Autore Topic: avvocati stabiliti  (Letto 56181 volte)

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ColonelFleming

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avvocati stabiliti
« il: 07 Lug 2009, 10:16 »
vi posto una notizia:

http://www.toplegal.it/approfondimento.asp?id=6409

AVVOCATI STABILITI, PIU' DIFFICILE L'ISCRIZIONE IN ITALIA  
 I Consigli dell’Ordine dovranno esaminare nel dettaglio le domande di iscrizione nella sezione speciale dell’albo dedicata agli avvocati stabiliti, verificando quale sia la consistenza del percorso formativo professionale dell’interessato. Se cioè, al titolo abilitativo acquisito all’estero,  abbia sommato un periodo di esercizio professionale. Questo per accertare che la procedura di trasferimento da un paese all’altro non sia solo “burocratica”, per approfittare delle disponibilità offerte dal diritto comunitario.
E’ questa l’indicazione fornita ai Consigli dell’ordine forense, e riportata in una nota stampa, dal Cnf presieduto dal professor Guido Alpa (nella foto), e in particolare dalla commissione consultiva,  coordinata dal consigliere Gino Cardone, in un parere reso a fine giugno (parere 25 giugno 2009, n. 17).
Anche se la nota del Cnf non lo dice esplicitamente, questa iniziativa sembra voler dare il colpo di grazia al turismo forense che aveva portato molti giovani aspiranti avvocati a conseguire il titolo in Spagna, percorrendo la cosiddetta via spagnola, al fine di evitare lo scoglio dell'esame di stato.

La commissione consultiva del Cnf (competente a rispondere ai quesiti dei Consigli dell’Ordine locali) ha risposto ad alcuni quesiti posti  dai Consigli dell’Ordine di Vicenza e di Piacenza in merito agli effetti circa la iscrizione in Italia all’albo forense da parte di  avvocati che abbiano acquisito il titolo di abilitazione in uno dei paesi dell’Unione europea, della sentenza della Corte di Giustizia  C- 311/06 (cosiddetta Cavallera), resa in una causa riguardante la professione di ingegnere.

La commissione pareri del Cnf ha ritenuto che la sentenza potesse dare indicazioni utili anche  per quanto riguarda la professione forense, date “l’affinità delle circostanze” e, riprendendo i principi ivi ribaditi, ha suggerito ai Consigli dell’Ordine di esaminare nel dettaglio le domande di iscrizione nella sezione speciale dell’albo dedicata agli avvocati stabiliti. Per accedere ad essa, ricorda il parere, secondo la giurisprudenza comunitaria, “è necessario possedere una qualificazione professionale che sia effettiva e non solo formale”. Per questo bisogna procedere “a un giudizio analitico caso per caso, verificando dalla documentazione prodotta quale sia la consistenza del percorso formativo e professionale dell’interessato”. In altre parole, ad avviso della commissione parai del Cnf “colui che, come nel caso di cui alla sentenza C- 311/06 intenda spendere il titolo straniero dopo una procedura di trasferimento all’estero solo “burocratica” e senza documentare alcun periodo di esercizio professionale, potrà a buon diritto indurre a un rigetto della domanda”. Viceversa non potranno essere penalizzati i professionisti in possesso di cittadinanza italiana o formati in Italia, i quali dimostrino l’effettivo svolgimento di esperienza professionale all’estero.
 
In risposta a una delle domande del Coa di Vicenza, la commissione pareri ha escluso che sia possibile, in via generale ed automatica, cancellare i soggetti che abbiano già ottenuto la iscrizione agli albi, attività che presupporrebbe un provvedimento di autotutela dell’Ordine condizionato alla dimostrazione dell’effettivo errore in cui sia incorso il Consiglio e all’accertamento di un interesse pubblico alla eliminazione  della permanenza del soggetto negli albi. Ma se “è evidente la difficoltà di aggredire posizioni di diritto già acquisite” nel passato, per il futuro “l’efficacia vincolante della sentenza della Corte di Giustizia potrà condurre a rifiutare la iscrizione nell’albo qualora sia accertato il carattere artificioso  del percorso che ha portato l’istante alla relativa richiesta”.


