Autore Topic: Abilitazione avvocato: la via spagnola  (Letto 86625 volte)

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matty71

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Abilitazione: la via spagnola
« Risposta #75 il: 31 Mag 2005, 17:14 »
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è AVVOCATO


avrà percorso la via spagnola quando si poteva.

cor c. azzo che rivoto polo alle prossime politiche

giampaolo

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Re: Da altrove di praticanti
« Risposta #76 il: 01 Giu 2005, 16:44 »
Citazione da: "Superpraticante"
Pessime notizie dalla UE. Il nostro rappresentante
italiano (Stefano Zappalá, relatore) è riuscito a introdurre un emendamento blocca abogados che mette una barriera significativa alla via spagnola.
La norma va studiata con attenzione da chi sta completando la procedura di omologazione e da chi è oggi iscritto nell'albo speciale avvocati stabiliti e non intende avviare la procedura di ''contromologa'' immediata.
Vi allego il testo dell'emendamento con la motivazione, preciso che la direttiva non è in vigore perchè necessita ancora di un passaggio in Parlamento UE secondo la procedura di codecisione (ergo, se non ricordo male, senza la possibilitá di ulteriori emendamenti).
Le variabili indicate in motivazione recano tra parentesi il mio adattamento al caso abogados
(fonte http://www.ipsoa.it/lalegge/Documenti/138104.asp?linkparam=1#)

Emendamento 3
Considerando 11 bis (nuovo)
(11 bis) La presente direttiva è relativa al
riconoscimento, da parte degli Stati
membri, delle qualifiche professionali
acquisite in un altro Stato membro. Essa,
tuttavia, non riguarda il riconoscimento, da
parte degli Stati membri, di decisioni di
riconoscimento adottate da altri Stati
membri in virtù della presente direttiva. Di
conseguenza, le persone in possesso di
qualifiche professionali riconosciute in
virtù della presente direttiva non possono
avvalersi di tale riconoscimento per
ottenere, nel proprio Stato membro di
origine, diritti diversi da quelli che vengono
loro conferiti dalla qualifica professionale
ottenuta in quello Stato membro.

Motivazione
Il trattato vieta ogni discriminazione basata sulla residenza per quanto riguarda il diritto di
stabilimento e della libera prestazione di servizi. Se un cittadino ha conseguito, in uno Stato
membro, determinate qualifiche professionali e vuole utilizzarle per esercitare la professione
in un altro Stato membro dove risiede, ma non è in possesso dei requisiti richiesti per
esercitare tale professione a livello nazionale, si troverà nella posizione di poter beneficiare
della presente direttiva, a condizione che il riconoscimento non significhi una semplice
elusione di regolamenti nazionali più restrittivi. In altre parole, se lo Stato membro X (Spagna) ha
concesso le qualifiche professionali Z (Abogado) sul suo territorio, attraverso il semplice
riconoscimento delle qualifiche conferite al richiedente nello stato membro Y (Italia -Licenciado en Derecho / Dottore in Giur.) (qualifiche che
lo Stato membro Y (Italia) non considera sufficienti per esercitare la professione sul proprio
territorio,) (come nel caso dell'Italia) il suddetto richiedente non può chiedere il riconoscimento delle qualifiche
professionali Z (Abogado / Avvocato) nello Stato membro Y (Italia) se non può provare di aver effettivamente migliorato la
propria formazione attraverso l'acquisizione di una ulteriore formazione professionale e/o
l'esperienza maturata nello Stato membro X (Spagna). La definizione di migrante è stata data dalla
Corte di giustizia nella causa C-115/78.

L'ultima parte della motivazione è ampiamente interpretabile, se ne potrebbe dedurre che per rientrare in Italia si dovrebbe provare di aver effettivamente esercitato in Spagna per un certo periodo, in modo da vincere la presunzione di elusione.
N.B. La presunzione non opera se l'Abogado è effettivamente Licenciado en Derecho e non ''Omologato''.

Ancora, la norma sconta un imperfezione tecnica perchè ciò che si chiede in Spagna non è il riconoscimento del titolo professionale di Abogado, ma del titolo di dottore in Giurisprudenza. L'argomento è comunque debole, perchè la finalitá che si intendeva perseguire è chiara.

In conclusione, a parer mio la via spagnola sará sbarrata o quanto meno molto piú complessa. Per chi giá ha ottenuto l'omologa il mio consiglio è chiedere subito la contromologa per evitare sorprese, in modo che con in mano il provvedimento amministrativo del Ministero di Giustizia, emanato secondo le norme attuali, la vostra posizione è blindata.
Pongo il caso del Buon Rollo il quale aveva detto che intendeva aspettare il triennio: attenzione, se entra in vigore la direttiva possono abrogare lecitamente la norma del dlgs 2001 che ti esenta dall'esame di contromologa dopo il triennio e a quel punto resti Abogado, salva la possibilitá di difendersi sulle sabbie mobili del diritto transitorio.
Saluti, sono incredulo...non mi aspettavo che riuscissero a intervenire in ambito UE

Passiamo ai fatti
ho trovato il sito di zappalà
http://www.zappalaonline.org/
si mantiene bene l'europarlamentare che ci ha impedito( e se ne vanta) di utilizzare la via spagnola
(5,6 segretarie manco fosse il pres. della repubblica)
in modo silente ci ha tolto (dopo castelli) l'ultima speranza per diventare avvocati

zappala.segreterialt@libero.it

protestiamo!


ma penso esistano i cd diritti quesiti per chi ha già intrapreso o sta per intraprendere questa strada o no?
non possono chiuderci anche l'ultimo "spiraglio"!

matty71

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Abilitazione: la via spagnola
« Risposta #77 il: 03 Giu 2005, 13:43 »
x giampaolo

il problema e proprio questo. non vogliono darci vacatio ma solo catio

A.N.P.A.

