Autore Topic: la mediazione civile....e commerciale  (Letto 175628 volte)

tiglio1971

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la mediazione civile....e commerciale
« Risposta #100 il: 17 Mar 2010, 18:17 »
ripeto sempre lo stesso concetto: in uno stato di diritto il primato dovrebbe spettare alla legge.
Se poi uno vuole mediare, perché il mediatore è più simpatico dell'avvocato o è più di moda, lo faccia pure...
ma deve essere una possibilità non un obbligo (né si dovrebbe imporre agli avvocati di fare pubblicità ai mediatori, a pena di nullità del contratto di patrocinio!!!) :evil:

Tabata2007

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« Risposta #101 il: 17 Mar 2010, 19:34 »
Appunto, nigri...
Mettiamo il caso che mi si presenti il cliente Caio vittima di occupazione abusiva del proprio immobile da parte di Tizio.
Siamo in tema di diritti reali: sia che si agisca in rivendica o in possessoria (dopo i provvedimenti ex 703, 3° si applica la mediazione)? Allora mediazione obbligatoria.
Che razza di accordo/conciliazione potrebbe accettare il mio cliente? Forse che Tizio continui ad occupare abusivamente una porzione del suo immobile e non l'intero?
Si sa, infatti che gli accordi conciliativi o transazioni che dir si voglia comportano un sacrificio da entrambe le parti.
Ma a voi parrebbe giusto che Caio sopporti un sacrificio?
Se fossi Caio, non solo vorrei che Tizio se ne andasse, ma che mi rifondesse le spese legali (o quelle del mediatore) e mi risarcisse dei danni subiti.
State pur certi che io, avvocato di Caio andrei in giudizio: voglio vedere se il giudice si appiattisce sulla conciliazione...Se lo fa solleverei una bella eccezione di costituzionalità della norma sulla mediazione per contrarietà all'art. 24 costituzione.
Ci sono situazioni dove la ragione sta solo da una parte: perchè conciliare a tutti i costi, in quei casi?
Prevedo che i tribunali saranno investititi, nei prossimi anni da numerose eccezioni di costituzionalità nei riguardi, soprattutto, della mediazione obbligatoria.
Per quanto riguarda quella facoltativa, malgrado la "dotta" informativa cui saremo obbligati, io non consiglierò mai al mio cliente di infilarvici: gli farò ben presente tutte le conseguenze negative sulle sue ragioni della proposta del mediatore: notate bene che le conseguenze ex art. 13 (spese processuali) e 8, co. 5 (argomenti di prova ex art. 116 cpc, in caso di mancata presentazione alla mediazione) si applicheranno anche alla mediazione facoltativa!

...Però...invece no: forse dovrei consigliare al cliente di affrettarsi a proporre la domanda all'organismo a lui più congeniale, visto che l'art. 4, co. 1 recita:
" 1. La domanda di mediazione relativa alle controversie di cui all'articolo 2 e' presentata mediante deposito di un'istanza presso un organismo. In caso di piu' domande relative alla stessa controversia, la mediazione si svolge davanti all'organismo presso il quale e' stata presentata la prima domanda. Per determinare il tempo della domanda si ha riguardo alla data della ricezione della comunicazione."

Citazione da: "nigripennis"
Il sol fatto che ti regalino questo credito d'imposta significa che l'unico scopo è evitare che si arrivi al processo. Perchè tanto lo stato non riesce a gestirlo.
Se poi ci si aggiunge che se rifiuti una transazione (perchè hai il diritto di prendere 100, e non 50) paghi le spese legali anche se sei vincitore, bhe... direi che la Repubblica delle Banane sta dando proprio il meglio si sè...


Concordo, tiglio1971: come ho detto, prevedo una marea di eccezioni di costituzionalità (in primo grado e in appello...).
Citazione da: "tiglio1971"
ripeto sempre lo stesso concetto: in uno stato di diritto il primato dovrebbe spettare alla legge.
Se poi uno vuole mediare, perché il mediatore è più simpatico dell'avvocato o è più di moda, lo faccia pure...
ma deve essere una possibilità non un obbligo (né si dovrebbe imporre agli avvocati di fare pubblicità ai mediatori, a pena di nullità del contratto di patrocinio!!!) :evil:

Pratilex

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« Risposta #102 il: 17 Mar 2010, 19:40 »
Qui si naviga a vista
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1) Nella circolare del CNF leggo: "Si precisa che l'informazione dovrà essere fornita tanto alla parte attrice che a quella convenuta."
Posto che l'informativa scritta (di cui al modello, sempre del CNF) va ALLEGATA all'atto di citazione (o al ricorso), dovremmo, per caso, avvertire anche la parte convenuta/resistente (magari nell'avvertimento ex art. 163, n. 7?).
Oppure sarà il collega di controparte ad avvertire il suo cliente?

l'obbligo riguarda la parte assistita. Secondo me quindi solo se avvii una transazione metti per iscritto anche la possibilità indicando nella missiva per il convenuto le stesse informazioni che dai al cliente per iscritto.
Non va sicuramente nell'avvertimento del 163 n 7, non è previsto.

