Autore Topic: Quando il diavolo bussa alla porta...lavorare in azienda  (Letto 5149 volte)

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bonjovi

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Immaginate di trovarvi nella seguente situazione:
Avete 24 e avete appena concluso il primo anno di pratica; siete sempre stati convinti fin dall'università che la libera professione fosse la vostra strada.
Nel primo anno di pratica avete imparato moltissimo, vi siete dedicati anima e corpo al lavoro e, grazie ad un dominus che vi ha lasciato molte libertà, siete in grado di gestire autonomamente i vostri primi clienti.
Siete appassionati del diritto degli affari (societario, contratti internazionali, tributario) ma nella studio legale tradizionale in cui lavorate non trovate possibilità di esprimere la vostra voglia di specializzarvi in questo settore.
Credete che il futuro della professione sia nello stragiudiziale e non ritenete compatibili le esigenze dell'economia con le lungaggini dei processi.
Credete fermamente nel privilegio della libera professione, e nella cosiddetta libertà intellettuale che caratterizza il mestiere dell'avvocato.
Siete ambiziosi, volete impegnarvi il massimo per avere il massimo dal vostro lavoro. Non siete disposti a compromessi.
State iniziando a realizzare il vostro bisogno fisiologico di ricerca giuridica di un certo livello riuscendo a fare delle pubblicazioni su riviste di diritto tributario e instaurando un rapporto di collaborazione con il Prof. della tesi in vista di un possibile (ma non certo) ingresso nel dottorato.
Siete perfettamente consapevoli che, tuttavia, il mercato legale locale (piccola città di provincia) ben difficilmente potrà permettervi di avere clienti sui quali sviluppare le proprie inclinazioni.
Avete qualche cliente...ma certo non riuscite ancora ad avere delle entrate stabili.

Un bel giorno....arriva il Diavolo a bussare alla vostra porta...
Una grossa società del gruppo Finmeccanica per vie traverse riesce ad avere il vostro curriculum e vi contatta.
Dopo un attentissimo colloquio di 2 ore con responsabile risorse umane e dirigente ufficio legale vi viene offerto di fare "l'avvocato d'affari" per questa società....per curare (ovviamente con il supporto del responsabile senior) diritto societario, contratti internazionali e finance, ovvero esattamente gli stessi settori che avete sempre sognato di fare. Vi preannunciano numerosi viaggi di lavoro in diversi paesi del mondo, corsi di business english pagati dalla società, addirittura un master in business administration di 18 mesi! Situazione tipo: partire per andare a concludere contratti e negoziare clausole con funzionari di governi e amministratori di società straniere (che sono i clienti di questa società).
Stipendio altissimo, ben più alto di quanto percepisce qualsiasi praticante negli studi legali internazionali americani.
Sembrerebbe tutto perfetto.... solo un piccolo particolare....
contratto di lavoro dipendente...conseguenza: incompatibilità con l'iscrizione all'albo degli avvocati.
Il responsabile dell'ufficio legale tuttavia vi suggerisce di fare il secondo anno di pratica fittizia (senza prendere il patrocinio, altrimenti scatta l'incompatibilità) e di dare l'esame di stato studiando tutte le sere dopo il lavoro (lui stesso ai suoi tempi fece così). In questo modo potreste pensare di ottenere il titolo di avv. ma senza iscrivervi all'albo.
Vi chiedete una cosa....se sapete di voler fare societario, tributario, contratti (tutto stragiudiale), a fini pratici, sarebbe un vero problema non iscrivervi all'albo? Di fatto, in Italia l'iscrizione serve per patrocinare, non per fare consulenze, giusto? E se, col tempo, pensaste di aprirvi una partita iva per esercitare anche una piccola fetta della vostra attività in proprio dopo avere acquisito un patrimonio di conoscenza inestimabile in una società che vi permette di lavorare in un contesto internazionale?
Ma i dubbi fortissimi rimangono....rapporto di lavoro dipendente...che brutta parola per chi ha sempre voluto fare fin da piccolo l'avvocato!...e poi...la libertà della professione intellettuale?
Aiutatemi a trovare una soluzione a questo enigma professionale ed esistenziale!

