Autore Topic: pratica: entrare in un grosso studio?  (Letto 136655 volte)

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gameover

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pratica: entrare in un grosso studio?
« Risposta #45 il: 12 Settembre 2003, 14:26:58 »
non me lo ricordo ... ero troppo preoccupato dall'aprire una bottiglia di Dom Perignon alle Maldive con il mo amico JloZ e con Jlo ...

P.S. vogliaste scusare mio piccolo errore di battitura sopra .. volevo dire che parlo migliore itagliano ... altrettando ...

blueyes

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pratica: entrare in un grosso studio?
« Risposta #46 il: 12 Settembre 2003, 14:51:52 »
cami forse non tutti hanno chi li mantiene... per quello che taluni sin dall'inizio guardano al guadagno... quindi, non per avidità ma per sopravvivenza.

f.to un allibratore

blueyes

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pratica: entrare in un grosso studio?
« Risposta #47 il: 12 Settembre 2003, 14:55:07 »
x merdina. pensa che io per lavorare e guadagnare bene con la professione forense sono costretto a farmi segare all'esame da ben tre anni. mi hanno detto infatti che passare l'esame porta sfiga alle entrate ;)

Mr-Hyde

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pratica: entrare in un grosso studio?
« Risposta #48 il: 12 Settembre 2003, 15:26:58 »
X game,
appartenenti tribù espatriati di lungo corso no parta via lavoro anzi dà tanto lavoro a buoni colleghi italiani perchè tribu non sa un ca**o di dirittto italiano. :)
ciao a tutti
F.to un membro di tribù

an

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pratica: entrare in un grosso studio?
« Risposta #49 il: 12 Settembre 2003, 16:16:09 »
Camilla, il 90 % degli aspiranti avvocati mira al guadagno  immaginando e prefigurandosi  una vita di agi, segretarie, belle macchine,  bella casa e un cospicuo conto in banca, meglio se sparpagliato tra Canton Ticino, Lussemburgo e Isole Cayman.
Insomma, tanto per non fare nomi e cognomi, una vita alla Cesare Previti , detto per l'appunto "Lo squalo".
Poi quando uno si fa una bella doccia fredda di realtà si rende conto che forse deve ridimensionare le proprie ambizioni.
Infine , per dirla tutta, distinguiamo fra avvocati e "giuristi-impiegati".... io aspiro ad appartenere alla prima categoria.

zanzi

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pratica: entrare in un grosso studio?
« Risposta #50 il: 12 Settembre 2003, 16:19:41 »
ciao a tutti, mi sono registrata proprio per poter dire la mia sull'argomento.
Io ho fatto la pratica c.d. normale in uno studio piccolo per circa un anno, ma devo dire che, lasciando per un attimo da parte il profilo economico che, naturalmente era pari a zero, l'esperienza si è rivelata (nel mio caso) molto noiosa.
Sarà che il mio ex dominus non mi ha insegnato una mazza, sarà che mi sentivo più che altro l'addetta alle fotocopie, ho deciso che potevo avere di più e mi sono lanciata.
adesso lavoro in un c.d. grande studio a Milano e condivido in parte ciò che si dice della rinunica totale alla vita privata.
Se è vero che da un lato bisonga lavorare molte ore al giorno è anche vero che molto dipende dal gruppo cui sei abbinato e dai diretti capi che hai sopra di te..per certi versi, insomma, è questione di fortuna...
io non sono di Milano, se non fosse per il lavoro non mi sarei mai sognata di venire a vivere qui e mi costa un gran sacrificio...ma il mio discorso è: secondo voi è possibile diciamo non farsi prendere più del dovuto e fare poi dell'esperienza acquisita ciò che ti pare?
inosmma esiste la c.d. mezza misura o devo per forza regalare la mia vita ad un gruppo di vecchi miliardari?
io credo fermamente che sia questione di carattere e di sapere imporre anche le proprie esigenze  e valori, nella misura del possibile ovviamente..vedo che più o meno tutti curano il loro praticello verde, perchè non anch'io?
credo che prima di essere dei profesisonisti, ciascuno di noi sia innanzitutto una persona con delle aspirazioni (più o meno ambiziose) e dei limiti, oltre i quali, francamente, vedo che arrivano solo quelli che non hanno altro scrupolo se non abbinare i colori della cravatta e della camicia.

vi ringrazio in anticipo per l'attenzione e grazie anche per gli eventuali comemnti che vorrete fare in merito.

