Autore Topic: Duro colpo alla *via spagnola*  (Letto 60187 volte)

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bt

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Duro colpo alla *via spagnola*
« Risposta #50 il: 08 Lug 2010, 18:45 »
se andavi a tallin facevi la stessa cosa ....
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Io sono andato in giro per la spagna ho imparato la lingua

ma almeno ciulavi di più!!

LaoTzu

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Duro colpo alla *via spagnola*
« Risposta #51 il: 08 Lug 2010, 19:10 »
con estrema facilità complimenti. Preso allora con estrema facilità farai soldi a palate uscirai con 10 supermodelle a sera diverse e comprerai un mega panfilo che quello di abramovich a confronto è una bagnarola...
Ma...a noi???

clistere

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Duro colpo alla *via spagnola*
« Risposta #52 il: 08 Lug 2010, 22:02 »
Citazione da: "bt"
se andavi a tallin facevi la stessa cosa ....
Quota (selezione)

Io sono andato in giro per la spagna ho imparato la lingua

ma almeno ciulavi di più!!


sapete se in spania si parla lo spaniolo o il portogallese ? la procedura penale è lunga ?

bt

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Duro colpo alla *via spagnola*
« Risposta #53 il: 30 Lug 2010, 16:51 »
CNF VS CEPU

E' ingannevole la pubblicità Cepu"Diventa avvocato senza esame di abilitazione"
29/07/2010 - Il Consiglio nazionale forense ha presentato un esposto all'Autorità Antitrust chiedendo di sospendere già in via cautelare il messaggio pubblicitario. "Tale pubblicità provoca un danno all'affidamento del pubblico e alla trasparenza della informazione".- Dal sito del CNF.-
Roma. L'annuncio pubblicitario Cepu "Diventa avvocato senza esame di abilitazione" è ingannevole perché non è veritiero (riporta l'offerta di un servizio inesistente); omette informazioni fondamentali che il consumatore utente dovrebbe conoscere; omette di riferire le conseguenze giuridiche dell'attività proposta. Per questo motivo va sospeso in via cautelare, la società deve essere sanzionata e deve disporre la pubblicazione di rettifica sui principali quotidiani nazionali dove è apparso il messaggio pubblicitario.
Il Consiglio nazionale forense prende una posizione dura contro la pubblicità Cepu apparsa sui principali quotidiani nazionali, sia economici che generalisti, che sembra promettere l'acquisizione automatica del titolo di avvocato abilitandosi in Spagna. E lo fa presentando un esposto all'Autorità garante per la concorrenza ed il mercato per far valere l'articolo 20 del Codice del Consumo-Divieto delle pratiche commerciali scorrette in quanto ingannevoli (articoli 21 e 22).
L'esposto è stato depositato mercoledì 28 luglio.
I fatti. La società Cesd srl, operante con il marchio Cepu nel settore delle lezioni private a pagamento, e della preparazione universitaria e scolastica, negli ultimi mesi ha pubblicato sui principali quotidiani nazionali, economici e generalisti, e su internet, annunci volti ad offrire servizi di intermediazione per il conseguimento del titolo professionale di avvocato eludendo la disciplina italiana in tema di abilitazione all'esercizio della professione forense, "attraverso" sottolinea l'esposto, " l'uso fraudolento della disciplina di diritto comunitario in materia di esercizio del diritto di stabilimento (direttiva 1998/5/Cee) ed in materia di riconoscimento delle qualifiche professionali( 2005/36/Cee)".
Per il Cnf il messaggio pubblicitario è scorretto in quanto ingannevole, "atteso che promette un risultato non veritiero-l'automatica acquisizione della qualifica professionale- e in ogni caso omette fondamentali informazioni.
