Autore Topic: La carriera forense  (Letto 33150 volte)

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seghue

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La carriera forense
« Risposta #75 il: 13 Apr 2012, 12:03 »
Giustissimo...Pinuccio

chi all'epoca è riuscito ad impararsi un lavoro...
a lavorare trasferendosi
e facendo sacrifici come noi praticanti
ma con il futuro e certo e stipendiato....
oggi stanno bene e vivono dignitosamente.


e aggiungerei:
il futuro stipendiato di chi si è autonomamente (e fortunatamente) frequentato un corso da lui stesso organizzato...con la fortuna di insegnarsi una mansione lavorativa specifica...
non è certo come il passato prossimo incerto dello stato miserevole degli attuali praticanti Neri come Pino...dove neri non sta per senegalesi ma per il loro futuro...che certo stipendiato non è....

Io sono stato fortunato ad impararmi un lavoro
[/quote]

Desy84

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« Risposta #76 il: 13 Apr 2012, 12:04 »
Giuro che se tornassi indietro mi fermerei al diploma, o al massimo, alla laurea triennale. E sono abbastanza certa che oggi avrei un lavoro dignitoso.

nigripennis

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« Risposta #77 il: 13 Apr 2012, 12:14 »
Desy84, dipende da che diploma.
col liceo classico ti ci spazzi...

ossicini

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« Risposta #78 il: 13 Apr 2012, 12:45 »
Nigri cara, nnostatnte quello che tu dici, io ho  un convincimento: nei fulgidi anni Novanta, quando mi diplomai io, se mi fossi fermata alla maturità (classica), gira che ti rigira un impiego in qualche ufficio l'avrei trovato.

Qui su Roma c'è sempre stato tantissimo terziario: si era ante riforma Biagi e sono convinta che in capo all'inizio del nuovo millennio avrei avuto un onesto impieguccio a tempo indeterminato.
All'epoca sarebbe stata una buona scelta. I miei amici che hanno lavorato con il solo diploma, ora - diciamo intorno ai 35 anni - hanno una quindicina d'anni di contributi, anzianità, risparmi; e spesso hanno anche potuto comperare una (minuscola e molto periferica) casetta pur non avendo alcun aiuto parentale.

Ormai non lavori né con il dipolma, né con la laurea; quindi non so cosa consiglierei ad un neomaturato (salvo egli abbia un buon diploma peritale o di scuola professionale, con cui ancora lavoro si trovicchia).
Il liceale, almeno, studiando potrà vivere la propria disoccupazione costruendosi basi culturali che forse non gli serviranno a un beatoca'; nell'attesa che qualcosa capiti o - vedi mai - che qualche buona idea od incontro fortunato illuminino il suo percorso.

lupuscanis

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« Risposta #79 il: 13 Apr 2012, 14:00 »
Pino, già te lo dissi tempo addietro: IL PROBLEMA DI QUESTO MESTIERE NON È L'ABILITAZIONE.
Ora, passato qualche mese e vista la direzione che sta prendendo l'economia globalizzata nel vecchio continente, aggiorno la mia precedente affermazione con: IL PROBLEMA DI VIVERE QUI NON È DATO DAL MESTIERE SVOLTO.
Citazione da: "pino100"
e si... lupus non so se tu lavori o sei uno sfruttato praticante con il futuro incerto e nero.....

pino100

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« Risposta #80 il: 13 Apr 2012, 14:34 »
ha ragione ossicini..

solo che almeno qui al sud, non conosco un fesso (senza laurea o diploma) che oggi lavora nel pubblico o privato, che non abbia avuto raccomandazione.


Fessi siamo stati noi, a continuare negli studi...
E abbandonati da tutti, stato tarocco in primis....

ossicini

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« Risposta #81 il: 13 Apr 2012, 14:44 »
A Roma all'epoca la raccomandazione serviva ma si trovava anche senza.
La mia compagna di banco del liceo ebbe la meravigliosa idea di studiare per un concorso da diplomati subito dopo la maturità. Lo vinse; e fu poi così brava da laurearsi con calma lavorando.
Un'altra mia compagna di classe pure vinse un concorso nella P.A.
Alcuni amici si arruolarono nelle varie Armi od entrarono in Polizia, alcuni presero le opportune patenti e furono assunti nel trasporto pubblico, altri sfruttarono il diploma da perito informatico o da ragioniere.
Un'altro mondo, proprio: quello in cui non c'era tantissimo lavoro, ma alla fin fine, con tanta pazienza e un diploma, qualcosa da fare usciva.

