Autore Topic: Abilitazione avvocato: la via spagnola  (Letto 72654 volte)

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ares73

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Abilitazione avvocato: la via spagnola
« il: 18 Luglio 2003, 22:02:42 »
ciao colleghi, leggendo i messaggi attinenti alla strada spagnola, posso dire che io ad esempio ho depositato la pratica per il riconoscimento della laurea italiana in spagna a maggio 03 quindi ad ottobre circa avrò la risposta, quello che posso dire di nuovo è che ho saputo che l'università spagnola più vicina a quella che è la nostra camerino si trova a palma di maiorca (credeteci a palma c'è un'univ ) ergo io è lì che farò i 2 esami . comunque non scanniamoci tra noi, la mia e-mail è kuklos@hotmail.com

flo

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Abilitazione: la via spagnola
« Risposta #1 il: 19 Luglio 2003, 00:02:14 »
Potresti darmi maggiori informazioni in merito??? Come si fa a percorrere la famosa via spagnola??? Grazie in anticipo: mail flora_ferino@hotmail.com

ares73

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« Risposta #2 il: 19 Luglio 2003, 10:46:08 »
intanto collegati al sito www.sgci.mec.es/it.
Lì c'è la procedura da seguire per presentare la pratica, poi fatta quella, dovrai aspettare la loro risp. kuklos@hotmail.com

ares73

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« Risposta #3 il: 19 Luglio 2003, 10:48:24 »
aspetta questo è il sito esatto www.sgci.mec.es/it/Web_Cd/recabogita.htm

amonasro7

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Abilitazione: la via spagnola
« Risposta #4 il: 19 Luglio 2003, 17:51:20 »
ho completato la "via spagnola": servono TEMPO, DANARO, CONOSCENZA DELLA LINGUA e QUALCHE AMICO IN SPAGNA. in mancanza di qualcuna di queste condizioni vi assicuro che non è così facile. gli esami da preparare sono 11, i tempi burocratici lunghi a causa del combinato congiunto tra le due burocrazie italiana e spagnola. suggerisco questa via ai tenaci.

ares73

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« Risposta #5 il: 19 Luglio 2003, 19:48:15 »
in quale universita hai  fatto gli esami?per amico in spagna cosa intendi? raccomandazione o appoggio logistico

amonasro7

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Abilitazione: la via spagnola
« Risposta #6 il: 20 Luglio 2003, 15:48:20 »
barcellona. la mancanza di conoscenti o amici in loco aumenta il dispendio di tempo e danaro per viaggi, soggiorni ,espletamento e trasmissione di pratiche, testi, informazioni ecc.

ares73

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Abilitazione: la via spagnola
« Risposta #7 il: 27 Luglio 2003, 17:14:52 »
ma te che sei andato a barcellona quanti esami hai dovuto superare per la prova de cojunto?
infine ne è valsa la pena?

amonasro7

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« Risposta #8 il: 28 Luglio 2003, 00:22:11 »
gli esami da preparare erano 11 -costituzionale- civile-amministrativo- tributario- comunitario-inetrnazionale-lavoro-commerciale-penale-procedure. la commissione e' composta da 5 memebri pertanto vieni interrogato su 5 materie, pero' non sai quali siano fino al giorno della prova. sono diverse migliaia di pagine. quanto al discorso se ne e' valsa la pena, non c'e' risposta ossia la risposta e' molto soggettiva. per me che conoscevo  bene la lingua, che ho vissuto anni in paesi di lingua spagnola, che in spagna ho carissimi amici...lascio a te la risposta

ares73

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Abilitazione: la via spagnola
« Risposta #9 il: 28 Luglio 2003, 09:52:18 »
ma che tu sappia esistono università più favorevoli allo studente rispetto ad altre? sai qualcosa sul'università di palma la UIB ?

amonasro7

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« Risposta #10 il: 28 Luglio 2003, 20:09:19 »
no-no

Paccolo

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....delusione spagnola?
« Risposta #11 il: 29 Luglio 2003, 16:51:27 »
Anche io ho avviato la pratica...ma sembra inultilmente....
Da "Il Sole 24-ore" del 29 luglio 2003

" Avvocati Ue, abilitazione «su misura»


