Autore Topic: Il caso del giorno  (Letto 290297 volte)

lupuscanis

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Re:Il caso del giorno
« Risposta #2296 il: 28 Febbraio 2017, 17:37:25 »
Una tristezza assoluta, le principali responsabilità che mi sento sempre e comunque di attribuire sono alla politica italiana, in un folle loop di malafede e criminale egoismo che si fa fatica persino a comprendere. Sembra un clichè ma e' cosi'.. mai visto un menefreghismo vs il benessere dei cittadini neanche nei governi piu' marci e corrotti del sudamerica...

Per dire: http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/isola-che-non-piu-ma-che-spende-dipendenti-sei-volte-141663.htm

Quota (selezione)
LA SICILIA SPENDE 1,7 MILIONI IN MATITE. LA LOMBARDIA 112 MILA EURO


Non solo la libertà di non pagare tasse per cinquantadue miliardi di euro come svelato ieri dal Giornale, ma un intero sistema di illegalità e compiacenze, che fa della Sicilia un' isola del Bengodi. Con soldi pubblici. E naturalmente a vantaggio dei furbetti con un santo in paradiso. I più noti tra questi sono i ventitremila forestali, arruolati periodicamente da politici a caccia di voti. Secondo una relazione presentata dalla Corte dei conti regionale, costano 250 milioni di euro l' anno.

Non basta. A causa di un accordo sindacale, dal 2002 a oggi seimila addetti all' antincendio si sono visti rimborsare trasferte, anche di pochi chilometri, per ulteriori 40 milioni. La macchina pubblica è elefantiaca, malgrado la riduzione dei costi raggiunta grazie a una pioggia di pensionamenti. Nel 2016 la Regione ha speso quasi 600 milioni di euro per gli stipendi del personale, cento in meno dell' anno prima. Ciò nonostante, la cifra rimane sei volte superiore a quella sborsata dalla Lombardia.

La Sicilia è anche terra di malati immaginari. I più cagionevoli di salute sono gli agrigentini, capaci di denunciare le più svariate patologie, dai problemi di udito fino al diabete, allo scopo di ottenere i benefici della legge 104. Sono centinaia di insegnanti e bidelli, desiderosi di assicurarsi un posto di lavoro vicino casa. E ci riuscivano, con l' aiuto di medici compiacenti oggi finiti sotto indagine.


Il sistema di smaltimento dei rifiuti fotografa meglio di tutti il legame tra sprechi e malaffare nella regione governata da Rosario Crocetta. Quindici miliardi buttati dal 2002 a oggi, senza trovare soluzioni alternative alle discariche. Una differenziata pressoché inesistente (al dodici per cento) e l' assenza di termovalorizzatori portano nelle tasche degli imprenditori del pattume 800 milioni l' anno.

 

Il risultato, nonostante i siciliani paghino cifre astronomiche per la gestione dell' immondizia, è il collasso del sistema. Sacchi neri per le strade, impianti stracolmi e l' ombra della mafia che avrebbe imposto assunzioni alle ditte.

Le mani di Cosa nostra si allungano anche sulla società che operano nella rete idrica. Lo scorso anno la Dda di Palermo ha messo nel mirino la Girgenti Acque, attiva nel territorio di Agrigento. Anche in questo caso, l' illegalità si sarebbe accompagnata a un sistema di assunzioni in cambio di voti.


Un capitolo a parte è lo scandalo formazione professionale. Gli enti sorti in tutta l' isola avrebbero utilizzato fondi regionali per 200 milioni di euro a scopo privato. Soldi dei cittadini finiti in automobili, gioielli e orologi.

 

La politica pura, quella dei palazzi, non si comporta meglio delle amministrazioni che governa. La Sicilia spende 18 milioni l' anno per pagare i vitalizi agli ex deputati regionali e le pensioni di reversibilità ai parenti. È una cifra più alta di quella necessaria a saldare gli stipendi annuali dei componenti dell' assemblea. Esponenti di tutti i partiti sono stati condannati dalla Corte dei conti a restituire soldi pubblici scialacquati negli anni trascorsi a Palazzo dei Normanni. L' ultimo in ordine di tempo è Francesco Musotto, ex capogruppo del Movimento per l' Autonomia di Raffaele Lombardo, che dovrà restituire 589mila euro.