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Abilitazione: la via spagnola
« Risposta #78 il: 08 Giu 2005, 12:10 »
Dopo le proteste dei Colleghi contro la "direttiva anti-abogados" abbiamo girate le medesime a mezzo formale mail al relatore On. Zappalà.
L'Onorevole Zappalà è stato infatti il relatore della direttiva sul riconoscimento delle qualifiche approvata all'unanimità l'11 Maggio u.s. da parte del Parlamento Europeo.
2 giorni fa anche il Consiglio ha dato il via libera a questa normativa.
Sicuramente faremo di tutto perchè questa direttiva non sia recepita in modo sì dannoso per noi nel nostro ordinamento.
Abbiamo poi ricevuto la seguente mail dall'On. Stefano Zappalà Europarlamentare Italiano http://www.zappalaonline.org/.
L'emendamento 3 alla Direttiva ha suscitato proteste assai vibrate nei confronti del relatore medesimo perchè a parere dei Giovani Legali Italiani trattasi di una normativa che impedirà ai Colleghi che vorranno utilizzare la famosa "scorciatoia spagnola" di poterne usufruire.
Di seguito la mail integrale dell'On. Zappalà e più sotto la nostra replica che riecheggia le proteste incessanti da parte di tutti i Colleghi.
La pregevole analisi circa la normativa anti-abogados non è merito dell'A.N.P.A. ma di alcuni singoli Colleghi forumisti che,a dispetto di quanto dice l'On. Zappalà, hanno dimostrato notevole conoscenza in materia.
Teniamo a precisare che l'A.N.P.A. ha solo girato quest'analisi al "mittente".
Qualora gli autori si volevessero mettere in contatto con noi, daremo pubblicamente loro atto dei loro esclusivi meriti.
Per ora i complimenti dell'A.N.P.A. a questi competenti colleghi che hanno sollevato il problema ed al sito www.praticanti.com che li ospita.
La mail dell'On. Zappalà è zappala.segreterialt@libero.it
Si noti il "consiglio" rivoltoci dall'On. Zappalà di "lasciare perdere" le battaglie contro la stampa (rectius Italia Oggi che ha destinato in due settimane due intere pagine ipercelebrative dell'On. Zappalà e della Sua direttiva)
Sul sito www.anpaitalia.it si può facilmente rilevare la nostra fattiva risposta all'On. Zappalà contro Italia Oggi ed i Suoi sponsor.
Notiamo che Italia Oggi adesso sembra quasi avere i suoi "delegati ufficiali" a perorare i propri interessi.

--------------------------------------------------------------------------------

Egregio Presidente,

ho letto con sorpresa quanto Ella scrive a proposito della direttiva qualifiche professionali.
Sorpresa in quanto è palese che Ella non conosce le istituzioni europee, il loro funzionamento, ma soprattutto non conosce la finalità della direttiva.
Premesso che Forza Italia non c'entra nulla, anche se io appartengo a tale forza politica, La informo che la direttiva ha ottenuto il voto favorevole unanime dell'intero Parlamento Europeo, e quindi di tutte le forze politiche, ma anche il placet sia del Consiglio che della Commissione.
La direttiva non riguarda l'accesso alle professioni e quindi non travalica i diritti dei singoli Stati membri, ma riguarda la circolazione dei professionisti tra i vari Stati membri e quindi il reciproco riconoscimento. Non è, nè può essere la scorciatoia per evitare o superare surrettiziamente le norme nazionali, che sono salvaguardate da precisi principi previsti nei trattati.
Ciascuno può pensarla come vuole, ma da persone colte mi aspetto sempre anche critiche, purchè fondate su presupposti di conoscenza e di responsabilità.
Sono disponibile a partecipare ad un pubblico dibattito, se lo vorrà e se concorderemo una data.
Certamente non è giocando ad escludendum verso la stampa o strumentalmente verso una forza politica che si risolvono i problemi, anche perchè tutte le forze politiche sono schierate sulla mia visione della materia.
Spero che Ella pubblicherà sul Suo sito questa mia risposta.

Cordiali saluti
On. Stefano Zappalà

--------------------------------------------------------------------------------

Egr. Onorevole,
a differenza di buona parte dei politici, gli appartenenti alla classe forense sono adusi suffragare i propri assunti con dati concreti;nè ci risulta che la classe politica abbia tra le proprie prerogative anche quella di dispensare "patenti" di "competente di diritto comunitario".
Le esporrò il ragionamento che altri pregevoli Colleghi ci hanno rappresentato nei giorni scorsi e che ha determinato la protesta nei Suoi confronti.Saranno i Colleghi a giudicare.
L'emendamento 3 riportato è quello originale della direttiva tranne le variabili in motivazione recate tra parentesi che sono state  inserite per adattare l'emendamento al  caso abogados.
 
Emendamento 3
Considerando 11 bis (nuovo)
(11 bis) La presente direttiva è relativa al riconoscimento, da parte degli Stati membri, delle qualifiche professionali acquisite in un altro Stato membro. Essa, tuttavia, non riguarda il riconoscimento, da parte degli Stati membri, di decisioni di riconoscimento adottate da altri Stati membri in virtù della presente direttiva. Di conseguenza, le persone in possesso di qualifiche professionali riconosciute in virtù della presente direttiva non possono avvalersi di tale riconoscimento per ottenere, nel proprio Stato membro di origine, diritti diversi da quelli che vengono loro conferiti dalla qualifica professionale ottenuta in quello Stato membro.

