Autore Topic: Dispensa e pratica  (Letto 2662 volte)

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gio78

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Dispensa e pratica
« il: 07 Ott 2002, 20:01 »
Ciao a tutti
sono nuovo della famiglia e vorrei risolvere un grosso dubbio che mi affligge.
Il prossimo marzo dovrei laurearmi, e vorrei quanto prima cominciare la pratica, ma ho la grana del servizio civile da svolgere (dato che la pratica presso studio legale non da diritto alla dispensa dal servizio stesso). Recentemente ho avuto notizie che mi hanno dato speranza sul fatto di poter avere tale beneficio, e di seguito vi spiego come. La sentenza n°13802 del 2001 delle sezioni unite civili della Cassazione dovrebbe aver posto il principio per cui chi ha lavorato presso l'ufficio legale all'interno di un'istituto di credito può vedersi riconosciuta una situazione simile al praticante presso studio legale ai fini del compimento dei due anni di pratica. Prego chi è a conoscenza di informazioni al riguardo di rispondere in questo stesso forum. Grazie

P.S.Sarò stato sufficientemente chiaro? Sperem...

Fra

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Re: Dispensa & pratica
« Risposta #1 il: 08 Ott 2002, 08:37 »
Citazione da: "gio78"
Ciao a tutti
sono nuovo della famiglia e vorrei risolvere un grosso dubbio che mi affligge.
Il prossimo marzo dovrei laurearmi, e vorrei quanto prima cominciare la pratica, ma ho la grana del servizio civile da svolgere (dato che la pratica presso studio legale non da diritto alla dispensa dal servizio stesso). Recentemente ho avuto notizie che mi hanno dato speranza sul fatto di poter avere tale beneficio, e di seguito vi spiego come. La sentenza n°13802 del 2001 delle sezioni unite civili della Cassazione dovrebbe aver posto il principio per cui chi ha lavorato presso l'ufficio legale all'interno di un'istituto di credito può vedersi riconosciuta una situazione simile al praticante presso studio legale ai fini del compimento dei due anni di pratica. Prego chi è a conoscenza di informazioni al riguardo di rispondere in questo stesso forum. Grazie

P.S.Sarò stato sufficientemente chiaro? Sperem...


A dire la verità non è che tu sia stato proprio cristallino... non ho capito in base a quale titolo tu chiederesti l'esonero... e la sentenza che citi (che - se ti serve - posso mandarti) non mi sembra abbia statuito nulla a proposito dell'esonero stesso...

...forse sono duro di comprendonio io, ma se mi dai qualche chiarimento provo volentieri a darti una mano...

gio78

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Re: Dispensa & pratica
« Risposta #2 il: 08 Ott 2002, 09:40 »
Non ci speravo proprio che qualcuno mi rispondesse, ma a quanto pare il mondo è pieno di brava gente! Grazie Fra.
Adesso cercherò di essere meno criptico:
1 - è pacifico che la pratica legale presso uno studio d'avvocato non vale come titolo per ottenere dispensa dal servizio civile;
2 - la sentenza da me citata (stando a quanto ho letto su www.praticalegale.it), avrebbe parificato in qualche modo il lavoro alle dipendeze dell'ufficio legale di un istituto di credito alla pratica effettuata presso studio di avvocato (e ciò ai fini dell'iscrizione all'esame di Stato. In pratica: ti fai assumere per due anni da una banca, lavori nel suo ufficio legale e alla fine puoi iscriverti all'esame di Stato). Se ciò fosse attendibile, mi fornirebbe l'opportunità di ottenere anche la dispensa dal servizio civile, perchè la concreta proposta di assunzione come dipendente rientra nelle cause di dispensa:insomma, due piccioni con una fava, visto che anzichè aspettare di fare il civile per poi fare pratica, potrei subito lavorare per poi ritrovarmi con gli stessi diritti in prospettiva dell'esame di Stato.

Il mio dubbio riguarda però quanto effettivamente siano state parificate le due situazioni di "pratica". Quanto è attendibile questo orientamento della Suprema Corte? Le cose stanno proprio in questi termini?

Spero di essermi spiegato meglio
P.S.La sentenza (o meglio, lo stralcio che mi interessa) l'ho già rintracciata su www.massime.it

Grazie

Fra

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Dispensa e pratica
« Risposta #3 il: 08 Ott 2002, 11:21 »
Ora è chiaro...

la sentenza si riferisce alla pratica svolta nell'ufficio legale di un ente creditizio pubblico, quindi a situazioni ante privatizzazione.