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2) Posto che la mediazione e l'informativa riguardano solo le controversie aventi ad oggetto diritti disponibili, questi ultimi quali sarebbero? Dobbiamo rifarci alle rassegne di dottrina e giurisprudenza (che notoriamente sono in costante evoluzione e potrebbero cambiare dalla sera alla mattina) riguardanti la nozione di "diritto disponibile/indisponibile"?
Oppure, inseriremo la suddetta informativa in tutti gli atti introduttivi (non importa se riguardanti diritti indisponibili), onde evitare le forche caudine dell'annullabilità del mandato? In questo secondo caso, non faremo la figura di cioccolatai verso i clienti, nel momento in cui il giudice, fresco fresco, se ne uscirà con un bel "ma la causa non riguarda diritti disponibili..."?

a mio avviso meglio mettere de plano la dichiarazione nella procura e fare firmare comunque insieme al foglio sulla privacy anche quello relativo alla possibilità di mediaizone in funzione di conciliazione; questo non tanto per toglierti ogni dubbio quanto piuttosto per la ragione che se procedi alla trattazione giudiziale di diritti indisponibili del cliente non è detto che non vengano coinvolti diritti disponibili nella medesima vicenda, e mancando a quel punto l'informativa obbligatoria rischi di vederti riconoscere il mandato come nullo, e da lì un bel macello!...
Al giudice poi, a mio avviso, importa poco. Anzi oggi nulla! dall'anno prossimo avrà solo l'obbligo (peraltro non sanzionato) di verificare l'espletamento della mediaizone nelle materie per le quali ricorre l'obbligo di preventivo esperimento di conciliazione. Se le parti non hanno provveduto, fisserà un termine per provvedere, ma se queste non vi provvedono comunque procede alla trattazione della causa, come nelle cause di lavoro, dove l'incardinamento del processo non ha precluso l'esame del ricorso in assenza della condizione di procedibilità, qualora le parti non abbiano provveduto e la controparte interessata non abbia fatto valere l'improcedibilità.
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3) Posto il credito d'imposta di 500 euro (ma solo se la conciliazione riesce, altrimenti credito dimezzato), qualcuno ha idea (visto che il cliente ce lo chiederà per poter decidere, almeno per le materie facoltative) di quanto sia l'indennità del mediatore?

qui ci vorrebbe proprio la sfera di cristallo. Non c'è un tariffario e questo va fatto presente al cliente insieme alla presumibile relazione tra valore della causa e costi di procedura in via analogica con la successiva fase giudiziale e spese di assistenza legale.

Pratilex

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« Risposta #103 il: 17 Mar 2010, 19:48 »
...
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Che razza di accordo/conciliazione potrebbe accettare il mio cliente? Forse che Tizio continui ad occupare abusivamente una porzione del suo immobile e non l'intero?
Si sa, infatti che gli accordi conciliativi o transazioni che dir si voglia comportano un sacrificio da entrambe le parti.
Ma a voi parrebbe giusto che Caio sopporti un sacrificio?

secondo me in condizioni come queste il mediatore suggerisce al tuo cliente di concedere in locazione l'immobile, così da recuperare un canone e consentire all'altra parte di eprmanere nell'immobile già da tempo occupato, onde evitare al tuo cliente di imbarcarsi in una causa di rivendica a cui opotrebbe opporsi l'usucapione di controparte... o qualcosa del genere, che ne so....

Tabata2007

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« Risposta #104 il: 17 Mar 2010, 19:57 »
Scusandomi per gli strafalcioni grammaticali che costellano il mio precedente post (purtroppo non si può modificare), mi sorge un'altra domanda.
Posto che se la mia controparte propone la domanda di mediazione e me lo comunica, io non posso far altro che presentarmi (pena l'applicazione dell'art. 116, 2° co. cpc, da parte del giudice: cfr. art 8, co. 5°), eccovi il fantastico art. 5, 6° co:
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6. Dal momento della comunicazione alle altre parti, la domanda di mediazione produce sulla prescrizione gli effetti della domanda giudiziale. Dalla stessa data, la domanda di mediazione impedisce altresi' la decadenza per una sola volta, ma se il tentativo fallisce la domanda giudiziale deve essere proposta entro il medesimo termine di decadenza, decorrente dal deposito del verbale di cui all'articolo 11 presso la segreteria dell'organismo.