06/07/2009

bestale

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« Risposta #1 il: 07 Lug 2009, 12:37 »
Secondo me la differenza tra l' ingeniere in questione e un abogado è sostanziale..il primo non acquisisce nessuna formazione ulteriore nello stato in cui si è recato, il secondo si (ha degli esami da sostenere e superare).
Nella sentenza infatti viene sottolineato che l'omologazione in questione "non sanziona alcuna formazione prevista dal sistema di istruzione spagnolo e non si fonda né su di un esame né su di un’esperienza professionale acquisita in Spagna"

Ad ogni modo l' intenzione dell' ordine che emerge dal'articolo postato è chiara..poveretto chi incapperà nel rigetto della domanda di stabilimento.

ciao

headbanger

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« Risposta #2 il: 07 Lug 2009, 14:24 »
Interessante, anche se non penso sia legittimo che chiedano documenti per permettere l' iscrizione nell'albo degli stabiliti.

Dice la Sentenza C-193/05, questa sí che é specifica per gli avvocati (al contrario della sentenza Cavallera)

"La presentazione all’autorità competente dello Stato membro ospitante di un certificato di iscrizione presso l’autorità competente dello Stato membro d’origine risulta essere, in tal modo, l’unico requisito cui deve essere subordinata l’iscrizione dell’interessato nello Stato membro ospitante, che gli consente di ivi esercitare con il suo titolo professionale d’origine".

Chiaro no?

Hartman

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« Risposta #3 il: 07 Lug 2009, 14:29 »
in poche parole, vado in romania, mi prendo il titolo,torno e sono avvocato? :D comodo eh :D

headbanger

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« Risposta #4 il: 07 Lug 2009, 14:29 »
...a meno che non passi l´idea che l´Italia non é stato ospitante.

Comunque concordo anche con Bestale.

Vediamo cosa succederá.

vale123

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« Risposta #5 il: 07 Lug 2009, 15:05 »
ho provato più volte a sostenere l'esame e non so più cosa fare dal momento che tra poco mi scade l'abilitazione.
A quanto pare gli avvocati stabiliti iscritti all'ordine di milano sono parecchi.
Qualcuno ha esperienze dirette a riguardo? a chi bisogna rivolgersi?
Ho letto l'orientamento del cnf ma sono disperato.
Help ... AIUTO!
grazie

gionny

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« Risposta #6 il: 07 Lug 2009, 16:44 »
Salve a tutti io ho intrapreso la "via spagnola" da qualche mese e sono già a buon punto.
Qualcuno saprebbe darmi maggiori delucidazioni sulla notizia postata da ColonelFleming??

Ps: io ho regolarmente effettuato la pratica in italia e poi in Spagna non esiste la pratica e di conseguenza la figura del praticante, quindi non riesco a capiere che tipo di documentazione possano richiedere.

grazie a tutti

Sharingan

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« Risposta #7 il: 07 Lug 2009, 17:07 »
ancora con queste cavolate?
Ragazzi: la via spagnola é percorribilissima, e se qualsiasi consiglio dell'ordine dovesse tentare di fermarvi, fate ricorso e lo vincete, in virtù della legge comunitaria.
Questa é l'unica verità.
Fa davvero vomitare che la "controinformazione" del Consiglio Forense arrivi addirittura a scrivere falsità nei forum.
Fa ancora più vomitare, poi, pensare che gli "avvocati" che si scandalizzano per i titoli omologati all'estero sono gli stessi che si sono trasferiti al sud per prendere il titolo.
Braccia sottratte all'agricoltura.

an

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« Risposta #8 il: 07 Lug 2009, 17:12 »
da quando(cioè subito dopo) il figlio del presidente di un noto ed importantissimo  ordine del nord-italia ha superato l'esame di abilitazione in Spagna hanno improvvisamente creato mille ostacoli all'iscrizione nell'albo degli stabiliti..

gionny

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« Risposta #9 il: 07 Lug 2009, 17:15 »
Ragazzi io vado avanti tranquillamente!!