Bakunin

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Quando il diavolo bussa alla porta...lavorare in azienda
« Risposta #1 il: 06 Apr 2006, 20:16 »
se la materia che ti piace è assolutamente stragiudiziale... cosa vuoi che cambi essere avvocato o dipendente dell'ufficio legale?

La vera differenza è in termini di compensi... nel senso che è evidente che se sogni di diventare l'avv. Erede è evidente che non puoi metterti a fare il dipendente in Finmeccanica....

il problema che segnali Tu di fare consulenze non centra nulla... nel senso che se la società per cui lavori "investe" su di te e fa fare a te le consulenze... non ci potrà mai essere nessun problema....
negoziare contratti, scrivere contratti, valutare fusioni non è questione riservata agli avvocati....
quindi il problema diventa, a mio avviso... ti scoccia proprio tanto che non possano chiamarti avvocato?
:)

Questa è secondo me la domanda..... libertà della professione intellettuale.... vuol dire, secondo me, esprimere il proprio parere professionale al massimo delle proprie conoscenze.... poi non credo vi siano avvocati che "rinunciano" ad un grosso cliente, se questo gli dice che comunque una causa la vuole fare anche se perde.... ergo anche tu nel tuo lavoro, se fai il massimo, dai il tuo consiglio e poi il CAPO decide che si fa lo stesso, non è che perdi la libertà.... il tuo lo fai....
alla fine anche nella libera professione decide anche il cliente... non è che l'avvocato sia "dominus" totale....
a meno che non sia così "potente" da poter senza colpo ferire rinunciare alle cause.... beati quelli che possono farlo....

in bocca al lupo

se poi vuoi un "parere personale"... ovvero esperienza personale proprio.... io, con le dovute proporzioni (non mi sono laureato a 23 anni, non conosco le lingue... etc etc etc)... ho avuto una proposta economica interessante, poco prima di fare l'esame orale....
ma sinceramente tutta la vita, senza vedere almeno come era fare l'avvocato, proprio da tribunale, non ci sarei mai stato.... ma questa è proprio scelta personale
ciao

bonjovi

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Quando il diavolo bussa alla porta...lavorare in azienda
« Risposta #2 il: 06 Apr 2006, 20:33 »
Grazie Bakunin, sei sempre molto esauriente. Solo una cosa: secondo te, sarebbe possibile vedere l'esperienza in azienda come equivalente al secondo anno di pratica forense e rimandare, pertanto, al dopo esame la propria scelta se rimanere in azienda o fare la libera professione? Mi trovo adesso davanti ad una scelta di vita, oppure posso vedere l'azienda come un'esperienza professionale privilegiata ma limitata nel tempo per acquisire una professionalità da spendere dopo l'esame nella libera professione?

iason

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Quando il diavolo bussa alla porta...lavorare in azienda
« Risposta #3 il: 07 Apr 2006, 00:14 »
io fossi in te non ci penserei due volte... vai di corsa!!! :cheers:

entrare in una grande gruppo industriale, che crede nella formazione delle proprie risorse e che ti offre la possibilità di vedere nelle realtà come si fa business, è un'esperienza che lo studio legale non ti potrà mai offrire, proprio perchè non segue una mission aziendale, ma si limita a vedere frammenti della vita dei propri clienti (tanto per farti un esempio...passo anche due settimane a negoziare un contratto, a calcolare variabili e poi, consegnato al cliente, non so nemmeno se lo firmano! :cry:   ).
Credo che, per chi voglia veramente fare l'avvocato d'affari, l'esperienza in azienda sia un presupposto necessario per comprendere le dinamiche che muovono i rapporti commerciali.

