Autore Topic: Abilitazione in SPAGNA: costi e documenti necessari  (Letto 132828 volte)

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pink

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Re:Abilitazione in SPAGNA: costi e documenti necessari
« Risposta #100 il: 29 Giu 2009, 18:48 »
Dipende: il MEC valuta gli esami sostenuti e, in linea di massima, 9 o 10 sono quelli da sostenere: d. penale, d. civile, dir. comm., d. cost., d. amm., d. internaz. priv e proc., d. lavoro., dir. finanz. dir. comun., le procedure.

mario.80

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Re:Abilitazione in SPAGNA: costi e documenti necessari
« Risposta #101 il: 29 Giu 2009, 19:48 »
Io 300 euro li spenderei

thunderman

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Re:Abilitazione in SPAGNA: costi e documenti necessari
« Risposta #102 il: 30 Giu 2009, 14:00 »
qanto bisogna attendere la "omologazione del titolo"??

e poi, una volta ottenuta questa ultima, dopo quanto tempo si può iniziare a dare gli esami??

Inoltre, più o meno, per quanto tempo bisogna studiare per questi complessivamente??

Fossi in voi.....
1) contatterei una delle agenzie da 2000, che fanno la parte burocratica...inutile e dannoso perdere tempo prezioso per l'aspetto burocratico...
2) inizierei subito con le lezioni di spagnolo da un privato (in 3 mesi di studio forte si dovrebbe essere ok con la lingua, che non è il tedesco o l'olandese..
3) da settembre o ottobre inizierei subito con lo studio degli esami...

4) a dicembre farei senz'altro un ulteriore tentativo in italia...

e basta...queste è quello che farei se fossi in voi

thunderman

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Re:Abilitazione in SPAGNA: costi e documenti necessari
« Risposta #103 il: 30 Giu 2009, 14:04 »
........................

Citazione da: "Sharingan"
ragazzi, in questi mesi ho chiesto tutte le info possibili e fatto diversi colloqui: queste le mie impressioni.

a) confermo che CEPU chiede la cifra mostruosa di 30mila cocuzze circa, però ti fanno corso di spagnolo + 10 corsi per 10 materie oltre a tutta la trafila burocratica, nonché master in Spagna. In poche parole, risultato assicurato senza grossi sbattimenti. Questa possibilità é riservata a chi può permetterselo, ovviamente, o a chi può/vuole farsi un finanziamento dilazionato in 10 anni almeno. Auguri!...........


la cifra è alta, altissima...senza dubbio...

ma per chi è alla canna del gas, o scade l'abilitazione al patrocinio o ha già provato qui 6 o 7 volte inutilmente....e vuole a tutti i costi fare "da grande" l'avvocato...
beh, fossi in loro, ci penserei bene su....

Cepu è cara, lo è sempre stata, ma è seria....se ti dicono che in un anno, mettimao da ora, ti fanno fare tutto..beh, te lo faranno fare....

quindi, io a priori, anche se è una barca di soldi (proprio come quelli "non guadagnati" o "persi" negli anni senza l'abilitazione,  non la scarterei....
poi vedete voi...

pink

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Re:Abilitazione in SPAGNA: costi e documenti necessari
« Risposta #104 il: 30 Giu 2009, 15:05 »
Io ho speso 300,00: ho rihiesto la doc. in università; ho fatto tradurre; ho compilato l'istanza (si trova sul sito www.mec.es), ho messo tutto in busta. Dopo meno di 6 mesi mi è arrivata la prima lettera (da rispondere con l'accettazione) e poi la resolucion. Mi sono iscritta via fax in varie università in Spagna. Ho datto più esami. Sono in attesa dei risultati. Totale: 1 anno. Costo: 300,00 + i viaggi e le iscrizioni varie (140,00 media per università). Baci

thunderman

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Re:Abilitazione in SPAGNA: costi e documenti necessari
« Risposta #105 il: 30 Giu 2009, 16:34 »
Quanti esami hai dato?? In quanto tempo?

quanti te ne mancano? Quanto tempo impegherai + o - per i restanti??

