Autore Topic: Come redigere un parere vincente  (Letto 25470 volte)

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ildementecolombo

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Come redigere un parere vincente
« Risposta #15 il: 17 Ottobre 2003, 22:47:11 »
Forse dite questo

per riunire i topic ..... se proprio vuole farlo il nuovo moderatore che ha un sacco di tempo libero eh eh eh :lol:

DottorNick

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Come redigere un parere vincente
« Risposta #16 il: 18 Ottobre 2003, 01:23:03 »
...mmm, mi sa di sì, dicevano proprio quello, però secondo me ce n'è in giro almeno un altro in cui si è affrontato (e forse in modo persino più specifico) la tecnica di redazione del parere.... se lo trovo piazzo il link....

ps: colombaccio, non raccolgo il tuo sarcasmo.... :D

DottorNick

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Come redigere un parere vincente
« Risposta #17 il: 18 Ottobre 2003, 04:24:54 »
Gente di poca fede, gioite!
Ci ho messo quasi tre ore di spulciata forum, ma alla fine il topic è saltato fuori...
se volete la versione integrale, eccola qui, anche se va detto che in quel topic, essenzialmente, si parlava dei corsi di preparazione all'esame...

Viceversa, il contenuto del post cui si riferiva DTK dovrebbe essere questo....

Citazione da: "un pomeriggio di qualche mese fa, il nuovo moderatore con poco senso dell'umorismo"
Mantengo la promessa di stamattina e provvedo a elargire qualche piccola dritta sulla redazione del parere, così come mesi fa è stata elargita a me.
(...)
1) prima regola (da tenere sempre a mente, in OGNI momento): la commissione, dopo venti-minuti-venti di correzioni, ne ha già pieni i chitarrini, per cui meno deve leggere, meglio è: quindi, ciò che non è strettamente indispensabile per la soluzione del parere è meglio toglierlo che metterlo.
Ad es.: parere di quest'anno sulle garanzie della vendita: c'è stata (molta) gente che (mal) interpretando la traccia ha ritenuto che l'inciso "premessi cenni sull'azione di risoluzione e l'azione di restituzione 'quanti minoris'..." facesse riferimento alla GENERALE azione di risoluzione (anzichè a quella ex art. 1492). Ecco quindi decine di compiti recanti "brevi cenni" (= 8/10 pagine!!!) sull'azione ex art. 1453 c.c..... con gli esiti che potete immaginare.
Un passaggio (=1 o 2 frasi) "fuori tema" è forse tollerato, una divagazione no.
( à Info di cui sopra riferite da fonte attendibilissima).
In definitiva: meno si scrive, meno si "tedia" la commissione e, soprattutto, meno possibilità ci sono di scrivere bischerate. Ovviamente, TUTTO ciò che serve per giungere alla soluzione ci deve comunque essere. In pratica: secondo me, fatti salvi tutti i casi particolari, il parere ottimale si attesta sulle 4-5, max 6 facciate; se è più lungo comincia a diventare pericoloso (e quindi diventa necessario che sia veramente "perfetto"). Prendetela così: sintetici ed esaurienti, sì, stringati e non esaurienti, no.

2) Prestare MOLTISSIMA attenzione all'ortografia (sarà anche ovvio, ma UN'Errore tipo questo può costare caro, soprattutto quando il livello della contesa si alza e la cruna dell’ago si stringe….) e, soprattutto, alla CALLIGRAFIA: vale il discorso di cui sopra; se la commissione si mette di buzzo buono a leggere il tuo compito (che già vuol dire essere fortunati, x lo meno in alcune CDA) e, dopo 5 minuti, è riuscita sì e no a "interpretare" una facciata, il giudizio non potrà non risentirne, + che altro xché faticano anche a seguire il discorso che si è fatto. Tener presente che, alla fine della fiera, i concetti di diritto che vanno esposti, bene o male, li espongono tutti: è allora importante essere fra quelli che lo fanno “bene”, piuttosto che “male”.
Mettersi in testa che, soprattutto nelle CdA più affollate, mediamente la commissione può dedicare ad ogni compito (se va bene) dieci minuti, ovvero al massimo mezz’ora x ogni candidato. In quei dieci minuti, il tuo compito deve scorrere liscio come l’olio.

