »
Giustizia: via libera comm. Senato riforma forense, mercoledi' in Aula

(ASCA) - Roma, 12 dic - La commissione Giustizia del Senato ha licenziato per l'Aula il ddl di riforma della professione forense, che approdera' all'esame dell'assembea, ultimo provvedimento parlamentare di questa legislatura, mercoledi' 19 dicembre.

Giunto al Senato in terza lettura, nonostante le perplessita' che permangono su alcuni punti del provvedimento, la commissione ha deciso di respingere tutti i 160 emendamenti presentati in modo da consentire al ddl di concludere il suo iter approdando in Aula. L'obiettivo e' quello di approvare una riforma che interviene su una legislazione oramai vecchia di 79 anni, riservandosi di intervenire sui punti controversi con interventi mirati nella prossima legislatura.

Grande la soddisfazione espressa dal presidente della commissione, Filippo Berselli: ''C'e' stato un importante lavoro da parte di tutti i gruppi, che ringrazio per l'impegno, anche da parte di coloro che sono stati critici col provvedimento, come ad esempio i Radicali, che in commissione hanno accantonato atteggiamenti ostruzionistici, consentendoci di consegnare il testo per l'Aula. Condivido alcune loro perplessita' e formulo l'auspicio che possano essere superate nel prossimo futuro, con interventi mirati.

Oggi abbiamo ottenuto il massimo risultato possibile, direi che e' stato quasi un miracolo riuscirci''.

Le perplessita' comunque permangono, specie da parte dei Radicali, che preannunciano una pregiudiziale di costituzionalita' sul ddl come primo passo in Aula.

''L'ultimo lascito di questa legislatura - spiega il senatore Marco Perduca - rischia di essere una legge che pone problemi di costituzionalita': direi che sia il peggior modo per concluderla''. I Radicali criticano in particolare alcuni forti paletti posti in ingresso alla professione mentre d'altro canto la riforma crea degli 'scivoli' in uscita che rischiano di penalizzare una platea valutata in 60 mila avvocati, mettendo a rischio la prosecuzione della professione. ''Del resto ci sara' pure un motivo per cui il 30% degli avvocati si e' espresso contro questa riforma'' conclude Perduca.

''Noi senatori del Pd siamo convinti della necessita' della riforma, nonostante alcuni suoi punti deboli che conosciamo benissimo e che sono tutti indicati e oggetto di nostri emendamenti - spiega dal canto suo il capogruppo democratico in commissione Giustizia, Felice Casson -. Alcuni punti andranno modificati, in particolar modo quelli a tutela dei giovani avvocati e per facilitare il loro ingresso nella professione. Ma a fine legislatura, nella scelta tra fare una riforma perfettibile e non farla abbiamo scelto la prima via, con l'impegno a intervenire nella prossima legislatura. I punti da migliorare li conosciamo tutti''.

http://www.asca.it/news-Giustizia__via_libera_comm__Senato_riforma_forense__mercoledi__in_Aula-1229367-POL.html



Barby71

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RIFORMA FORENSE 2012: ultimo atto!
« Risposta #1 il: 13 Dicembre 2012, 15:48:39 »
:o  :sad1:  :pale:  :pale:  :pale:  :pale:  :pale:  :pale:  :pale:  :pale:  :pale:

Sempre peggio...intanto si fa la riforma poi si propone l'incostituzionalità....

flowneaway

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RIFORMA FORENSE 2012: ultimo atto!
« Risposta #2 il: 13 Dicembre 2012, 16:17:18 »
ma quanti radicali ci sono in parlamento in grado di far temere la mancata approvazione della riforma?

Admin_M

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RIFORMA FORENSE 2012: ultimo atto!
« Risposta #3 il: 17 Dicembre 2012, 19:55:38 »
I futuri praticanti avvocati lavoreranno gratis per legge

di Gian Antonio Stella

«L’ imperativo categorico è dare un futuro ai giovani», ha tuonato paterno Renato Schifani. Detto fatto, l’unica legge messa in calendario dal Senato ormai agli sgoccioli è la riforma della disciplina forense cara a un sesto dei senatori (presidente compreso) di mestiere avvocati. Riforma che consente di imporre ai praticanti (laureati) di lavorare gratis come i «ragazzi-spazzola» dei barbieri di una volta.

Spiegano a palazzo Madama che per carità, alla larga dalle malizie, è tutto normale. Certo, il tempo è tiranno e, visto che dopo il varo della legge di stabilità Mario Monti darà le dimissioni e le Camere saranno sciolte, non ci sono proprio i giorni necessari (ahinoi!) per fare tante cose.

