Autore Topic: Vostro parere sul divieto di produrre la corrispondenza scambiata con il collega  (Letto 3980 volte)

Alf2010

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Salve a tutti, è veramente tanto che non scrivo (e vi rompo).  :D
Gradirei una Vostra illuminantissimo opinione su una proposta transattiva che dovrei inoltrare ad un collega (che sono certo rifiuterà) e vorrei poi produrre in giudizio.
Ho letto un po' di dottrina sull'art. 48 del Codice Deontologico e il trend è quello che se una missiva è qualificata espressamentecome non riservata allora si può produrre in giudizio ANCHE in relazione ad una proposta transattiva.
Tuttavia non sono riuscito a reperire pronunce in tal senso, ragion per cui mi piacerebbe raccogliere qualche parere o esperienza sull'argomento.
Vi ringrazio come sempre tanto e attendo Vostre dritte.



saltailmuro

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Non ho capito. Ti fai dei dubbi sulla possibilità di produrre la TUA proposta transattiva? Quella la puoi produrre.

Alf2010

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Ciao e grazie per avermi risposto. Il mio fine è far emergere la temerarietà della controparte. Quindi sì vorrei produrre la mia email e la sua risposta poi davanti al giudice. Secondo te con un "non riservata" espressamente indicato nella email sarei ancora a rischio illecito disciplinare?

nigripennis

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    se fossi un cioccolatino, sarei un boero
la tua producila, la sua risposta non puoi perchè le proposte transattive, anche se non qualificate "riservate", non si possono produrre
cioè: civilmente le puoi produrre, solo che poi all'ordine ti fanno un qulo così

occhio anche ad abusare della formula "riservata", anche quello è censurabile

Alf2010

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Ecco nigri il punto è la formulazione del novellato art. 48 che recita:
"L'avvocato non deve produrre, riportare in atti processuali o riferire in giudizio la corrispondenza intercorsa esclusivamente tra colleghi qualificata come riservata, nonché quella contenente proposte transattive e relative risposte."

quindi non solo riguarderebbe la sua risposta ma anche la mia proposta. Che ne pensi?

nigripennis

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    se fossi un cioccolatino, sarei un boero
bhe, no
io credo che la mia si possa produrre
quante volte facciamo una diffida in cui non chiediamo il 100% ma qualcosina lasciamo già andare in quella sede "solo ed esclusivamente al fine di evitare l'insorgendo giudizio"?

poi che fai, ritratti?  :D
te volevi produrre la tua e anche la sua risposta  :D

tiglio1971

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a mio parere è sempre pericoloso avventurarsi nella produzione di corrispondenza riguardante proposte transattive.
quindi lascerei perdere pure la produzione di eventuali mie proposte.
anche perché a che pro produrre una proposta?
per dimostrare di aver fatto i bravi mentre la controparte è cattiva perché non ha transatto?
credo che la ratio del divieto di produzione risieda nel fatto che si vuole garantire alle parti la massima libertà di trattare e di scegliere se transare o no.
quindi anche la produzione della mia proposta potrebbe essere una forzatura.
del resto, se una causa è temeraria lo è indipendentemente dal fatto che il temerario non abbia transatto.

jello

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io concordo con tiglio e mi pare che la norma del codice deontologico sia abbastanza chiara.
del resto che senso avrebbe il non poter produrre la mail con scritto "no grazie" se posso produrre la mia proposta e riferire che non è stata accettata?

nigripennis

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    se fossi un cioccolatino, sarei un boero
massì, tutta la trattativa l'ho potuta produrre solo io perchè controparte s'è affidata al commercialista...  :D

saltailmuro

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Non concordo su una virgola  :)

Peraltro proprio per quel che dici.
Trasponiamo il tutto sulla valenza probatoria. Tu stai producendo uno scritto che proviene DA TE. Quindi appunto ha valenza solo ed esclusivamente al fine di provare che hai cercato una transazione. Non necessariamente è cosa da poco, avuto riguardo all'economia del processo (che non conosco e starà ad Alf averla valutata).

E la deontologia mi impedisce la produzione di riservate personali provenienti - ovviamente - dall'altra parte.

E ad ogni buon conto, se mi permanessero dei dubbi, e ritenessi utile produrre quella transazione, la soluzione è una: istanza preventiva al c.d.o. per parere. Così mi levo ogni dubbio. Se proprio ne avessi. Ma io sul produrre una roba mia non ne ho. Appunto, la finalità probatoria sarà limitata al solo fatto che ho provato a chiudere bonariamente, alle condizioni lì riportate.