3) INSOMMA: il compito deve essere il più possibile lineare e scorrevole, sia dal punto di vista giuridico-concettuale-espositivo, sia da quello formale e anche calligrafico (riservare sempre almeno un'ora alla copiatura del compito!).
Formare frasi brevi (evitare subordinate di terzo grado, se non è proprio indispensabile). Una prosa asciutta e ficcante paga molto e, a tal fine, altro requisito fondamentale è l'assoluta appropriatezza della terminologia giuridica (oltre che della lingua italiana).
Il parere dell’esame non è destinato a un cliente, che 9 volte su 10 non ha la più pallida idea di che differenza vi sia fra prescrizione e decadenza (nè sa cosa sono l'una o l'altra) e al quale bisogna (solo) far capire se ha torto o ragione; viceversa, il Vs. compito viene letto da una commissione di Giuristi ed è indispensabile, quindi, usare termini "da giuristi" e, comunque, estremamente precisi dal punto di vista giuridico.

4) Entrando nella fase + “tecnica”, sempre al fine di rendere il parere + agevole da leggere x la Commissione e, soprattutto, + scorrevole dal punto di vista logico, è caldamente consigliato partire subito col botto, ovvero: scrivere, al max in 3-4 righe, quella che dal punto di vista pratico è la SOLUZIONE del quesito; in altre parole, bisogna far capire immediatamente alla commissione che si è fatto centro (e non tenerli in sospeso x 5 pagine; il rischio è sempre quello che alla quinta non ci arrivino…), nelle successive sette-otto righe, spiegare rapidamente il perché si è giunti a quella soluzione. Assolutamente da evitare, viceversa, la pedissequa ri-trasposizione della traccia.

Esempio (riferito al solito compito dell’anno scorso sulle garanzie della vendita: vi prego di scusarmi se magari sono impreciso, ma non ricordo alla perfezione la traccia).
È meglio evitare di partire scrivendo: “Il caso proposto concerne la cessione di beni da un fornitore ad un’azienda siderurgica, che, successivamente alla presa in consegna della merce, la trasforma nei propri altoforni e, quindi, denuncia i vizi ma si offre di pagare….”. Righe preziose (vedi sopra) sprecate x niente.
Molto meglio una partenza “aggressiva”, di questo tenore: “Nel caso proposto, relativo a una vendita di merce viziata, deve ritenersi che, all’acquirente, sia preclusa l’azione di risoluzione del contratto, potendo egli ottenere unicamente la riduzione del prezzo.” e, quindi, proseguire con un periodo, appena più ampio, nel quale si evidenzino gli istituti applicabili ed (in breve) il perché si è giunti alla soluzione sopra indicata: “Alla fattispecie in esame, infatti, risulta applicabile il terzo comma dell’art. 1492 c.c., il quale, nell’ipotesi in cui il compratore abbia trasformato la cosa venduta, esclude espressamente che quest’ultimo possa optare fra la riduzione del prezzo e la risoluzione del contratto, come invece accade, in via generale, allorquando la cosa venduta presenti dei vizi; il compratore, quindi, può soltanto richiedere la riduzione del prezzo di vendita” (buttata giù al volo, andrebbe aggiustata, ma lo “spirito” è questo…..).

A questo punto, svolgete il vostro ragionamento logico (nella traccia-esempio erano richiesti cenni sulle azioni di garanzia ex art.1492: bene – anzi, doveroso! – metterli, spiegando la differenza che vi è tra le due azioni e le relative condizioni d’esercizio, ma se sono cenni, non ci va sprecata più di 1 pagina, 1 pagina e ½).


5) NON trascrivete righe e righe di Cassazione (e, se lo fate, almeno mettete le virgolette: deleterio copiare le massime cercando addirittura di spacciarle x proprie – e c’è chi lo fa). In ogni caso, fanno molto “brodo” quando non si hanno idee, ma fanno anche molto “maresciallo-dei-carabinieri-che-tenta-l’esame-coi-codici-simone”. Molto meglio rielaborare e/o parafrasare, al limite indicando gli estremi della sentenza che ha sancito il principio. La cosa potrà in effetti stupire, ma x assurdo all’esame andrebbero citate meno sentenze di quelle che ognuno di noi richiama in qualsiasi atto o parere… l’importante è che il ragionamento fili…

6) In chiusura del compito, una volta esaminati tutti gli aspetti logico-giuridici necessari per giungere alla soluzione, inserire delle brevi conclusioni che, di fatto, riconducano alla soluzione già fornita all’inizio…..