Cioè? :roll:

Tabata2007

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« Risposta #105 il: 17 Mar 2010, 20:08 »
Scusa, ma se il mio cliente avesse intenzione di farci abitare un figlio o un parente (se trattasi di appartamento o edificio) o avesse intenzione di insediarci una propria azienda agricola o costruirci un immobile (se si tratta di fondo agricolo o urbano)?
Dovrebbe forse continuare ad ospitare l'inviso occupante abusivo, perchè gliel'ha ordinato il mediatore? :shock:
Non ti pare che in tal modo si vedrebbe compresso illegittimamente il diritto di proprietà di Caio, che è libero di fare ciò che caspita più gli aggrada del proprio bene (salvi gli atti di emulazione)? Forse che tutti i proprietari di immobili vuoti dovranno in futuro dotare gli stessi di guardie private onde evitare che qualche banda di rom o mafiosi li occupi abusivamente per anni e poi si arroghi il "diritto" di divenire locataria a seguito della "mediazione"?
Citazione da: "Pratilex"
...
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Che razza di accordo/conciliazione potrebbe accettare il mio cliente? Forse che Tizio continui ad occupare abusivamente una porzione del suo immobile e non l'intero?
Si sa, infatti che gli accordi conciliativi o transazioni che dir si voglia comportano un sacrificio da entrambe le parti.
Ma a voi parrebbe giusto che Caio sopporti un sacrificio?

secondo me in condizioni come queste il mediatore suggerisce al tuo cliente di concedere in locazione l'immobile, così da recuperare un canone e consentire all'altra parte di eprmanere nell'immobile già da tempo occupato, onde evitare al tuo cliente di imbarcarsi in una causa di rivendica a cui opotrebbe opporsi l'usucapione di controparte... o qualcosa del genere, che ne so....

Pratilex

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« Risposta #106 il: 17 Mar 2010, 20:08 »
Dice che la proposizione della domanda di mediaizone all'ente di mediazione produce l'effetto interruttivo sia della prescrizione che della decadenza della domanda giudiziale. Pertanto la prescrizione ricomincia dal momento della proposizione della domanda che ne ha interrotto il decorso ma rimane sospesa per tutto il corso della procedura (come la domanda giudiziale); il termine di decadenza invece inizia a decorrere da capo solo dalla data del deposito del verbale negativo di conciliazione.
Come dire conclusivamente che sia prescrizione che decadenza ricominciano da capo dal giorno del deposito del verbale negativo, in parole povere...

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Scusandomi per gli strafalcioni grammaticali che costellano il mio precedente post

se guardi i miei messaggi, invece di scusarti vorrai gli applausi per come digiti rispetto a me  :D

Pratilex

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« Risposta #107 il: 17 Mar 2010, 20:16 »
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Dovrebbe forse continuare ad ospitare l'inviso occupante abusivo, perchè gliel'ha ordinato il mediatore?

se accetta la proposta del mediatore, che tale è, e non un giudizio, sì, se non accetta, si stende verbale negativo e si va in giudizio comunque anche nelle materie in cui c'è l'obbligo di preventivo ricorso alla mediazione istituzionalizzata in funzione di conciliazione.
Esattamente come nelle cause di lavoro. Basta fare riferimento a quella disciplina per avere pieno conto di come si procede, oltre che dell'inutilità della stessa procedura che invece di deflazionare aumenterà di altri 4 mesi il procedimento

Tabata2007

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« Risposta #108 il: 17 Mar 2010, 20:19 »
Grazie Pratilex!
La prescrizione mi era chiara...era la decadenza e la decorrenza della stessa a causarmi conflitti cerebrali (molto poco mediabili/conciliabili) :)  :lol:
Citazione da: "Pratilex"
Dice che la proposizione della domanda di mediaizone all'ente di mediazione produce l'effetto interruttivo sia della prescrizione che della decadenza della domanda giudiziale. Pertanto la prescrizione ricomincia dal momento della proposizione della domanda che ne ha interrotto il decorso ma rimane sospesa per tutto il corso della procedura (come la domanda giudiziale); il termine di decadenza invece inizia a decorrere da capo solo dalla data del deposito del verbale negativo di conciliazione.
Come dire conclusivamente che sia prescrizione che decadenza ricominciano da capo dal giorno del deposito del verbale negativo, in parole povere...



Ma va' là...sei troppo buono... :oops:
Il fatto è che 'sta riforma mi fa straparlare e malragionare...
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Scusandomi per gli strafalcioni grammaticali che costellano il mio precedente post

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« Risposta #109 il: 17 Mar 2010, 20:24 »
Esatto... :wink:
Citazione da: "Pratilex"
...
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Dovrebbe forse continuare ad ospitare l'inviso occupante abusivo, perchè gliel'ha ordinato il mediatore?

se accetta la proposta del mediatore, che tale è, e non un giudizio, sì, se non accetta, si stende verbale negativo e si va in giudizio comunque anche nelle materie in cui c'è l'obbligo di preventivo ricorso alla mediazione istituzionalizzata in funzione di conciliazione.
Esattamente come nelle cause di lavoro. Basta fare riferimento a quella disciplina per avere pieno conto di come si procede, oltre che dell'inutilità della stessa procedura che invece di deflazionare aumenterà di altri 4 mesi il procedimento

Tabata2007

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« Risposta #110 il: 17 Mar 2010, 20:43 »
Il problema (tra i tanti) resta enorme nei casi di mediazione facoltativa, in cui anche se tu non vuoi la mediazione, ti vedi appioppato l'organismo gradito a controparte (che per primo ha scelto di depositare domanda di mediazione) e se non ti presenti, rischi il 116 c.p.c...(come, del resto, può succedere nella mediazione obbligatoria: secondo voi, banche, assicurazioni e finanziarie varie non si precipiteranno a trovare gli organismi "imparziali" a loro favorevoli, a discapito di quei microbi senza potere delle loro controparti?).