Motivazione
Il trattato vieta ogni discriminazione basata sulla residenza per quanto riguarda il diritto di stabilimento e della libera prestazione di servizi. Se un cittadino ha conseguito, in uno Stato membro, determinate qualifiche professionali e vuole utilizzarle per esercitare la professione in un altro Stato membro dove risiede, ma non è in possesso dei requisiti richiesti per esercitare tale professione a livello nazionale, si troverà nella posizione di poter beneficiare della presente direttiva, a condizione che il riconoscimento non significhi una semplice elusione di regolamenti nazionali più restrittivi. In altre parole, se lo Stato membro X (Spagna) ha concesso le qualifiche professionali Z (Abogado) sul suo territorio, attraverso il semplice riconoscimento delle qualifiche conferite al richiedente nello stato membro Y (Italia -Licenciado en Derecho / Dottore in Giur.) (qualifiche che lo Stato membro Y (Italia) non considera sufficienti per esercitare la professione sul proprio territorio,) (come nel caso dell'Italia) il suddetto richiedente non può chiedere il riconoscimento delle qualifiche professionali Z (Abogado / Avvocato) nello Stato membro Y (Italia) se non può provare di aver effettivamente migliorato la propria formazione attraverso l'acquisizione di una ulteriore formazione professionale e/o l'esperienza maturata nello Stato membro X (Spagna). La definizione di migrante è stata data dalla Corte di giustizia nella causa C-115/78.



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A noi sembra apodittico che l'emendamento servirà ad impedire a migliaia di Colleghi di potersi abilitare facilmente a mezzo della scorciatoia spagnola.
Il fatto che Ella sia stato addirittura relatore di questa direttiva (e della quale tra l'altro ci risulta financo si vanti) La obbliga ad assumersene politicamente tutti gli indesiderati effetti, comprese le proteste per email di tantissimi Colleghi che non siederanno certo tra i banchi del Parlamento Europeo, ma che sanno tutelare i propri interessi.
Qualora volesse replicare ancora siamo a Sua disposizione;La preghiamo tuttavia di lasciare perdere gli esami di diritto comunitario che come è evidente sono assolutamente fuori luogo, soprattutto nel caso di specie.Parimenti dicasi per il discorso afferente i Suoi consigli vari di fine mail.
Cordiali Saluti
Gaetano Romano
www.anpaitalia.it

Irnerio73

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Abilitazione: la via spagnola
« Risposta #79 il: 08 Giu 2005, 15:31 »
Veramente zappalà è ingegnere, ex ufficiale dell'esercito.

Ma che gli è preso a questi ingegneri che vogliono capirne di giustizia?

Castelli, ne sai qualcosa di questo malvezzo?

Ragnar

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la via spagnola
« Risposta #80 il: 12 Giu 2005, 23:39 »
Citazione da: "Superpraticante"
è AVVOCATO
questo è il sito sito di zappalà
http://www.zappalaonline.org/

questa è la mail
zappala.segreterialt@libero.it
 :evil:


...vi dirò la verità, io (circa due anni fa') ho tentato la via spagnola. Sono stato a Roma, ho preparato tutti i documenti come si deve, li ho spediti in Spagna e...ho atteso diversi mesi. Dopo di che, l'università di Madrid alla quale avevo scritto per ottenere il riconoscimento del mio titolo, mi ha risposto che, a tal fine, avrei dovuto sostenere una 'prueba de conjunto' di ben materie!  :D ho parlato, dunque, con un abogado veneta che, apertamente, mi ha detto che non è tanto facile passare. Sia perché (ovviamente) domande e risposte devono essere in spagnolo sia perché le interrogazioni non tengono conto delle difficoltà del candidato italiano rispetto all'ispanico. A quel punto, ho preferito lasciar perdere e, poco dopo, ho saputo che non sono stato il solo a mollare.
Ad ogni modo, per chi fosse proprio interessato, consiglio Tenerife. Mi dicono sia una facoltà più piccola e tranquilla, interessata ad avere studenti... :wink:
Forse non abbiamo perso molto con la via spagnola, non l'ho mai visto come un toccasana. Credo che, piuttosto, sia utile battersi per una regolamentazione contrattuale del rapporto dominus-praticante, per quanto possa essere difficile data la peculiarità del rapporto di lavoro.
Però sono convinto sarebbe la ns. unica certezza e, inoltre, si eviterebbero i praticanti fittizi. Quale avvocato, infatti, stipulerebbe un contratto di lavoro (poniamo a progetto) con un dottor Bianchi solo per fare un favore a suo nonno, se da questo contratto discendono precisi diritti ed obblighi per le parti?

A.N.P.A.

