Autore Topic: diventare avvocati: ne vale la pena?  (Letto 4345 volte)

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Anonymous

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diventare avvocati: ne vale la pena?
« il: 14 Novembre 2002, 10:31:08 »
Qualcuno mi sa dire se in questa professione il gioco vale la candela?
O meglio scrivo da Firenze e vedo il mio dominus che sta allo studio dalla mattina alle 9 alla sera alle 9.30 quando va bene.
Lui mi sconsiglia questa professione in quanto è molto stressante e non ripaga per niente specialmente se siamo donne.
Consideriamo che quest'anno ho anche l'esame.
Questo malcontento non l'ho riscontrato solo nel mio dominus ma anche con altri avvocati che incontro all'udienza.
Voi cosa ne dite?

lilith

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diventare avvocati: ne vale la pena?
« Risposta #1 il: 14 Novembre 2002, 12:04:20 »
E cosa ti aspettavi da un dominus!? Che ti dicesse "mi raccomando non mollare mai, perchè in fondo ne vale la pena"?!
Probabilmente appartiene alla nutrita schiera di avvocati che amano fare del terrorismo in presenza di nuove leve, magari ancora un po' disorientate, prima che acquistino sicurezza e comincino a far vacillare le loro solide poltrone...
Quello dell'avvocato è un mestiere che presenta gli aspetti negativi di qualsiasi altra libera professione (ritmi frenetici, orari a volte disumani, responsabilità...), ma c'è anche l'altro lato della medaglia, ci sono le soddisfazioni, il piacere di lavorare solo per te stesso e, col tempo (perchè disperare...), anche la gratificazione economica.
Anche il lavoro dipendente ha i suoi pro e i suoi contro... sta a te valutare quale sia la soluzione più vicina al tuo carattere ed alle tue esigenze.
Ma, per favore, non lasciarti influenzare: se il gioco vale la candela lo potrai sapere più avanti, quando l'avrai sperimentato sulla tua pelle  :wink:
Ciao ciao
Lilith

flipper

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diventare avvocati: ne vale la pena?
« Risposta #2 il: 14 Novembre 2002, 13:38:48 »
Non ho incontrato neanche un avvocato che incoraggiasse un praticante a continuare la professione......
Se il tuo avvocato lavora dalla mattina alla sera avrà anche un riscontro economico adeguato. Come tutti vuole tutto per sè, salvo poi lamentarsi che si lavora troppo e si guadagna poco. Non lasciarti influenzare e proponigli che se vuole lavorare di meno ci sei tu che gli dai volentieri una mano....
In bocca al lupo x l'esame, io sono di scena ad Ancona.
Ciao.

mac

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diventare avvocati: ne vale la pena?
« Risposta #3 il: 14 Novembre 2002, 21:10:14 »
Citazione da: "lilith"
E cosa ti aspettavi da un dominus!? Che ti dicesse "mi raccomando non mollare mai, perchè in fondo ne vale la pena"?!
Probabilmente appartiene alla nutrita schiera di avvocati che amano fare del terrorismo in presenza di nuove leve, magari ancora un po' disorientate, prima che acquistino sicurezza e comincino a far vacillare le loro solide poltrone...
Quello dell'avvocato è un mestiere che presenta gli aspetti negativi di qualsiasi altra libera professione (ritmi frenetici, orari a volte disumani, responsabilità...), ma c'è anche l'altro lato della medaglia, ci sono le soddisfazioni, il piacere di lavorare solo per te stesso e, col tempo (perchè disperare...), anche la gratificazione economica.
Anche il lavoro dipendente ha i suoi pro e i suoi contro... sta a te valutare quale sia la soluzione più vicina al tuo carattere ed alle tue esigenze.
Ma, per favore, non lasciarti influenzare: se il gioco vale la candela lo potrai sapere più avanti, quando l'avrai sperimentato sulla tua pelle  :wink:
Ciao ciao
Lilith


Pensa al nostro di dominus: al suo "frenetico" ritmo di lavoro...ah..ah..ah...ah...ah... sto cadendo dalla sedia dal ridere!!!
Mac.