E se poi, ti convinci a mediare (dopo l'"informativa" dell'avvocato), ti ritrovi intrappolato (in caso di proposta non accettata) nel procedimento di mediazione, con le conseguenze in termini di spese processuali ex art. 13... :pale:

E non ve le immaginate già le bustarelle al mediatore e i loschi traffici intorno agli organismi? :evil:
Chi valuterà l'imparzialità, i conflitti d'interesse ecc..; soprattutto, sarà possibile ricusare il mediatore?
Se leggete l'art. 14, in materia di "obblighi del mediatore", vi renderete conto di quanto sia ridicola la norma sul punto...suvvia, siamo in Italia!

attola

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« Risposta #111 il: 18 Mar 2010, 10:28 »
CONCILIAZIONE: Per l'Oua incostituzionali obbligatorietà ed esclusione del difensore
 
Attraverso le parole del presidente de Tilla l'Oua precisa i propri rilievi contro quegli aspetti delle procedure di conciliazione-mediazione che ritiene siano viziati da illegittimità costituzionale: l'obbligatorietà della fase conciliativa e la mancata previsione dell'assistenza di un legale in tale fase. L'Organismo ritiene che il tentativo obbligatorio di conciliazione introdurrà nei fatti un quarto grado di giudizio ottenendo l'effetto contrario all'obiettivo di una deflazione dei processi. Inoltre, non aver previsto la necessaria assistenza tecnica dell'avvocato è stato definito come un aspetto incostituzionale e quindi «gravissimo».

iSiX

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« Risposta #112 il: 18 Mar 2010, 13:12 »
Citazione da: "Tabata2007"
Il problema (tra i tanti) resta enorme nei casi di mediazione facoltativa, in cui anche se tu non vuoi la mediazione, ti vedi appioppato l'organismo gradito a controparte (che per primo ha scelto di depositare domanda di mediazione) e se non ti presenti, rischi il 116 c.p.c...(come, del resto, può succedere nella mediazione obbligatoria: secondo voi, banche, assicurazioni e finanziarie varie non si precipiteranno a trovare gli organismi "imparziali" a loro favorevoli, a discapito di quei microbi senza potere delle loro controparti?).

E se poi, ti convinci a mediare (dopo l'"informativa" dell'avvocato), ti ritrovi intrappolato (in caso di proposta non accettata) nel procedimento di mediazione, con le conseguenze in termini di spese processuali ex art. 13... :pale:

E non ve le immaginate già le bustarelle al mediatore e i loschi traffici intorno agli organismi? :evil:
Chi valuterà l'imparzialità, i conflitti d'interesse ecc..; soprattutto, sarà possibile ricusare il mediatore?
Se leggete l'art. 14, in materia di "obblighi del mediatore", vi renderete conto di quanto sia ridicola la norma sul punto...suvvia, siamo in Italia!


Quelli sopra esposti sono i miei medesimi dubbi, specie per quanto riguarda il periodo pre 20.03.2011.

Poniamo il caso che io debba richiedere la restituzione ad un debitore di una somma prestata (causa cristallina: promessa di debito, etc).

Dopo gli adempimenti al mio Assistito (informativa, etc), dovrei come primo atto inviare una lettera di invito ad adempiere al debitore, magari indicando pure a lui la possibilità di mediazione (!!!).

In assenza di risposta, nel frattempo in cui io redigo il mio atto di citazione, il debitore mi comunica di aver richiesto davanti ad un soggetto idoneo a mediare la conciliazione (magari un terzo non di mia grande fiducia...).

Nel caso in cui riesca a farmi firmare una procura apposita per la rappresentanza in conciliazione dal mio Assistito e stante la non affidabilità del soggetto adito dal debitore, se contesto il conciliatore e/o non mi presento come parte, di certo questo porrà dei rischi in sede giudiziale, almeno agli occhi del futuro giudice.
Se mi presento, rischio di essere intrappolato per 4 mesi a chiacchierare sul nulla (o paga oppure non paga) o, peggio, a vedermi irriso da qualcuno che non decide secondo diritto e magari di fare la figura dell'incompetente dal Cliente.

E' forse Giustizia questa? :(

Inoltre domando un parere su cosa accade alle spese e competenze per la conciliazione, ovvero a chi vengono addebitate in caso di verbale negativo? E se il debitore scompare, resta la solidarietà come per gli arbitrati?

Grazie per l'attenzione.