Non ci vedo proprio nulla di strano.

P.S.: Tiglio, che è successo al tuo avatar? Lo trovo ingrassato :D

 ;)

quindi lascerei perdere pure la produzione di eventuali mie proposte.
anche perché a che pro produrre una proposta?
per dimostrare di aver fatto i bravi mentre la controparte è cattiva perché non ha transatto?
credo che la ratio del divieto di produzione risieda nel fatto che si vuole garantire alle parti la massima libertà di trattare e di scegliere se transare o no.
quindi anche la produzione della mia proposta potrebbe essere una forzatura.


tiglio1971

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col tempo ho acquisito una mentalità pratica.
Perché mettersi nei guai inutilmente?
se uno vuole provare l'ebbrezza faccia pure. io non lo farei.
rimango dell'idea che produrre documenti afferenti ad un tentativo di transazione (anche propri) sia un azzardo, se non altro perché è un modo di coartare la volontà altrui (non transi? lo dico al giudice).
tanto più se la controversia è già ictu oculi temeraria.
viceversa se ne ricaverebbe la regola per cui è meglio transare, per non correre il rischio di essere messi in cattiva luce davanti all'autorità giudiziaria

tiglio1971

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è in cura col cortisone ...  :icon_arrow:

P.S.: Tiglio, che è successo al tuo avatar? Lo trovo ingrassato :D

tiglio1971

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Ordine Avvocati Brescia
Parere del 30.11.2010
L’avvocato non può produrre in giudizio il proprio fax indirizzato al collega, sia quando vi sia apposta espressamente la dicitura “riservata personale”, sia quando il contenuto dello stesso faccia riferimento a trattative per una definizione transattiva.

saltailmuro

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Ma perché mettersi nei guai? Che poi ripeto: è sufficiente presentare richiesta di parere preventivo all'Ordine.

Sul secondo grassetto, la sequenza è: NON TRANSI, MI FAI CAUSA (O DEVO FARTI CAUSA) LO DICO AL GIUDICE.

Fa brutto dimostrare la propria buona volontà? Magari in un processo dove sono in gioco 100 (da dimostrare) e son stati offerti 70? Ipotizzo, eh. Che ripeto: la valutazione circa l'opportunità l'ha già fatta Alf, e quella do per buona......

col tempo ho acquisito una mentalità pratica.
Perché mettersi nei guai inutilmente?
se uno vuole provare l'ebbrezza faccia pure. io non lo farei.
rimango dell'idea che produrre documenti afferenti ad un tentativo di transazione (anche propri) sia un azzardo, se non altro perché è un modo di coartare la volontà altrui (non transi? lo dico al giudice).
tanto più se la controversia è già ictu oculi temeraria.
viceversa se ne ricaverebbe la regola per cui è meglio transare, per non correre il rischio di essere messi in cattiva luce davanti all'autorità giudiziaria


saltailmuro

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Ma una mia proposta mica è una trattativa :)

Ordine Avvocati Brescia
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L’avvocato non può produrre in giudizio il proprio fax indirizzato al collega, sia quando vi sia apposta espressamente la dicitura “riservata personale”, sia quando il contenuto dello stesso faccia riferimento a trattative per una definizione transattiva.

tiglio1971

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direi che il termine trattative qui è da intendersi in senso lato.
comunque io sto con l'Ordine di Brescia.

saltailmuro

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Tranchant.

(Avrò modo di vendicarmi  :D)

direi che il termine trattative qui è da intendersi in senso lato.
comunque io sto con l'Ordine di Brescia.

saltailmuro

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Metti quello dopo la cura.... questo è inquietante!!!!!  :toothy12:

è in cura col cortisone ...  :icon_arrow:

nigripennis

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    se fossi un cioccolatino, sarei un boero
questo era il cavallo di battaglia del buon salamut...
Tranchant.

tiglio1971

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per un pacato confronto tra colleghi??? ;)

Tranchant.

(Avrò modo di vendicarmi  :D)

direi che il termine trattative qui è da intendersi in senso lato.
comunque io sto con l'Ordine di Brescia.


tiglio1971

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è attualmente in cura. aspettiamo che si sgonfi ....  :icon_arrow:

Metti quello dopo la cura.... questo è inquietante!!!!!  :toothy12:

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an

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ha ragione nigri, il parere del CDO di Brescia va inteso in altro senso e fa riferimento al fax del difensore creditore( semplifichiamo) che scrive al collega di controparte ( difensore del debitore-semplifichiamo) una missiva non riservata nè personale del seguente tenore : " con riferimento  alla tua pregiata del 6.10.2016 ove veniva formulata, tuo tramite, una proposta transattiva che prevedeva bla bla bla , ti comunico bla bla bla"

E' chiaro che questo è un modo surrettizio per aggirare il divieto deontologico ( non processuale !!!!!) di produrre la corrispondenza altrui e come tale è illecito a sua volta.

