Autore Topic: Durante la pratica.......  (Letto 11822 volte)

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Antonello74

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Teoria o pratica?
« Risposta #25 il: 10 Giu 2004, 10:45 »
Il tuo contributo, Preziosa, è molto interessante, però evoca forti dubbi circa l'effettiva utilità ed importanza della pratica forense concretamente svolta presso uno studio legale. In sostanza, dalla tua esperienza, parrebbe che ai fini della riuscita dell'esame di abilitazione per avvocatura la preparazione richieta può essere anche prevalentemente teorica così come quella per magistratura, il che getta qualche ombra sul metodo di accesso alla professione forense  a tutt'oggi da noi utilizzato. Cosa ne dici..?Ti saluto e complimenti.
Anto.

Preziosa

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Durante la pratica.......
« Risposta #26 il: 10 Giu 2004, 11:10 »
Caro Anto,
ti ringrazio dei complimenti, ma purtroppo la mia esperienza personale in effetti sembra proprio la dimostrazione che forse il modo in cui è strutturato l'esame oggi agevola di più chi ha una approfondita preparazione teorica e non chi per almeno due anni sbatte tra un'aula e una cancelleria di tribunale... Ti dico ad esempio che per l'orale di avvocato io ho studiato meno di 20 gg e questo non perchè sia un genio ma perchè civile, penale ed amministrativo li conoscevo già bene e soprattutto perchè quando si è abituati a studiare (e anzi non si è mai smesso dalla laurea) è più facile fare una full immersion sui libri. Un bacio

Anonymous

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Durante la pratica.......
« Risposta #27 il: 14 Giu 2004, 18:55 »
Ash(reparto-ferramenta) ha scritto:

per chi si prepara ai concorsi di cui sopra è innegabile che l'esame di avv. rappresenti poco + che una formalità anche se ci sono sempre le solite eccezioni, tipo un ragazzo che conosco che è magistrato ma è stato segato da avv., ma sono cmqe, ripeto, eccezioni

che a me pareva, anche rileggendolo ora, del tutto inequivocabile, ma che, in tutta evidenza, tale non era........


non so a quali ordini appartenete voi ma io dovrò sostenere l'esame a Genova ed è tutto meno che una passeggiata di salute.

Anonymous

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Durante la pratica.......
« Risposta #28 il: 15 Giu 2004, 16:21 »
Nemmeno nella mia CdA è stata una passeggiata di salute, te lo assicuro....

Ash(reparto-ferramenta)

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Durante la pratica.......
« Risposta #29 il: 15 Giu 2004, 16:31 »
Cari Visitatori, chi di voi ha passato gli ultimi due/tre anni chiuso in una stanza senza fare assolutamente nessuna altra cosa se non studiare ininterrottamente per nove/dieci ore al giorno, week-end ed estate compresi? (che è quanto fanno coloro che si preparano per davvero ai concorsi di cui ho detto sopra)........uhhhhmmmm, no, non mi sembra il caso di aggiungere altro.........

Preziosa

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Durante la pratica.......
« Risposta #30 il: 15 Giu 2004, 16:37 »
IO, l'ho fatto dal '96 al 2000.
Non mi sembra il caso di aggiungere altro.

Ash(reparto-ferramenta)

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Durante la pratica.......
« Risposta #31 il: 15 Giu 2004, 16:45 »
Prez, non so se fosse questo il senso che volevi attribuire al tuo ultimo post, ma è una conferma di quanto sto dicendo dall'inizio.........