Completano il quadro le spese per l' acquisto di «materiale informatico e tecnico» nel 2016. La Sicilia ha speso in penne e matite 1,7 milioni di euro, contro i 112 mila della Lombardia e i 640 mila della Campania.

di Angelo Amante
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«Lo statuto speciale è una iattura, una vera e propria sciagura per i siciliani. L' autonomia che tanto agognano i lombardi è una cosa meravigliosa ma non è adatta alla Sicilia, la sua storia ha bisogno d' altro. È come una Rolls Royce dove però il motore risulta fuso. La Sicilia va commissariata, ma non per fare poi le elezioni. Noi più che di elezioni abbiamo bisogno di un trauma forte, che svegli la coscienza dei siciliani».


Pietrangelo Buttafuoco è abbastanza certo che nella sua buttanissima Sicilia (titolo del pamphlet diventato poi spettacolo teatrale) vinceranno i grillini, ma che non servirà a niente. «È impossibile governare la Sicilia col ricatto del consenso. Il M5s se entra a Palazzo Orleans, la mattina dopo deve avviare lo stesso trattamento fatto a Detroit, cioè una gestione da tribunale fallimentare. Il più grande errore sarebbe di cedere alla tentazione della vetrina, e candidare Nino Di Matteo, che già si favoleggia un 99% di consensi. Se la deriva è quella di un solco già tracciato dal suo predecessore, Antonino Ingroia, si sa già come va a finire. Ma è assolutamente inutile una campagna elettorale. Ci vuole un referendum per decidere cosa fare di questa Sicilia».

Commissariarla e abolire lo statuto speciale?

«Renzi ha giocato sporco sulla Sicilia perché aveva la possibilità di cancellare l' autonomia regionale siciliana, il cancro da cui si generano tutti i problemi. Invece per lui la Sicilia è stata un parco giochi dove esercitare il ruolo di redentore, con i bambini addestrati a cantare per lui, l' avesse fatto qualcun altro sarebbe arrivato Save the children.

<Nel referendum si è speso come mai in Sicilia, ha dato fondo a tutti i finanziamenti possibili, a tutte le operazioni di clientelismo impressionanti. Se vedevi le adunate dei renziani in Sicilia, era l' apoteosi del trasformismo, truppe cammellate arrivate da ogni dove. Ci si aspettava un risultato fragoroso, invece ha vinto il «No» con punte del 90%, perché il ceto politico ormai non corrisponde alla realtà in Sicilia.

<Crocetta, sempre presentissimo e fotografatissimo alle Leopolde, è ridotto ad una presenza pittoresca, si ripresenta alle elezioni con la consapevolezza di andare incontro da un carosello di pernacchie. Il ceto politico siciliano è responsabile della condizione di minorità della Sicilia, che è diventata periferia, mentre è l' unico luogo dove ti puoi concedere il lusso di avere una prospettiva universale, di vivere nella centralità dei mondi. Ora è diventata periferia, ed è paradossale se si pensa che tutti invertici istituzionali, Quirinale, Senato, Farnesina, sono siciliani. Basterebbe copiare».

Copiare chi?

«Come hanno fatto a Detroit, dopo la bancarotta della città. Nel turismo, copiare come fanno nella riviera romagnola, o nel Salento. Perché il festival che si fa a Spoleto non si può fare a Donnafugata? Ci vuole una visione che non può essere affidata all' improvvisazione elettorale. È un dibattito costante che ho qui. Una volta che vincono le elezioni si ritrovano come quando Pajetta alla guida di un gruppo di facinorosi si impossessò della questura e la comunicò a Togliatti, che gli disse: E ora che ve ne fate?.

Ecco, e poi che se ne fanno della Sicilia?».