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Abilitazione: la via spagnola
« Risposta #81 il: 05 Lug 2005, 12:13 »
Citazione da: "A.N.P.A."
Dopo le proteste dei Colleghi contro la "direttiva anti-abogados" abbiamo girate le medesime a mezzo formale mail al relatore On. Zappalà.
L'Onorevole Zappalà è stato infatti il relatore della direttiva sul riconoscimento delle qualifiche approvata all'unanimità l'11 Maggio u.s. da parte del Parlamento Europeo.
2 giorni fa anche il Consiglio ha dato il via libera a questa normativa.
Sicuramente faremo di tutto perchè questa direttiva non sia recepita in modo sì dannoso per noi nel nostro ordinamento.
Abbiamo poi ricevuto la seguente mail dall'On. Stefano Zappalà Europarlamentare Italiano http://www.zappalaonline.org/.
L'emendamento 3 alla Direttiva ha suscitato proteste assai vibrate nei confronti del relatore medesimo perchè a parere dei Giovani Legali Italiani trattasi di una normativa che impedirà ai Colleghi che vorranno utilizzare la famosa "scorciatoia spagnola" di poterne usufruire.
Di seguito la mail integrale dell'On. Zappalà e più sotto la nostra replica che riecheggia le proteste incessanti da parte di tutti i Colleghi.
La pregevole analisi circa la normativa anti-abogados non è merito dell'A.N.P.A. ma di alcuni singoli Colleghi forumisti che,a dispetto di quanto dice l'On. Zappalà, hanno dimostrato notevole conoscenza in materia.
Teniamo a precisare che l'A.N.P.A. ha solo girato quest'analisi al "mittente".
Qualora gli autori si volevessero mettere in contatto con noi, daremo pubblicamente loro atto dei loro esclusivi meriti.
Per ora i complimenti dell'A.N.P.A. a questi competenti colleghi che hanno sollevato il problema ed al sito www.praticanti.com che li ospita.
La mail dell'On. Zappalà è zappala.segreterialt@libero.it
Si noti il "consiglio" rivoltoci dall'On. Zappalà di "lasciare perdere" le battaglie contro la stampa (rectius Italia Oggi che ha destinato in due settimane due intere pagine ipercelebrative dell'On. Zappalà e della Sua direttiva)
Sul sito www.anpaitalia.it si può facilmente rilevare la nostra fattiva risposta all'On. Zappalà contro Italia Oggi ed i Suoi sponsor.
Notiamo che Italia Oggi adesso sembra quasi avere i suoi "delegati ufficiali" a perorare i propri interessi.

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Egregio Presidente,

ho letto con sorpresa quanto Ella scrive a proposito della direttiva qualifiche professionali.
Sorpresa in quanto è palese che Ella non conosce le istituzioni europee, il loro funzionamento, ma soprattutto non conosce la finalità della direttiva.
Premesso che Forza Italia non c'entra nulla, anche se io appartengo a tale forza politica, La informo che la direttiva ha ottenuto il voto favorevole unanime dell'intero Parlamento Europeo, e quindi di tutte le forze politiche, ma anche il placet sia del Consiglio che della Commissione.
La direttiva non riguarda l'accesso alle professioni e quindi non travalica i diritti dei singoli Stati membri, ma riguarda la circolazione dei professionisti tra i vari Stati membri e quindi il reciproco riconoscimento. Non è, nè può essere la scorciatoia per evitare o superare surrettiziamente le norme nazionali, che sono salvaguardate da precisi principi previsti nei trattati.
Ciascuno può pensarla come vuole, ma da persone colte mi aspetto sempre anche critiche, purchè fondate su presupposti di conoscenza e di responsabilità.
Sono disponibile a partecipare ad un pubblico dibattito, se lo vorrà e se concorderemo una data.
Certamente non è giocando ad escludendum verso la stampa o strumentalmente verso una forza politica che si risolvono i problemi, anche perchè tutte le forze politiche sono schierate sulla mia visione della materia.
Spero che Ella pubblicherà sul Suo sito questa mia risposta.

Cordiali saluti
On. Stefano Zappalà

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Egr. Onorevole,
a differenza di buona parte dei politici, gli appartenenti alla classe forense sono adusi suffragare i propri assunti con dati concreti;nè ci risulta che la classe politica abbia tra le proprie prerogative anche quella di dispensare "patenti" di "competente di diritto comunitario".
Le esporrò il ragionamento che altri pregevoli Colleghi ci hanno rappresentato nei giorni scorsi e che ha determinato la protesta nei Suoi confronti.Saranno i Colleghi a giudicare.
L'emendamento 3 riportato è quello originale della direttiva tranne le variabili in motivazione recate tra parentesi che sono state  inserite per adattare l'emendamento al  caso abogados.
 
Emendamento 3
Considerando 11 bis (nuovo)
(11 bis) La presente direttiva è relativa al riconoscimento, da parte degli Stati membri, delle qualifiche professionali acquisite in un altro Stato membro. Essa, tuttavia, non riguarda il riconoscimento, da parte degli Stati membri, di decisioni di riconoscimento adottate da altri Stati membri in virtù della presente direttiva. Di conseguenza, le persone in possesso di qualifiche professionali riconosciute in virtù della presente direttiva non possono avvalersi di tale riconoscimento per ottenere, nel proprio Stato membro di origine, diritti diversi da quelli che vengono loro conferiti dalla qualifica professionale ottenuta in quello Stato membro.

Motivazione
Il trattato vieta ogni discriminazione basata sulla residenza per quanto riguarda il diritto di stabilimento e della libera prestazione di servizi. Se un cittadino ha conseguito, in uno Stato membro, determinate qualifiche professionali e vuole utilizzarle per esercitare la professione in un altro Stato membro dove risiede, ma non è in possesso dei requisiti richiesti per esercitare tale professione a livello nazionale, si troverà nella posizione di poter beneficiare della presente direttiva, a condizione che il riconoscimento non significhi una semplice elusione di regolamenti nazionali più restrittivi. In altre parole, se lo Stato membro X (Spagna) ha concesso le qualifiche professionali Z (Abogado) sul suo territorio, attraverso il semplice riconoscimento delle qualifiche conferite al richiedente nello stato membro Y (Italia -Licenciado en Derecho / Dottore in Giur.) (qualifiche che lo Stato membro Y (Italia) non considera sufficienti per esercitare la professione sul proprio territorio,) (come nel caso dell'Italia) il suddetto richiedente non può chiedere il riconoscimento delle qualifiche professionali Z (Abogado / Avvocato) nello Stato membro Y (Italia) se non può provare di aver effettivamente migliorato la propria formazione attraverso l'acquisizione di una ulteriore formazione professionale e/o l'esperienza maturata nello Stato membro X (Spagna). La definizione di migrante è stata data dalla Corte di giustizia nella causa C-115/78.