Preziosa

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Durante la pratica.......
« Risposta #32 il: 15 Giu 2004, 16:50 »
Ash,
infatti il mio ultimo post voleva proprio rafforzare il concetto espresso da te......

francescachicca

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Durante la pratica.......
« Risposta #33 il: 15 Giu 2004, 19:47 »
...quasi quasi la cosa mi consola, personalmente un sacrificio così grande non l'ho mai fatto...
Non riuscirei MAI a chiudermi in cassa buttando la chiave e a studiare solamente... Ne morirei dopo due giorni. Al max potrei studiare 3 ore al dì un giorno sì e due no, ma proprio al massimo dei miei sforzi.
Non credo, tuttavia, che dipenda da questo la mia "non ammissione"..., anche perchè diversamente non saprei come recuperare il tempo perduto... :roll:

Anonymous

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« Risposta #34 il: 15 Giu 2004, 21:05 »
Non credo che sia possibile vincere il concorso notarile (e neppure pensare di passare la preselezione per accedere agli scritti) studiando 3 ore un giorno sì e due no ... a meno di avere anni alle spalle di solida preparazione, forgiata con ore e ore di studio quotidiano con moltissime rinunzie ... o di essere dei supergeni.

Preziosa

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« Risposta #35 il: 16 Giu 2004, 08:31 »
Purtroppo devo ammettere di essere d'accordo con il visitatore di cui sopra...
Francesca, permettimi in assoluta cordialità, di darti un consiglio. Per il prossimo anno forse dovresti frequentare un pò meno lo studio dove lavori e stare di più sui libri (magari 3 ore al giorno, TUTTI i giorni). Questo te lo consiglio a partire dal mese di settembre.
Buon lavoro e un in bocca al lupo!!

Anonymous

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« Risposta #36 il: 16 Giu 2004, 09:37 »
Ciao. La peggiore cosa che uno può fare è incentrare il tutto sull’esame di avv. stando alla corte di un avvocato due anni senza crearsi una clientela. Se fai l’avv. il tuo pane non sono gli atticini del menga che ti dà il tuo avvocato, ma i clienti anche più poveri che puoi trovare. Punto e basta. Per il resto comunque sia la peggiore cosa che puoi farte è infilarti nella professione forense senza prima aver stuidiato 1- 1, 5 anni per qualnche concorso( mag. – p.a. – not) perché, anche se non li passi e vai a fare l’avv., poi hai un valore aggiunto sugli altri. Per tutta la vita non tirerai caz… negli atti (vere caz…. Come tutti gli avv. che non sanno fare altro che copiare la giurisprudenzihna del menga: ma che siamo?? Scriba??). Certo che dopo quel periodiuccio (non breve, certo) di studio dovrai stare alla corte di un avv. ma STAI sicuro che almeno questo avvocato ti pagherà (altrimenti cambi) perché ne saprai più di lui (e non menatemi della tecnica dlel’avvocato perché se devo stare appresso a un avv lui mi dà da fare solo atti). Poi, col tempo (lo stesso che avrestio impeigato sin dall’inzio, ti fai un po’ di clienti e nel frattempo provi ancora quesi concorso studiando un po’ (non tanto perché evidentemente forse non sei super bravo). Ecco la tua vita: Io non ho fatto così ma ho fatto solo avv. passando l’esame sì, ma ora so che penerò tutta la vita attacccato alla sottana dei clienti. Porca l’oca.Ma ormai ho 28 anni (29 a settembre), sono cinque anni (esatti)che lavoro. Soldi accantonati?? Mah! Giro con una smart. Vesto normale. Indole da tirchio. Vacanze più che normal. Prospettive future: mah!!Cozzi e solo cozzi. Dimenticavo i due anni persi dietro un avvocato che era bravo e faceva anche cose particoloari, ma chi sene frega. E provato a fare altri concorsi nenche minimamenmte ipotizzato. Che vita di m….. ma finchyè c'è la salute tutto va bene (senza scherzi). Ciao.

BruceLee

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Durante la pratica.......
« Risposta #37 il: 16 Giu 2004, 09:53 »
Loggarsi!  :protest:

Preziosa

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« Risposta #38 il: 16 Giu 2004, 10:15 »
Visitatore ha ragione. Io infatti ho iniziato a lavorare in uno studio legale solo DOPO l'abilitazione e questo mi ha consentito di essere pagata dall'avv. con il quale collaboravo (e non per il quale lavoravo!!!). Non so se ne sapevo più di lui ma tutt'ora, che me ne sono andata da quasi 3 anni per lavorare nella p.a., ancora mi rimpiange e mi chiede se sono disposta a mettermi a part time e lavorare con lui!!!!
Baci

anbo

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« Risposta #39 il: 16 Giu 2004, 10:30 »
io sono molto d'accordo con quanto ha detto Preziosa.. lo studio, se non è tutto, è comunque moltissimo, anche nella professione di avvocato... soprattutto perchè, e mi dispiace dirlo appartenendo almeno per ora alla categoria, tra i praticanti e gli avvocati dilaga un'ignoranza davvero paurosa.. come dire.. preferiscono evidentemente fare i p.r. piuttosto che sbattere la testa sui libri e guadagnarsi una professionalità ed una professione che non sia solo quella di procacciatore di affari!! questo è quello che vedo.. io nell'ultimo anno ad esempio ho fatto un master universitario al solo scopo di continuare a studiare e ad approfondire argomenti che mi interessano, anche perchè nella professione di avvocato il suddetto titolo non mi serve e non mi servirà assolutamente a nulla!
quindi ben vengano i consigli di preziosa e di quanti la pensano come lei!

afgibi

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Durante la pratica.......
« Risposta #40 il: 16 Giu 2004, 10:35 »
Anbina, mi spiace non essere d'accordo con te, ma la tua posizione (nobilissima) no è più sostenibile.
Oggi le vituperate PR contano molto più dello snocciolare leggi e sentenze. perchè mentre i codici li puoi sempre studiare ( o puoi trovare una "anbina" che ci si spacca la testa sopra"), le PR te le devi fare sa solo... la funzione acquisitiva oramai è diventata preponderante. Suona brutto ma è così.
Mi spiace per voi. Sinceramente.

bah

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« Risposta #41 il: 16 Giu 2004, 11:14 »
concordo in pieno con gibi.

Ash(reparto-ferramenta)

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Durante la pratica.......
« Risposta #42 il: 16 Giu 2004, 11:43 »
mah, vedi gibi, tu hai sicuramente ragione però secondo me il problema così è male impostato.
sembrerebbe infatti, che si ponga un aut aut tra formazione di cultura giuridica tramite lo studio e pubbliche relazione che procacciano clientela.
questo non è, a mio avviso, assolutamente vero, essendo + che possibile fare entrambe le cose senza nessuna difficoltà.
in particolare la strada migliore mi pare, come ho già più volte detto anche in altri topic, passare i due anni di pratica sui libri preparandosi ai concorsi ricordati.
questo porterà a quanto si è già più volte detto, ossia o alla vittoria del concorso (e allora champagne!) o, in subordine, a sicure facilitazioni nel superamento dell'esame di avv. e alla formazione di un bagaglio culturale assolutamente non comune ai colleghi avv. di cui si godranno i frutti per tutta la vità.
al termine di questo percorso, 2 o tre anni dopo la laurea si è detto (e non mi venite a dire che stare il suddetto periodo a studiare senza guadagnare 1€ è troppo oneroso perchè non mi risulta che mediamente facendo i fattorini per uno studio legale si diventi milionari), e quindi ancora in età + che giovane, una volta deciso di intraprendere la professione di avv.......... allora giù P.R. come se piovesse con il vantaggio, però, di poter offrire ai futuri clienti prestazioni di qualità senza dubbio superiore.
in conclusione, tirando le fila del discorso, il succo di tutto sta nel come spendere gli anni di pratica e, anche basandomi sulle esperienze di molti e cari amici avv., ribadisco (per l'ultima volta promesso perchè ho sparso topic simili per tutto il forum) viva lo studio (corso di magistratura, notarile i migliori) abbasso la pratica.
poi lo so, i praticanti fittizi non sono simpatici, ma, ragazzi, parliamoci chiaro, la vita è 1 (lo confermano anche recenti studi americani) e bisogna cercare di fare quello che porta più frutti.

Preziosa

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« Risposta #43 il: 16 Giu 2004, 11:47 »
Gibino
Citazione da: "afgibi"
Mi spiace per voi.