Desy84

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« Risposta #82 il: 13 Apr 2012, 14:50 »
Citazione da: "nigripennis"
Desy84, dipende da che diploma.
col liceo classico ti ci spazzi...


Hai ragionissimo!
..aimè ho proprio la maturità classica  :roll:

Desy84

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« Risposta #83 il: 13 Apr 2012, 14:55 »
Citazione da: "ossicini"

Un'altro mondo, proprio: quello in cui non c'era tantissimo lavoro, ma alla fin fine, con tanta pazienza e un diploma, qualcosa da fare usciva.


In effetti credo fosse proprio così. Peggioriamo sempre di più andando avanti..
Io continuo a sperare che sia solo un lungo periodo e che passerà! Però la vedo dura...

basio

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« Risposta #84 il: 13 Apr 2012, 15:14 »
Cara durante la pratica ho lavorato dodo ed oggi pur essendo solo praticante lavoro con uno studio che fa pratiche infortunistiche e con  una Banca per il recupero credito, ho guadagnato al netto l'anno scorso non meno di 1.200 € al mese ed oggi mi vogliono togliere il patrocinio autonomo per farmi tornare disoccupato per almeno 2 anni perché se supero il prossimo esame di stato a dicembre ci vorranno almeno 18 mesi per il giuramento da avvocato, con l'eliminazione del patrocinio autonomo  questo è diventato un lavoro per soli figli di papà, tienilo ben presente

Cumgranosalis

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« Risposta #85 il: 13 Apr 2012, 17:49 »
@basio

E' incredibile, leggo ciò che scrivi e mi dico: "wow, lui si che ce l'ha fatta, o, almeno, ce la sta facendo".

Poi penso che un operatore ecologico prende anche lui, più o meno, quelle stesse cifre senza:
1) aver studiato un decennio;
2)essere stato sfruttato per (almeno) anni 2;
3)vivere tra angosce di scadenze, clienti che non pagano etc.;
4)........( ce ne sono così tante altre che non val la pena elencarle).

dovevo continuare a fare il maestro di tennis...aria aperta, gonnelline svolazzanti e circa 30 euro a lezione privata.

Maledetto Ego.  :wink:

seghue

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« Risposta #86 il: 13 Apr 2012, 17:54 »
. :laughing6:

Citazione da: "Cumgranosalis"

dovevo continuare a fare il maestro di tennis...aria aperta, gonnelline svolazzanti e circa 30 euro a lezione privata.


Se ti sono rimaste palle...non è mai troppo tardi....

Rovescio ad una o due mani?

Cumgranosalis

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« Risposta #87 il: 13 Apr 2012, 18:11 »
no tengo cojones.
Inconsciamente penso ancora che sia più cool (nel senso che te la prendi in cool) dire "faccio l'avvocato Chicco", piuttosto che dire "prendo 3000 euro al mese e faccio il maestro di tennis.  :lol:

Chiaramente rovescio ad una mano, la classe non è acqua.  8)

P.S..: qualche post fa ero sulla linea "crederci e resistere! Siamo tutti quel uno su mille che ce la fà!". la coerenza è monotona.

dottorino

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« Risposta #88 il: 13 Apr 2012, 18:30 »
però questa di doversi mettere le gonnelline svolazzanti
Citazione da: "Cumgranosalis"

dovevo continuare a fare il maestro di tennis...aria aperta, gonnelline svolazzanti e circa 30 euro a lezione privata.