Il contesto normativo. L'esposto Cnf ricorda come la necessità del superamento dell'esame di Stato per l'esercizio delle professione forense è prevista dalla Costituzione della Repubblica (articolo 33, 4° comma) per la tutela dell'interesse pubblico (Corte Costituzionale sentt. 75/1999, 5/1999 da ultimo). E ripercorre il contesto normativo relativo al riconoscimento dei titoli professionali conseguiti in un altro paese dell'Unione europea, per sottolineare che sia il sistema di stabilimento/integrazione (direttiva 98/5/Cee) che quello di riconoscimento titoli (direttiva 2005/36/Cee) non conferiscono in maniera automatica il titolo professionale italiano di avvocato. Il primo, perché prevede l'utilizzo del titolo di origine, l'esercizio professionale di intesa con un avvocato italiano e l'acquisizione del titolo italiano dopo tre anni di attività professionale effettiva; il secondo, perché impone un sistema di riconoscimento del titolo con decreto ministeriale che può prevedere misure compensative. Il Cnf cita la sentenza della Corte di Giustizia Cavallera (C-311/ 06), che ha statuito che le regole di diritto Ue in materia di stabilimento non possono essere utilizzate per l'esclusivo scopo di aggirare la disciplina nazionale in tema di accesso ed esercizio di una libera professione, sfruttando la diversità di disciplina interna tra due stati membri. " E' dunque più che concreta la possibilità che i laureati italiani che diventano abogado non possiedano al ritorno in Italia, alcun genuino legame con la professione spagnola che possa giustificare l'esercizio del diritto di stabilimento e la successiva iscrizione all'albo degli avvocati". D'altra parte, già il Cnf con un suo parere ( n. 17 del giugno 2009) aveva richiamato i Consigli dell'Ordine sulla necessità di rispettare il diritto di stabilimento nonché i criteri dettati dalla giurisprudenza comunitaria in sede di valutazione delle domande di iscrizione agli albi, vigilando che non sia indebitamente eluso l'esame di Stato (strumento per garantire al cittadino il corretto esercizio di difesa e la tutela all'interno del giusto processo) attraverso l'esercizio fraudolento delle libertà garantite dall'ordinamento Ue.
I motivi a base dell'esposto. Il Cnf rileva che il messaggio pubblicitario non è veritiero perché riporta l'offerta di un servizio inesistente o comunque del tutto difforme da quello realmente offerto. Tanto che, a una ricerca più approfondita sul sito internet, la società descrive i passaggi della procedura condizionati ad attività e istanze che l'interessato deve svolgere di persona e tutte soggette a valutazioni tecniche e di merito delle competenti amministrazioni, spagnole e italiane. " In buona sostanza il risultato propagandato non costituisce un risultato conseguibile con certezza e in maniera automatica, in quanto il riconoscimento è il risultato di scelte discrezionali operate dai competenti organi nazionali" rileva il Cnf citando anche gli stessi provvedimenti dell'Antitrust. Quindi "il messaggio proposto viola l'articolo 21, comma 2, lettera b del dlgs 205/2005, perché idoneo a indurre in errore il consumatore circa l'esistenza e la natura del prodotto". Viola inoltre la lettera c dello stesso articolo perché induce in errore rispetto "alla portata degli impegni del professionista", visto che l'attività svolta dalla società non si stende, né potrebbe, fino a garantire o agevolare il processo di riconoscimento dei titoli. Non solo. Il Cnf denuncia anche l'omissione di informazioni fondamentali che il consumatore-utente dovrebbe conoscere (articolo 22, comma 1), laddove omette di chiarire che c'è una "concreta possibilità che l'Ordine forense rifiuti l'iscrizione dell'istante abogado rilevando l'abuso dello strumento comunitario", e l'omissione di riferimento alle conseguenze giuridiche dell'attività proposta, non chiarendo i vincoli di legge e i rischi connessi al provvedimento di riconoscimento artificioso dei titoli (per esempio una cancellazione ex post in occasione della revisione annuale degli albi).