Tabata2007

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« Risposta #113 il: 18 Mar 2010, 13:42 »
Bravo De Tilla...peccato, però, non svegliarsi un po' prima, per evitare che il d.lgs fosse definitivamente varato nei termini che conosciamo... :(
Citazione da: "attola"
CONCILIAZIONE: Per l'Oua incostituzionali obbligatorietà ed esclusione del difensore
 
Attraverso le parole del presidente de Tilla l'Oua precisa i propri rilievi contro quegli aspetti delle procedure di conciliazione-mediazione che ritiene siano viziati da illegittimità costituzionale: l'obbligatorietà della fase conciliativa e la mancata previsione dell'assistenza di un legale in tale fase. L'Organismo ritiene che il tentativo obbligatorio di conciliazione introdurrà nei fatti un quarto grado di giudizio ottenendo l'effetto contrario all'obiettivo di una deflazione dei processi. Inoltre, non aver previsto la necessaria assistenza tecnica dell'avvocato è stato definito come un aspetto incostituzionale e quindi «gravissimo».

Tabata2007

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« Risposta #114 il: 18 Mar 2010, 14:19 »
Purtroppo i medesimi dubbi (se prima non facciamo intervenire la Corte Costituzionale) rimarranno anche dopo il marzo 2003, anzi, s'ingigantiranno, soprattutto nell'ambito della mediazione facoltativa...
Citazione da: "iSiX"

Quelli sopra esposti sono i miei medesimi dubbi, specie per quanto riguarda il periodo pre 20.03.2011.

Poniamo il caso che io debba richiedere la restituzione ad un debitore di una somma prestata (causa cristallina: promessa di debito, etc).

Dopo gli adempimenti al mio Assistito (informativa, etc), dovrei come primo atto inviare una lettera di invito ad adempiere al debitore, magari indicando pure a lui la possibilità di mediazione (!!!).

In assenza di risposta, nel frattempo in cui io redigo il mio atto di citazione, il debitore mi comunica di aver richiesto davanti ad un soggetto idoneo a mediare la conciliazione (magari un terzo non di mia grande fiducia...).

Nel caso in cui riesca a farmi firmare una procura apposita per la rappresentanza in conciliazione dal mio Assistito e stante la non affidabilità del soggetto adito dal debitore, se contesto il conciliatore e/o non mi presento come parte, di certo questo porrà dei rischi in sede giudiziale, almeno agli occhi del futuro giudice.
Se mi presento, rischio di essere intrappolato per 4 mesi a chiacchierare sul nulla (o paga oppure non paga) o, peggio, a vedermi irriso da qualcuno che non decide secondo diritto e magari di fare la figura dell'incompetente dal Cliente.

E' forse Giustizia questa? :(



Le spese che sosterremo come avvocati dovremo chiederle al cliente e ci scorderemo che un giudice qualsiasi ce le rifonda: l'unico ad essere pagato sarà il mediatore e le spese di mediazione saranno equamente ripartite tra le parti (in via di responsabilità solidale, suppongo), sia che la mediazione riesca, sia che non riesca (cambia solo il credito d'imposta per chi ha pagato il mediatore: 500 o 250 euro).
Il gratuito patrocinio è previsto solo per la mediazione obbligatoria.
L'avvocato che assiste il cliente in mediazione, visto che il d.lgs non prevede il patrocinio del difensore è pagato sempre dal suo cliente e anche se va in (successiva) causa, si deve scordare (visto anche l'art. 13) che le spese della fase di mediazione siano accollate dal giudice alla parte soccombente.

In parole povere: le spese di mediazione sono a carico di entrambe le parti in ogni caso; l'avvocato in fase di mediazione è un costo in più (rispetto all'indennità di mediazione) che il cliente è libero di sostenere oppure no.
Scommetto che i cittadini inizieranno (complici le associazioni dei consumatori) il faidate: ovvero, si rivolgeranno direttamente agli organismi.
Il fatto è che il cittadino da solo davanti al mediatore (attualmente per essere mediatori non è neppure richiesta la laurea in giurisprudenza!), sarà incapace di tutelare (da solo) i suoi diritti.
Ergo, insoddisfatto, alla fine si rivolgerà a noi avvocati per risolvere i "disastri" del mediatore e, alla fine, comunque all'autorità giudiziaria, con moltiplicazione di costi.
Una vergogna.

A mio parere, DOVEVA essere previsto il patrocinio obbligatorio dell'avvocato anche davanti al mediatore.
La mancata previsione del patrocinio obbligatorio, insieme alle sanzioni punitive sulle spese ex art. 13 costituiscono una grave lesione del diritto di difesa ex art. 24 Cost.
Quota (selezione)
Inoltre domando un parere su cosa accade alle spese e competenze per la conciliazione, ovvero a chi vengono addebitate in caso di verbale negativo? E se il debitore scompare, resta la solidarietà come per gli arbitrati?

