Autore Topic: Duro colpo alla *via spagnola*  (Letto 60214 volte)

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francis

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Duro colpo alla *via spagnola*
« il: 30 Gen 2009, 21:07 »
E' con profondo rammarico che mi accingo a comunicare agli amici abogados e non che la Corte di Giustizia UE, ovviamente innescata dal sistema italiano, ha depositato una sentenza che da un duro colpo alla - per loro!- famigerata via spagnola.
Non la commento subito ma invito tutti gli aspiranti abogados a valutare con calma eventuali ripensamenti circa il percorrimento della via, anche perchè bisognerà vedere come verrà applicata concretamente nella pratica.

E' consultabile per intero sul sito:
http://curia.europa.eu/jurisp/cgi-bin/form.pl?lang=it
digitando nel modulo di ricerca il numero di causa:
C-311/06, o il cognome cavallera nella stringa libera "parole del testo".

La cosa strana è che la crociata lanciata dal sistema ordinistico italiano non sia partita dalle istituzioni forensi ma dall'ordine degli ingegneri, forse perchè noi siamo comunque troppi a prescindere dalla spagna, mentre los ingenieros hanno più interessi in gioco.

Oggi è un giorno triste per il diritto comunitario!!

p.s. che ne dite di un gruppo su facebook che includa gli abogados, gli avvocati stabiliti comunitari ed in generale chi ha chiesto il riconoscimento del titolo professionale?

francis

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Duro colpo alla *via spagnola*
« Risposta #1 il: 30 Gen 2009, 22:53 »
il gruppo su facebook è stato creato col seguente nome:

abogados, avvocati stabiliti comunitari e riconoscimento titolo avvocato

bestale

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Duro colpo alla *via spagnola*
« Risposta #2 il: 31 Gen 2009, 00:12 »
Secondo me non cambia niente..i "giuristi" conseguono ulteriore formazione in Spagna per ottenere l'omologazione, il signore in causa faceva un mero giro di documenti italia-spagna-italia.
Ad ogni modo avrebbe fatto prima a fare un breve tirocinio-stage e ripresentare la domanda che non tutto il giudizio.

Qohelet

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Duro colpo alla *via spagnola*
« Risposta #3 il: 31 Gen 2009, 01:31 »
Concordo con bestale.
L'ingegnere de quo ha chiesto l'omologazione della laurea italiana in Spagna: fatto ciò, si è iscritto presso l'ordine spagnolo e poi, senza esercitare in Spagna, ha chiesto e ottenuto subito l'iscrizione in Italia. Se tu segui la via spagnola, ottenuta l'omologazione e fatto l'esame integrativo, sei avvocato spagnolo a tutti gli effetti. A quel punto, hai due strade: o ti trasferisci in Italia, eserciti per 3 anni come avvocato stabilito e per ciò solo acquisti l'abilitazione italiana, oppure fai la prova di idoneità al CNF e, una volta superata, t'iscrivi subito come avvocato italiano.
Non cambia proprio niente.

giango

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Duro colpo alla *via spagnola*
« Risposta #4 il: 31 Gen 2009, 14:12 »
Ciao Francis e colleghi,
vi segnalo che qualche tempo fa creai il gruppo facebook "Abogados italianos"... non so se si può fare una "fusione" con il nuovo gruppo... in caso affermativo ben venga...  ;)
Riguardo alla sentenza, a mio avviso si potrebbe interpretare il fatto di sostenere la prueba de aptitud o il curso tutelado, come una ulteriore formazione, quindi il campo di applicazione della suddetta decisione rimarrebbe limitato alle professioni tecniche o simili (per le quali non è richiesta prueba o curso tutelado ma è "automatica").

headbanger

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Duro colpo alla *via spagnola*
« Risposta #5 il: 02 Feb 2009, 15:42 »
Sapevo che qualcuno avrebbe scritto questo post...

la sentenza citata non avrà nessun effetto sulla "via spagnola" all'avvocatura:

Primo, perchè la direttiva 98/5 (avvocati) è diversa dalla direttiva 89/48, che è quella a cui si riferisce la sentenza citata. Cioè, si sta parlando di normative completamente diverse.