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A noi sembra apodittico che l'emendamento servirà ad impedire a migliaia di Colleghi di potersi abilitare facilmente a mezzo della scorciatoia spagnola.
Il fatto che Ella sia stato addirittura relatore di questa direttiva (e della quale tra l'altro ci risulta financo si vanti) La obbliga ad assumersene politicamente tutti gli indesiderati effetti, comprese le proteste per email di tantissimi Colleghi che non siederanno certo tra i banchi del Parlamento Europeo, ma che sanno tutelare i propri interessi.
Qualora volesse replicare ancora siamo a Sua disposizione;La preghiamo tuttavia di lasciare perdere gli esami di diritto comunitario che come è evidente sono assolutamente fuori luogo, soprattutto nel caso di specie.Parimenti dicasi per il discorso afferente i Suoi consigli vari di fine mail.
Cordiali Saluti
Gaetano Romano
www.anpaitalia.it


Ecco la nuova risposta recentemente pervenuta alla Presidenza dell'A.N.P.A. dall'On. Zappalà
www.anpaitalia.it

----- Original Message -----
From: ZAPPALA Stefano
To: presidenza.nazionale@anpaitalia.it
Sent: Monday, June 13, 2005 7:15 PM
Subject: Direttiva UE Professioni


Egregio Presidente,
 
come relatore, avendo in pratica scritto la direttiva, come appare nella stesura definitiva, ed avendo ottenuto il placet incondizionato di 22 nazioni su 25 e l'astensione di una, il voto unanime di tutte le forze politiche e l'adesione della Commissione esecutiva, è conseguenziale che sono orgoglioso del lavoro fatto. Non commento le "scorciatoie". Nella mia vita non le ho mai praticate.
Quanto ai giudizi, vi sono abituato in quanto torno all'esame degli elettori ogni tornata elettorale e fino ad ora sono stato sempre rieletto.
Le confermo che, concordando una data sono disponibile per un dibattito pubblico.
 
Cordiali saluti,
 
Stefano zappalà

betti

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« Risposta #82 il: 14 Lug 2005, 08:40 »
dopo questo battibecco tra le alte istituzioni, vi siete ammutoliti tutti, oppure tutti in vacanza e possibilmente non in spagna.
A parte gli scherzi,
nessuno pensa che a questo punto ci potrebbe essere una discriminazione tra gli avvocati stabiliti in italia spagnoli e gli avvocati italiani stabiliti o non????
Oppure bisogna prendere la cittadinanza spagnola per non essere discriminati in italia.
paradossale non trovate?

valentina76

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Abilitazione: la via spagnola
« Risposta #83 il: 21 Set 2005, 13:07 »
Citazione da: "rino.gatto"
 Ho tutte le informazioni di cui avete bisogno sull ' eame a crocette in Spagna
Contattatemi all' e mail           rino.gatto@tiscali.it
 :D       :o        :D


Citazione da: "arcorojo"
basta impazzire con pratica ed esame
ho appena passato l'esame da avvocato in spagna
era un test a crocette con 3 risposte
facilissimo
e ora procederò alla omologazione in italia
vendo tutto il materiale necessario a sostenere questo esame
per chi fosse interessato

rojo_rosso@libero.it


Citazione da: "latinlover"
ma perchè vendi? non lo puoi regalare!?!
sei diventato avvocato potresti anche aiutare il prossimo!!!!!!!!

Citazione da: "lattepiu"
dai dammi più notizie!!!!hop anche un cohnome spagnolo!No scherzo ma bisogna avere la residenza li????? :lol:


Citazione da: "barbie75"
Arcorojo ha scritto:
"basta impazzire con pratica ed esame"

Con questo slogan, sembra che l'esame in Spagna sia una passaggiata...invece, io ho sentito dire che la strada è tutta in salita!

E poi, il titolo preso in Spagna acquista validità in Italia dopo 3 anni, o mi sbaglio?


Citazione da: "Greco"
...senza sottovalutare il fatto che non puoi usare il titolo "Avvocato" o l'abbr. "Avv", ma solo il titolo "Abogado"...che in Italia sempre più che altro una presa per...in giro...
comunque mi sembrava di aver letto che anche in Spagna non sia così facile...sarà...


Citazione da: "Bakunin"
Sinceramente per quanto letto in altri post, non credo ad arcorojo...
saluti


Citazione da: "Bakunin"
Consiglio una letta anche di questo:
http://praticanti.altervista.org/index.php?name=PNphpBB2&file=viewtopic&t=1859&highlight=spagna

Citazione da: "rino.gatto"
ciao.