pink

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Re:Abilitazione in SPAGNA: costi e documenti necessari
« Risposta #106 il: 30 Giu 2009, 17:24 »
A giugno sono andata in Spagna e ho dato tutti gli esami in 3 università. Sono in attesa dei risultati. In una ho passato 3. Mi mancano 6. Nel caso in cui avessi passato i 6 mancanti, invierò i certificati al Ministero MEC.

forme.fa

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Re:Abilitazione in SPAGNA: costi e documenti necessari
« Risposta #107 il: 30 Giu 2009, 20:30 »
Siamo appena rientrati da Cuenca dalla sessione di esame di giugno. Forniamo gratuitamente ogni genere di informazione e per chi lo desiderasse abbiamo le dispense su cui studiare più alcuni test oggetto degli esami passati reperiti in loco di cui chiediamo un esiguo rimborso spese. Contattateci senza problemi alla mail forme.fa@libero.it

forme.fa

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Re:Abilitazione in SPAGNA: costi e documenti necessari
« Risposta #108 il: 30 Giu 2009, 21:35 »
Citazione da: "mario.80"
Mah...!


cosa significa "mah"? c'eri anche tu?

pink

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Re:Abilitazione in SPAGNA: costi e documenti necessari
« Risposta #109 il: 01 Lug 2009, 09:44 »
Non è necessario un "procuratore". basta accedere al sito www.mec.es per conoscere tutte le indicazione per ottenere la resolucion. Per dare gli esame sui site delle università basta ceracre "homologacion titulos universitarios" "prueba de conjunto", ecc.
Sai perchè voglio far conoscere tutti i detagli di questa "via": è perchè sono stufa di tanti inganni e raggiri per causa di questo "TITOLO AVV.".
Non abbiate paura. Peggio di così non potrebbe andare.

Lastsamurai

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Re:Abilitazione in SPAGNA: costi e documenti necessari
« Risposta #110 il: 01 Lug 2009, 10:20 »
Pink grazie per le info.
Io ho già ottenuto dal ministero spagnolo l'elenco degli esami da sostenere, sto aspettando la resolucion definitiva.
Ma sei sicura che puoi tentare gli esami in più università spagnole contemporaneamente? Non vorrei allarmarti per niente, ma ho letto altrove che ciò comporta l'annullamento delle prove e/o del titolo...

Che tipo di preparazione hai fatto per sostenere gli esami in Spagna? Hai studiato la lingua e il diritto spagnolo? Quanto a fondo?
Erano orali gli esami?

Sharingan

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Re:Abilitazione in SPAGNA: costi e documenti necessari
« Risposta #111 il: 01 Lug 2009, 11:52 »
Citazione da: "thunderman"


la cifra è alta, altissima...senza dubbio...

ma per chi è alla canna del gas, o scade l'abilitazione al patrocinio o ha già provato qui 6 o 7 volte inutilmente....e vuole a tutti i costi fare "da grande" l'avvocato...
beh, fossi in loro, ci penserei bene su....

Cepu è cara, lo è sempre stata, ma è seria....se ti dicono che in un anno, mettimao da ora, ti fanno fare tutto..beh, te lo faranno fare....

quindi, io a priori, anche se è una barca di soldi (proprio come quelli "non guadagnati" o "persi" negli anni senza l'abilitazione,  non la scarterei....
poi vedete voi...



Ti do ragione nel modo più assoluto, anzi, se li avessi non esiterei a firmare il contratto perché é un investimento a tutti gli effetti, é sicuro e col tempo tramite l'attività di avvocato quella cifra la ammortizzi.
Non ho dubbi che, potendo, ne varrebbe sicuramente la pena.
Il problema é che io quella cifra non la possiedo ed i miei genitori mi hanno risposto picche ( oltre al fatto che non me la sento davvero di impegnarli con un finanziamento simile in età da pensione...non lo trovo giusto), purtroppo devo mettermela via e tentare la fortuna per conto mio.

Ho ricevuto risposta sia da avvocatinspagna che da eassistenzalegale, i prezzi sono abbordabilissimi, anche nel pacchetto più costoso, però non saprei quale scegliere.
Qualcuno sa consigliarmi?
Milite del Tempio, cosa mi dici??