Mr-Hyde

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pratica: entrare in un grosso studio?
« Risposta #51 il: 12 Settembre 2003, 16:49:14 »
Mi sa che sì è perso il punto essenziale: bisogna fare ciò che piace e ciò che gratifica personalmente e professionalmente!

Se si vuole fare M&A, capital markets o antitrust per esempio l'unica alternativa sono i "grandi studi" (grandi in termini di numero di avvocati). Il motivo è semplice serve la massa critica ed una forte specializzazione per fornire un servizio legale a clienti sofisticati (i. cliente infatti è di solito un avvocato con 10-30 anni di esperienza per cui non si cazzeggia).

Se si ama il tribunale, allora le alternative sono l'apeura di un proprio studio, l'associarsi con colleghi e per chi ha lo studio di famiglia lo sviluppo ed avanzamento di tale studio.

Questi sono esempi estremi e nel mezzo cè un mare di possibilità....

Quello che conta è fare ciò che appaga e che rende prefessionalmente felici ed appagati.

Per una volta mi permetto di dare un consiglio: chi entra in grande studio solo per i soldi, è bruciato in partneza....è solo una questione di anni ma prima o poi crollerà....se non si ama quello che si fà non si riesce a sopportare la bassa qualià di vita privata e le lunghe ore...
Se non sia ama quello che si fa, col cavolo che si reggono 60-70 ore di fila (quando capitano), si annullano cene con fidanzate/i, weekend e vacanze....mah

Le scelte dovrebbero essere personali nel senso che dovrebbero mirare a rendere la persona felice....si ha una sola vita....anche i superraccomandati... :)

Infine dico ai cacciatori di soldi (non ha chi ha bisogno di soldi sia ben chiaro): se volete entrare in uno studio legale italiano per fare i soldi: cretini pagano male...andatevene a NY dove lo stipendio per uno neo-avvocato è US$ 150,000 più bonus e gadgets vari (incluse assicurazioni varie)..... se dovete cacciare i soldi...almeno cacciateli bene !!!

X An
il bello è che aspiranti avvocati a cui ti riferisci ancora non si rendono conto che non avranno il tempo di godersi i soldi e gli agi... ah ah ah

merdina

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pratica: entrare in un grosso studio?
« Risposta #52 il: 12 Settembre 2003, 22:30:05 »
Report: Merdina da omaha beach.

Cara camilla non era mia intenzione di break your balls (urtare la tua sensibilità, in Italian, I think) e neppure di criticare i figli degli avvocati. La mia lista della lavandaia di luoghi comuni era solamente l’elenco dei percorsi di vita di certi miei conoscenti.  Tutti fratelli nella legge (law’s brothers) ma con percorsi diversi: qualcuno che effettivamente è riuscito a diventare avvocato e altri che non ci sono riusciti (like me). Altri ancora invece (come si legge in queste pagine web) hanno studiato e  svolgono la loro attività al massimo livello a Londra (c.d. livello sandokan).
Ora io sono solo un povero fante, bloccato qui ad omaha beach e ti scrivo questo messaggio di scuse al coperto di un cavallo di frisia. Il fuoco di sbarramento nemico è terribile ma….io non sono un downshit (cacasotto, always in Italian) e resisto  con sprezzo del pericolo al fuoco tedesco e alle preponderanti forze dei think tank del tuo sito, che dileggiando il mio new england language (col quale tentavo di cojonare i suddetti angloboys), spernacchiano anche il mio stentato italiano, dandomi così  un sacco di belle legnate (wood). Did it seem to you? (e te pareva?)
But I’m also amazed, (sono stupe-fatto), di come, al contrario, te la prendi con chi, trai tuoi colleghi avvocati, cerca di lavorare e mantenersi e guadagnarci qualcosa da tutti questi anni di formazione e, pare, masterizzazione forzata.
Scusami ma ho la porca abitudine di dire  bread to bread and wine to wine (pane al pane e vino al vino)….ma i soldi ti fanno tanto schifo ?  Esci con me allora!!!
Del resto bisognerà pure trovarlo un modo per guadagnare nove pali all’anno da investire nella retta della cattolica per la formazione della propria bambina (like you ). Arghh…Damn…mi hanno colpito…..Non dimenticarmi baby…

LC73

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pratica: entrare in un grosso studio?
« Risposta #53 il: 12 Settembre 2003, 23:47:36 »
Carissimo.....ehm.......m e r d i n a,i tuoi due post sono un capolavoro di simpatia,intelligenza (a prescindere dalle opinioni) e versatilità che ha pochi eguali. Ti invito a far capolino anche nel settore Off topic (quello del cazzeggio). Sono già ansioso di leggere altri tuoi contributi (sempre che tu sia effettivamente nuovo.Somigli infatti a qualcuno.....).
In altre parole.....You made me laugh till I cried! (M'hai fatto tajà!)