LaoTzu

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Duro colpo alla *via spagnola*
« Risposta #54 il: 30 Lug 2010, 22:18 »
bt...pesantissimo..ma è vero ormai i consigli dell'ordine non accettano più per abuso del diritto...non si può più percorrere la via spagnola...anche se si continua a parlarne...non ci sono sti abogatos...non esistono nella realtà....ce ne saranno un centinaio sparsi per l'italia...mah...

lordfenner

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Duro colpo alla *via spagnola*
« Risposta #55 il: 05 Ago 2010, 18:34 »
04/08/2010 COA ROMA
Notizia: COMUNICATO STAMPA





Con riferimento alla nota questione dei laureati in giurisprudenza che si recano in Spagna od in Portogallo per ottenere il titolo di “abogado”, evitando così di sostenere il selettivo esame di abilitazione all’esercizio della professione forense che è invece obbligatorio in tutti gli altri Paesi dell’Unione Europea, il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Roma ��" che con i suoi quasi 24.000 iscritti è il più consistente, numericamente, di tutto il continente ��" nell’Adunanza del 29 luglio u.s. ha deliberato, in ossequio alle pronunce giurisdizionali emanate in materia ed ai principi generali dell’ordinamento forense italiano, di:

1)   Sospendere le richieste di iscrizione all’Albo in giacenza, per iniziare ad eseguire istruttorie approfondite che accertino l’avvenuto svolgimento della professione forense, da parte degli interessati, nei Paesi ove il titolo è stato conseguito, ovvero l’acquisizione di idonea esperienza professionale maturata all’estero;

2)   Convocare i soggetti, iscritti sino ad ora ai sensi dell’art. 6 D.L.vo n. 96 del 2001, onde procedere a svolgere adeguata istruttoria circa il possesso effettivo, in capo ai medesimi, dei requisiti per poter esercitare la professione di avvocato.



Il Consigliere Segretario

avv. Rodolfo Murra

lordfenner

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Duro colpo alla *via spagnola*
« Risposta #56 il: 05 Ago 2010, 18:36 »
Alla faccia, credo che i rimedi per gli anni di piombo furono più blandi

francis

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Duro colpo alla *via spagnola*
« Risposta #57 il: 19 Ago 2010, 12:15 »
http://www.gazzettaufficiale.it/guridb/dispatcher?service=1&datagu=2010-08-18&task=dettaglio&numgu=192&redaz=10A10119&tmstp=1282212734068

alla fine il ministero ha adottato una soluzione intelligente, non ritenendo applicabile il caso cavallera e facendo proprie le conclusioni dell'avvocato generale nella causa C-118/09; in compenso si dovrà sostenere la prova scritta anche in caso di compiuta pratica

francis

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Duro colpo alla *via spagnola*
« Risposta #58 il: 19 Ago 2010, 13:02 »
Sia il D.lgs. n. 115/1992 che il D.lgs 206/2007 si limitano a dire che il decreto di riconoscimento del titolo è subordinato ad una prova attitudinale, invece l'art. 6 co. 2° del D.M. 28 maggio 2003 n. 191 (fonte di rango secondario) stabilisce che "dell'avvenuto superamento dell'esame la commissione rilascia certificazione all'interessato ai fini dell'iscrizione all'albo."
Tuttavia, l' articolo 49 del D.Lgs. 26 marzo 2010 n.59 ha inserito nell'art. 17 della Legge Professionale Forense r.d. 1578/1933 il seguente comma: "il decreto di riconoscimento della qualifica professionale ai sensi del Titolo III, del decreto legislativo 9 novembre 2007, n. 206, costituisce titolo per l'iscrizione nell'albo".
Faccio una provocazione: tale dicitura potrebbe prestarsi ad ambigue interpretazioni questa volta a favore degli avvocati "stranieri" al punto da spingere qualche coraggioso a chiedere l'iscrizione nell'albo ordinario in base al semplice decreto e senza aspettare l'esito della prova attitudinale? Infatti un conto è prevedere che il superamento della prova costituisca titolo per l'iscrizione altra cosa è invece, almeno letteralmente, stabilire che sia il decreto sic e simpliciter - seppur ai sensi della normativa di riferimento - a valere come requisito per l'iscrizione nell'albo ordinario.

nigripennis

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Duro colpo alla *via spagnola*
« Risposta #59 il: 19 Ago 2010, 15:55 »
(aperta parentesi
per diventare presidente usa bisogna essere nati in usa.
Citazione da: "ColonelFleming"
se de tilla può anche solo sognare di guidare il cnf io potrei sperare di diventare presidente degli usa.