 :)

alecsander

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Re:Abilitazione in SPAGNA: costi e documenti necessari
« Risposta #112 il: 07 Lug 2009, 16:29 »
ragazzi io mi sto organizzando x andare in spagna e omologare il titolo. chiunque sia interessato, alla faccia dei gufi e dei faziosi, mi contatti pure

gionny

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Re:Abilitazione in SPAGNA: costi e documenti necessari
« Risposta #113 il: 07 Lug 2009, 17:02 »
Per info sulla via spagnola:

spagnasubito@libelo.it

theradiovoice

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Re:Abilitazione in SPAGNA: costi e documenti necessari
« Risposta #114 il: 08 Lug 2009, 10:32 »
Io ho superato 6 esami su 9 in Spagna.
Ho tutti i libri necessari NUOVI, mai usati e da me stesso comperati in terra spagnola e se qualcuno li vuole...li vendo. In Italia non è possibile trovarli :)

ruggi

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Re:Abilitazione in SPAGNA: costi e documenti necessari
« Risposta #115 il: 09 Lug 2009, 19:58 »
Avete così incuriosito Confindustria che Radio24 ha messo in programma in "un abuso al giorno" alle 20.45 di domani ( http:www.radio24.ilsole24ore.com ) si parlerà anche di questo fiorente affare dell'esame in Spagna.

ruggi

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Re:Abilitazione in SPAGNA: costi e documenti necessari
« Risposta #116 il: 09 Lug 2009, 20:03 »
Citazione da: "ruggi"
Avete così incuriosito Confindustria che Radio24 ( è la radio dei confindustriali ) tratterà questo argomento dell'esame in Spagna nel programma  "un abuso al giorno" alle 20.45 di domani ( http:www.radio24.ilsole24ore.com ).

dilegge

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Re:Abilitazione in SPAGNA: costi e documenti necessari
« Risposta #117 il: 09 Lug 2009, 20:55 »
interessante
si prende in tutta italia??

giango

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Re:Abilitazione in SPAGNA: costi e documenti necessari
« Risposta #118 il: 10 Lug 2009, 09:08 »
La registrazione, la puoi ascoltare con comodo in streaming sul sito di Radio24.

Legittimaoffesa

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Re:Abilitazione in SPAGNA: costi e documenti necessari
« Risposta #119 il: 10 Lug 2009, 11:32 »
dove? mi date notizia?

ruggi

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Re:Abilitazione in SPAGNA: costi e documenti necessari
« Risposta #120 il: 10 Lug 2009, 14:02 »
Citazione da: "ruggi"
Avete così incuriosito Confindustria che Radio24 parlerà  in "un abuso al giorno" alle 20.45 di oggi 10/7 ( http:www.radio24.ilsole24ore.com )  anche di questo fiorente affare dell'esame in Spagna.

g2x

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Re:Abilitazione in SPAGNA: costi e documenti necessari
« Risposta #121 il: 10 Lug 2009, 14:40 »
Ma avete letto almeno il parere del CNF sull'iscrizione all'albo avvocati stabiliti? Se effettivamente inizieranno a chiedere un'effettiva esperienza (comprovata) di lavoro in Spagna, oltre al titolo, diventerà molto difficile (se non impossibile) l'iscrizione. Prima di investire soldi in vari corsi credo convenga leggerlo e trarre ognuno le proprie conclusioni

Russo

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Re:Abilitazione in SPAGNA: costi e documenti necessari
« Risposta #122 il: 10 Lug 2009, 15:28 »
è una radio nazionale devi cercare le frequenze credo

ruggi

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Re:Abilitazione in SPAGNA: costi e documenti necessari
« Risposta #123 il: 10 Lug 2009, 18:38 »
Posso comprendere le difficoltà di armonizzazione tra ordinamenti ( quello europeo è istituzionalmente sovraordinato ) ma Tu come fai ad attribuire al cnf il diritto ( inesistente e antidemocratico ) di poter interferire e vanificare una disciplna voluta dai Rappresentanti europei.
Il cnf, già dai tempi della Legge Bersan, ha dimostrato una certa propensione al "male antidemocratico".