Tanto che nel caso di specie la Cassazione dà torto al ricorrente (che chiedeva al CNF l'ammissione all'elenco speciale degli avvocati presso enti pubblici) perché egli era stato assegnato all'ufficio legale della Cassa di Risparmio di Firenze quando questa era già stata trasformata in S.p.A.

Ad oggi credo (ma mi riservo di approfondire meglio la questione) che non ci sia più la possibilità di svolgere la pratica presso l'ufficio legale di una banca, perché sono tutte diventate delle s.p.a.

Ciò però non ti impedisce di accettare l'assunzione da parte della banca (che ti esonera dal servizio militare) e di svolgere contemporaneamente la pratica presso un avvocato esterno.

Di seguito il testo della sentenza:

Cassazione civile, SEZIONI UNITE, 7 novembre 2001, n. 13802


LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONESEZIONI UNITE CIVILI

composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:Dott. Aldo          VESSIA     Primo Presidente AggiuntoDott. Francesco     AMIRANTE       Presidente di SezioneDott. Vincenzo      CARBONE        Presidente di SezioneDott. Alessandro    CRISCUOLO                ConsigliereDott. Ernesto       LUPO                     ConsigliereDott. Roberto       PREDEN                   ConsigliereDott. Michele       VARRONE                  ConsigliereDott. Ugo           VITRONE               Cons. RelatoreDott. Mario Rosario MORELLI                  Consigliere

ha pronunciato la seguente:
SENTENZA

sul ricorso proposto da:CASSAI ALDO, elettivamente domiciliato in Roma, Via Salaria, n.  332,presso l'avv. Giuseppe de Majo, unitamente  all'avv.  Vittorio  Bechidel foro di Firenze che lo rappresenta e difende per procura in calceal ricorso;
ricorrente contro
CONSIGLIO  DELL'ORDINE  DEGLI  AVVOCATI  DI  FIRENZE  e   PROCURATORE GENERALE PRESSO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE;
intimati avverso  la  decisione  del  Consiglio  Nazionale  Forense   n.   304 pubblicata il 28 dicembre 2000;udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza  del  14giugno 2001 dal Relatore Cons. Ugo VITRONE;udito l'avv. Vittorio BECHI;udito il P.M., in persona del Sostituto  Procuratore  Generale  Dott.Giovanni LO CASCIO, che ha concluso per il rigetto del ricorso;

Fatto

Con ricorso del 15 dicembre 1999 il dott. Paolo Cassai impugnava dinanzi al Consiglio Nazionale Forense la delibera del Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Firenze in data 10-29 novembre 1999 con la quale era stata respinta la sua domanda di ammissione all'elenco speciale annesso all'Albo degli Avvocati.
Esponeva il ricorrente che in data 9 luglio 1984 era stato assunto dalla Cassa di Risparmio di Firenze nella sua originaria configurazione di ente pubblico economico e che, a seguito della privatizzazione dell'istituto di credito avvenuta in data 10 aprile 1992, era passato alle dipendenze della Cassa di Risparmio di Firenze S.p.A., che ne aveva disposto il trasferimento all'ufficio legale - sezione servizio legale e affari generali con decorrenza dall'8 gennaio 1996; che all'esito della pratica legale aveva conseguito in data 21 novembre 1997 l'idoneità all'iscrizione nell'albo degli avvocati; che gli avvocati e procuratori dipendenti del l'istituto di credito e addetti all'ufficio legale avevano ottenuto di mantenere la loro iscrizione nell'elenco speciale annesso all'albo degli avvocati all'atto della trasformazione della banca in società per azioni; che in data 27 luglio 1999 aveva presentato istanza per l'ammissione nell'elenco speciale che era stata respinta dal locale Consiglio dell'Ordine.
Con decisione del 13 luglio - 28 dicembre 2000 il Consiglio Nazionale Forense respingeva il ricorso in base alla considerazione che all'atto dell'entrata in vigore della legge 30 luglio 1990, n. 218, il ricorrente non aveva acquistato alcun diritto presso l'ente di appartenenza, come previsto dall'art. 3 di detta legge che faceva salvi esclusivamente i diritti già acquisiti dagli attuali dipendenti in relazione alla natura pubblica degli enti di appartenenza, con la conseguenza che la domanda di iscrizione nell'elenco speciale doveva ritenersi preclusa quante volte, come nella specie, essa fosse stata delibata, nella completezza della documentazione allegata, dopo la trasformazione dell'ente pubblico in società per azioni.
Contro la decisione ricorre per cassazione Paolo Cassai con un unico motivo.
Non hanno presentato difese il Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Firenze e il Procuratore Generale presso la Suprema Corte di Cassazione.