Insomma è inutile votare, serve una procedura fallimentare.

«Sarebbe sufficiente che i lettori si premurassero di andare al cinema a vedere L' ora legale di Ficarra e Picone (in un paese siciliano i cittadini votano un professore che vuole cambiare le cose, ma quando il sindaco inizia a far pagare Imu e multe si pentono e fanno di tutto per farlo dimettere, ndr) per chiudere ogni ragionamento sul tema

Paolo Bracalini

lupuscanis

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« Ultima modifica: 11 Maggio 2017, 02:23:17 da Admin_M »

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Re:Il caso del giorno
« Risposta #2298 il: 11 Maggio 2017, 16:50:16 »
Mi farebbe comodo una versione editabile cosi' ci metto

Avvocato come mai un altro Avvocato ha potuto proporle una collaborazione come dog sitter?

Poi nel bersaglio

Chiavare la testa di chi ha fatto la proposta

 :D

Se non altro per ricordarmi che vale sempre il detto "fai da te, fai per tre e sarai servito come un re".


lupuscanis

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Re:Il caso del giorno
« Risposta #2299 il: 11 Maggio 2017, 16:54:38 »
se funzionassero gli allegati, allegherei il .pdf (immagine, non testo)

non sarebbe editabile ma di certo stampabile

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Re:Il caso del giorno
« Risposta #2300 il: 25 Maggio 2017, 15:29:37 »
Oddio non funzionano neanche gli allegati?
Proviamo..

se funzionassero gli allegati, allegherei il .pdf (immagine, non testo)

non sarebbe editabile ma di certo stampabile
« Ultima modifica: 25 Maggio 2017, 15:41:51 da Admin_M »

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Re:Il caso del giorno
« Risposta #2301 il: 25 Maggio 2017, 15:35:50 »
Tornando in topic: la polemica del giorno Musei-Tar
https://www.nextquotidiano.it/tar-musei-stranieri-franceschini/

Quota (selezione)
Cosa dice il TAR sui direttori stranieri nei musei italiani

Infine, il tribunale amministrativo ha affrontato l’ultimo punto, quello su cui si è concentrato Franceschini nelle sue dichiarazioni (ignorando evidentemente le altre critiche del TAR) e su cui si sta scatenando un gran bailamme. Qui il tribunale spiega che “le disposizioni speciali introdotte dall’art. 14, comma 2-bis, del d.l. 84/2014, convertito in l. 106/2014, non si sono spinte fino a modificare o derogare l’art. 38 d.lgs. 165/2001“. Ovvero: la legge partorita dal governo e dal ministro non ha modificato la legge che impediva l’ammissibilità di cittadini non italiani di partecipare alle selezioni per l’assegnazione di un incarico di funzioni dirigenziali in una struttura amministrativa nel nostro Paese. Se lo avesse fatto, è il ragionamento del tribunale che oggi qualcuno, giusto per spararla grossa, accusa addirittura di xenofobia, la nomina di direttori stranieri sarebbe stata perfettamente valida.



Già questo ci fa capire chi abbia fatto una “figuraccia davanti al mondo” tra il TAR e Franceschini. Il tribunale infatti spiega: «Deve quindi affermarsi che il bando della selezione qui oggetto di contenzioso non poteva ammettere la partecipazione al concorso di cittadini non italiani in quanto nessuna norma derogatoria consentiva al MIBACT di reclutare dirigenti pubblici al di fuori delle indicazioni, tassative, espresse dall’art. 38 d.lgs. 165/2001». E non solo: il TAR ha anche spiegato che il ministero dei Beni Culturali non ha ben compreso la sua stessa legge.

  " D’altra parte, il chiaro tenore letterale della stessa disposizione speciale di cui all’art. 14, comma 2-bis, qui più volte citata, come appare evidente dal semplice confronto tra il primo ed il secondo periodo, non consente diverse interpretazioni.