Secondo, perchè come faceva notare qualcuno, nel caso degli abogados non si sta chiedendo all' Italia di riconoscere un titolo spagnolo ottenuto mediante l'automatica omologazione di un titolo italiano: infatti cioè che riconosce e poi concede la Spagna è la laurea in giurisprudenza, e richiede all'effetto di passare la prueba de aptitud. Pertanto, vi è l'acquisizione di qualifiche nel paese straniero (necessaria a passare la prueba) e inoltre non vi è nessun riconoscimento automatico del titolo in Italia, in quanto in Italia l'abogado esercita come abogado, non come avvocato.

Quindi, la sentenza non c'entra nulla.

Chiedo scusa per la prosa un po' ingarbuglata, ma sono al lavoro.

francis

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Duro colpo alla *via spagnola*
« Risposta #6 il: 03 Feb 2009, 13:35 »

francis

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Duro colpo alla *via spagnola*
« Risposta #7 il: 03 Feb 2009, 13:42 »
è ovvio che anche io sia d'accordo con chi sostiene che la prueba de conjunto sia già sufficiente per non far rientrare gli abogados nel precetto di questa sentenza, ma siete veramente sicuri che tutto ciò basterà? leggetevi le polemiche della settimana scorsa, son finiti addirittura su sabato e domenica (me l'han detto perchè non mi alzo alle 6 per quelle trasmissioni) e sulla stampa (prontamente contestati dai radicali).

http://www.lastampa.it/_web/CMSTP/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=124&ID_articolo=521&ID_sezione=274&sezione=

http://notizie.virgilio.it/notizie/politica/2009/01_gennaio/20/giustizia_avvocati_esami_in_spagna_bene_ordini_contro_furbetti,17642957.html

http://www.agenziaradicale.com/index.php?option=com_content&task=view&id=7144&Itemid=52

bestale

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Duro colpo alla *via spagnola*
« Risposta #8 il: 03 Feb 2009, 15:41 »
se è per questo sì..credo che dopo quelle dichiarazioni a qualcuno metteranno i bastoni tra le ruote e cercheranno anche di sfruttare questa sentenza..ma se il soggetto ha la determinatezza di opporsi in tutte le sedi giudiziali(con la perdita di tempo e pagamento di parcelle legali) non potrà che vincere..

Superpraticante

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Duro colpo alla *via spagnola*
« Risposta #9 il: 03 Feb 2009, 17:21 »
nell'albo degli avvcoati stabiliti ci sono circa 50 avvocati che si sono abilitati in spagna
io sto prendendo info da amici che l'han passato

bodhisatva

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Duro colpo alla *via spagnola*
« Risposta #10 il: 03 Feb 2009, 21:29 »
superpraticante, non è che mi gireresti le info se riesci a parlare con qualcuno che ci è riuscito?

io ho vissuto in spagna e parlo perfettamente spagnolo, e francamente anche se lavoro in uno studio internazionale inizio a meditare solizioni alternative alla prossima versione "riformata" dell'esame...

ColonelFleming

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Duro colpo alla *via spagnola*
« Risposta #11 il: 12 Feb 2009, 11:57 »
tenendo in considerazione l'arroganza e l'ignoranza (non si sa quanto deliberatamente voluta) di alcuni ordini, pensate che sia possibile una qualche forma di resistenza anche in presenza di "contro-omologazione" (i.e. esame superato presso il CNF)?

Didda

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Duro colpo alla *via spagnola*
« Risposta #12 il: 05 Mar 2009, 09:21 »
per chi vuole/vorrebbe intraprendere la via spagnola, posto quest'articolo...
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Norme%20e%20Tributi/2009/03/spagna-avvocati.shtml?uuid=01208026-08be-11de-bfb0-20890a65ddd6&DocRulesView=Libero

Sempre più laureati in giurisprudenza guardano all'estero per diventare avvocati. La scorciatoia spagnola per ottenere l'abilitazione professionale piace sempre più ai neo laureati italiani: le richieste di riconoscimento della laurea presentate all'ambasciata spagnola a Roma sono passate da 337 nel 2007 a 594 nel 2008.