W la Spagna

tarnopol

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« Risposta #10 il: 07 Lug 2009, 18:55 »
Citazione da: "Sharingan"
ancora con queste cavolate?
Ragazzi: la via spagnola é percorribilissima, e se qualsiasi consiglio dell'ordine dovesse tentare di fermarvi, fate ricorso e lo vincete, in virtù della legge comunitaria.
Questa é l'unica verità.
Fa davvero vomitare che la "controinformazione" del Consiglio Forense arrivi addirittura a scrivere falsità nei forum.
Fa ancora più vomitare, poi, pensare che gli "avvocati" che si scandalizzano per i titoli omologati all'estero sono gli stessi che si sono trasferiti al sud per prendere il titolo.
Braccia sottratte all'agricoltura.


In effetti andare in Spagna per conseguire il titolo fa "vomitare" tanto quanto faceva "vomitare" il trasferirsi presso Corti d'Appello più benevole.
Se la legge prevede che per esercitare la professione d'avvocato di debba superare un esame di Stato, chi non riesce a superarlo non esercita, così come chi vuole esercitare una qualsiasi altra professione (notaio, medico ecc.) non lo può fare finché non è in possesso di tutte le abilitazioni richieste.
La ricerca di continui sotterfugi per aggirare le regole è davvero una cosa fastidiosa.
E' vero che l'esame di Stato spesso appare una farsa, ma è altrettanto vero che chi è preparato davvero lo passa, magari non al primo colpo, ma lo passa: se uno dopo sette - otto tentativi ancora non ci è riuscito, forse, dovrebbe cominciare a prendere in considerazione l'ipotesi di cambiare lavoro invece di cercare in ogni modo, e con ogni mezzo, di ottenere la possibilità di firmare atti e lettere come avvocato.
So già che molti replicheranno dicendo che ci sono persone che sanno fare più che bene il lavoro di avvocato e che non lo possono fare solo perché non riescono a superare la fatidica prova: bisogna però tenere presente che lo scopo dell'esame è proprio quello di mantenere contingentato il numero degli avvocati (anche se in realtà, in Italia, ciò non è che funzioni molti), la soluzione sarebbe quella di liberalizzare l'accesso alla professione, che immagino, in tal modo, diverrebe molto meno appetibile di ora.

magnagrecia

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« Risposta #11 il: 07 Lug 2009, 19:03 »
ridicolo chi ha aperto il post
il cnf conta meno di una mezza sega
articoli ridicoli

ColonelFleming

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« Risposta #12 il: 07 Lug 2009, 20:42 »
caro magnagrecia, io mi sono limitato a segnalare una notizia. c'è anche uno specifco comunicato stampa del cnf al riguardo.
in ogni caso ti faccio presente che sono un ex avvocato stabilito che ha sostenuto l'esame di "contro-omologa" al consiglio nazionale forense, quindi puoi ben immaginare come la pensi relativamente al corporativistico sistema italiano. ho sostenuto anche l'esame in italia (superando gli scritti, agli orali non mi sono presentato perchè nel frattempo avevo appunto sostenuto l'esame speciale al cnf) e so benissimo in quale maniera cialtrona tale esame si svolga, soprattutto in alcune corti d'appello.
concludo dicendo che io sono sempre stato e sempre sarò un sostenitore di quella che molti (forse con un pizzico di irnonia, forse con un pizzico di invidia) definiscono la "via spagnola" in quanto, salve poche eccezioni, cocstituisce un meccanismo più trasparente e sicuramente in generale molto più meritocratico del farraginoso (quando non peggio) italico marchingegno.

ziopino75

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« Risposta #13 il: 08 Lug 2009, 00:07 »
Non esprimo giudizi di merito ma convengo che i due sistemi si equivalgono.
Una scorciatoia è una scorciatoia.
Quota (selezione)
In effetti andare in Spagna per conseguire il titolo fa "vomitare" tanto quanto faceva "vomitare" il trasferirsi presso Corti d'Appello più benevole.