    Il carattere “internazionale” è previsto dal primo periodo solo in relazione agli “standard” che devono essere perseguiti dal MIBACT in materia di musei (nell’esercizio della relativa potestà regolamentare a tal fine espressamente attribuitagli dalla norma stessa), ma non anche in relazione alle “procedure di selezione pubblica”, previste dal secondo periodo per il conferimento degli incarichi di direzione dei poli museali e degli istituti di cultura statali di rilevante interesse nazionale.

    Se infatti il legislatore avesse voluto estendere la platea degli aspiranti alla posizione dirigenziale in esame ricomprendendo anche cittadini non italiani lo avrebbe detto chiaramente, per come è dimostrato dal chiaro tenore di cui al primo periodo della citata previsione.
    Il perseguimento degli “standard internazionali”, secondo le chiare intenzioni del legislatore (che non possono essere derogate dalla normativa sottordinata), si ottiene evidentemente migliorando gli aspetti sostanziali e contenutistici dell’offerta museale italiana, appunto rapportandola e adeguandola agli analoghi servizi offerti dai migliori istituti di altri Paesi (in termini, ad esempio, di ampia fruibilità anche nei giorni festivi o nelle ore serali, di efficienza e rapidità di accesso da parte della platea dei visitatori, di miglioramento del rapporto costi/ricavi, di adeguamento delle strutture e delle risorse umane, ecc.), non certamente con interventi formali e di immagine.
"


Ricapitolando, quindi: la questione della nazionalità non è l’unico elemento che ha portato alla sconfitta del ministero in tribunale. Ci sono ragioni di trasparenza non rispettata che Franceschini avrebbe dovuto notare. In più, il ministero avrebbe avuto la possibilità di “coprire” legalmente la questione dei direttori stranieri ma non lo ha fatto. Il ministro ha annunciato un ricorso al Consiglio di Stato. In attesa che la giustizia faccia il suo corso – magari ribaltando la sentenza – sarebbe carino da parte delle istituzioni, dei parlamentari, dei segretari dei partiti politici evitare di attaccare altre istituzioni dello Stato con argomenti da bar. O almeno prima di farlo imparino a scrivere le leggi.

EDIT: Un’altra sentenza del TAR sullo stesso argomento ha respinto la richiesta di sospendere Eike Schmidt da Direttore della Galleria degli Uffizi di Firenze e Cecile Holberg dalla Galleria dell’Accademia di Firenze.  Il Tar del Lazio ha respinto il ricorso relativo alla direzione degli Uffizi e dell’Accademia di Firenze proposto dalla ricorrente Giovanna Damiani. Per i giudici la ricorrente, non avendo potuto dimostrare “l’illegittimità della estromissione dalla ‘decina’ dei candidati idonei a concorrere alla seconda fase della complessa procedura selettiva”, non ha dunque “alcun interesse diretto alla impugnazione delle nomine”. Mentre il ricorso della stessa Damiani relativamente alla direzione dell’Accademia di Venezia, “con riferimento alla possibilità attribuita a soggetti non italiani di aspirare ad assumere funzioni dirigenziali in una pubblica amministrazione”, è stato dichiarato inammissibile tenuto conto che “è risultata vincitrice una italiana”. Questo perché i giudici ce l’hanno con gli stranieri…

« Ultima modifica: 25 Maggio 2017, 15:37:11 da Admin_M »

lupuscanis

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Re:Il caso del giorno
« Risposta #2302 il: 21 Luglio 2017, 06:16:09 »
ho iniziato a pensare che quello dell'avvocato fosse un mestiere pericoloso quando ero ancora praticante.
abbiamo a che fare quotidianamente con gente che ha problemi: chi piccoli, chi enormi. poi qualche pazzo capita e pure qualche lesto di lama  :(
http://milano.corriere.it/notizie/cronaca/17_luglio_20/milano-avvocatessa-ferita-suo-studio-via-santa-sofia-9a3b8644-6d77-11e7-8b64-8c2227f4edc4.shtml

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Re:Il caso del giorno
« Risposta #2303 il: 23 Luglio 2017, 07:14:33 »
 :icon_pale:


 

Due multe nello stesso giorno.

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