Proprio mentre il Consiglio Nazionale forense ha annunciato un controllo serrato per gli iscritti all'albo, al fine di riqualificare l'accesso alla professione e ridurre il numero degli iscritti (oltre 210 mila nel 2008 con un tasso di crescita di circa 10.00 nuovi avvocati ogni anno), fa riflettere la scelta dei giovani italiani che scelgono la via spagnola per dribblare l'esame di Stato. Un'impennata dovuta in parte alle voci che si rincorrono soprattutto sul filo dei forum on line. Nel 2011, infatti, con molta probabilità anche la Spagna introdurrà l'esame di Stato simile al nostro per l'accesso all'albo degli avvocati e non basterà più ottenere il riconoscimento della laurea per esercitare la professione in tutti i paesi membri dell'Ue. E, forse, c'era da aspettarselo. Ma, almeno per il momento, intraprendere la "via spagnola" sembra apparentemente semplice. In Spagna, la laurea in giurisprudenza abilita già all'esercizio della professione senza biennio di pratica né esame di Stato e dà automaticamente diritto all'iscrizione al Collegio, che poi potrà essere omologata in Italia.

Dopo tre anni di patrocinio sotto tutela in uno studio legale italiano si diventa avvocati a tutti gli effetti, evitando il rischio di una bocciatura all'esame di Stato, affidata da sempre alle percentuali variabili delle commissioni esaminatrici diverse da Nord a Sud. Unico inconveniente: il superamento ci circa dieci esami nelle sedi delle Università spagnole che richiedono, in genere, una buona conoscenza della lingua. Ma, nonostante le prove integrative, soltanto l'anno scorso la Direzione Generale del Ministero della Giustizia ha emesso 71 decreti di riconoscimento del titolo professionale di "abogado" e sempre nello stesso anno sono pervenute 61 nuove istanze.

L'Università dalla quale proviene il maggior numero di aspiranti abogados è quella di Sassari dalla quale nel 2008 sono arrivate 19 istanze di omologazione, seguita da Roma con 15 richieste e da Milano (9). Intanto a Massa è nata una società che organizza veri e propri pacchetti all inclusive per aiutare l'aspirante avvocato a bypassare il temuto esame di Stato italiano. "Il nostro lavoro consistere nell'aiutare i neolaureati a scegliere la facoltà in cui è più semplice sostenere i nove o dieci esami integrativi richiesti – spiega Stefano Fialdini, responsabile del servizio della Tecnicad di Massa, la società cui fa capo il servizio – alcune università consentono il superamento dei test anche senza una perfetta conoscenza dello spagnolo perché i quiz sono a crocette. Noi indirizziamo lo studente verso le facoltà più accessibili, forniamo dispense e seguiamo tutto l'iter amministrativo". Un percorso che richiede non meno di quattordici mesi e che, appoggiandosi ai servizi di tutoraggio, può costare dai 1.500 ai 2.900 euro, oltre Iva e spese di viaggio.
Dall'ambasciata spagnola a Roma si affrettano a precisare che le procedure di omologazione richiedono l'unico pagamento di una tassa di 88,32 euro tramite bonifico bancario direttamente al Conto Corrente del Ministero spagnolo all'Istruzione e che il superamento degli esami integrativi in Spagna non è così semplice come sembra. Gli aspiranti "abogados" sono avvisati.

attola

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Duro colpo alla *via spagnola*
« Risposta #13 il: 04 Giu 2010, 08:40 »
riprendo il tema iniziale di questa discussione... e lascio la parola (ed i commenti) agli "esperti"...

AVVOCATI: La formazione in Spagna abilita il legale europeo
 
L'Avvocato generale della Corte di giustizia dell'Unione europea, Verica Trstenjak, apre la via agli aspiranti avvocati che scelgono la Spagna per conseguire il titolo di avvocato. Le conclusioni sulla causa C-118/09, non vincolanti per la definizione del procedimento, sostengono che l'omologazione del diploma di laurea ottenuto nello Stato di origine, dopo il superamento di alcuni esami aggiuntivi in quello di destinazione, impone alle autorità nazionali del primo Stato di riconoscere il titolo e di applicare la direttiva 89/48, chiedendo unicamente lo svolgimento di una prova attitudinale per l'accesso alla professione.