la libera professione ha poco di libero quando ti devi confrontare con i costi di gestione di uno studio e con materie che non solo non ti interessano, ma che magari non sai nemmeno trattare.... e per lavorare all'interno di uno studio c'è sempre tempo.

nulla ti impedisce di cambiare idea successivamente e se proprio non riesci a fare la pratica "in contemporanea" (come ti ha consigliato il senior) chiedi al tuo CdO il periodo di sospensione semestrale previsto... anche se dubito che poi tornerai indietro. E se lo farai, sicuramente sarai in grado di apportare un'esperienza concreta che ben pochi possono vantare in questo ambito.  8)

Ti parlo da persona che condivide le tue passioni, che ha fatto l'esperienza aziendale prima di inziare la pratica, che ha mollato l'azienda per la libera professione e che se tornasse indietro... :roll:  :roll:

Granitazza

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Quando il diavolo bussa alla porta...lavorare in azienda
« Risposta #4 il: 07 Apr 2006, 09:24 »
Complimenti per la chiarezza dell'esposizione e la buona dialettica, bonjovi.
Io fossi in te accetteri la proposta della società, semplicemente; sei ancora molto giovane e per quanto preparato tu possa essere ti difetta di sicuro l'esperienza.
Hai una opportunità lavorativa importante che ti aspetta, un master che farebbe gran curriculum alla portata, la possibilità di interfacciarti col mondo societario reale, con le strategie di business interne; impareresti a pensare e ragionare secondo l'ottica del dirigente di una grande società e per un legale che afferma di prediligere lo stragiudiale come te, sarebbe una chance enorme da non lasciarsi perdere.
Il vero salto di qualità lo faresti accettando quella proposta; il dottorato, la carriera forense, sono tutte strade fumose che appagano l'ambizione ma non forniscono esperienza.
Con una carriera societaria alle spalle forte ed importante ti si aprirebbero poi le porte dei grandi studi legali specializzati in diritto societario....  Ma questa è un'altra storia.
Devi mantenere le promesse e guadagnarti il titolo!!!!

lucabelia

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Quando il diavolo bussa alla porta...lavorare in azienda
« Risposta #5 il: 07 Apr 2006, 09:27 »
scusa, bonjovi, forse non colgo appieno i tuoi interrogativi, non per sminuire i tuoi pensieri, anzi...
però:
hai 24 - 25 anni, hai già acquisito una importante professionalità nelle materie che più ti piacciono, il tuo dominus (ma credimi non è lui in sè il problema perchè è così con tutti...) ti lascia poco spazio, vivi in una città piccola di provincia che comincia a starti stretta, sei valido, hai voglia di fare e di spaccare il mondo, anche qui dimostri tanta professionalità (a proposito anchio faccio parte di quelli che hanno beneficiato dei tuoi consigli, grazie :wink: )... insomma le premesse per realizzare i tuoi sogni mi pare ci siano tutte...

per cui
ora che ti stanno offrendo la possibilità di fare una attività nel settore che a te piace, dove potrai fare tanta di quella esperienza che il tuo dominus attuale probabilmente nemmeno se lo sognerebbe, ma che cacchio te ne frega se non potrai titolarti con Avv.?  :roll:
hai pure la fortuna di poter beneficiare di uno stipendio fisso ( e mi pare di intuire pure bello sostanzioso), ma lo sai che ci sono avvocati a 40-45 anni che firmerebbero carte false per avere un posto fisso a 1800-2000 garantiti ogni mese?
e poi hai considerato che con l'età che hai potresti fare alcuni anni lì e poi, magari a 30-35 anni, mettere su il tuo studio con tanta tanta esperienza sulle spalle?