E' preferibile, per quanto riguarda questa vicenda dell'esame in Spagna essere assolutamente neutrali e lasciare ad alpa ciò che è di alpa.....ovvero la prepotenza, l'arroganza e la meschinità istituzionale









Citazione da: "g2x"
Ma avete letto almeno il parere del CNF sull'iscrizione all'albo avvocati stabiliti? Se effettivamente inizieranno a chiedere un'effettiva esperienza (comprovata) di lavoro in Spagna, oltre al titolo, diventerà molto difficile (se non impossibile) l'iscrizione. Prima di investire soldi in vari corsi credo convenga leggerlo e trarre ognuno le proprie conclusioni

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Re:Abilitazione in SPAGNA: costi e documenti necessari
« Risposta #124 il: 10 Lug 2009, 18:47 »
g2x si riferiva a questo:

COMUNICATO STAMPA

Avvocati stabiliti: stretta sulle iscrizioni nell’albo forense italiano

I Consigli dell’Ordine dovranno accertare la concreta esperienza acquisita all’estero
e non limitarsi alla verifica del solo titolo professionale


Roma 6/7/2009. I Consigli dell’Ordine dovranno esaminare nel dettaglio le domande di iscrizione nella sezione speciale dell’albo dedicata agli avvocati stabiliti, verificando quale sia la consistenza del percorso formativo professionale dell’interessato. Se cioè, al titolo abilitativo acquisito all’estero, abbia sommato un periodo di esercizio professionale. Questo per accertare che la procedura di trasferimento da un paese all’altro non sia solo “burocratica”, per approfittare delle disponibilità offerte dal diritto comunitario.
E’ questa l’indicazione fornita ai Consigli dell’ordine forense, unici titolari nella gestione degli albi a livello locale, dalla commissione consultiva del Cnf, coordinata dal consigliere Gino cardone, in un parere reso a fine giugno (parere 25 giugno 2009, n. 17).
La sentenza della Corte di Giustizia Ue. La commissione consultiva del Cnf (competente a rispondere ai quesiti dei Consigli dell’Ordine locali) ha risposto ad alcuni quesiti posti dai Consigli dell’Ordine di Vicenza e di Piacenza in merito agli effetti circa la iscrizione in Italia all’albo forense da parte di avvocati che abbiano acquisito il titolo di abilitazione in uno dei paesi dell’Unione europea, della sentenza della Corte di Giustizia C- 311/06 (cosiddetta Cavallera), resa in una causa riguardante la professione di ingegnere. In particolare, la sentenza dei giudici di Lussemburgo del 29 gennaio scorso ha dichiarato che non è invocabile il diritto al riconoscimento dei diplomi di cui alla direttiva 89/48/Cee (oggi 2005/36), quando l’interessato non ha sostenuto nello stato di rilascio del titolo alcun esame né ha acquisito alcuna esperienza professionale. La Corte di Giustizia ha sottolineato che la domanda di riconoscimento di un titolo professionale, al quale però non corrisponda alcuna effettiva esperienza concreta da riconoscersi, dà luogo ad un “abuso del diritto”, riprendendo in questo passaggio le conclusioni dell’avvocato generale che aveva sottolineato come il duplice riconoscimento in uscita e poi in entrata dall’estero del titolo rappresenta una costruzione di puro artificio che contrasta con il principio comunitario in base al quale “gli interessati non possono avvalersi fraudolentemente o abusivamente del diritto comunitario”.
Il parere della commissione Cnf. La commissione pareri del Cnf ha ritenuto che la sentenza Cavallera potesse dare indicazioni utili anche per quanto riguarda la professione forense, date “l’affinità delle circostanze” e, riprendendo i principi ivi ribaditi, ha suggerito ai Consigli dell’Ordine di esaminare nel dettaglio le domande di iscrizione nella sezione speciale dell’albo dedicata agli avvocati stabiliti. Per accedere ad essa, ricorda il parere, secondo la giurisprudenza comunitaria, “è necessario possedere una qualificazione professionale che sia effettiva e non solo formale”. Per questo bisogna procedere “a un giudizio analitico caso per caso, verificando dalla documentazione prodotta quale sia la consistenza del percorso formativo e professionale dell’interessato”. In altre parole, ad avviso della commissione parai del Cnf “colui che, come nel caso di cui alla sentenza C- 311/06 intenda spendere il titolo straniero dopo una procedura di trasferimento all’estero solo “burocratica” e senza documentare alcun periodo di esercizio professionale, potrà a buon diritto indurre a un rigetto della domanda”. Viceversa non potranno essere penalizzati i professionisti in possesso di cittadinanza italiana o formati in Italia, i quali dimostrino l’effettivo svolgimento di esperienza professionale all’estero.