Troppo tardi per approvare la soppressione delle province. Troppo tardi per varare le misure alternative al carcere care alla Guardasigilli Paola Severino. Troppo tardi per legge sul pareggio di bilancio che secondo Vittorio Grilli sarebbe stata «essenziale» e «parte integrante del processo di riforma e messa in sicurezza dei conti del Paese».

Troppo tardi per mandare in porto perfino certe leggine piccole piccole sulle quali si dicono tutti d’accordo come il raddoppio delle pene per i trafficanti di opere d’arte che finalmente consentirebbe di mettere le manette (oggi escluse) a chi rubasse la Pietà di Michelangelo o la Venere del Botticelli.

Troppo tardi. Restava giusto il tempo, prima dello scioglimento del Senato, per far passare una sola legge. E dovendo scegliere che cosa ha scelto la conferenza dei Capigruppo, tra i quali non mancano gli avvocati? La «Nuova disciplina dell’ordinamento della professione forense», scritta dalla vecchia maggioranza PdL-Lega su ispirazione del Consiglio Nazionale Forense.

Che arriva in aula con grande soddisfazione del presidente della commissione Giustizia Filippo Berselli (mestiere? Avvocato) dopo la bocciatura di tutti i 160 emendamenti presentati dalla (vecchia) opposizione. Di fatto, ha scritto Il Sole 24 Ore , la riforma «riporta per molti versi le lancette della professione legale a prima degli interventi “liberalizzatori” di riordino».

Un esempio? «I parametri, che nel linguaggio liberalizzatore hanno sostituito le vecchie tariffe, in realtà tornano a somigliare molto al progenitore, considerato che vengono “indicati” a cadenza biennale dal decreto ministeriale “su proposta del Consiglio nazionale forense”».

Gli aspetti più contrastati sono diversi. C’è chi contesta il divieto ai non iscritti all’albo degli avvocati di fornire consulenza extragiudiziale nelle materie giuridiche, anche se sono laureati in legge, come fossero condannati a non usare le conoscenze giuridiche acquisite all’università.

Chi contesta la delega al Governo perché conservi il divieto a costituire studi legali in forma di società di capitali (su modello di quelli americani o inglesi) salvo che tutti i soci siano iscritti all’albo degli avvocati. Chi ancora contesta il divieto di pubblicità. I punti più ammiccanti nei confronti dei «vecchi» e più ostili ai giovani, però, sono tre.

Il primo obbliga gli avvocati a un continuo aggiornamento professionale ad eccezione di quelli che hanno più di 25 anni di iscrizione all’Albo. Come se chi ha smesso da più tempo di studiare avesse meno bisogno di star al passo coi nuovi testi e le nuove sentenze di chi è di studi più recenti.

Peggio: sono esentati gli avvocati politici con la motivazione che si aggiornerebbero automaticamente grazie a quanto fanno. Una tesi assurda, contro la quale inutilmente si è battuto Pietro Ichino: «Quello che si chiede all’avvocato è conoscere tutte le novità giurisprudenziali, come l’ultima sentenza di Cassazione, magari non ancora pubblicata su una rivista e che, però, può servire per vincere la causa. La novità legislativa incide su questo onere di aggiornamento in misura minima. Non riesco a capire come si possa sostenere decentemente che un parlamentare si aggiorni sulla giurisprudenza e sulla dottrina per il solo fatto di sedere in un’aula delle camere».

Più ancora, però, Ichino e altri sono indignati per il comma 11 dell’articolo 41. Il quale dice che «ad eccezione che negli enti pubblici e presso l’Avvocatura dello Stato» (come a dire: facciano pure, loro, tanto sono soldi pubblici) «decorso il primo semestre, possono essere riconosciuti con apposito contratto al praticante avvocato un’indennità o un compenso per l’attività svolta per conto dello studio, commisurati all’effettivo apporto professionale dato nell’esercizio delle prestazioni e tenuto altresì conto dell’utilizzo dei servizi e delle strutture dello studio da parte del praticante avvocato».

Traduzione: il titolare di uno studio può pagare un obolo al giovane praticante avvocato che sgobba per lui solo dopo il primo semestre. Non è obbligatorio: primi sei mesi gratis, poi è un rimborso facoltativo. Quanto all’accenno all’«utilizzo dei servizi e delle strutture dello studio» che vuol dire: che se il praticante fa una telefonata gli va detratta? La sedia su cui siede va detratta?

Peggio ancora, denuncia Dario Greco, il presidente dell’Aiga, l’associazione dei giovani avvocati: il riconoscimento di quel rimborso facoltativo dopo i primi sei mesi «cessa al termine del periodo di pratica lasciando completamente scoperti quei giovani che attendono di fare l’esame d’avvocato oppure che l’hanno superato, ma che continuano a frequentare lo studio ed a lavorare a tempo pieno per il loro dominus.