Grazie per l'attenzione

lolli

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« Risposta #115 il: 18 Mar 2010, 15:23 »
era troppo preso dalla riforma forense :evil:
Citazione da: "Tabata2007"
Bravo De Tilla...peccato, però, non svegliarsi un po' prima, per evitare che il d.lgs fosse definitivamente varato nei termini che conosciamo... :(

paperboy

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« Risposta #116 il: 18 Mar 2010, 16:28 »
Citazione da: "Alamut"
Che si introduce con citazione.

Citazione da: "paperboy"
processo societario


Non se gli avvocati avessero saputo fare il loro lavoro

Citazione da: "paperboy"
rito del lavoro per sinistri stradali


Questo forse è un po' presto per dirlo....

Citazione da: "paperboy"
procedimento sommario ex art 702 bis


Questo di contenziosi inutili ne salva un bel po'.

Citazione da: "paperboy"
atp


:shock:

Citazione da: "paperboy"
dectreti ingiuntivi


Ecco.... qui nessuno potrà mai darti torto.

Citazione da: "paperboy"
Corecom, DPL


dai non far finta di non capire, il rito societario prevedeva scambi di memorie infiniti prima di fare la citazione, tant'è che è stato abolito. idem per le cause sui sinistri col rito del lavoro la norma lasciava moplti dubbi ... i decreti ingiuntivi poi bella perdita di tempo,m se ne parlava in altri thread.
gli avvocati sanno fare il proprio lavoro e sono anche armati di molta pazienza per stare dietro a queste riforme. resto dell'idea del rito unico, la soluzione non è fare riti diversi a caso

ruggi

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« Risposta #117 il: 18 Mar 2010, 17:44 »
quoto con la specifica che comunque i Praticanti sono tattati peggio dei cani rabbiosi....mai uno spazio per loro....mai un barlume di futuro..........




Citazione da: "jakka1"
In conclusione rimango della mia idea iniziale un'altra riforma porcheria, incompleta e di difficile attuazione, che probabilmente farà la stessa fine del processo societario...
Citazione da: "jakka1"
che sporcaria...

iSiX

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« Risposta #118 il: 18 Mar 2010, 17:58 »
Citazione da: "Tabata2007"
Purtroppo i medesimi dubbi (se prima non facciamo intervenire la Corte Costituzionale) rimarranno anche dopo il marzo 2003, anzi, s'ingigantiranno, soprattutto nell'ambito della mediazione facoltativa...


Il mio dubbio maggiore è questo: cosa impedisce al debitore impenitente di guadagnare 4 mesi scegliendo la sede di mediazione a lui più gradita, tergiversare per accomodare e celare le sue possibili sostanze, scomparire ancora una volta e lasciare le spese in solido al mio cliente?

Citazione da: "Tabata2007"
Scommetto che i cittadini inizieranno (complici le associazioni dei consumatori) il faidate: ovvero, si rivolgeranno direttamente agli organismi.
Il fatto è che il cittadino da solo davanti al mediatore (attualmente per essere mediatori non è neppure richiesta la laurea in giurisprudenza!), sarà incapace di tutelare (da solo) i suoi diritti.
Ergo, insoddisfatto, alla fine si rivolgerà a noi avvocati per risolvere i "disastri" del mediatore e, alla fine, comunque all'autorità giudiziaria, con moltiplicazione di costi.
Una vergogna.


Ci puoi scommettere: a me è già successo di essere "scippato" di due clienti che sono stati circuiti dalle associazioni dei consumatori: gli hanno fatto firmare una lettera predisposta a loro proprio nome come privati cittadini e mandati allo sbaraglio senza alcuna assistenza.

Il vero problema è che in Italia ci sono troppe associazioni dei consumatori che sgomitano per guadagnarsi un posto ai tavoli che contano (governo, istituzioni, industria etc) parimenti ad altre realtà estere, in cui LA associazione dei consumatori assiste al momento legiferativo.

Purtroppo, a causa della sete di prestigio e del ritardo con cui si sono manifestati in Italia questi soggetti collettivi, vi è una faida per spiccare nel panorama ed essere un domani scelti come interlocutori privilegiati: per adesso, paghiamo noi lo scotto delle trionfalistiche castronerie che propinano agli sprovveduti e subiamo le conseguenze della loro arrogante espansione di competenze.

iSiX

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« Risposta #119 il: 18 Mar 2010, 18:12 »
Citazione da: "ruggi"
quoto con la specifica che comunque i Praticanti sono tattati peggio dei cani rabbiosi....mai uno spazio per loro....mai un barlume di futuro..........




Citazione da: "jakka1"
In conclusione rimango della mia idea iniziale un'altra riforma porcheria, incompleta e di difficile attuazione, che probabilmente farà la stessa fine del processo societario...
Citazione da: "jakka1"
che sporcaria...