ColonelFleming

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« Risposta #14 il: 08 Giu 2010, 11:41 »
speriamo che adesso i "sofisticati" giuristi (ahahahaha) che "estendono" i comunicati stampa di quella volpe del diritto che è de tilla si diano una regolata. e speriamo anche che i mercanti di fumo che vendono l'omologazione del titolo come una passeggiata non siano messi in condizione di fare ulteriori danni.

bt

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« Risposta #15 il: 22 Giu 2010, 09:05 »
a proposito di interventi leggetevi quello che dice oggi al Corriere, sezione economia, Alpa a proposito degli stabiliti.

bt

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« Risposta #16 il: 23 Giu 2010, 10:56 »
errata corrige
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« Risposta #17 il: 23 Giu 2010, 11:07 »
se non è zuppa, è pan bagnato...
Citazione da: "bt"
errata corrige
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era De tilla

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« Risposta #18 il: 23 Giu 2010, 11:36 »
L'ho perso, per caso non hai il link preciso?
Non che non immagini cosa avra' da dire, ma...

francis

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francis

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« Risposta #20 il: 23 Giu 2010, 12:14 »
IL CORRIERE DELLA SERA
Esami di Stato a Madrid? Avvocati contro

MILANO - È arrivato giugno e sono pronti a partire. Li chiamano «turisti forensi», è una categoria in espansione che quest'anno farà segnare un'ulteriore impennata E’ formata da aspiranti avvocati che vedono spalancarsi le porte di un nuovo Eldorado: la Spagna. Da anni ormai si sa che l'ordinamento iberico per-
mette una formidabile scorciatoia a chi vuole evitare le difficoltà e le dure selezioni dell'esame di Stato italiano per diventare avvocato. In Spagna, infatti, non esiste un sistema di accesso controllato alle professioni legali. Il sistema è semplice: il laureato italiano deve farsi omologare il proprio titolo in Spagna (presso e a cura del ministero della Scienza e dell'Educazione spagnolo). Si sostiene la «prueba», l'esame di omologazione della laurea italiana con la laurea spagnola (ampiamente agevolato da organizzazioni  specializzate che, senza neanche mettere piede in Spagna, garantiscono il successo). Una volta superato l'esame ci si iscrive come «abogado» presso un collegio degli avvocati spagnoli. Subito dopo l'«abogado italiano» torna in patria e usufruendo della nornativa sugli «avvocati stabiliti» chiede di essere iscritto
alla sezione speciale dell'albo degli avvocati. Infine, dopo tre anni di esercizio della professione, arriva l’integrazione nell'Albo come avvocato a tutti gli effetti. L' «affare » è talmente vantaggioso che esistono ormai aziende specializzate che incitano a fare in fretta perché, su pressione dell'avvocatura europea, gli spagnoli hanno deciso di adeguarsi e nel 2011 anche loro introdurranno l'esame di Stato.
<<E’ un trucco inaccettabile - afferma Maurizio De Tilla presidente dell' avvocatura italiana -. I consigli degli Ordini hanno già chiarito che le regole esistenti mirano a garantire la qualità della professione e che, quindi, richieste di questa natura verranno respinte».
Anche il Consiglio nazionale forense sta cercando di correre ai ripari appellandosi all'«abuso di diritto». In pratica, i Consigli dell'Ordine dovranno esaminare nel dettaglio le domande di iscrizione nella sezione speciale dell'albo dedicata agli avvocati stabiliti per accertare che la procedura di trasferimento da un Paese all'altro non sia solo «burocratica», andando a così scovare chi abusa delle disponibilità offerte dal diritto comunitario. All'orizzonte c'è perfino un ricorso all'Antitrust per mettere fine a una forma di «concorrenza sleale comunitaria» che penalizza chi ha affrontato l'abilitazione in Italia. Di sicuro c'è che questa, comunque vada, sarà l'ultima estate spagnola dei turisti forensi. Isidoro Trovato
 
io che ho creato questo forum son contento delle conclusioni dell'avvocato generale nel caso pregevolmente linkato da attola in cui ha sottolineato che il caso cavallera era diverso in quanto i laureati in giurisprudenza effettuano comunque esami integrativi in spagna, bisogna però vedere se la corte le recepirà come fece per quelle dell'avvocato maduro - avvocato generale nel caso cavallera - oppure pressata da interessi trasversali italiani ed europei ritenga che anche l'omologazione di un titolo per la quale è richiesta comunque una prueba de conjunto e perciò non un mero automatismo burocratico integri "abuso del diritto".
ci faremo un film alla fine! ahah