.ma se proprio non ti piace l'idea, allora io al tuo posto penserei di cambiare città, andare in una più grande, non so di dove sei, e trovare uno studio affermato (perchè le qualità non dubito che le hai tutte) e piano piano cominciare ad integrarti e creare un tuo giro di conoscenze e potenziali clienti tutti tuoi...
in bocca al lupo! e tienici informati... :)

AlexDrastico

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Quando il diavolo bussa alla porta...lavorare in azienda
« Risposta #6 il: 07 Apr 2006, 09:44 »
Io un'esperienza del genere la farei
Anche se magari dopo qualche anno mi trovassi a cambiare idea e ritornare alla libera professione, quel tipo di esperienza (per di più ben pagata) resterebbe un bagaglio professionale inestimabile. In più sei così giovane che, ancora nel caso tu dovessi poi cambiare idea, ti troveresti a ricominciare la carriera, diciamo così, da tribunale alla stessa età in cui molti altri cominciano dall'inizio... mentre tu avresti i vantaggi di un'esperienza molto formativa alle spalle.

Granitazza

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Quando il diavolo bussa alla porta...lavorare in azienda
« Risposta #7 il: 07 Apr 2006, 09:47 »
Appunto!...

papamoonx

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Quando il diavolo bussa alla porta...lavorare in azienda
« Risposta #8 il: 07 Apr 2006, 09:57 »
Lavorare "in house" e' un cosa che non conosco direttamente ma ne ho sentito parlare molto da gente che ha fatto questa scelta.

Il problema non e' tanto quello del titolo o dell'indipendenza. Il problema e' quello che vedi solo alcuni aspetti e la societa', in caso, di grosse operazioni, sempre si rivolge a studi organizzati (Flotations, M&A, securitizations ecc....) in quanto non mi pare che nessuno studio interno gestisca queste cose. Per la mia limitata conoscenza gli studi interni sono costituiti da un senior, avvocato con anni di esperienza che si e' stufato di stare in uno studio, che lavora con avvocati presi giovanissimi in modo tale da plasmarli secondo le esigenze aziendali. Alla fine, lavorando tanto in una societa', non riesci pero' a ritornare a lavorare in uno studio, sia pur specializzato. Spero che questo che so non sia vero ma accertati di questo aspetto e scusa se mi sono permesso di evidenziare POSSIBILI aspetti negativi. Quelli positivi sono evidenti.

afgibi

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« Risposta #9 il: 07 Apr 2006, 10:00 »
Vai.
Punto.

L75

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« Risposta #10 il: 07 Apr 2006, 10:05 »
Corri ..........se fossi inte accetterei ad occhi chiusi.
In bocca al lupo

iaena

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« Risposta #11 il: 07 Apr 2006, 10:09 »
Viste le materie alle quali sei appassionato e la ferma convinzione che le controversie si risolvano in sede stargiudiziale, direi che hai i requisiti giusti per divenire un legale d'azienda.

il consiglio che ti è stato dato, di finire la pratica parallelamente, è deontologicamente discutibile, ma comodo nella tua posizione.

Fare quest'esperienza aiuta a crescere professionalmente e a conoscere un mondo lavorativo e giuridico notevolmente diverso dallo studio legale e dalle aule di giustizia, ma non per questo meno stimolante.

Fra un anno, a titolo acquisito, potrai sempre decidere che il "giogo" degli interessi d'azienda vincola troppo la tua indole da libero professionista e allora potrai scegliere di tornare alle origini, ma nel frattempo avrai maturato un'ampia conoscenza in materia contrattualistica, nazionale ed internaizonale ed avrai avuto l'opportunità di partecipare a master e corsi di business english che difficilmente uno studio legale potrebbe garantirti.

chillenu

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Quando il diavolo bussa alla porta...lavorare in azienda
« Risposta #12 il: 07 Apr 2006, 10:17 »
d'accordo con tutti, ma perchè non accettare il consiglio del senior e prendere comunque il titolo?
in fondo, se poi l'esperienza in azienda non dovesse piacerti, cadresti decisamente più in piedi che a dover svolgere ancora la pratica.

un solo dubbio, non da poco.
se hanno intenzione di assumerti con contratto da subito, scordati la pratica.
un contratto di lavoro a tempo pieno è incompatibile con lo svolgimento della pratica forense.
quindi dipende da cosa vogliono da te e quando lo vogliono.
in bocca al lupo, qualunque sarà la tua scelta.