In risposta a una delle domande del Coa di Vicenza, la commissione pareri ha escluso che sia possibile, in via generale ed automatica, cancellare i soggetti che abbiano già ottenuto la iscrizione agli albi, attività che presupporrebbe un provvedimento di autotutela dell’Ordine condizionato alla dimostrazione dell’effettivo errore in cui sia incorso il Consiglio e all’accertamento di un interesse pubblico alla eliminazione della permanenza del soggetto negli albi. Ma se “è evidente la difficoltà di aggredire posizioni di diritto già acquisite” nel passato, per il futuro “l’efficacia vincolante della sentenza della Corte di Giustizia potrà condurre a rifiutare la iscrizione nell’albo qualora sia accertato il carattere artificioso del percorso che ha portato l’istante alla relativa richiesta”.
Le norme. In premessa, il parere ripercorre i dati normativi alla base del sistema del riconoscimento dei titoli professionali. Attualmente il riconoscimento di qualifiche professionali acquisite all’estero in ambito comunitario, è regolato dalla direttiva 2005/36/CE, recepita dal decreto legislativo 6 novembre 2007, n. 206. Prima di tale data vigeva la normativa di cui alla direttiva 89/48/CEE, attuata in Italia con il dlgs 27 gennaio 1992, n. 115, oggi abrogato.
Le modalità del riconoscimento non hanno tuttavia subito sostanziali modifiche, sicché può ritenersi che i principî enunciati dal giudice comunitario a proposito della direttiva 89/48, applicabile ai fatti di causa, possano ritenersi vincolanti anche per l’esame di fattispecie concrete che ricadano sotto l’applicazione della successiva direttiva 2005/36.
In tale contesto è prevista espressamente la possibilità di prescrivere all’interessato il sostenimento di una prova attitudinale, onde verificare e dunque garantire che egli sia in grado di svolgere la professione nell’ambito dell’ordinamento del Paese di stabilimento. Tale facoltà è ribadita, con particolare riguardo alle professioni che richiedono approfondite conoscenze giuridiche, dall’art. 14, comma terzo, della direttiva 2005/36 (e recepita nell’art. 23 del d.lgs. 206/2007).
Dalla prova attitudinale possono essere dispensati coloro che dimostrino l’avvenuto esercizio, effettivo e regolare, della professione forense con il titolo di origine, a seguito di iscrizione nella già ricordata sezione speciale dell’albo.
Nel merito va ricordato che coloro che siano in possesso di un titolo di abilitazione professionale conseguito in altro Paese comunitario possono svolgere attività professionale in Italia a titolo permanente con il titolo professionale d’origine, tramite l’iscrizione nella sezione speciale annessa all’albo dedicata agli “avvocati stabiliti”, come previsto dall’art. 6 del d. lgs. 2 febbraio 2001, n. 96.
Vi è, poi, la possibilità di ottenere l’iscrizione con il titolo professionale nazionale (nel caso di specie quello di “avvocato”), fruendo della procedura di “integrazione” prevista dagli artt. 12 e segg. del citato d.lgs. 96/2001.
Entrambi i percorsi per giungere al conseguimento del titolo italiano di “avvocato” (stabilimento per tre anni e successiva integrazione, oppure procedura di riconoscimento del titolo) presuppongono il possesso di un titolo straniero che validamente rappresenti il possesso di una qualificazione professionale di livello equiparato a quella nazionale.


Claudia Morelli

 

votazione esame d'abilitazione

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