Tutto questo, ovviamente, concerne la STESURA del parere; per quanto concerne l’approccio “giuridico”, ovvero lo studio della traccia e l’elaborazione della soluzione, quello è un altro paio di maniche…..(e ci vorrebbe il doppio dello spazio che già vi ho rubato). Spero comunque che questi piccoli consigli possano servire….
Ciao DN

uglywoman

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Come redigere un parere vincente
« Risposta #18 il: 19 Ottobre 2003, 16:26:39 »
Confesso spudoratamente che io NON studio perchè non ne ho il tempo, e, soprattutto, la dedizione; invece, mi alleno a risolvere i casi assegnati nelle sessioni scorse, o estrapolati altrove (anche ispirati liberamente a vicende di clienti dello studio legale dove lavoro), per poi sottoporli al mio dominus che me li corregge, e con il quale discuto i punti salienti.
Sono consapevole del fatto che il mio non è un privilegio da poco, ma il mio dominus non è il Verbo Rivelato (anche se lo stimo molto), e pertanto, pervasa dalla fifa dell' imminente martirio, vi snocciolo i punti del mio pseudo-metodo:
-   descrizione del fatto sotto una luce tale da sussumerlo già nella fattispecie astratta;
-   una riga (eventuale) di istituto giuridico;
-   iniziale abbozzo di mia opinione;
-   osservazioni che potrebbe muovermi la controparte;
-   repliche che potrei sollevare;
-   manifestazione di una preferenza per una o altra tesi
-    solo alla fine le eventuali sentenze che mi confortino in tale tesi, e ciò non x tracotanza, quanto perchè sono solita risolvere i casi a casa (ma che fine umorista!!!), senza l'ausilio del codice commentato; si sono levate filippiche contro i compiti "collage-della- Cassazione", ma voi che ne pensate dei compiti "senza-sentenza"???
Ciò detto, preciso che, in penale, provo un certo imbarazzo nell' ipotizzare la condotta della Pubblica Accusa, e pertanto vi chiedo come potrei più proficuamente impostare la soluzione in questo ramo del diritto.
That’ s all.
                  Uglywoman (l' autrice di un topic che riguardava i testimoni extracomunitari espatriati prima del dibattimento e che è stato ignorato dal Mondo intero…. :wink:  :wink:  :wink: )

VICTORIASIEMPRE

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Come redigere un parere vincente
« Risposta #19 il: 19 Ottobre 2003, 21:57:20 »
Gli impegni lavorativi e le vicende extra-professionali passano in secondo piano quando una donna come Dresstokill ti invoca con parole, peraltro immeritate, di siffatto tenore:

Citazione da: "dressedtokill"
attendo fiduciosa anche il tuo contributo.
Come quello del grande VS....


Ordunque. Affronto in primis le questioni d’apertura del topic, concernenti la scelta di utilizzare o meno un incipit riepilogativo dei fatti contenuti nella traccia e, rispettivamente, di adottare la forma personale o impersonale per la stesura del parere.
Per rispondere, mi avvalgo di un brano postato dall’esimio forumista (ancorchè spiantato socio in affari del sottoscritto) Avv. Liucs:
 
Citazione da: "Liucs"

2) iniziare non ripetendo il fatto quello lo conoscono bene
3) niente egregio signor tizio


Ebbene, io feci l’esame nella stessa CdA e lo stesso anno del sopra quotato Liucs, e ottenni un risultato positivo:
- esordendo in entrambi i pareri con un resumè degli aspetti salienti in punto di fatto;
- impostando il parere come se fosse realmente diretto al cliente Sig. Tizio.

Ciò solo per sottolineare che, a mio giudizio, sotto entrambi i profili il ricorso all’uno o all’altro dei sistemi di redazione non ha una valenza risolutiva ai fini del buon esito della prova scritta. È una mera questione di preferenze. Del resto, sono fermamente convinto che anche un parere redatto impersonalmente possa avere un ottimo taglio pratico, così come credo che la bontà del proprio elaborato esuli dalle cinque righe iniziali di riassunto fattuale. Certo, in alcune CdA è notorio che l’orientamento dominante sia in un senso piuttosto che in un altro. In tal caso, se non si nutre abbastanza confidenza e sicurezza nella tecnica opposta, la cosa più semplice da fare è adeguarsi al trend maggioritario. Ma di sicuro non sarà quello a determinare il successo o l’insuccesso del parere.

Venendo invece ai consigli su “come redigere un parere vincente”, giusto per enfatizzare la rubrica di questo topic, il mio intervento non può che prendere atto delle ottime dritte che sono state fornite nei post precedenti.
Di seguito, quindi, mi limiterò a offrire una semplice sintesi schematica dei validissimi contributi di cui sopra, senza novellare o aggiungere alcunchè. Ma con una precisazione significativa: i sette punti che seguono – lo dico senza tema di smentita e per esperienza (non la mia di candidato…) – debbono essere considerati come imprescindibili e, pertanto, determinanti per la positiva riuscita dei pareri.