Se stai cercando di omologare il titolo,e se in Italia
ancora non ce l'avessi fatta leggi qui:
tutti si scannano per un posto dove sia facile e danno scritti ed
orali,qui non devi nemmeno sapere scrivere o parlare spagnolo, basta che
capisci cosa c’è scritto(anche con aiuto di un dizionario),
è un posto non contaminato da italiani,
esame tipo test a
crocette,100 domande con scelta tra 3 risposte e se sbagli non toglie
punti, devi indovinare 66 risposte.
Le domande sono quasi tutte generali e facili. Se vuoi maggiori informazioni contattami all’ e-mail    rino.gatto@tiscali.it
  :wink:

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« Risposta #84 il: 22 Set 2005, 18:19 »
Ne approfitto per aggiornare le materie oggetto di prueba de conjunto:
PROGRAMAS:

Los programas específicos de las distintas materias que podrán ser objeto de examen son los siguientes:
- Instituciones de Derecho Comunitario
- Derecho del Trabajo
- Derecho Civil
- Derecho Financiero y Tributario
- Derecho Administrativo I y II
- Derecho Penal
- Derecho Internacional Privado
- Derecho Constitucional
- Derecho Mercantil
- Derecho Procesal



REALIZACIÓN DE LA PRUEBA DE CONJUNTO:

La prueba de conjunto se hará mediante examen escrito de cada una de las materias que el alumno deba realizar. El examen de cada materia durará aproximadamente 1 hora

Questo - a caso - per l'esame a Palma de Mallorca, maggiori info qui:
http://www.ub.es/facdt/secprovaconjunt0405.html

Admin_M

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« Risposta #85 il: 22 Set 2005, 18:26 »
Rino, cosa devo fare con te? :roll:
Qui pubblichiamo proposte commerciali se non in presenza di un doveroso conquibus..
O scendiamo a patti o devo chiuderti il banchetto ;)

--- proposta scaduta, gendarmi, arrestatelo ---

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« Risposta #86 il: 22 Set 2005, 19:29 »
Sempre in tema...

MINISTERO DELLA GIUSTIZIA

DECRETO 24 giugno 2005

Riconoscimento, alla sig.ra D'Angelo Linda Maria, di titolo di studio
estero,  quale  titolo  abilitante  per  l'esercizio  in Italia della
professione di avvocato.


                        IL DIRETTORE GENERALE
                       della giustizia civile

  Visti  gli  articoli 1  e  8  della legge 29 dicembre 1990, n. 428,
recante   disposizioni   per   l'adempimento  di  obblighi  derivanti
dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea;
  Visto  altresi'  il  decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 115 di
attuazione della direttiva n. 89/48/CEE del 21 dicembre 1988 relativa
ad  un  sistema  generale  di riconoscimento di diplomi di istruzione
superiore che sanzionano formazioni professionali di durata minima di
tre anni;
  Visto  il  decreto  legislativo 8 luglio 2003, n. 277 di attuazione
della  direttiva  n.  2001/19 che modifica le direttive del Consiglio
relative  al  sistema  generale  di  riconoscimento  delle qualifiche
professionali;
  Visto  il decreto ministeriale 28 maggio 2003, n. 191 che adotta il
regolamento  di  cui all'art. 9 del decreto legislativo sopra citato,
in materia di prova attitudinale per l'esercizio della professione di
avvocato;
  Vista  l'istanza  della  sig.ra  D'Angelo  Linda  Maria,  nata il 6
dicembre  1962  a  Tocco  da  Casauria  (Pescara  Italia),  cittadina
italiana,  diretta  ad  ottenere,  ai  sensi dell'art. 12 del decreto
legislativo   n.   115/1992,   cosi'   come  modificato  dal  decreto
legislativo  n.  277/2003, il riconoscimento del titolo professionale
di  «Abogado» rilasciato dall'«Ilustre Colegio de Abogados de Madrid»
(Spagna)  cui e' iscritta dall'8 ottobre 2004 ai fini dell'iscrizione
all'albo e dell'esercizio della professione di avvocato in Italia;
  Considerato  che  il richiedente ha conseguito il titolo accademico
di  dottore  in  giurisprudenza  presso l'Universita' degli studi «G.
D'Annunzio»  di Chieti in data 10 dicembre 1986 e che detto titolo e'
stato altresi' omologato al titolo accademico spagnolo di «Licenciada
en  Derecho»  con  delibera  del  «Ministerio de Educacion y Ciencia»
spagnolo del 15 settembre 2004;
  Rilevato   che   comunque   permangono  alcune  differenze  tra  la
formazione   accademico-professionale   richiesta   in   Italia   per
l'esercizio  della  professione  di  avvocato  e  quella di cui e' in
possesso  l'istante,  per  cui  appare necessario applicare le misure
compensative;
  Visto  l'art. 6 n. 2 del decreto legislativo n. 115/1992 modificato
dal decreto legislativo n. 277/2003, sopra indicato;
  Viste  le  determinazioni  della Conferenza di servizi nelle sedute
del 22 marzo 2005 e del 28 aprile 2005;
  Visto  il  parere  del  rappresentante  del  Consiglio Nazionale di
categoria nella nota in atti datata 27 aprile 2005;
                              Decreta:

                               Art. 1.
  Alla  sig.ra  D'Angelo Linda Maria, nata il 6 dicembre 1962 a Tocco
da  Casauria  (Pescara - Italia), cittadina italiana, e' riconosciuto
il  titolo professionale di «Abogado» di cui in premessa quale titolo
valido  per  l'iscrizione all'albo degli avvocati e l'esercizio della
professione in Italia.

     

                               Art. 2.
  Detto  riconoscimento  e'  subordinato  al superamento di una prova
attitudinale  sulle  seguenti  materie: 1) diritto civile; 2) diritto
processuale civile; 3) diritto penale; 4) diritto processuale penale;
5)  diritto amministrativo; 6) diritto costituzionale; 7) diritto del
lavoro; 8) diritto commerciale; 9) diritto internazionale privato.