VICTORIASIEMPRE

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diventare avvocati: ne vale la pena?
« Risposta #4 il: 15 Novembre 2002, 10:38:43 »
Per la mia esperienza, ne vale la pena.
Il praticantato e, talvolta, i primi anni di esercizio sono tendenzialmente duri (in alcuni casi durissimi, specie se non si hanno conoscenze di sorta), e le capacità personali spesso sono un'arma spuntata contro la corazzata corporativa dei limiti all'accesso professionale (vincoli burocratici, ingiustizie e disparità istituzionalizzate, condizionamenti "ambientali").
È una prova di resistenza.  
Dopo, però, le cose cambiano.
O almeno possono cambiare: perchè se c'è la "stoffa", prima o poi viene fuori.
Siccome molti potrebbero avere (legittimamente) un'opinione diversa, ribadisco: it's my own experience, nothing more.
IMBOCCALLUPO

Saretta

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diventare avvocati: ne vale la pena?
« Risposta #5 il: 15 Novembre 2002, 10:58:54 »
E' una domanda che mi sono posta tantissime volte.
Ora sono a 5 giorni dall'orale (che Dio me la mandi buona!!!) e forse ho trovato una risposta.
In te anni e mezzo che faccio quesata professione ho cambiato quattro studi diversi, con quattro diversi dominus. il primo era un pazzo psicopatico che mi ha reso la vita impossibile, perfezionista maniacale e angosciante. Era il primo studio dove andavo e non avevo nessuna conoscenza nell'ambiente, quindi pensavo che, probabilmente erano tutti così.
Beh, lui si occupava di grosse società, banche ecc... insomma, possibilità di piccoli guadagni e di autonomia per me che ero agli inizi zero. Quando ho preso coraggio (ci crederete? Spinta dalla segretaria che mi ha aperto gli occhi e le sarò sempre riconoscente) e ho cambiato studio sono andata da uno che faceva anche assicurativo. Il commento del dominus è stato: "ti stai infilando in un sottobosco che non è fare l'avvocato".
Risultato:piccola crisi esistenziale.... neanche tanto piccola.... che è durata fino a che, oltre a vedere pratiche "importanti" ho cominciato a occuparmi di qualche tanto disprezzato parafango, e ad avere qualche lira nelle tasche.
Ora faccio anche dell'altro,  e sono sempre più convinta che se la fatica per riuscire tirare su la testa è tanta poi ne vale la pena. Lavoro come una pazza, mi sudo ogni centesimo di euro che guadagno, maledico e impreco contro questo lavoro... ma capita che, ogni tanto, forse due volte all'anno, se c'è una bella giornata di sole spengo il maledetto cellulare e me ne vado a vedere il mare. E non devo rendere cojnto a nessuno, perchè con il collega anziano con cui lavoro c'è un rapporto che si può definire davvero di colleganza e non di subordinazione.
So che è raro, ma, come dicevo prima, ho girato quattro studi prima di arrivare dove sono. Sembra strano ma anche fra chi esercita questa professione da decenni c'è ancora qualcuno che ha conservato il dono dell'UMANITA', e non è così raro trovarlo.
IN bocca al lupo!!!! :wink:

aida

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diventare avvocati: ne vale la pena?
« Risposta #6 il: 17 Novembre 2002, 19:01:56 »
Saretta? Ci sei? Era solo per un ulteriore ... IN BOCCA AL LUPO!
Aida

Saretta

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diventare avvocati: ne vale la pena?
« Risposta #7 il: 17 Novembre 2002, 20:51:06 »
Grazie Aida!!!!!!! Domani parto e sono in uno stato misto di ansia, agitazione, euforia, stanchezza e paranoia assurdi. :lol:
A fine settimana gli aggiornamenti...

BACI!!!!

lilith

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diventare avvocati: ne vale la pena?
« Risposta #8 il: 18 Novembre 2002, 13:15:36 »
Citazione da: "mac"
Pensa al nostro di dominus: al suo "frenetico" ritmo di lavoro...ah..ah..ah...ah...ah... sto cadendo dalla sedia dal ridere!!!
.

Pover'uomo... poi bisogna capirlo quando, di tanto in tanto, non può fare a meno di andare a disintossicarsi dallo stress nel suo estero orticello (giusto un mesetto, xchè di più il lavoro non consente!)  :twisted:  :P

Anonymous

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Re: diventare avvocati: ne vale la pena?
« Risposta #9 il: 19 Novembre 2002, 13:14:41 »
io penso di si, ma solo se ne hai veramente voglia e se sei disposta a fare parecchi sacrifici sia in termini di famiglia sia in termini di guadagni iniziali.
Io sono avvocato da 3 anni (ne ho 32) e all'inizio non è stato facile. non si guadagna quasi niente salvo non lavorare a stipendio per altri avvocati, ma questo non è fare l'avvocato (e come essere dipendente) e di clienti nemmeno l'ombra. Però le spese sono comunque alte.
Come donna poi l'unico problema è avere una famiglia e nel contempo un lavoro pesante e senza orari.
Comunque si può fare. basta lavorare dalle 8 della mattina alle 8 di sera e poi usare il tempo che ti resta per vivere la tua vita.
Insomma se passi subilto lo scritto....e vuoi realmente fare l'avvocato....non arrenderti