è troppo, anche per 30 euro a lezione

seghue

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« Risposta #89 il: 13 Apr 2012, 18:46 »
:laughing3:

...vabbè tanto lui stesso ha detto
        no tengo cojones

Poco Penzolamentos...[/quote]

Cumgranosalis

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« Risposta #90 il: 13 Apr 2012, 18:47 »
Non confondiamoci. E' una mia scelta!
Vuoi mettere la gioia di avere le pudenda per l'aree dopo ogni servizio?
 :blackeye:

Eppoi c'è sempre la sorpresa "mutanda opzionale"!

TheRealPinkLady

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« Risposta #91 il: 13 Apr 2012, 19:01 »
:laughing6:

TheRealPinkLady

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« Risposta #92 il: 13 Apr 2012, 19:03 »
siete forti... però ora facciamo i bravi - bravissimi e ritorniamo sulla retta via.

ovvero in topic

ok? :)

dottorino

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« Risposta #93 il: 13 Apr 2012, 19:04 »
ma anche da avvocato puoi scegliere la filosofia "sotto la toga niente". Immagina l'effetto sulla Corte quando alla Ghedini, con gesto teatrale, te la togli, volti le spalle e te ne vai.

nigripennis

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« Risposta #94 il: 13 Apr 2012, 19:09 »
a me invece piace l'idea "sotto la toga mi metto quel minchia che mi pare", anche le bermuda a scacchi.
tipo grembiulino dei bimbi all'asilo.

Cumgranosalis

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« Risposta #95 il: 13 Apr 2012, 19:09 »
aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaahahahahahahahahahaha dottò!!!!

Sorry PinkLady, stoppo OT.

pino100

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« Risposta #96 il: 14 Apr 2012, 07:13 »
purtroppo il danno è fatto.... siamo fuori dal mondo del lavoro.... e difficilmente ci entreremo almeno come impiegati o operai, con un stipendio certo... stante il fatto che noi che siamo laureati e disoccupati ci troviamo in questa situazione anche per il fatto che siamo soli , sfigati e senza raccomandazione....

con la riforma del lavoro voluta dal governo attuale, la situazione peggiorerà ancora di più....

la disoccupazione ha raggiunto livelli elevatissimi, e nelle statistiche drammatiche si sono dimenticati dei ragazzi con età dai 30 ai 40 45 ... che non hanno diritto di niente.... potevano estendere l'apprendistato ma invece è gente ormai dimenticata e posta ai margini della società....

lo status di praticante legale è il peggiore che ci sia, ecco perchè dico che la nostra laurea, laddove un ragazzo non sia figlio di papà, ama con passione sto lavoro, non abbia una raccomandazione... non serve a nulla....

sul fatto che il problema arriva dopo l'abilitazione,  è un altra fesseria... intanto se non ci si abilita si perdono 2 anni costellati da depressione e rabbia.... laddove non si passa negli anni l'esame, si allunga solo lo status drammatico di disoccupatato e dimenticato dalla società.... perchè alla fine non ci rimane nessuna alternativa... non avendo un lavoro e non avendo l'abilitazione... come vuoi che si vada avanti e si campa....

è un vero dramma

Admin_M

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Carriera forense e depressione
« Risposta #97 il: 05 Lug 2015, 14:07 »
Cosa ne dite?  :paura:

Secondo una ricerca del Time sulle 5 professioni piu’ remunerative ma che rendono infelici, quella dell’Avvocato e’ al 3° posto, insieme al dentista.


Il reddito medio annuo per un avvocato associato in grandi città come New York e Chicago è di circa 160 mila dollari; tuttavia, il denaro non sembra correlarsi strettamente alla felicità del professionista.
Secondo i dati della ricerca, avvocati associati (e dentisti) sono tra i primi della lista delle professioni con i tassi di suicidio più elevati.
Gli avvocati, oltre che per gli alti tassi di suicidio, sono stati trovati ad avere il più alto tasso di depressione tra le 100 professioni considerate in uno studio della Johns Hopkins University. Gli avvocati avrebbero 3,6 volte più probabilità, rispetto alla media, di essere depressi.