Si tratta di rapporti di collaborazione che di autonomo non hanno nulla e che coinvolgono un elevatissimo numero di giovani di ogni regione italiana, i quali, si trovano costretti a rimanere in tali studi alle sostanziali “dipendenze” dei loro domini, senza forma di tutela alcuna, e senza il riconoscimento di un compenso che sia effettivamente commisurato all’apporto che il giovane riesce a dare allo studio».

Un meccanismo, accusano i giovani legali, che «impedisce ogni prospettiva di crescita, di progressione di carriera del giovane, oltre a costituire una vera e propria emergenza sociale nei confronti di quei giovani che non riescono a raggiungere la soglia dei mille euro al mese».

Domanda: che sia una coincidenza che una legge così venga salvata in «zona Cesarini», a discapito di ogni altro provvedimento destinato a spirare insieme con la legislatura, da un Palazzo Madama presieduto da un avvocato nel quale gli avvocati sono addirittura 50 su poco più di trecento senatori?

http://nuvola.corriere.it/2012/12/14/i-futuri-praticanti-avvocati-lavoreranno-gratis-per-legge/

Barby71

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RIFORMA FORENSE 2012: ultimo atto!
« Risposta #4 il: 18 Dicembre 2012, 02:37:58 »
Ma sono l'unica ad essere iper preoccupata da questa riforma?
Comincio a credere che forse è vero che gli "avvocati", gli altri siano tutti ricchi...io se penso alle nuove spese che dovrò sobbarcarmi se passa questa riforma mi sento male...ho paura di dovermi cancellare dall'albo per insostenibilità delle spese...è un problema che attanaglia solo me?
Possibile che non si faccia niente e stiamo tutti a guardare?

thunderman

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RIFORMA FORENSE 2012: ultimo atto!
« Risposta #5 il: 18 Dicembre 2012, 09:31:37 »
Scusa, di quali nuove spese parli?

A me non piace la parte che prevede la cancellazione dall'albo per gli avvocati che, dicono, non svolgono la professione...

come fanno ad accertarlo, se tale accertamento non riguarda il reddito??

con il numero di causa depositate in un anno?

mah non capisco ste cosa

nigripennis

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RIFORMA FORENSE 2012: ultimo atto!
« Risposta #6 il: 18 Dicembre 2012, 10:59:09 »
e 'andò stà la gnius?
Citazione da: "Admin_M"
I futuri praticanti avvocati lavoreranno gratis per legge

Barby71

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« Risposta #7 il: 18 Dicembre 2012, 11:30:29 »
Iscrizione obbligatoria alla cassa con pagamento minino di 2750 euro indipendentemente dal fatturato, doppia assicurazione professionale + infortuni....na tragedia....se entrano ok pure a pagare il 40% ma se non entrano da dove si prendono? Dai clienti che non pagano? O dallo Stato che è in ritardo con le liquidazioni? Peccato che non sia previsto per legge che si possano girare i crediti verso lo Stato per sostenere le spese dallo stesso rese obbligatorie eravamo già un pezzo avanti ...
Nigris la novità è che prima forse a Natale e Pasqua i praticanti potevano passarlo a casa nel dubbio che ci si sentisse obbligati moralmente al famoso ebolo di 50 Euri...con la riforma invece qualche collega interpreterà che i 6 mesi di pratica gratuita si estendono anche nel costituire dei picchetti a studio per il ricevimento delle telefonate e la sistemazione dei fascicoli nelle feste comandate quindi anche di Natale e Pasqua (la legge parla di 6 mesi di pratica gratuita quindi forse sono compresi anche sabati, domeniche e quanto altro) con la scusa che la gavetta l'abbiamo fatta tutti :shock:
Che tristezza...due anni di gavetta schiavizzati, un esame barzelletta e alla fine conquistato il titolo tocca trovare 5 mila euro annui minimi per poterti fregiare dello stesso... :o