Anonymous

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praticantato=mezzo di flessibilita' (sfruttamento)
« Risposta #10 il: 19 Novembre 2002, 14:02:28 »
salve a tutti voi.
io sono stato dei vostri per soli 6 mesi, poi ho deciso di cambiare puntando ad un'altra specializzazione: consulente del lavoro.
i motivi?
chiaramente la predisposizione per la materia giuslavoristica e fiscale, ma anche la poca convenienza della professione forense.
ormai la laurea in legge ce l'hanno tutti (oscilla tra la 3 e la 4 posizione nella classifica dei laureati) ed il mercato sta' cambiando.
partiamo dal presupposto che il praticantato (di qualunque tipo sia) serve piu' ai dominus che a noi praticanti.
questo si colloca assieme ai contratti di co.co.co., stage e borse di studio (per poca analogia non cito l'interinale) tra i mezzi messi a disposizione dal legislatore per incentivare l'ingresso nel mondo del lavoro... st###te!!
ad essere incentivate sono solo le aziende/studi professionali che utilizzano tali contratti.  sanno infatti ben ricompensare i loro tirocinanti con le tante promesse, ma poi, solo se si e' particolarmente fortunati erogano miseri compensi (che solo per i co.co.co. sono comprensivi di contributi) innanzi ai quali un qualsiasi collega "impiegato" della stessa azienda (che quadagna quasi il nostro doppio sapendone meno di noi) ci domanda "..ma come fai a vivere!!"
personalmente provengo da una cittadina del sud in cui gli avvocati che guadagnano rappresentano il 5% del totale degli iscritti all'ordine provinciale. ho diversi amici che hanno scelto di rimanere in citta', sono abilitati e continuano ad essere sfruttati dai propri ex dominus in cambio di emissioni di fatture ridicole.
si e' vero, alcuni di loro si trasferiscono nel ricco nord guadagnando di piu', ma giusto quanto serve loro per far una vita dignitosa...da impiegato (tuttavia con il timore di sbagliare e di essere dismesso dalla collaborazione con lo studio).
mi permetto di dare un solo consiglio a tutti voi:
non accontentatevi di essere chiamati "avvocato" un domani! sappiatevi vendere, non fatevi comprare!
tenete sempre a mente che anche un meccanico e' un libero professionista, ma guadagnera' mai meno di un affermato fortunato avvocato....
buona fortuna a tutti
c.leo@inwind.it

mafra

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coraggio!
« Risposta #11 il: 19 Novembre 2002, 15:00:30 »
Questo mi sembra un tipico dubbio pre-esame. Mi sento di darti un consiglio: sgombera la tasta da angosce supplementari (basta quella per l'esame!!!) e concentrati sullo scritto. Se sei in un momento di down totale tieni duro, non dar retta al tuo dominus. Se veramente sarai ancora in dubbio sulla professione, dopo lo scritto potrai pensarci con calma.
In bocca al lupo!!!!!!!

Anonymous

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diventare avvocati: ne vale la pena?
« Risposta #12 il: 19 Novembre 2002, 20:16:48 »
La mia esperienza è stata fallimentare, da principio.
 Il primo anno ho perso tempo in uno studio dove non mi facevano neanche  aprire i fascicoli, pensavo che quella fosse la normalità, perché non avevo visto altro.
Ho cambiato studio per disperazione, nonostante le difficoltà che potesse comportare un passo del genere in un ambiente molto ristretto.
Il secondo anno ho cominciato a fare pratica seriamente, niente euro, ovvio, ma almeno potevo accedere ai fascicoli e scrivere qualche atto.
Sono andata via... come dire... perché mi hanno fatto capire che la mia presenza era di troppo, specie per uno dei due titolari dello studio. (Ogni giorno per 6 mesi sentire dire: "Che vita da cani, che stress, questa non è vita, ma se tornassi indietro non farei questa scelta, ma che te la fa fare....etc!)
Ho trovato un altro studio, isola felice, qui, anche se le persone sono stanche, sorridono.
Si scherza, si ha rispetto profondo degli altri, si lavora a pieno ritmo.
Oggi, a meno di un mese dall'esame, con la prospettiva di andare via per motivi familiari, dall'ultimo studio, sono disorientata, ma ho anche una differente prospettiva della vita.
Non mi farò mettere i piedi in testa da avvocati che non hanno altro modo di convincerti a non fare la professione se non buttandoti addosso la loro mancanza di professionalità e di rispetto.
Per conto mio, ho promesso a me stessa di non scendere mai al livello di chi non fa onore alla categoria degli Avvocati e di chi pensa che questa Professione sia solo uno dei tanti mezzi per guadagnare e basta!