Nel 2013, gli avvocati associati sono saliti al top della lista di Forbes “Unhappiest Jobs” (Lavori piu’ infelici), superando anche lavori meno prestigiosi e meno remunerativi come lavoratori in servizi di Customer Service e commessi di negozio. Mentre che questi ultimi lavoratori sono più infelici in quanto sottopagati, con un potenziale di crescita professionale limitato e mansioni poco emozionanti, gli avvocati associati dichiarano di essere più frustrati dalle troppe ore lavorative giornaliere, dalla pressione delle scadenze e delle responsabilita’ professionali, dall’essere costantemente proccupati della fatturazione ai clienti, e anche dal trattamento economico che – rispetto ai soci nella loro law firm – e’ decisamente modesto. [Da www.avvocationline.net]

saltailmuro

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Re:La carriera forense
« Risposta #98 il: 06 Lug 2015, 12:18 »
In America credo che le assicurazioni coprano almeno le cure. Ne sono anzi praticamente certa.

Mentre in Italia, con la polizza sanitaria appena rinnovata (2015) funziona ancora così.

Art. 16 lett. B) della polizza sanitaria base:
https://www.unisalute.it/documento/1409755718564/Condizioni-del-Piano-Base.pdf

Ed art. 21 n. 2) della polizza sanitaria “integrativa”:
https://www.unisalute.it/documento/1409755718533/Condizioni-del-Piano-Integrativo.pdf

Che dire….. per usare un eufemismo diciamo che qui la depressione (che solo a nominarla fa tanta paura) è però vissuta come un'onta, o peggio un qualcosa per cui essere degni di biasimo :thumbsup:

tiglio1971

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Re:La carriera forense
« Risposta #99 il: 06 Lug 2015, 13:14 »
AHAHAH!!!!
160 mila dollari!!!!
e quando mai????
ecco, forse dovrebbero fare una indagine qui a Milano per capire davvero a che livelli possa arrivare la disperazione di un avvocato....
degli avvocati che portano a casa 160.000 dollari ma sono infelici francamente me ne frego.... quella è un'infelicità relativa... l'infelicità di chi ha la pancia piena.
Certo, a tutti piacerebbe lavorare mezz'ora al giorno, guadagnare 200.000 euro o dollari e passare 4 mesi all'anno ad arrostirsi al sole delle Maldive, che scoperta....
Parliamo dell'avvocatura in Italia... professionisti che guadagnano come sguatteri, perseguitati da un legislatore animato da intenti punitivi ed in balia di clienti che nella migliore delle ipotesi non ti pagano.
Poi riscriviamo la classifica....

Cosa ne dite?  :paura:

Secondo una ricerca del Time sulle 5 professioni piu’ remunerative ma che rendono infelici, quella dell’Avvocato e’ al 3° posto, insieme al dentista.


Il reddito medio annuo per un avvocato associato in grandi città come New York e Chicago è di circa 160 mila dollari; tuttavia, il denaro non sembra correlarsi strettamente alla felicità del professionista.
Secondo i dati della ricerca, avvocati associati (e dentisti) sono tra i primi della lista delle professioni con i tassi di suicidio più elevati.
Gli avvocati, oltre che per gli alti tassi di suicidio, sono stati trovati ad avere il più alto tasso di depressione tra le 100 professioni considerate in uno studio della Johns Hopkins University. Gli avvocati avrebbero 3,6 volte più probabilità, rispetto alla media, di essere depressi.

Nel 2013, gli avvocati associati sono saliti al top della lista di Forbes “Unhappiest Jobs” (Lavori piu’ infelici), superando anche lavori meno prestigiosi e meno remunerativi come lavoratori in servizi di Customer Service e commessi di negozio. Mentre che questi ultimi lavoratori sono più infelici in quanto sottopagati, con un potenziale di crescita professionale limitato e mansioni poco emozionanti, gli avvocati associati dichiarano di essere più frustrati dalle troppe ore lavorative giornaliere, dalla pressione delle scadenze e delle responsabilita’ professionali, dall’essere costantemente proccupati della fatturazione ai clienti, e anche dal trattamento economico che – rispetto ai soci nella loro law firm – e’ decisamente modesto. [Da www.avvocationline.net]

 

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