Autore Topic: Il praticante ed il rito del lavoro ... ?  (Letto 4056 volte)

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zar

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Il praticante ed il rito del lavoro ... ?
« il: 28 Feb 2004, 17:31 »
Quali sono i limiti del praticante nel rito del lavoro?

1) Poichè la competenza era dell'ex pretore, si deve ritenere ammissibile in primo grado il patrocinio da parte del praticante abilitato anche se il valore della causa da decidere con rito del lavoro supera i 25.000,00 Euro?

2) La fase del tentativo obbligatorio di conciliazione, può essere gestita da praticante abilitato, anche se l'importo richiesto supera i benedetti 25.000,00 Euro?

zarina

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Il praticante ed il rito del lavoro ... ?
« Risposta #1 il: 28 Feb 2004, 17:53 »
puoi stare in giudizio sempre entro il limite dei 25000€, mai di più.
c'è una corrente che dice il contrario, cioè che si segue il valore, ma ti sconsiglio di seguirla per evitare casini.
questa è la regola così come interpretata dal giudice del lavoro del mio tribunale.

ps: ma cos'è, sei un mio fan????

zar

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Il praticante ed il rito del lavoro ... ?
« Risposta #2 il: 29 Feb 2004, 15:44 »
Grazie per la risposta, ma ritieni che il limite valga anche per la fase del tentativo obbligatorio di conciliazione?






(A proposito di zar..., non sapevo ci fosse una zarina in giro così bene informata ...)
 :wink:

Blake

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Il praticante ed il rito del lavoro ... ?
« Risposta #3 il: 29 Feb 2004, 23:07 »
Il tentativo obbligatorio di conciliazione è una fase stragiudiziale, quindi, in teoria non dovrebbe applicarsi la regola del valore.

Ciao

zarina

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Il praticante ed il rito del lavoro ... ?
« Risposta #4 il: 01 Mar 2004, 13:31 »
io non ne sono così convinta..
comunque o ti fai fare una delega speciale per sostituire il lavoratore o, come preferisco io , me lo porto, così sono tranquilla.

sono così informata sul rito del lavoro perchè il mio capo è veramente bravo in questo ramo tanto che le più grandi ditte di zona, dopo aver perso contro di lui un paio di volte, lo hanno voluto come proprio legale. quindi riusciamo a divertirci con le cause di lavoro che sono molto adatte a come siamo abituati a lavorare

Greco

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Il praticante ed il rito del lavoro ... ?
« Risposta #5 il: 01 Mar 2004, 14:42 »
...secondo me, rectius, da NOI viene reputa una competenza funzionale...ergo...senza limiti dei 50 milioni vecchio conio...

lele76

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Il praticante ed il rito del lavoro ... ?
« Risposta #6 il: 01 Mar 2004, 17:32 »
A Roma, il praticante abilitato, non può patrocinare cause di lavoro. E' vero, infatti, che si tratta di vecchia competenza pretorile, ma la materia non è oggi riportata nell'elenco di modifica dell'ordinamento giudiziario che deve ritenersi tipico e non suscettibile di estensione analogica.

Ciò non vale, ovviamente, in fase stragiudiziale dove non hai limiti di sorta.

patty77

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Il praticante ed il rito del lavoro ... ?
« Risposta #7 il: 01 Mar 2004, 23:22 »
per stavolta mi trovo d'accordo con lele76.....

zarina

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Il praticante ed il rito del lavoro ... ?
« Risposta #8 il: 02 Mar 2004, 13:32 »
foro che vai usanza che trovi..
la mia interpretazione deviva da quella data dalle alte sfere della cda a quel che so...

speriamo o è tutto nullo!!!!!!

gameover

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Il praticante ed il rito del lavoro ... ?
« Risposta #9 il: 02 Mar 2004, 13:43 »
confermo al 100% ... non occorre nemmeno essere abilitati ... è sufficiente la procura

Citazione da: "Blake"
Il tentativo obbligatorio di conciliazione è una fase stragiudiziale, quindi, in teoria non dovrebbe applicarsi la regola del valore.