iaena

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Quando il diavolo bussa alla porta...lavorare in azienda
« Risposta #13 il: 07 Apr 2006, 10:29 »
eheheh UZZO non leggi fra le righe

Quota (selezione)

fare il secondo anno di pratica fittizia


:D

valentina76

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Quando il diavolo bussa alla porta...lavorare in azienda
« Risposta #14 il: 07 Apr 2006, 10:30 »
chill...l'incompatibilità ci sarebbe se volesse abilitarsi...
per la pratica (a questo punto solo fittizia o quasi) non ci sono questi limiti...almeno io ricordo questo....

iaena

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Quando il diavolo bussa alla porta...lavorare in azienda
« Risposta #15 il: 07 Apr 2006, 10:35 »
dipende dagli Ordini, alcuni ammettono che il praticante esegua anche altri lavori durante il periodo della pratica, purchè lo dichiari e l'ordine stesso possa valutare la compatibilità, ad esempio in termini di orario  ...

ho già detto altrove che il Regolamento dell'Ordine presso il quale, illo tempore, feci la pratica, prevedeva questo diritto ... teoricamente :D

lucabelia

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« Risposta #16 il: 07 Apr 2006, 10:50 »
non sono d'accordo
la pratica forense, senza abilitazione, non costituisce svolgimento di alcuna attività lavorativa/professionale

per questo è sempre compatibile con una attività lavorativa, benchè certi ordini facciano un pò i furbetti a fari finta dinon saperlo...

cmq, per tornare a te bonjovi, ti ripeto il mio suggerimento:

non pensare troppo se fai bene o male... certo in ogni cosa anche la più congeniale c'è sempre almeno un aspetto che non va. ma purtroppo alla nostra (ops, tua) età le cose vanno prese al volo perchè più in là non ti capiteranno allo stesso modo oppure tu sarai ormai troppo più preso ai problemi che ogni giovane si trova ad affrontare quando gira i 30 che sarai costretto a dover scendere a troppi compromessi...

quindi:

BUTTATI  :toothy7:  :toothy7:  :toothy7:

DottorNick

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« Risposta #17 il: 07 Apr 2006, 10:58 »
Ma ne stiamo ancora parlando?

Amico mio, il tuo dubbio ci starebbe se tu ne avessi 35, di anni... ma vai di corsa!! L'esperienza maturata nell'azienda e il master, oltretutto, in un prossimo futuro potrebbero rendenrti appetibile ANCHE per studi legali importanti... se nel frattempo hai passato l'esame, poi, ti iscrivi in scioltezza all'albo e chiusa lì....

Leggi Gibi e fai quel che dice.

afgibi

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« Risposta #18 il: 07 Apr 2006, 11:05 »
D'altronde se inizi con "quando il diavolo bussa alla porta" (qualcuno diceva "quaand che el diàvul el pìca el ciàpa la mira") non puoi non seguire il consiglio che ti viene da tanto avatar...

bmw118d

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Re: Quando il diavolo bussa alla porta...lavorare in azienda
« Risposta #19 il: 07 Apr 2006, 11:28 »
Be':
1) Io ti consiglio di andare senza problemi. Negli studi legali non farai mai la pratica che fai lì. Pensa anche solo ai premi  che poi ti potrai contrattualizzare con la tua azienda. E poi da quella azienda magari potrai andare chi sa dove...beata, beatissima te!!!  Un avvocato, poi, non può mai andare in vacanza ; è un dipendente (dei clienti) senza le garanzie del dipendnete!!! Quanto di peggio. Lì avretsi, poi, un noe dietro di te e una fama che come avvocato avrai solo a 40 anni, non prima. Fino ad allora nessuno si affiderebbe a te (nessuno di grosso intendo).
2) Però non ti devi vergognare a dire che non sono loro ad evr avuito per inteposta persoan il tuo curriculum ma sei te ad avergtlielo fatto avere per TUA interposta persona.. sarebbe più serio dirlo, quantomeno ci faresti sognare di meno (io sono il primo adire che a trent'anni fatturo 250 mila euro facendo sinistri solo perchè ho un parente ad alto livello dlele assicurazioni; non c'è niente di male...il mondo va avanti così)
3) Farei la pratica fittizia e darei l'esame a tempo perso, senza neanche studiare.
4) Complimenti, comuque e mi raccomando vai, vai e vai.