Schwarzy per esempio non può aspirarvi, mentre quell'incrocio dell'Obama lo è diventato.
chiusa parentesi)

ColonelFleming

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Duro colpo alla *via spagnola*
« Risposta #60 il: 19 Ago 2010, 21:40 »
francis, il decreto di riconoscimento dice espressamente che il riconoscimento stesso è subordinato all'espletamento e al superamento della prova attitudinale

francis

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« Risposta #61 il: 20 Ago 2010, 14:41 »
http://www.gazzettaufficiale.it/guridb/dispatcher?service=1&datagu=2010-08-19&task=sommario&numgu=193&tmstp=1282307861712

Invece chi non ha la compiuta pratica si deve fare ben due scritti mentre l'orale rimane identico, son lontani i tempi in cui si dava solo deontologia e ordinamento con la semplice laurea italiana senza pratica e il titolo estero.
Potrebbe svilupparsi contezioso sull'esecuzione delle misure compensative perchè mi sembra comunque eccessivo far sostenere due prove scritte, anche se è vero che davanti all'ipotesi di "negare" la validità della via spagnola l'inasprimento della prova attitudinale può essere visto come compromesso.

lordfenner

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Duro colpo alla *via spagnola*
« Risposta #62 il: 20 Ago 2010, 15:43 »
Quale è il problema di dare due prove scritte? E' comunque importante avere la possibilità di dare un esame in più oltre l'esame in cda

benitomussolini

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« Risposta #63 il: 20 Ago 2010, 16:42 »
vorrei chiedere ai piu esperti

questo è un decreto di riconoscimento subordinate a due prove in caso di richiesta di iscrizione nell'albo italiano

mi pare di leggere fra le righe che si boccia l'interpretazione sposata dal CNF relativa alla discrezionalità dei CDO circa l'esperienza documentata in spagna

ma che fine fa l'iscrizione all'albo triennale alla luce di tutto ciò?
grazie :D

lordfenner

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Duro colpo alla *via spagnola*
« Risposta #64 il: 20 Ago 2010, 18:45 »
Citazione da: "benitomussolini"
vorrei chiedere ai piu esperti

questo è un decreto di riconoscimento subordinate a due prove in caso di richiesta di iscrizione nell'albo italiano

mi pare di leggere fra le righe che si boccia l'interpretazione sposata dal CNF relativa alla discrezionalità dei CDO circa l'esperienza documentata in spagna


No, è una cosa diversa. Se, con il titolo straniero, si chiede l'iscrizione all'albo degli avvocati stabiliti (da parte della dottrina detto altresì "dei ladroni"  :D ) permane il diritto-dovere dei cdo di verificare l'esistenza di una esperienza professionale reale.
Se, invece, si chiede al ministero della giustizia il decreto di riconoscimento, sarà il ministero a valutare stabilendo gli esami da sostenere al cnf. A fronte di un atto amministrativo complesso che prevede anche un esame, i cdo di fronte alla presentazione del decreto del ministero della giustizia e del successivo certificato di superamento dell'esame al cnf devono iscrivere senza poter sindacare nulla (su questo specifico punto c'è giurisprudenza, unica sentenza "domestica" sugli abogados).

Citazione da: "benitomussolini"


ma che fine fa l'iscrizione all'albo triennale alla luce di tutto ciò?
grazie :D


In teoria, (molto in teoria) dopo tre anni di iscrizione all'albo degli stabiliti (o ladroni che dir si voglia  :D ) si può chiedere al cdo di disporre l'integrazione e di essere iscritti nell'albo ordinario, previa verifica del regolare, corretto ed effettivo esercizio della professione per non meno di 3 anni.
Questo però in teoria, perché (tranne qualche piccolo ed isolato ordine del sud) gli ordini, anziché integrare, cancellano gli avvocati stabiliti. Che se chiedono l'integrazione accelerano la loro stessa cancellazione.