Ho letto proprio oggi dell'esclusione dei praticanti dalle liste di difensori d'ufficio: una vergogna.

tiglio1971

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la mediazione civile....e commerciale
« Risposta #120 il: 18 Mar 2010, 18:34 »
mi pare che sia in atto un tentativo (nemmeno troppo celato) teso a far fuori la categoria degli avvocati, evidentemente assai poco amata sia dall'opinione pubblica sia dal ceto politico.
Si stabilisce, quindi, a priori che l'avvocato sia un perditempo, nemico della giustizia veloce, e si propone quale medicina la mediazione, imponendo addirittura (per la gioia di molti) che lo stesso avvocato allontani da sé il cliente, come se fosse un appestato, prospettandogli soluzioni alternative dal sapore miracoloso (sulla carta, è ovvio!) senza considerare (tra l'altro, come egregiamente osservato da numerosi forumisti che mi hanno preceduto) che molte controversie mal si attagliano al tentativo di mediazione, vuoi per la loro chiarezza e fondatezza, vuoi perché non consentono soluzioni alternative o concordate (calzante l'esempio fatto dell'occupazione di immobile senza titolo).
Ovviamente, il disegno si completa tacendo sulle spese legali in fase di mediazione, facendo così intendere al cittadino che sarà meglio che la mediazione se la faccia da solo, senza avvocati tra i piedi.
Qui, però, sorge un problema.
Se il cittadino affronta da solo la mediazione e decide, anche per ignoranza della legge, di non accettare la proposta conciliativa e di ricorrere alla giustizia ordinaria (finalmente!) e poi il giudice stabilisce, pur dandogli ragione, che la proposta era congrua e che quindi la rifusione delle spese legali non è dovuta, mi chiedo...tutto ciò è giusto e degno di uno stato di diritto?
Qualcuno potrebbe dire: quel cittadino avrebbe potuto farsi assistere, già nella fase di mediazione, da un avvocato... Già, ma se le spese dell'avvocato non sono rimborsabili come si può pretendere che il cittadino decida di sopportarle?
Il rischio, quindi è quello di penalizzare la parte vittoriosa in giudizio solo perché nella preventiva fase di mediazione si è difesa da sola, senza poter contare sull'assistenza di un professionista.
E comunque: ha senso in una fase di mediazione, che dovrebbe tendere alla diminuzione del contenzioso, cercare di estromettere l'avvocato (il quale, anzi, potrebbe dare saggi consigli, nonché evidenziare, al limite, la bontà della proposta conciliativa)?

Tabata2007

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la mediazione civile....e commerciale
« Risposta #121 il: 18 Mar 2010, 21:47 »
Sì, appunto, altra bella roba...le due leggi insieme saranno la morte dell'avvocatura...o meglio: chi si iscrive ora all'albo avvocati (dopo il noto calvario per arrivarci), rischia di restare almeno 5 anni senza reddito...e se sta 5 anni senza reddito, lo cancellano dall'albo...
Insomma...nessuna via d'uscita per le nuove generazioni di avvocati! :cry:

Ragazzi, ma secondo voi, oltre alle belle parole sull'incostituzionalità del d.lgs., i nostri alti rappresentanti (che tra l'altro siedono in parlamento), saranno capaci di passare ai fatti, ovvero sollevare quante più possibili eccezioni d'incostituzionalità, oppure dormiranno sugli allori (tanto il loro gruzzoletto ce l'hanno già e chissenefotte dei nuovi figli di nessuno...)?
Citazione da: "lolli"
era troppo preso dalla riforma forense :evil:
Citazione da: "Tabata2007"
Bravo De Tilla...peccato, però, non svegliarsi un po' prima, per evitare che il d.lgs fosse definitivamente varato nei termini che conosciamo... :(


Tiglio, concordo con tutto ciò che dici.
Ripeto: ma che m...... ci sta a fare il CNF?
Com'è possibile permettere l'estinzione dell'avvocatura senza battere ciglio? :evil:  :evil:  :evil:
Quota (selezione)
mi pare che sia in atto un tentativo (nemmeno troppo celato) teso a far fuori la categoria degli avvocati, evidentemente assai poco amata sia dall'opinione pubblica sia dal ceto politico.
Si stabilisce, quindi, a priori che l'avvocato sia un perditempo, nemico della giustizia veloce, e si propone quale medicina la mediazione, imponendo addirittura (per la gioia di molti) che lo stesso avvocato allontani da sé il cliente, come se fosse un appestato, prospettandogli soluzioni alternative dal sapore miracoloso (sulla carta, è ovvio!) senza considerare (tra l'altro, come egregiamente osservato da numerosi forumisti che mi hanno preceduto) che molte controversie mal si attagliano al tentativo di mediazione, vuoi per la loro chiarezza e fondatezza, vuoi perché non consentono soluzioni alternative o concordate (calzante l'esempio fatto dell'occupazione di immobile senza titolo).
Ovviamente, il disegno si completa tacendo sulle spese legali in fase di mediazione, facendo così intendere al cittadino che sarà meglio che la mediazione se la faccia da solo, senza avvocati tra i piedi.
Qui, però, sorge un problema.
Se il cittadino affronta da solo la mediazione e decide, anche per ignoranza della legge, di non accettare la proposta conciliativa e di ricorrere alla giustizia ordinaria (finalmente!) e poi il giudice stabilisce, pur dandogli ragione, che la proposta era congrua e che quindi la rifusione delle spese legali non è dovuta, mi chiedo...tutto ciò è giusto e degno di uno stato di diritto?
Qualcuno potrebbe dire: quel cittadino avrebbe potuto farsi assistere, già nella fase di mediazione, da un avvocato... Già, ma se le spese dell'avvocato non sono rimborsabili come si può pretendere che il cittadino decida di sopportarle?
Il rischio, quindi è quello di penalizzare la parte vittoriosa in giudizio solo perché nella preventiva fase di mediazione si è difesa da sola, senza poter contare sull'assistenza di un professionista.
E comunque: ha senso in una fase di mediazione, che dovrebbe tendere alla diminuzione del contenzioso, cercare di estromettere l'avvocato (il quale, anzi, potrebbe dare saggi consigli, nonché evidenziare, al limite, la bontà della proposta conciliativa)?