Bryan

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pratica: entrare in un grosso studio?
« Risposta #54 il: 13 Settembre 2003, 00:10:31 »
Per prima cosa io ancora chiede scusa per itagliano tutto sbaliato, soprattutto li accenti, io non azzeccare uno ma non e' colpa mia..... ho una tastiera made in USA ove di accenti... manco l'ombra!!!
Premesso cio', vorrei dire:
a Conte-Cavour: sono d'accordo, anzi penso che l'indipendenza (ossia uno studio tutto tuo) sia la situazione migliore in assoluto: l'unico problema e'.... trovare i clienti!!!
Per Mr. Hyde: davvero secondo te esistono persone che, pur non avendo bisogno di soldi per mantenersi (perche' gia' ricco di famiglia), desiderano entrare in un mega studio ed ivi ammazzarsi di lavoro solo "per passione"? Io, sinceramente, ho qualche dubbio...
Voi cosa ne pensate??

Mr-Hyde

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pratica: entrare in un grosso studio?
« Risposta #55 il: 13 Settembre 2003, 00:59:34 »
X merdina
ma tu hai idea dei sacrifici (soprattutto in termini personali) ad essere espatriati e doversi fare il culo doppio solo perchè si è italiani e non sia ha il queen accent...mi sa di no...ma lasciamo perdere...
F.to
lo schiavo di Sandokan

X Bryan,
secondo me ce ne sono, magari non molti, ma ce ne sono...
Alla fine della giornata, ognuno ha i suoi motivi per le scelte che fa....
ma chi l'ha detto che i figli di papà siano tutti fancazzisti e dilapidatori dei patrimoni familiari...bryan mi cadi su un lougo comune.....
Non ho detto che la passione debba essere l'unico motivo, ma a mio modesto parere dovrebbe essere almeno uno dei motivi.
Se non sia ha passione è difficile, o quantomeno più difficile, riuscire (il motivo è che è molto più duro accettare i sacrifici negli anni)....sicuramente però alcuni ci riescono....
Il mio post era rivolto a chi voule entrare in un mega studio solo per i soldi e magari non gli/le frega niente neppure in quale settore inserirsi (della serie: il dipartimento M&A è pieno però pur di entrare passo il resto della vita a capital markets)...se ne trovano e spesso, ma sono comete...vengono, si bruciano, e vanno....avanti un'altro....a meno che non adorino solamente il dio denaro e null'altro conti nella loro vita...ma quel tipo di soggetto si commenta da solo...
F.to
Uno che ha tanta passione