carleos

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« Risposta #8 il: 18 Dicembre 2012, 11:55:35 »
Citazione da: "Barby71"
Iscrizione obbligatoria alla cassa con pagamento minino di 2750 euro indipendentemente dal fatturato, doppia assicurazione professionale + infortuni....na tragedia....se entrano ok pure a pagare il 40% ma se non entrano da dove si prendono? Dai clienti che non pagano? O dallo Stato che è in ritardo con le liquidazioni? Peccato che non sia previsto per legge che si possano girare i crediti verso lo Stato per sostenere le spese dallo stesso rese obbligatorie eravamo già un pezzo avanti ...
Nigris la novità è che prima forse a Natale e Pasqua i praticanti potevano passarlo a casa nel dubbio che ci si sentisse obbligati moralmente al famoso ebolo di 50 Euri...con la riforma invece qualche collega interpreterà che i 6 mesi di pratica gratuita si estendono anche nel costituire dei picchetti a studio per il ricevimento delle telefonate e la sistemazione dei fascicoli nelle feste comandate quindi anche di Natale e Pasqua (la legge parla di 6 mesi di pratica gratuita quindi forse sono compresi anche sabati, domeniche e quanto altro) con la scusa che la gavetta l'abbiamo fatta tutti :shock:
Che tristezza...due anni di gavetta schiavizzati, un esame barzelletta e alla fine conquistato il titolo tocca trovare 5 mila euro annui minimi per poterti fregiare dello stesso... :o


Oh mio Dio, da praticante mi verrebbe voglia di aprirmi un bar in Messico e mandare tutto al diavolo!
Dove sono capitato??? ;)

Barby71

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« Risposta #9 il: 18 Dicembre 2012, 11:58:56 »
Da avvocato io invece preferirei un carretto ambulante sulla spiaggia dove vendere le grattachecche...costi fissi 0  :wink:

nigripennis

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« Risposta #10 il: 18 Dicembre 2012, 12:39:59 »
senza polemica, ribadisco che non capisco dove sia la novità
forse voi siete stati più "fortunati" nella Vs pratica
per me non cambia niente: erano minimo 24 mesi di pratica gratis
qua la pratica o la facevi così o la facevi così
Citazione da: "Barby71"
la novità è che prima forse a Natale e Pasqua i praticanti potevano passarlo a casa nel dubbio che ci si sentisse obbligati moralmente al famoso ebolo di 50 Euri...con la riforma invece qualche collega interpreterà che i 6 mesi di pratica gratuita si estendono anche nel costituire dei picchetti a studio per il ricevimento delle telefonate e la sistemazione dei fascicoli nelle feste comandate quindi anche di Natale e Pasqua (la legge parla di 6 mesi di pratica gratuita quindi forse sono compresi anche sabati, domeniche e quanto altro)

 :dontknow:
fosse solo quello il problema
invece ce ne sono tanti altri

Hedwig

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« Risposta #11 il: 18 Dicembre 2012, 12:52:40 »
A me non cambia niente anche se per legge la pratica sarà gratuita!

Io la faccio già gratis!

E non ho nemmeno il rimborso benzina, dato che faccio la pratica in una città diversa dalla mia!!

Che ingiustizia però! Che poi i Dominus non capiscono che dandoti qualcosa tu renderesti di più e lavoreresti con più passione!

nigripennis

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« Risposta #12 il: 18 Dicembre 2012, 13:10:24 »
ci mancherebbe anche che il tuo dominus dovesse pagarti i TUOI spostamenti
Citazione da: "Hedwig"
E non ho nemmeno il rimborso benzina, dato che faccio la pratica in una città diversa dalla mia!!

dovrebbe pagarti i SUOI spostamenti, oltre al compenso per il tuo lavoro, col quale poi faresti i tuoi conti per la tua benza.
ah, scusate, sto vaneggiando.

carcarlo

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« Risposta #13 il: 18 Dicembre 2012, 13:14:31 »
Quella del compenso mi pare l'ultima delle questioni: adesso non è previsto alcun obbligo in tal senso, se non morale.
Mi pare che, con la riforma, un tale obbligo sia prescritto, per cui....

Il vero problema è la continuità della professione, ma credo che per i giovani siano previste soglie graduali....

Se poi uno a 50 anni non supera i mille euro al mese, le cose sono due: o fa questo lavoro per hobby, oppure fa una marea di nero.

Admin_M

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« Risposta #14 il: 18 Dicembre 2012, 13:55:37 »
Lo sottolineo anche qui..
Citazione da: "nigripennis"
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Citazione da: "Admin_M"
I futuri praticanti avvocati lavoreranno gratis per legge

Da "L’avvocato DEVE fornire al praticante un adeguato ambiente di lavoro, riconoscendo allo stesso, dopo un periodo iniziale, UN COMPENSO proporzionato all’apporto professionale ricevuto."
si passa a
«decorso il primo semestre,POSSONO essere riconosciuti con apposito contratto al praticante avvocato un’indennità o un compenso per l’attività svolta per conto dello studio, commisurati all’effettivo apporto professionale dato nell’esercizio delle prestazioni e tenuto altresì conto dell’utilizzo dei servizi e delle strutture dello studio da parte del praticante avvocato».

Ti sembra davvero che non cambi niente?
 :roll:


 

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