mokado

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« Risposta #122 il: 19 Mar 2010, 01:13 »
Iron Mokado: bella Chicco che t'è successo?
Cliente: quer caxxaro so tre mesi che nun paga, aspetta, aspetta, aspetta sto cazxo
IM: toccapito tocca.... procedemo?
c: e daje va
IM: vabbeh, arzame er contratto e siglame qua. Ah, da oggi c'è pure questa, sarebbe da sabato ma comincia abbituattece
c: che roba sarebbe? non è quello solito che me assicura che nun te fai li cazxi mia?
IM: no, quello siglimenlo dopo; co questo sto a ditte che devi da sapere che c'è uno da cui poi annà se nun voi finì pe' forza in tribunale, che ve mette d'accordo...
c: e chi è fraccazxo da velletri?
IM: no, s'antitola mediatore, perchè media, o armeno ce prova, e tra n'pò nun poi cità se prima nun te rivorgi a uno de questi
c: ah... si ma se questo nun ce riesce... e poi quanto ce mette... a me me pare n'pò na stronxata... ma è come quanno sei annato a via de lollis co mi sorella?
IM: bravo, uguale uguale uguale. Solo che mo quella l'hanno torta e l'hanno aggiunta de qua.
c: ah... e perchè dellà la leveno se qua la metteno?
IM: l'oracolo de derfi ha cambiato indirizzo, comunque prima de annassene ha detto che lo fanno pè rompe li cojoni
c: t'aringra
IM: m'arimba

Tabata2007

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« Risposta #123 il: 19 Mar 2010, 10:56 »
:D  :lol:  :lol: meno male che c'è Mokado che riesce a fare dello spirito... :cry:
Citazione da: "mokado"
Iron Mokado: bella Chicco che t'è successo?
Cliente: quer caxxaro so tre mesi che nun paga, aspetta, aspetta, aspetta sto cazxo
IM: toccapito tocca.... procedemo?
c: e daje va
IM: vabbeh, arzame er contratto e siglame qua. Ah, da oggi c'è pure questa, sarebbe da sabato ma comincia abbituattece
c: che roba sarebbe? non è quello solito che me assicura che nun te fai li cazxi mia?
IM: no, quello siglimenlo dopo; co questo sto a ditte che devi da sapere che c'è uno da cui poi annà se nun voi finì pe' forza in tribunale, che ve mette d'accordo...
c: e chi è fraccazxo da velletri?
IM: no, s'antitola mediatore, perchè media, o armeno ce prova, e tra n'pò nun poi cità se prima nun te rivorgi a uno de questi
c: ah... si ma se questo nun ce riesce... e poi quanto ce mette... a me me pare n'pò na stronxata... ma è come quanno sei annato a via de lollis co mi sorella?
IM: bravo, uguale uguale uguale. Solo che mo quella l'hanno torta e l'hanno aggiunta de qua.
c: ah... e perchè dellà la leveno se qua la metteno?
IM: l'oracolo de derfi ha cambiato indirizzo, comunque prima de annassene ha detto che lo fanno pè rompe li cojoni
c: t'aringra
IM: m'arimba

tabs78

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la mediazione civile....e commerciale
« Risposta #124 il: 19 Mar 2010, 11:07 »
ragazzi, non riuscendo a leggere tutta la discussione, qualcuno mi chiarirebbe la situazione:
dlgs 28/2010:
1) la mediazione come condizione di procedibilità entra in vigore a marzo 2012?
2) voi da domani aggiungete già nella procura il fatto dell'informativa?e allegate il documento informativo agli atti delle nuove cause?
3) ora come ora quale pensate sarà l'organismo di mediazione più utilizzato?io volevo fare un corso da conciliatore ma aspettavo che la camera di commercio ne facesse uno perchè quelli privati costano molto

 

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