     

                               Art. 3.
  La  prova  si  compone  di  un  esame  scritto  e un esame orale da
svolgersi  in lingua italiana. Le modalita' di svolgimento dell'uno e
dell'altro  sono  indicate  nell'allegato  A,  che  costituisce parte
integrante del presente decreto.
    Roma, 24 giugno 2005
                                          Il direttore generale: Mele

     

                                                           Allegato A
    a) Il   candidato,  per  essere  ammesso  a  sostenere  la  prova
attitudinale,  dovra'  presentare  al  Consiglio nazionale domanda in
carta legale, allegando la copia autenticata del presente decreto. La
commissione,  istituita presso il Consiglio nazionale, si riunisce su
convocazione  del presidente per lo svolgimento delle prove di esame,
fissandone  il calendario. Della convocazione della commissione e del
calendario   fissato   per   le   prove  e'  data  immediata  notizia
all'interessato, al recapito da questi indicato nella domanda.
    b) La  prova  scritta  consiste nello svolgimento di elaborati su
una  materia  scelta dal candidato le seguenti: 1) diritto civile, 2)
diritto    penale,   3)   diritto   amministrativo   (sostanziale   e
processuale),  4)  diritto processuale civile, 5) diritto processuale
penale.
    c) La  prova  orale  verte  nella  discussione di brevi questioni
pratiche  su  una  materia  scelta  dal  candidato  tra le nove sopra
indicate  oltre  che  su  deontologia e ordinamento professionale. Il
candidato  potra'  accedere  a  questo  secondo  esame  solo se abbia
superato con successo la prova scritta.
    d) La   commissione   rilascia   all'interessato   certificazione
dell'avvenuto   superamento   dell'esame,   al  fine  dell'iscrizione
all'albo degli avvocati.



gillu

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« Risposta #87 il: 20 Ott 2005, 13:26 »
Ho letto ora il d.m. 28 maggio 2003, n. 191.

Mi sorge un dubbio: decorsi i tre anni di iscrizione all'albo italiano come Abogados, l'assegnazione del titolo di Avvocato è automatica o richiede il superamento di una prova?

Grazie!

giango

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« Risposta #88 il: 13 Nov 2005, 18:40 »
Non c'è nessuna prova, devi solo documentare l'attività svolta nei 3 anni.

Gianluca77

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« Risposta #89 il: 05 Dic 2005, 17:33 »
Cari Praticanti e non, avvocati ecc ecc
scrivo in merito alla direttiva comunitaria sulla libera circolazione delle professioni
nel suo testo definitivo vi sono divergenze con la proposta dell'onerevole zappalà....
sto esaminando il testo e noto alcuni punti diciamo da verificare:

intanto essendo direttiva deve essere trasposta neldiritto nazionale...

agli stati viene lascita la possibilità di adottare misure per evitare situazioni tipo "pista spagnola"... misure che andrebbero prese e che allo stato attuale mancano
per tanto per ora la pista spagnola è percorribile

in pratica ad oggi non mi possono impedire di iscrivermi come avvocato straniero nel collegio forense di una città italiana in quanto ad oggi mancano normative nazionali adottate sulla base della direttivà comunitaria

sostanzialemnte il nostro paese potrebbe adottare misure per imporre l'esame agli avvocati stranieri o comunque subordinare il riconoscimento

un altro dato: col dire che si vuole evitare che cittadini italiani possano abusivamente (cosa voglia dire in termini giuridici... visto che ad oggi la pista spagnola è legale al massimo discutibile sotto il profilo etico ma legale!!!) la normativa nazionale sulla professione

è chiaro che non posso disapplicare tariffe deontologia limiti (es fare il cassazionista se non ho maturato l'esperienza richiesta) o cose cosi ma non si parla esplicitamente di accesso alla professione???? e quindi quanto proposto da zappalà e recepito letteralmente solo nel preambolo non nel testo della direttiva (che prevede comunuqe la possibilità di prevedere limiti forti all'accesso al mercato giuridico!!!) a cosa si dovrebbe riferire e applicare???

tirando le somme: l'italia potrebbe fare una norma antiabogados???
vale a dire prevedere che i cittadini italiani devono per forza fare esame di stato o pratica o esame (come recentemente visto tipo esame per avvocati stranieri che vogliono subito il titolo? e mettere prove scritte e orali quando prima per gli italici bastava colloquio di deontologia?))

oppure se mi accontento di essere abogado posso lavorare lo stesso qui senza titolo locale? direi di no perchè mi devo stabilire nel paese "italia" quindi... mah?

una cosa che mi ha colpito è il fatto che per le professioni che comportantola conoscenza del diritto del paese ospitante ossia nel caso in esame l'italia è che comunque anche gli avvocati stranieri
pensiamo quindi a studi inglesi ecc dovrebbero non limitarsi ad iscriversi come avvocati stranieri ma anche farsi i tre anni sottola direzione di un avvocato locale... il punto è che poi si precisa che gli stati possono decidere in modo insindacabile se imporre esame o i tre anni!!!!!!!!!!!!!!!
ciò solo allo scopo di evitare concorrenza straniera!!!!!!!
non facendo distinguo potrebbe accadere che uno studio tributario internazionale per esempio non possa fare neanche consulenza stragiudiziale!!!!
roba da matti altro che circolazione libera!

ciò non influenza solo la pista spagnola ma proprio la circolazione dei lavoratori che è "libera" ma subordinata ad un "pedaggio" che la rende impraticabile...
cosa accadrebbe che gli studi internazionali o comunitari non vengono in italia e domiciliano le pratiche da un avvocato italiano
cosi l'orticello italico è salvo! ma intanto ilsistema italia perde realtà tipole law firms che come le ditte straniere ormai in italia preferiscono non investire.... stiamo diventando la periferia del mondo per salvare il fondo culo a qualche avvocato!!!!!!!