Non mi risulta che sia questo lo scopo dell'esame (non ufficialmente almeno). Ci siamo capiti...
Quota (selezione)
bisogna però tenere presente che lo scopo dell'esame è proprio quello di mantenere contingentato il numero degli avvocati (anche se in realtà, in Italia, ciò non è che funzioni molti)

tarnopol

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« Risposta #14 il: 08 Lug 2009, 09:19 »
Citazione da: "ziopino75"

Non mi risulta che sia questo lo scopo dell'esame (non ufficialmente almeno). Ci siamo capiti...
Quota (selezione)
bisogna però tenere presente che lo scopo dell'esame è proprio quello di mantenere contingentato il numero degli avvocati (anche se in realtà, in Italia, ciò non è che funzioni molti)


Scusa, ma il fatto che esista un ordine professionale significa che per poter esercitare la professione bisogna esservi iscritti e, siccome fra le competenze degli ordini vi è anche, se non sopratutto, quella di stabilire i criteri per iscriversi e restare iscritti, è chiaro che l'esame di stato è proprio lo strumento attraverso cui si realizza lo scopo principale per cui sono stati creati tutti gli ordini professionali, ovvero evitare che chiunque possa accedervi, quindi limitare il numero degli avvocati (così come degli altri professionisti) che godono di un certo prestigio perchè in numero limitato (vabbè ormai questa, in Italia, è una barzelletta ma così dovrebbe essere).
Altrimenti,come già detto, la soluzione sarebbe abolire gli ordini, cosa che, detta così, sembra allettante: peccato che poi si perderebbero tutti i vantaggi che far parte di un ordine professionale comporta, per usufruire dei quali c'è, appunto, gente disposta ad andare in Spagna o, qualora ciò non dovesse più essere consentito, a studiarsi qualche altra scorciatoia.

spagnolè

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« Risposta #15 il: 08 Lug 2009, 09:37 »
Non voglio discutere sulliutilità e le finalità degli ordini perchè non la considero importante come discussione!

Volevo soltanto dire a Tornapol che io preferisco "vomitare".... e poi è la legge comunitaria che nella massima trasparenza mi consente di recarmi in Spagna (anche in Romania!!).

ciao e grazie

tarnopol

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« Risposta #16 il: 08 Lug 2009, 09:55 »
Intervengo per l'ultima volta sulla questione perché non vorrei urtare qualcuno con le mie opinioni, però credo che dire che la legge comunitaria consente di recarsi all'estero per conseguire il titolo in tutta trasparenza sia una risposta molto di comodo.
Non conosco bene la legislazione comunitaria, ma credo che la normativa inerente lo stabilimento sia stata creata per consentire a quanti, svolgendo già la professione in uno stato membro, si debbano poi trasferire in un altro stato membro per vari motivi, consentendo a costoro di svolgere il proprio lavoro senza dover nuovamente conseguire un'abilitazione già ottenuta nel paese d'origine, non certo per permettere a noi italiani di non fare l'esame di stato.
D'accordo che siamo, o vorremmo essere, avvocati e che dobbiamo essere in grado di sostenere anche le tesi più inverosimili, però...

spagnolè

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« Risposta #17 il: 08 Lug 2009, 10:00 »
Hai detto bene Tornapol...."la normativa è stata creata per consentire a quanti, svolgendo già la professione in uno stato membro, si debbano trasferire in un altro stato membro...., consentendo a costoro di svolgere il proprio lavoro senza dover nuovament conseguire un'abilitazione..."
è proprio quello che farò.

ciao ciao

Sharingan

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« Risposta #18 il: 08 Lug 2009, 12:13 »
:shock:

cito: "ma è altrettanto vero che chi è preparato davvero lo passa".