ColonelFleming

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« Risposta #21 il: 23 Giu 2010, 13:00 »
che fine giornalista il signor trovato isidoro... e che eccelso giurista il de tilla...
ahi serva italia... non è che ci vuole l'avvocato generale per capire che de tilla &co (non certo la parte più nobile e sofisticata del mondo forense italiano) sparino caxxate apocalittiche per frenare le masse di italianotti che corrono in spagna. il fine potrà anche essere "giusto" ma il mezzo scelto denota una ignoranza agghiacciante; io mi limiterei a dire ai praticanti in fuga:
1) in spagna non vi regalano niente; chiedete al ministero spagnolo i dati su quanti richiedenti alla fine ottengano l'omologazione 8se non sbaglio alcuni anni fa si parlava del 5%) e capirete;
2) non date soldi alle "agenzie"; non forniscono nessun servizio particolare e si limitano a predisporre quattro scartoffie che chiunque dotato di capacità di intendere e di volere può curare autonomamente; alcune agenzie poi sono in mano a dei veri cialtroni che millantano esami comprati e quant'altro solo per succhiare sangue a qualche fessacchiotto.

mat4u

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« Risposta #22 il: 23 Giu 2010, 13:41 »
Citazione da: "ColonelFleming"

2) non date soldi alle "agenzie"; non forniscono nessun servizio particolare e si limitano a predisporre quattro scartoffie che chiunque dotato di capacità di intendere e di volere può curare autonomamente; alcune agenzie poi sono in mano a dei veri cialtroni che millantano esami comprati e quant'altro solo per succhiare sangue a qualche fessacchiotto.


io mi sto documentando ed ho anche conosciuto un collega del mio foro che si è rivolto ad una nota agenzia che mi ha confermato gli esami a crocette e con la traduzione delle domande in italiano, confermo la difficoltà nel superarlo, però è vero, ora non so se si faccia ancora in tempo partendo con le pratiche oggi...

LaoTzu

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« Risposta #23 il: 23 Giu 2010, 14:28 »
Si fa prima a farlo in Italia. Ci vuole meno tempo svegliaaaaaaaaaaaa

ColonelFleming

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« Risposta #24 il: 23 Giu 2010, 15:31 »
Citazione da: "mat4u"
Citazione da: "ColonelFleming"

2) non date soldi alle "agenzie"; non forniscono nessun servizio particolare e si limitano a predisporre quattro scartoffie che chiunque dotato di capacità di intendere e di volere può curare autonomamente; alcune agenzie poi sono in mano a dei veri cialtroni che millantano esami comprati e quant'altro solo per succhiare sangue a qualche fessacchiotto.


io mi sto documentando ed ho anche conosciuto un collega del mio foro che si è rivolto ad una nota agenzia che mi ha confermato gli esami a crocette e con la traduzione delle domande in italiano, confermo la difficoltà nel superarlo, però è vero, ora non so se si faccia ancora in tempo partendo con le pratiche oggi...


non vedo l'ultilità della traduzione in italiano. lo studio necessario per passare l'esame implica di per sè una conoscenza della lingua più che sufficiente a capire le domande.

quanto a chi dice che si fa prima in italia non sono d'accordo. io sono diventato avvocato italiano (cioè dopo aver superato anche l'esame di "contromologa" al cnf) seguendo la "via spagnola" alcuni mesi prima della fissata dalla mia corte d'appello per sostenere l'esame orale dopo aver superato lo scritto. più che si fa prima in italia io direi "in italia ci vuole meno impegno e più c.u.l.o.", soprattutto in certe corti di appello e soprattutto allo scritto.

 

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