   Disciplinata la prova attitudinale per l'esercizio della professione di avvocato da parte di cittadini comunitari che esercitano l'attività nel Paese d'origine. Ciò in base a quanto previsto dal decreto legislativo 115/92 in attuazione alla direttiva 89/48/Cee, relativa a un sistema generale di riconoscimento dei diplomi d'istruzione superiore che sanzionano formazioni professionali di una durata minima di tre anni. Il decreto del ministero della Giustizia 28 maggio 2003, n. 191, è stato pubblicato sulla «Gazzetta Ufficiale» 171 del 25 luglio. L'esame (almeno due sessioni all'anno, con commissione istituita presso il Consiglio nazionale forense) è "coniugato" al tipo di preparazione che già si presuppone conseguita dai candidati nel Paese di origine. Ma che non può trascurare le specifiche esigenze di conoscenza dello speciale linguaggio, e non soltanto nel senso di lingua parlata e scritta, indispensabile a capire e farsi capire, per un avvocato che intenda esercitare stabilmente in territorio italiano. Così è stabilito in primo luogo che le prove, sia scritte che orali, vengano sostenute in lingua italiana. Iniziale ostacolo cui si aggiunge, ovviamente, quello della conoscenza del diritto nazionale da verificare mediante la prova attitudinale. Prova quest'ultima che deve essere preceduta dal riconoscimento del titolo conseguito all'estero mediante decreto ministeriale su domanda dell'interessato. Ed è appunto sulle risultanze di questo decreto che si articolerà poi la prova di esame: gli elaborati scritti verteranno su non più di tre materie, di cui una scelta dall'esaminando. E così pure le cinque materie orali, scelte dal candidato, verranno riprese dallo stesso decreto. Vengono comunque elencate le materie entro le quali può essere operata la scelta: diritto costituzionale, diritto civile, diritto commerciale, diritto del lavoro, diritto penale, diritto amministrativo, diritto tributario, diritto processuale civile, diritto processuale penale, diritto internazionale privato, diritto ecclesiastico e diritto comunitario, ordinamento e deontologia professionale. È previsto però un iter preferenziale, in sede di esame nel caso di percorso formativo analogo a quello richiesto nell'ordinamento italiano, risultante dal titolo conseguito all'estero: in tale ipotesi è richiesto il superamento dell'unica prova orale. Le prove scritte andranno svolte in giorni consecutivi, e avranno durata non eccedente le sette ore ciascuna, analogamente dunque a quanto previsto in via generale per l'esame di avvocato. Dopo, non prima di trenta e non oltre sessanta giorni, si svolgeranno le prove orali, s'intende per i candidati che abbiano riportato il punteggio sufficiente. Analogamente anche qui a quanto disposto per gli esami di avvocato, tutti gli esaminatori disporranno dello stesso punteggio di merito (dieci punti). Alla domanda, di ammissione all'esame, il cui modello viene pubblicato assieme al decreto del ministro della giustizia, andrà allegata anche la copia autentica del decreto di riconoscimento che costituisce la base per le prove d'esame. Già nella domanda andranno indicate le materie prescelte per le prove scritte e orali, beninteso fra quelle risultanti dal decreto ministeriale di riconoscimento del titolo conseguito. Il decreto 191 prevede una via alternativa e residuale per consentire lo stabilimento dei professionisti Ue: con la direttiva 98/5/Ce, recepita con il decreto legislativo 96/2001, gli avvocati possono esercitare stabilmente (e questa è la novità) la professione al di fuori del proprio Paese di origine, utilizzando il proprio titolo di origine. Inoltre, dopo almeno tre anni dall'esercizio di attività effettiva e regolare nello Stato membro ospitante. In altre parole l'avvocato provvisto di titolo abilitante in altro Stato dell'Unione potrà esercitare la professione nello Stato ospitante senza dover superare alcun esame o prova, e anzi sarà assimilato ad ogni effetto agli avvocati del luogo, senza differenza alcuna, dopo tre anni di esercizio professionale.  EUGENIO SACCHETTINI   "

.....credo che l'esame sarà una formalità per gli stranieri, mentre sarà la solita "batosta" per gli italiani.....

....fanc....

Paccolo

ares73

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Abilitazione: la via spagnola
« Risposta #12 il: 30 Luglio 2003, 10:28:06 »
beh l'articolo non dice nulla di nuovo, in pratica un italiano che  va in spagna e supera la prova di cojunto  e quindi licenciado en derecho verrà iscritto all'albo degli avvocati spagnoli, poi potrà ottenere il riconoscimento in italia del  titolo  di l abocados, domanda da effettuare al min di giustizia e dopo 3 anni di esercizio professionale, sarà assimilato anche negli albi italiani come avvocato..
i latini dicevano NIHIL DIFFICILI VOLENTI

Paccolo

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Abilitazione: la via spagnola
« Risposta #13 il: 30 Luglio 2003, 11:06:11 »
Scusami, ma l'articolo mi sembra dica una cosa diversa: tornati dalla Spagna con il nostro bel titolo professionale spagnolo, prima di iscriverci all'Albo italiano, dovremmo superare un altro esame .......correggimi se sbaglio.....
Paccolo

amonasro7

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Abilitazione: la via spagnola
« Risposta #14 il: 30 Luglio 2003, 11:55:59 »
tornati dalla Spagna con il titolo professionale, fino a ieri giorno della pubblicazione sulla GU del Regolamento di cui all'art. 9 del decreto legislativo 27.1.92 n. 115, gli abogados italiani, ricevuto il decreto ministeriale di riconoscimento del titolo straniero,  sostenevano solamente la prova di deontologia professionale, quindi diventavano avvocati integrati (dlg 96/2001); ora dovranno sottoporsi ad una prova attitudinale per esercitare la professione, prova che pare  verra' ritagliata su misura secondo il curriculum presentato. personalmente, tornato dalla Spagna, ho presentato in aprile 2003 la domanda di riconoscimento. in corso d'opera è intervenuto il regolamento per cui non so se il decreto verra' emanato sulla base della prassi precedente, o sulla base del Regolamento emanato ieri.


 

quanto conta l'abilitazione?

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