Le cose sono due: o non sai di cosa parli, o il CNF ti paga per scrivere sta cagate, con rispetto parlando!

tarnopol

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« Risposta #19 il: 08 Lug 2009, 15:37 »
Citazione da: "Sharingan"
:shock:

cito: "ma è altrettanto vero che chi è preparato davvero lo passa".


Le cose sono due: o non sai di cosa parli, o il CNF ti paga per scrivere sta cagate, con rispetto parlando!


Allora, forse non ti sei accorto, ma ho scritto "E' vero che l'esame di Stato spesso appare una farsa, ma è altrettanto vero che chi è preparato davvero lo passa, magari non al primo colpo, ma lo passa" e non solo la frase che hai riportato, e di ciò io sono fermamente convinto. Certo c'è chi è più fortunato da riuscirci a primo colpo e chi meno, però se uno dopo 6-7 tentativi non ce la fa, allora potrebbe anche cominciare a pensare di avere anche un pò di responsabilità lui.
Poi ognuno parla in base alla propria esperienza e la mia, così come quella di molti altri miei amici, mi dice che se hai fatto davvero la pratica, se ti prepari per lo scritto (non frequentando costosi ed inutili corsi, bensì scrivendo qualche parere e studiando gli istituti fondamentali), se, una volta passato lo scritto studi l'orale come si deve fare, e cioè tanto, l'esame lo passi come è successo a me (ah, so di cosa parlo, avendo sostenuto anch'io l'esame!)
Questo non vuol dire che io non capisca la frustrazione di chi non riesce o che non creda a chi mi dice di essere stato ingiustamente bocciato, così come mi viene, però, qualche dubbio di fronte a gente che al posto di studiare in vista dell'esame pensa unicamente a dove nascondere i bigliettini con le formule degli atti, a nascondere pagine di manuali nei codici e a rintracciare il banco in cui siede il candidato secchione per copiare.
Purtroppo, e ciò che dico potrà a molti sembrare ingiusto, diventare avvocato non è un diritto solo perchè ci si è laureati, si sono persi anni a fare pratica ecc.

dilegge

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« Risposta #20 il: 08 Lug 2009, 15:44 »
il cnf non può niente
fanno pena determinate uscite
è come se uno volesse fermare una tromba d'aria con un coperchio di una pentola

eltorero

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« Risposta #21 il: 08 Lug 2009, 15:49 »
Citazione da: "dilegge"
il cnf non può niente
fanno pena determinate uscite
è come se uno volesse fermare una tromba d'aria con un coperchio di una pentola


...concordo...ottima metafora!

dilegge

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« Risposta #22 il: 08 Lug 2009, 15:58 »
infatti...parliamo di cose più serie....

eltorero

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« Risposta #23 il: 08 Lug 2009, 16:15 »
Io sono fermamente convinto che ottenere la laurea in Spagna per poi esercitare anche in Italia non sia affatto una scorciatoia...la vera scorciatoia è stata la possibilità di poter sostenere questo fantastico esame di abilitazione da Napoli in giù...

Lo dice uno che nonostante abbia tentato più volte di superare questo fantastico esame di abilitazione è ancora convinto di essere in grado di fare questo mestiere con professionalità e preparazione (aspetti assolutamente non valutati dal nostro fantastico esame di abilitazione...).

Ho uno studio...ho dei clienti...ho vinto cause...e sinceramente c'è da mettersi le mani nei capelli nel vedere cosa scrivono certi avvocatoni...
Beh però loro l'esame lo hanno fatto in Italia....e magari lo hanno superato al primo colpo (nel mio ordine professionale la metà degli avvocati iscritti hanno superato l'esame a Napoli o Catanzaro...)

Quindi non si dica che chi non riesce a superare il nostro fantastico esame di abilitazione sarebbe meglio che cambi mestiere...

Hartman

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