Diritto

Il ricorrente denuncia la violazione dell'art. 3, co. 2, della legge 30 luglio 1990, n. 218, in relazione all'art. 360, n. 3, cod. proc. civ., e sostiene che la norma denunciata, nel regolamentare i rapporti di lavoro dei dipendenti degli istituti di credito di diritto pubblico trasformatisi in società per azioni, non ha limitato l'operatività del principio di salvaguardia da essa introdotto ai soli diritti quesiti, ma lo ha esteso anche agli effetti di leggi speciali e a quelli rivenienti dall'originaria natura pubblica del l'ente di appartenenza, tra i quali rientrerebbero i diritti derivanti dall'art. 3, co. 4, lett. b), del R.D.L. 27 novembre 1933, n. 1578, e successive modifiche, che consente l'esercizio della professione di avvocato ai dipendenti di enti pubblici addetti agli uffici legali.
Il ricorso non può trovare accoglimento poiché, come già affermato da queste Sezioni Unite (sent. 12 giugno 1997, n. 5301, citata in ricorso) solo il laureato in giurisprudenza che, quale dipendente addetto all'ufficio legale di un ente creditizio pubblico, abbia compiuto il prescritto periodo di pratica legale, sebbene non sia titolare di un diritto quesito, gode di un'aspettativa tutelata dalla legge quale "effetto" in ordine alla futura iscrizione all'albo speciale, fermo restando il previo riscontro di tutte le relative condizioni (superamento dell'esame di procuratore legale, requisiti soggettivi ed ogni altra prescrizione di legge); tale conclusione è confermata dal rilievo secondo cui la previsione della salvaguardia degli effetti connessi a diritti non ancora acquisiti, ma suscettibili di perfezionamento successivamente alla trasformazione dell'ente attraverso il completamento di una fattispecie complessa, sarebbe del tutto superflua se il legislatore avesse inteso tutelare soltanto i diritti quesiti, posto che dalla tutela di questi discenderebbe come necessaria conseguenza la tutela dei loro effetti.
Il ricorrente non può perciò vantare alcuna aspettativa tutelata poiché, come risulta senza contestazioni dalla narrativa della decisione impugnata, il Cassai è stato destinato all'ufficio legale solo dopo l'avvenuta trasformazione dell'istituto di credito in società per azioni e, come rilevato dal Consiglio dell'Ordine degli Avvocati che ha respinto la sua domanda, non ha svolto la pratica legale presso la Cassa di Risparmio, bensì presso studi legali esterni al di fuori dell'impegno connesso al rapporto di lavoro subordinato, come si legge nella narrativa del ricorso per cassazione.
Nè vale in contrario osservare che la società per azioni sorta dalla trasformazione dell'ente pubblico succede nei diritti, nelle attribuzioni e nelle situazioni giuridiche dei quali gli enti originari erano titolari in forza di leggi e di provvedimenti amministrativi (art. 16, co. 1, D.Lgs. 20 novembre 1990, n. 356), poiché nella specie non viene in contestazione un diritto della Cassa di Risparmio di Firenze S.p.A. sorto in capo al preesistente istituto di credito di diritto pubblico, bensì una posizione giuridica del suo dipendente che non esisteva prima della trasformazione dell'ente in società per azioni, non essendo ipotizzabile alcuna aspettativa tutelabile sulla sola base del rapporto di dipendenza sorto con l'ente di credito.
Parimenti ininfluente deve ritenersi l'osservazione che l'accertamento dei requisiti richiesti dalla legge professionale debba essere effettuato al momento in cui viene presentata la domanda di iscrizione nell'elenco speciale annesso all'albo degli avvocati, sicché dovrebbe ritenersi sufficiente la sussistenza in quel momento del requisito dell'assegnazione dell'istante all'ufficio legale della banca, in quanto l'inizio della fattispecie complessa che si perfeziona successivamente alla trasformazione dell'ente pubblico in società per azioni non coincide - come già è stato rilevato - con l'instaurazione del rapporto di impiego, ma si identifica con l'espletamento della pratica forense presso l'ufficio legale dell'ente pubblico al quale non si sia ancora accompagnato il conseguimento del diritto all'iscrizione del dipendente nell'elenco speciale annesso all'albo degli avvocati.
In conclusione il ricorso non può trovare accoglimento e deve essere respinto.
La mancata partecipazione al giudizio degli intimati preclude qualsiasi pronuncia sulle spese giudiziali.