 

saltailmuro

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La mia vendetta sarà tremenda. Preparati.  :D

per un pacato confronto tra colleghi??? ;)

nigripennis

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    se fossi un cioccolatino, sarei un boero
bhe, no.
riprodurre la proposta altrui nelle tue missive no.
 :D

Alf2010

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Mamma quante risposte  :)
Ad ogni modo, ho trovato un po' di dottrina in rete e le opinioni sono discordanti. Coloro che sostengono la producibilità però poi precisano che la proposta deve essere tale da non fare riferimento a scritti pregressi riservati. Qualcosa di isolato concettualmente...
Sul sito dell'Ordine di Udine ho trovato un interessante articolo-parere, il cui punto cruciale precisa:


Se la corrispondenza tra Avvocati che abbia le caratteristiche summenzionate deve rimanere riservata, può accadere tuttavia che l’Avvocato abbia interesse, per la migliore difesa del proprio assistito, a che un proprio scritto, recante proposta transattiva, possa eventualmente venire prodotto in giudizio, a esempio al fine di dare dimostrazione della disponibilità al componimento della lite.
Ciò è sicuramente lecito e, in tal caso, l’Avvocato dovrà espressamente indicare al Collega destinatario della missiva che il mittente ritiene la stessa “non riservata”, oppure esprimere comunque chiaramente il proprio intento (“…precisandoLe che ritengo “non riservata” la presente lettera, stante il possibile interesse della mia Cliente a poter documentare anche in eventuale giudizio, con la copia della presente, le sue contestazioni e, nel contempo, la sua disponibilità a comporre la lite”.).
In tal caso, per altro, sarà necessario che il mittente, il quale intenda, come detto, rendere la propria scrittura “non riservata” e quindi utilizzabile, producibile anche in giudizio, ponga la massima attenzione nel modulare il contenuto del proprio scritto sì da garantire che dal tenore dello stesso non possa in alcun modo cogliersi la posizione, che debba rimanere “riservata”, della parte avversa al proprio assistito.



Ragazzi nel mio caso però il fine è anche quello di far inciampare controparte nel 91 co.1 cpc. oltre che nel 96 cpc dal momento che quest'ultima già in partenza non ha contestato nel merito un fico secco di quanto da me allegato e provato. Stiamo parlando di quelle costituzioni a rompere il c... della serie mi costituisco giusto per romperti e pure perché sennò pare brutto verso il mio cliente se non lo faccio... e pare brutto pure che non ci lucro anche se è persa in partenza...

Comunque visto anche se siamo prossimi ormai a p.c. non invierò niente. A chiusura del mio dubbio ho trovato un altro parere estratto da un corso di deontologia dell'Ordine degli Avvocati di Piacenza che si pone proprio il mio interrogativo:

Ci si chiede, di conseguenza, se le proposte transattive contenute nella corrispondenza scambiata con i colleghi, che l’art.48 del vigente codice deontologico forense vieta di produrre o, comunque, riferirne il contenuto in giudizio possano essere prodotte o riferite quali valide ipotesi della eventuale proposta conciliativa indicata dal detto art.91, 1° comma.

e Risponde:

La risposta deve essere sicuramente negativa, per evitare di mettere nel nulla il divieto di cui all’art.48 del codice deontologico, obliterando tutte le valide motivazioni poste dalla dottrina e dalla giurisprudenza a fondamento del divieto.
Il divieto di cui all’art.48 del Codice deontologico non è operante, però, per le proposte transattive effettuate dalle parti, in via ufficiale e non riservata, nei loro atti difensivi, nei verbali di causa e nella sede del tentativo di conciliazione, eseguito dal G.I. o dal C.T.U.. In tal modo rendendo lecita la eventuale attività dei difensori volta alla prova della proposizione di una proposta conciliativa poi rifiutata da controparte senza giustificato motivo, al fine di richiedere al Giudice il riparto dell’onere delle spese di causa nella misura prevista dal citato e novellato 1° comma dell’art.91 c.p.c..


Se convenite possiamo chiudere la questione  ;)
Grazie a tutti per i commenti.

 

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