bah

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pratica: entrare in un grosso studio?
« Risposta #56 il: 13 Settembre 2003, 12:21:53 »
io non sono riuscito ad entrare, temporibus illis, negli studi da voi menzionati. Facendomi esperienza "campale" ho raggiunto le seguenti conclusioni: sono degli sfigati. Non credo ad un fico secco di quanto leggo sui loro siti. Gente laureata a 23 anni "magna cum Laude" che sa 4 lingue e scrive sul tal giornale e si vanta di accatastare titoli privi di senso come master italiani. Per non parlare di quelli che vantano di essere assistentucoli alla tal uniiversità. Ma cosa dobbiamo fare gli avvocati o i traduttori. Siamo uomini o frustrati che spendono la loro vita per accatastare pezzi di carta inutili? La verità è che il curriculum universitario spesso non conta un fico secco, e mi rifiuto di credere che i summenzionati geni non lo sappiano. Il fatto che siano geni poi, è tutto da dimostrare. Vi racconterò quest'annedoto. Avevamo un domiciliatario, che io personalmente non conoscevo ma di cui ho apprezzato alcune "perle". Sorpresa fu per me quando andò a lavorare in un grande studio e divenne nostro domiciliatario nella nuova sede. Un personaggino che riesce a telefonarti perchè non è capace di fare un'ammisione al passivo di credito richiesto con decreto ingiuntivo esecutivo. Bene, ho pensato, ecco il vero volto dei geni. Voli pindarici per cadere sull ABC. La realtà è che, perlomeno in Italia, e ne sono convinto, l'avvocato raggiunge una posizione ragguardevole solo come libero professionista, non come dipendentaccio di questo o quello studio. Questo visto e considerato che il guadagno millantato dagli ASSOCIATI di questi studi pare risibile, a fronte del sacrificio, della necessità di trasferimento il più delle volte in altra sede lavorativa (e questo costa, vedi affitti). Allora scusate, "per quel tanto" vado a lavorare in banca o in aziende simili, dove sono effettivamente dipendente e per questo mi viene riconosciuta una tutela sotto l'aspetto dell'assunzione a tempo indeterminato. Gli stipendi, lì puoi fare carriera come in un altro posto, non sono certo inferiori se arrivi a certi livelli. Poi che tutte ste fusioni e pareristica assortita siano gli unici aspetti problematici del diritto si sa, non è vero. Io inviterei molti millantatori a fare una semplice costituzione di parte civile o a cimentarsi in un recupero crediti. Ragazzi, la realtà è che lo stragiudiziale, campo affascinante e da esplorare maggiormente, è comunque più facile. Perchè una persona intelligente può farti il contratto o darti il parere su qualsiasi cosa, ma il difficile, perlomeno per un giovane, è mettere il faccione davanti al giudice civile e penale. La procedura, insomma. Vi lascio con questa considerazione, dal vangelo secondo bah :"Il potere sta nelle mani di chi ha e dà lavoro, non di chi lo svolge. E' la differenza, del resto, tra il vero professionista e il nuovo supereroe "l'impiegato mascherato":
PS
non sono nessuno e non vorrei offendere nessuno, non è nelle mie intenzioni. Però trovo giusto esprimermi senza remore, per attuare un confronto più costruttivo sul tema. Tant'è che lavorare in quei grandi studi è certo una meta appetibile. Solo, per puntualizzare meglio il mio pensero, il gioco non vale assolutamente la candela.
Ciao a tutti.

gameover

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pratica: entrare in un grosso studio?
« Risposta #57 il: 13 Settembre 2003, 16:38:41 »
bah ... (l'utente non la mia esclamazione tipica ...) diciamo che sono d'accordo con te ... compreso il P.S. ...

blueyes

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pratica: entrare in un grosso studio?
« Risposta #58 il: 13 Settembre 2003, 17:45:51 »
caro bah e caro game, non sono d'accordo. Ci sono vari modi di vivere la professione: ci sono quelli che fanno i tuttologi e quelli che si specializzano in una materia (tralasciando altri aspetti come le ammissioni al passivo). Io ho avuto tanti colleghi praticanti (circa 100) nella mia esperienza nei grossi studi e posso affermare che almeno il 10% sono dei geni, il 40% gente preparatissima, un altro 40% nella media e 10% di incapaci. forse quest'ultimi sono i raccomandati...
io sono passato da una specializzazione in campo stragiudiziale ad occuparmi di diritto civile in generale... verto i primi due mesi ho dovuto studiare parecchio e chiedere aiuto a colleghi ma ora cammino con le mie gambe e con buoni risultati. Spero, nel mio piccolo, di aver dimostrato che chi si specializza, e perciò ignora alcuni settori del diritto, non è un minorato ma solo uno che ha fatto una scelta e che potrebbe in qualunque momento saltare dall'altra parte dove ci sono i tuttologi. Per quanto mi riguarda mi sono limitato perchè non credo nella tuttologia. quindi, penale e amministrativo lo passo ad altri colleghi certamente più competenti di me.

blueyes

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pratica: entrare in un grosso studio?
« Risposta #59 il: 13 Settembre 2003, 18:01:12 »
riporto di seguito un annuncio di lavoro trovato sul sito dell'ordine degli avvocati di milano di un medio-grande studio (www.avvocati.milano.it):


Neolaureato oppure praticante con circa un anno di esperienza (scritto esami non prima del 2004). Conoscenza della lingua inglese (veramente) eccellente. Conoscenza scolastica o studio privato inferiore a circa 5 anni sono insufficienti. Aree specifiche: acquisizioni, societario, finanziario, contrattualistica strutturata, giudiziale. Pregressa esperienza in queste aree può costituire un titolo preferenziale. Autonomia, forte motivazione, lealtà, capacità di organizzazione e di lavorare in team. Abitazione a Milano. Laurea conseguita max 1 anno fuoricorso.


 

compatibilità con la pratica

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da Anonymous
pratica e scuola di specializzazione (2)

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pratica e seconda laurea

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pratica presso avvocatura (2)

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