Inizio documento

P.Q.M

La Corte, pronunciando a Sezioni Unite, rigetta il ricorso.
Così deciso in Roma, il 14 giugno 2001.

gio78

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« Risposta #4 il: 08 Ott 2002, 11:56 »
Grazie mitico Fra!

Mi era venuto il dubbio che quel "pubblico" potesse fregarmi, ma avendo letto solo uno stralcio della sentenza non avevo capito il meccanismo alla base di tutto. Pazienza, proverò altre strade, magari la stessa che mi hai indicato.

Just another question: secondo Voi ci sono buone possibilità per un "pivellino" neo-laureato di essere assunti da questi enti creditizi nell'ambito dei loro uffici legali? Magari facendo prima richiesta di stage (che potrebbe darmi un differimento delll'eventuale chiamata al civile)? E se sì, a chi mando la richiesta con CV, alla direzione del personale?

Ciao a tutti, in particolare a chi si sbatte per fornire risposte.

Fra

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Dispensa e pratica
« Risposta #5 il: 08 Ott 2002, 12:21 »
Citazione da: "gio78"
Grazie mitico Fra!

Mi era venuto il dubbio che quel "pubblico" potesse fregarmi, ma avendo letto solo uno stralcio della sentenza non avevo capito il meccanismo alla base di tutto. Pazienza, proverò altre strade, magari la stessa che mi hai indicato.

Just another question: secondo Voi ci sono buone possibilità per un "pivellino" neo-laureato di essere assunti da questi enti creditizi nell'ambito dei loro uffici legali? Magari facendo prima richiesta di stage (che potrebbe darmi un differimento delll'eventuale chiamata al civile)? E se sì, a chi mando la richiesta con CV, alla direzione del personale?

Ciao a tutti, in particolare a chi si sbatte per fornire risposte.


Figurati, se non ci si dà una mano tra noi...

Se per enti creditizi intendi quelli cui fa riferimento la citata sentenza (nei cui uffici legali poter fare regolare pratica forense) temo che - come detto - non ci sia più tale possibilità perché tutti gli istituti bancari di diritto pubblico sono stati trasformati in società per azioni....

Per essere assunto nell'ufficio legale di un ente pubblico (es. Regione, Provincia, Comune) la strada è quella del concorso pubblico...

Se invece ti riferisci agli uffici legali della banche, credo che tu possa inviare una domanda ad hoc ai vari uffici del personale, sperando che ti rispondano (tieni però conto del fatto che comunque non potrai ivi svolgere la pratica forense)...

Saluti

Anonymous

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Dispensa e pratica
« Risposta #6 il: 08 Ott 2002, 15:09 »
Guarda che l'UNSC ha già chiarito più volte che l'assunzione deve essere proposta da una persona giuridica (in particolare società di capitali) e non da un professionista (es. avvocato, commercialista) singolo o associato che sia e nemmeno da una ditta individuale.
Non passo spesso da queste parti ... se vuoi informazioni ulteriori scrivimi kaldor@iol.it

Cordialmente

M.P.

Fra

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Dispensa e pratica
« Risposta #7 il: 08 Ott 2002, 18:08 »
Per "Ospite":

Credo che Gio abbia ben chiaro da chi debba farsi assumere per ottenere la dispensa... il problema era un altro...

Comunque, per chi fosse interessato a questioni attinenti alla dispensa dal servizio militare suggerisco il seguente link:

http://www.serviziocivile.it/comefareper/elencofaq.php3?area=Obiettori&pulsantetrova=yes&sottoarea=Dispensa

gio78

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Dispensa e pratica
« Risposta #8 il: 08 Ott 2002, 19:05 »
Fra ha capito tutto ed io vi consiglio (se avete problemi con il civile) di andavi a vedere l'immenso forum del sito www.serviziocivile.it alla sezione PRIMA (della partenza). E' molto ricco di notizie e a me ha fatto molto comodo. Prendetevi molto tempo per consultarlo... ne vale la pena!

CIAAAAAAAAOOOOOOOOOO!!!

Anonymous

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Dispensa e pratica
« Risposta #9 il: 09 Ott 2002, 00:03 »
sconsiglio caldamente www.serviziocivile.it ed in particolare il forum

non capisco quale sia il tuo problema, oramai parte solo chi vuole partire

M.P.

grazie FRA mi ero un po' perso

 

[Dubbi sulla pratica ...] ... ma siete sicuri ...

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[b]Cambio studio legale per pratica forense.[/b]

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Valida questa udienza ai fini della pratica?

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Udienze valide ai fini della pratica forense

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