Per voi? Io faccio l'avv. in una p.a. quindi non devo fare nessuna p.r. e posso concentrarmi sulla mia preparazione!!!!!!! Sinceramente....prrrrrrrrrrrrrrr :tongue:

dottorino

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« Risposta #44 il: 16 Giu 2004, 11:54 »
una cosa non mi convince nelle posizioni di visitatore, ash, anbo, preziosa: il presupposto sembra sia che uno, uscito dall'università, non sappia un'emerita mazza.
io trovo invece - e lo dice uno che è molto più portato per la riflessione astratta che per la pratica del diritto - che la pratica abbia un'importanza fondamentale, se fatta bene, e se segue a buoni studi universitari. Certo il top sarebbe poter approfondire con corsi, master eccetera - ma addirittura passare altri due anni interamente a studiare .... si corre il rischio di sapere tutto e non sapere far niente ... l'ultimo dei parafangari ti frega in tribunale perchè sbagli le notifiche ... l'avvocato è un mestiere con un rilevantissimo aspetto pratico, non bisogna dimenticarlo. attendere altri due anni prima di scendere nella mischia può essere un boomerang.

gameover

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« Risposta #45 il: 16 Giu 2004, 11:56 »
mah .. su questo non sono d'accordo ...

Citazione da: "Ash(reparto-ferramenta)"
in conclusione, tirando le fila del discorso, il succo di tutto sta nel come spendere gli anni di pratica e, anche basandomi sulle esperienze di molti e cari amici avv., ribadisco (per l'ultima volta promesso perchè ho sparso topic simili per tutto il forum) viva lo studio (corso di magistratura, notarile i migliori) abbasso la pratica.


io ho fatto la pratica effettiva, approfondendo gli argomenti via via che li affrontavo ... e alla fine sono arrivato a riuscire a prepararmi adeguatamente per l'esame e ad iniziare immediatamente la professione (fatta anche di P.R.) ... ma per decollare ci vogliono circa 2 anni (e per guadagnare bene anche qualcosa in più ..) almeno per chi fa giudiziale e "monetizza" a fine causa ... solo studiando perdi circa 1 anno - 1 anno e mezzo ...

gameover

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« Risposta #46 il: 16 Giu 2004, 12:00 »
ultima precisazione: guardate che fare le cosiddette P.R. è molto divertente ... è questa una delle differenze positive del lavoro di avvocato rispetto alla P.A. ...