Anonymous

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diventare avvocati: ne vale la pena?
« Risposta #13 il: 19 Novembre 2002, 22:47:01 »
Volevo rispondere e contemporaneamente dire la mia. Il mio primo anno di pratica l'ho passato con un dominus che mi faceva un'ansia ma un'ansia incredibile con i suoi umori , malumori e lune varie. Ogni volta che mi dava da fare un atto....la correzione era una continua umiliazione in quanto mi diceva sempre con tono altezzoso che non sapevo scrivere. Ho sofferto molto in questo primo anno anche perchè mi rendevo conto che non imparavo niente, avevo le giornate super piene(io penso che un praticante quando sono le 20 possa pura andare a casa!!!!) ed ero perennemente scontenta. Il secondo anno ho cambiato studio: con due dominus giovani mi sembrava di cambiare vita...ma alla fine tra una risata e un'altra non mi hanno insegnato nulla, anzi pretendevano di avermi capito in quanto sostenevano che non mi vedevano particolarmente motivata verso questa professione. Ora, a un mese dallo scritto, sto malissimo perchè mi rendo conto di aver fatto delle scelte sbagliate e le pagherò amaramente visto che ho difficoltà a fare gli atti. Certo potevo cercarmi un terzo studio ma ho avuto difficoltà economiche per cui ho dovuto anche lavorare(tutti i giorni nella pausa pranzo e alla domenica); non è stato facile anzi più di una volta volevo mollare tutto ma l'idea di darla vinta ai miei dominus, che sapevano che lavoravo e ogni tanto facevano battute,  mi ha convinto a terminare la pratica. Ho deciso che proverò l'esame e comunque andrà so di certo che ho fatto del mio meglio. Penso sia difficile trovare dominus in gamba e UMANI ma a detta di qualche amica praticante ne esistono ancora....pochi ma esistono. Mi sono sfogata...scusatemi ma sono un po' in para e mi sento impreparata per questo esame. In bocca al lupo a tutti. Grazie per avermi ascoltato.                                                       squibby

Anonymous

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diventare avvocati
« Risposta #14 il: 20 Novembre 2002, 10:37:21 »
Vorrei riallacciarmi alla mail di chi ha optato per la professione di consulente del lavoro, abbandonando il percorso "classico" del praticante che, prima o poi, diventa avvocato ed esercita tale professione. Quello che vorrei dire è che non necessariamente effettuare il biennio di praticantato e conseguire l'abilitazione significa poi dover fare l'avvocato a vita. Mi è capitato, anni fa, di discutere con un altro collega praticante, il quale disdegnava qualsiasi forma di lavoro dipendente: come dire, impiegato = ragionier fantozzi; stipendio misero e nessuna soddisfazione professionale.
In realtà vi sono presso le strutture aziendali tanti profili professionali compatibili con la laurea in giurisprudenza e, perché no, con l'abilitazione alla professione di avvocato: e non parlo solamente del classico legale d'azienda. Vi assicuro, per esperienza diretta, che per chi lavora con impegno e serietà, ma soprattutto con passione, non mancheranno gratificazioni professionali ed economiche anche nel mondo delle aziende private (tipo mega direttore galattico, gran lup man, con poltrona in pelle umana...). A parte gli scherzi, se posso permettermi di dare un suggerimento a chi non si sente particolarmente motivato nei confronti di questa professione, mi sento di dire: guardatevi intorno!  In fondo la posizione di impiegato per chi sà muoversi bene è limitata solamente ai primi anni di lavoro: ricordatevi che nelle aziende, oltre ai ragionier fantozzi esistono i quadri, ma soprattutto i dirigenti, il cui livello di autonomia è paragonabile a quello dei più affermati liberi professionisti, per non parlare delle retribuzioni. Perdete qualche minuto del vostro tempo a verificare quanto vi sto dicendo, prendendo magari una delle tante tabelle presenti spesso su riviste di carattere giuridico/fiscale, ove sono riportate le medie annue delle retribuzioni di lavoratori  di aziende private che rivestono le suddette qualifiche.
In sintesi, non demoralizzatevi se vi accorgete che la professione non fa per voi: come disse qualcuno, l'importante nelle cose non è l'inizio, ma la fine...
Ciao a tutti ed in bocca al lupo per l'esame
Dario


 

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