bonjovi

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Quando il diavolo bussa alla porta...lavorare in azienda
« Risposta #20 il: 07 Apr 2006, 11:40 »
Grazie davvero colleghi...siete davvero ineguagliabili per la disponibilità ad aiutarmi in una scelta così impegnativa.

 Per quanto riguarda il discorso della incompatibilità (il rapporto con l'azienda sarebbe di lavoro dipendente), credo che, se non chiedo il patrocinio, dovrebbe filare tutto liscio...
Cmq, mi attiverò nei prossimi giorni per chiedere un chiarimento all'Ordine.

Non penso di essere in una situazione tale da poter negoziare il contratto chiedendo di essere inquadrato come lavoratore a progetto...voi che dite?sarebbe una richiesta temerarie ad una società che adotta precisi modelli contrattuali?

Grazie ancora....il confronto con voi è molto importante....viviamo in un mercato sempre più complesso....il lavoro dell'avvocato sta cambiando....prevedere il futuro non è semplice, ma ora più che mai occorre coraggio per poter essere protagonisti del domani.

iaena

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« Risposta #21 il: 07 Apr 2006, 11:44 »
concordo in maniera assoluta

Quota (selezione)

ora più che mai occorre coraggio per poter essere protagonisti del domani


e, comunque, ricorda che alla tua età nessuna scelta è immodificabile!

dottorino

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Quando il diavolo bussa alla porta...lavorare in azienda
« Risposta #22 il: 07 Apr 2006, 11:53 »
bonjovi, quando ho letto il titolo credevo fossi stato chiamato dal Milan

in quel caso si sarebbe posta la scelta tra codici e contratti da un lato e fama e gnocca dall'altro. dura davvero.

ora però che l'equivoco è chiarito, in verità in verità ti dico, considerata la tua giovane età, vai senza timore. puoi sempre tornare indietro

attento solo a non diventarmi berlusconiano ... è il male peggiore che ti potrebbe capitare

e ora va' figliolo, hai la mia benedizione

il Santone

papamoonx

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« Risposta #23 il: 07 Apr 2006, 12:18 »
Bon, se hai davvero la volonta' di lavorare in questo campo perche' non provi ad entrare in una law firm di grosse dimensioni. Il mercato e' florido perche' ne apriranno molte in tempi brevi e li potresti avere i vantaggi del lavorare in azienda assieme a quelli di fare la professione senza esssere scavalcato per le operazioni serie e con continuo aggiornamento.

Da parte mia ricordo che quando lavoravo in Italia ho gestito assieme allo studio legale interno di una multinazionale italiana, una communicazione preventiva all'autorita' antitrust di cui noi come studio legale curavamo la gestione della pratica ed il drafting, mentre gli avvocati interni (evidentemente stizziti per l'intrusione ma incapaci di offrire alternative migliori) si limitavano ad assistere e dare informazioni sull'azienda da inserire nell'atto.

cacciatoredisquali

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Quando il diavolo bussa alla porta...lavorare in azienda
« Risposta #24 il: 07 Apr 2006, 16:36 »
bonjovi...
'scolta el nòno...

vai... sei giovanissimo!
ti farai una bellissima esperienza... se non ti sarà piaciuta potrai comunque spenderla più avanti per accedere ad uno studio "fico" con delle credenziali che altri non avranno mai...

non trattenerti ulteriormente e facci sapere come va...

ti benedico...

 

x ki porta penale e proc penale

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