Ciao

lele76

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Il praticante ed il rito del lavoro ... ?
« Risposta #10 il: 02 Mar 2004, 13:45 »
Attenzione ragazzi, le vs. procure sono nulle... leggetevi bene l'ordinamento giudiziario. Le cause del lavoro non ci sono.

mettetevi in delega con un avvocato

AlexDrastico

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Il praticante ed il rito del lavoro ... ?
« Risposta #11 il: 02 Mar 2004, 13:49 »
Dalle mie parti, nel dubbio tra quanto scritto da lele76 ed il discorso relativo al limite di valora, il Tribunale ha preso posizione privilegiando quest'ultima tesi. Pertanto il praticante abilitato può stare in giudizio se la causa ha un valore compreso entro il limite di 25000 € e spiccioli

lele76

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Il praticante ed il rito del lavoro ... ?
« Risposta #12 il: 02 Mar 2004, 13:55 »
Un mio amico/collega ha avuto, in proposito, una brutta avventura:
Trib. di Velletri. Il giudice lo lascia patrocinare; la controparte nulla dice in fase di giudizio.
Nelle memorie conclusionali la parte rileva la nullità della procura. Il giudice respinge ed il mio amico vince la causa.
La controparte ricorre direttamente in Cassazione che annulla senza rinvio la sentenza di primo grado per nulità della procura rilasciata al praticante abilitato.
Il cliente ora gli ha fatto causa e vuole il risarcimento.

Greco

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Il praticante ed il rito del lavoro ... ?
« Risposta #13 il: 02 Mar 2004, 13:55 »
...nessuna competenza nella sezione Lavoro mi sembra un'interpretazione assolutamente errata...è discutibile, in assenza di chiarificazioni a riguardo, applicare o meno il limite di valore;
...ma, là dove la norma modificatrice disciplina "gli affari civili entro 50 milioni" di vecchio conio...la sezione Lavoro vi rientra...se avesse voluto escluderla dallo ius postulandi del patrocinatore nelle Sezioni del Tribunale Ordinario, avrebbe specificato "affari trattati presso la sola Sezione Civile"

zarina

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Il praticante ed il rito del lavoro ... ?
« Risposta #14 il: 02 Mar 2004, 14:13 »
il mio problema non è la procura, bensì la presenza in udienza.
comunque vedo che vi sono diverse interpretazioni
esaminerò il problema

motro

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Il praticante ed il rito del lavoro ... ?
« Risposta #15 il: 04 Mar 2004, 08:46 »
un'informazione..visto che avrei una causa di lavoro " mia"..quale è il numero di 'sta sentenza della Cassazione che sembrerebbe "tagliarci le gambe"??

Greco

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Il praticante ed il rito del lavoro ... ?
« Risposta #16 il: 04 Mar 2004, 11:40 »
...mi associo all'istanza di motro

Bjorn

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Il praticante ed il rito del lavoro ... ?
« Risposta #17 il: 04 Mar 2004, 13:05 »
A firenze il praticante abilitato non può patrocinare cause di lavoro, qualunque sia il valore.

zar

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Il praticante ed il rito del lavoro ... ?
« Risposta #18 il: 04 Mar 2004, 14:49 »
Ho i miei dubbi che sia anche valida la partecipazione del praticante abilitato alla fase di conciliazione obbligatoria con valore sopra i 25.000,00 (e se non riporto il valore ... ??!!).
Qualcuno mi può dare alcuni riferimenti normativi ... o precisi casi giurisprudenziali ... o circolari interpretative, anche rispetto a questa fase ???

Gli stessi Ordini professsionali non ne sanno un c..... (scusate la volgarità)

... Comunque tutto ciò è pazzesco .... quasi quasi smetto e faccio il concorso in magistratura... :evil:

gameover

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Il praticante ed il rito del lavoro ... ?
« Risposta #19 il: 04 Mar 2004, 19:05 »
ma scherzi?

Citazione da: "zar"
Ho i miei dubbi che sia anche valida la partecipazione del praticante abilitato alla fase di conciliazione obbligatoria con valore sopra i 25.000,00 (e se non riporto il valore ... ??!!).


intendi ovviamente il tentativo ex art. 410 c.p.c. ...

pluriel

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Il praticante ed il rito del lavoro ... ?
« Risposta #20 il: 04 Mar 2004, 21:50 »
per quanto può servire, anche a Verona è passata la tesi secondo cui il praticante non può patrocinare cause di lavoro, qualunque sia il valore...

Blake

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Il praticante ed il rito del lavoro ... ?
« Risposta #21 il: 05 Mar 2004, 14:43 »
Ciao lele, puoi fornire il numero della sentenza? siamo molto interessati.
Grazie

 

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