commenti graditi in tema della famosa direttiva e concrete opportunità per gli abogados italiani ossia laureati diventati abogados in terra di spagna

gian

valrosa

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« Risposta #90 il: 22 Dic 2005, 19:12 »
Ciao!
Io ho ottenuto l'omologa della mia laurea itliana in Spagna...ma vi assicuro che non è per niente facile!!!!
Veramente dopo tanta fatica e dopo aver speso un bel po'...alla fine non mi è servita perchè ho superato l'eseme di stato qui in Italia!!!
Comunque...gli esami sono sempre 11, i programmi sono praticamente uguali in tutte le università, i libri sono parecchio impegnativi e..lunghissimi!!
La spesa è elevata, anche perchè una volta finiti gli esami (e può passare parecchio tempo!) bisogna iscriversi all'albo degli avv lì e pagare anche la prevvidenza sociale obbligatoria...
E non è finita..tornati in Italia si può fare sì l'esame presso il CNF, ma mi hanno detto che per ora è tutto bloccato e c'è gente in lista d'attesa da più di un anno...
Conclusione...forse è meglio studiare e fare l'esame qui!!

damiano

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« Risposta #91 il: 22 Dic 2005, 19:19 »
hai detto tante di quelle stupidaggini in tema che non ti fanno onore
a partire dall'esame al cnf tornata in italia
perchè devi mettere fuori strada tanti colleghi???
vergognati!
 :evil:

valrosa

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« Risposta #92 il: 22 Dic 2005, 19:26 »
Quali sarebbero queste stupidaggini, scusa????

damiano

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« Risposta #93 il: 22 Dic 2005, 19:57 »
non c'è nessun esame tornati in italia
non c'è nessuna lista d'attesa
solo per dire le prime stupidaggini che hai detto

valrosa

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« Risposta #94 il: 22 Dic 2005, 20:01 »
Allora...vado per punti:
11 esami:chiedi a qualunque persona...salvo che tu ne abbia già fatto qualcuno in erasmus
iscrizione al colegio de abogados:si paga la quota di iscrizione e se non dimostri che svolgi la tua attività in Italia devi pagare 80 euro al mese di prevvidenza!
esame al cnf: quando si torna ci sono 2 strade: 3 anni come abogado o esame al cnf (se hai fatto la pratica forense in italia)...per più di un anno questo esame non l'hanno fatto...dicono per un problema di incompatibilità nella commissione. ora so che hanno ripreso, ma non ti dicono nessuna data...devi solo aspettare che ti chiamino!!
tempi: 1 anno per la resoluciòn del ministerio de madrid + tempi tecnici per fare gli esami + omologa del ministero di madrid + ministero italiano ( più o meno 4 mesi)
insomma...io sono informata...tu non lo so!
non perdo altro tempo...io il mio dovere l'ho gia fatto!!
unico consiglio:non intraprendete SOLO la via spagnola...in ogni caso tentate anche con quella italiana...a volte arriva prima il risultato!!

damiano

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« Risposta #95 il: 22 Dic 2005, 20:06 »
Citazione da: "valrosa"
Allora...vado per punti:
11 esami:chiedi a qualunque persona...salvo che tu ne abbia già fatto qualcuno in erasmus
iscrizione al colegio de abogados:si paga la quota di iscrizione e se non dimostri che svolgi la tua attività in Italia devi pagare 80 euro al mese di prevvidenza!
esame al cnf: quando si torna ci sono 2 strade: 3 anni come abogado o esame al cnf (se hai fatto la pratica forense in italia)...per più di un anno questo esame non l'hanno fatto...dicono per un problema di incompatibilità nella commissione. ora so che hanno ripreso, ma non ti dicono nessuna data...devi solo aspettare che ti chiamino!!
tempi: 1 anno per la resoluciòn del ministerio de madrid + tempi tecnici per fare gli esami + omologa del ministero di madrid + ministero italiano ( più o meno 4 mesi)
insomma...io sono informata...tu non lo so!
non perdo altro tempo...io il mio dovere l'ho gia fatto!!
unico consiglio:non intraprendete SOLO la via spagnola...in ogni caso tentate anche con quella italiana...a volte arriva prima il risultato!!


allora gli esami sono una .azzata (ovvero facilissimi in confronto all'esame in italia)
NESSUNO FA L'ESAME AL CNF (NESSUNO SE C'E' L'ALTRA STRADA)
ESERCITI SUBITO LA PROFESSIONE ED IN 3 ANNI PASSI DALL'ALBO DEI STABILITI A QUELLO NORMALE
MA PER 3 ANNI FAI L'AVVOCATO!
infatti molta gente va fuori e non sente le stupidaggini che dici tu chissà per quale motivo

valrosa

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« Risposta #96 il: 22 Dic 2005, 20:15 »
Mi fai ridere!!
Informati prima di offendere senza motivo!

valrosa

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« Risposta #97 il: 22 Dic 2005, 20:23 »
Il fatto che "nessuno"(secondo te) faccia l'esame non vuol dire che non ci sia!!
Prova ad informarti invece di sputare sentenze e vedrai che invece sono in parecchi!!!
Sai...c'è anche che preferisce avere subito il titolo di avvocato invece che quello di abogado! E questo si può avere solo facendo questo esame (CHE ESISTE!!!) al cnf!
Non ho parole!! Non perdo altro tempo..io il mio titolo ce l'ho..ognuno faccia ciò che vuole e si cerchi le info da solo!

damiano

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« Risposta #98 il: 23 Dic 2005, 10:03 »
ma sarà un 1%!
se da abogado fai le stesse cose che da avvocato per 3 anni, che interessa fare l'esame?
abbi più rispetto dei colleghi

damiano

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« Risposta #99 il: 05 Gen 2006, 11:12 »
mi sembra stia entrando in vigore la legge sul tirocinio in spagna
avete notizie?

 

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