bah

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« Risposta #47 il: 16 Giu 2004, 12:08 »
già che ho un attimo giustifico la mia posizione. Innanzitutto chi esercita piu' o meno in proprio si accorge di come siano rare le cause (o le pratiche) in cui sia necessario sforggiare un gran tecnicismo giuridico. Anche negli atti, nelle udienze, è meglio essere concisi e ficcanti che fare sfoggio di dottrina e giurisprudenza non realmente ultra consolidati. Il motivo è piuttosto chiaro. Il sistema giustizia italiano è sovraccarico, per cui si cerca di definire come si può un enorme arretrato. I clienti grandi, poi, raramente li vedi all'inizio del cammino. Questo discorso, comunque, vale anche per la redazione di una lettera di diffida. Ho visto recapitare a qualche cliente pappardelle sbrodolate di 3 pagine con la spiegazione per filo e per segno in diritto riguardanti richieste risarcitorie. E'ovvio che la lettera ha come destinatario una persona comune e non un professore universitario: risulta piu' efficace una minaccia di far valere il proprio diritto espressa con un linguaggio comprensibile a chi la dovrà leggere.
Al di là di questo, una grande preparazione meramente nozionistica non assume comunque rilievo decisivo. Infatti è d'immediata percezione il fatto che, per valutare il tuo lavoro, una persona deve sapere che sei stato tu a farlo. Ciò presupporrebbe che i clienti siano informati dell'attività svolta dal collaboratore nello studio. Ma quando ciò avviene, al di là della favola di cappuccetto rosso? In nessuno studio, a quanto mi risulta. La concorrenza è così elevata, che si cerca di "nascondere" il cliente all'esecutore del lavoro. E allora come farai ad avere tuoi clienti? Semplice: per sinergie e conoscenze, la cd visibilità è la vera condicio sine qua non. La visibilità, però, non si ottiene andando a fare i professori di diritto in giro: molto spesso l'effetto è, anzi, che fai la figura del cretino. Poi, lo si sa, per molte pratiche affidarsi ad un luminare è perfettamente inutile. Prendete il settore infortunistica. Per un giovane è un buon trampolino di lancio, soprattutto perchè è un'occasione per farsi conoscere da un certo numero di persone fisiche. Ma pensate veramente che gli assicuratori cerchino dei fiduciari che hanno fatto la scuola di notariato? Ma dai....E quanti incarichi sono distribuiti per parentela o affinità politica, anche ad alti livelli? Insomma, prima il cliente bisogna trovarlo..poi ovviamente subentra il fatto di non perderlo. Ma per far ciò, il piu' delle volte basta avere buona volontà (la voglia di lavorare e un minimo di senso pratico ci vuole) e non fare cavolate enormi: tenete presente che sono rarissimi i clienti tecnicamente in grado di valutare il tuo operato. Certo, dopo, diciamo i primi 10 anni vissuti così puoi sperare anche nella divulgazione della fama che ti costruisci. Ovvio che se sei un idiota e non ottieni i risultati la gente scappa. Ma, ripeto, a questo fine è di gran lunga piu' importante l'ntelligenza che la preparazione teorica...ho visto avvocati portare avanti cause per anni senza aver contollato preventivamente la solvibilità del debitore...ecco, in quei casi giustamente il cliente s'incavola.  Poi, come dicevo, col tempo la tua fama sarà tale che potrai preoccuparti molto di piu' di svolgere il lavoro: tanto il telefono di tanto in tanto squillerà. Infine, ci sono situazioni particolari: ad esempio nei fallimenti sei a contatto col G.D. che si accorge della tua ignoranza. E, inoltre, ci sono i grandi studi: in questi casi devi "solo" preoccuparti di lavorare tantissimo e qui, probabilmente, si trova un ambiente che può valutare la tua professionalità. Comunque io conosco gente che non è nulla di speciale e lavora molto piu' di persone preparatissime in diritto.........Ciao a tutti!

Anonymous

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Durante la pratica.......
« Risposta #48 il: 16 Giu 2004, 12:25 »
io non so che razza di avvocati avete avuto come dominus o che razza di pratica avete fatto o state facendo ma siete veramente assurdi. Tanto per comiciare nessuno vi ha obbligato a scegliere questa professione quindi queste continue lamentele proprio non le capisco e non le tollero.Chi parla così bene della teoria significa che non ha fatto una buona pratica e soprattutto chi si loda si sbroda..a buon intenditor poche parole.
Sareste in grado, una volta laureati, di fare l'avv? certo che no..e sapete perchè? perchè le astuzie e le furbizie del mestiere non sono scritte su alcun testo, perchè nessuno all'Università vi insegna a redigere un atto, solo la pratica ve lo conferisce e ve lo dice una che è sempre stata sui libri ore, ore e ancora ore.
Non si può dire fare pratica o fare teoria..in media virtus vi dice nulla??? Io ho un dominus che non solo mi spiega con il codice aperto davanti, mi insegna i trucchetti e quant'altro potrà essermi utile e soprattutto mi ha creato un ambiente sereno in cui poter continuare a studiare, perchè fare pratica=studiare.
MEDITATE GENTE!!

anbo

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Durante la pratica.......
« Risposta #49 il: 16 Giu 2004, 12:58 »
per gibi: io non ho mai, e ripeto mai, detto che le 2 cose (studio e p.r.) siano inconciliabili.. per me le due cose si possono benissimo fare entrambe, senza contare che, in master, corsi o cose del genere, hai la possibilità di incontrare tantissima gente.. se io oggi faccio consulenza per un sindacato è solo grazie al master che ho fatto e alle persone che lì ho conosciuto!!!
quindi non mettetemi in bocca cose che non ho detto... io ho solo sottolineato l'importanza di studiare per evitare di far cazz.ate.

 

[Dubbi sulla pratica ...] ... ma siete sicuri ...

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