acolletti

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« Risposta #65 il: 20 Ago 2010, 19:02 »
Citazione da: "lordfenner"

No, è una cosa diversa. Se, con il titolo straniero, si chiede l'iscrizione all'albo degli avvocati stabiliti (da parte della dottrina detto altresì "dei ladroni"  :D ) permane il diritto-dovere dei cdo di verificare l'esistenza di una esperienza professionale reale.


non credo che gli ordini abbiano il potere di sindacara la "reale" esperienza di un avvocato iscritto all'estero. al massimo possono controllare se permane l'iscrizione

ColonelFleming

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« Risposta #66 il: 22 Ago 2010, 08:03 »
acolletti, ma c'e' bisogno di discutere? gli ordini hanno provato a compiere degli abusi supportati da alcune frange del cnf. pare che gli abusi non possano piu' compierli e ora mi aspetto che cada qualche testa (e qualche dente....) ;)

lordfenner

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« Risposta #67 il: 22 Ago 2010, 10:49 »
Io ho risposto secondo ciò che viene fatto a tutt'oggi.
E a tutt'oggi la situazione è quella che ho descritto.
Ci saranno delle novità, quando ci saranno ne darò contezza.
Segnalo, comunque, che ora come ora non ci sono ordini che iscrivono

eueu

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« Risposta #68 il: 22 Ago 2010, 11:59 »
gli ordini iscrivono eccome..
una cara amica si è da poco iscritta a milano

lordfenner

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« Risposta #69 il: 22 Ago 2010, 16:11 »
Nella sezione speciale avvocati stabiliti?
Si, Milano si, più qualche altro ordine. Nella stragrande maggioranza no.
A Udine meglio stare alla larga! ;)

eueu

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« Risposta #70 il: 22 Ago 2010, 17:41 »
sì lord: milano sezione avvocati stabiliti. Nessuna particolare domanda, richiesta o restrizione...
credo, invece, che a monza sia dura...

benitomussolini

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« Risposta #71 il: 22 Ago 2010, 18:16 »
bisogna sollecitare Milano ad adeguarsi alla legge e chiudere l'albo degli stabiliti

a mio parere solo con la soluzione, encomiabile, del ministero, che obbliga come compensativa, ad uno scritto e ad un orale, si può stare tranquilli su chi esercita

è sicuro comunque, almeno, che dopo i 3 anni di eventuale iscrizione nell'albo dei ladroni, vi sia la cancellazione senza decreto di riconoscimento?

firmato: una persona a cui sta a cuore questa professione.

benitomussolini

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« Risposta #72 il: 22 Ago 2010, 18:20 »
Citazione da: "eueu"
gli ordini iscrivono eccome..
una cara amica si è da poco iscritta a milano


ammazza che amiche che c'hai?

e come dominus chi aveva questa? Tano Badalamenti?

lordfenner

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« Risposta #73 il: 22 Ago 2010, 18:38 »
X Benito

Tranne qualche piccolo ed isolato ordine (ma su milano non so), ora come ora dopo i tre anni nessun ordine integra nessun avvocato stabilito.

Aggiungo solo una mia riflessione su cui benito non sarà d'accordo.
Secondo me, un discorso è non iscrivere, ma la decisione di cancellare chi è già iscritto, forse, è un po' dura. Si si, è vero, tutelare i clienti,  etc. però, insomma, cancellare la gente come soluzione la vedo un tantino pesante.
Se penso che quel celebre politico condannato in via definitiva per reati gravissmi che comportano la radiazione ancora non lo hanno radiato....
albo di roma, controllate pure, è ancora regolarmente iscritto...

eueu

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Duro colpo alla *via spagnola*
« Risposta #74 il: 22 Ago 2010, 18:46 »
benito...trattasi di un'amica  senza alcun aggancio, ti assicuro (non vorrei dire scemenze, ma circola più di una voce secondo la quale il figlio dell'ordine avv. milano sarebbe un "figlio della spagna"...ecco spiegato, forse, il motivo di tanta disinvoltura).

 

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