1) “Prestare moltissima attenzione all’ortografia, [alla grammatica] e soprattutto alla CALLIGRAFIA” (DottorNick);

2) “pareri brevi…4-6 facciate sarebbe l’ideale” (Ivan G).
Cioè “meno si scrive, meno si tedia la commissione, meno possibilità ci sono di dire bischerate. Ovviamente tutto ciò che serve per giungere alla soluzione ci deve essere….sintetici ed esaurienti” (DottorNick).
Per inciso: “se sono richiesti brevi [o talvolta brevissimi] cenni su un istituto, prendere alla lettera… max mezza facciata dicendo l’essenziale” (Ivan G);

3) “periodi chiari, corretti, scorrevoli e non troppo lunghi” (Ivan G). Id est “composizione in forma semplice, diretta, essenziale” (Dresstokill);

4) “una prosa asciutta e ficcante paga molto e, a tal fine, altro requisito fondamentale è l’assoluta appopriatezza della terminologia giuridica”  (DottorNick);

5) “non trascrivete righe e righe di Cassazione (e, se lo fate, almeno mettete le virgolette: deleterio copiare le massime cercando addirittura di spacciarle come proprie …). Meglio rielaborare e/o parafrasare, al limite indicando gli estremi della sentenza che ha sancito il principio” (DottorNick);

6) “dimostra[re] di saper ragionare e di seguire un filo logico che porti ad una conclusione coerente con le premesse poste” (Topomatiz);

7) “il confronto è importante, ma bisogna pensare con la propria testa senza lasciarsi tentare da soluzioni dell’ultimo minuto o da super esperti che spuntano improvvisamente come funghi  :D  ” (Valentina 76);

GRAN FINALE
“Insomma: il compito deve essere il più possibile lineare e scorrevole, sia dal punto di vista giuridico-concettuale-espositivo, sia da quello formale e calligrafico (riservare sempre almeno un’ora alla copiatura [in bella] del compito” (DottorNick).
     
       
La scoperta dell’acqua calda?
Forse.
Però riuscire a fare una trilogia così, senza il minimo errore, nel corso di una tre giorni di fuoco, con la tensione a mille, in mezzo ad una bolgia dantesca….

Già, mi sa che ha ragione chi sostiene che è come vincere alla lotteria (almeno lontano dalla Calabria felix…).
Solo che all’esame di abilitazione, come DottorNick ha rilevato in altro topic, il proprio biglietto fortunato ciascuno lo scrive per sé…
Quindi, per tutti gli aspiranti “Gastone” della sessione 2003, tenete a mente i sette comandamenti sopra indicati e… Imboccallupo!
VS

Barbara.ud

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Come redigere un parere vincente
« Risposta #20 il: 20 Ottobre 2003, 13:21:57 »
Proprio ieri, in preda al panico perché continuavo a non avere la più pallida idea di come impostare 'sto bendetto parere (insomma, di studi con relativa realzione ne ho fatti tanti per il  mio dominus, ma sempre oralmente...), sono riuscita a chiedere un consiglio (ritengo, altamente qualificato) ad una persona che ha fatto parte di commissioni di esame. In sostanza, mi ha detto quello che leggo qua:
1)iniziare con una forma a metà fra il personale e l'impersonale (del tipo: si è rivolto a me il Sig. Tizio per una questione concernente...);
2) proseguire con un inquadramento stringatissimo delle fattispecie coinvolte (più che altro per far capire che devi parlare di quell'istituto e non di un altro);
3) cenni molto brevi sull'istituto in generale;
4) proporre le soluzioni possibili e prendere posizione, motivando il perché si predilige una anziché l'altra (anche in difformità alla giurisprudenza prevalente: l'importante è dire perché lo fai...ed essere convincente...facile!);
5) non oltre quattro facciate;
6) frasi semplici e, soprattutto, grafia chiara (mi ha confermato che se non capiscono cosa è scritto, molto spesso non fanno nemmeno lo sforzo di andare avanti).
Io, di mio, aggiungerei una cosa, banale, ma della quale non ho trovato traccia (forse proprio perché banale?): un buon italiano è indispensabile.
Tutti questi consigli ricevuti, comunque, mi hanno fatto capire come fare, ma non mi hanno tolto la paura di non farcela! AIUTO!!! :confused2:

DottorNick

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Come redigere un parere vincente
« Risposta #21 il: 20 Ottobre 2003, 13:38:17 »
Un Buon Italiano è più che indispensabile.... è condicio sine qua non.. ;-)

gameover

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Come redigere un parere vincente
« Risposta #22 il: 20 Ottobre 2003, 13:58:28 »
mmm .. Barbara aggiungo qualcosa ...
1) in realtà viene preferita la forma impersonale ... io ho utilizzato lo stesso schema introduttivo in entrambi i pareri ...
2-3-4) O.K. tenendo conto di non divagare e di essere più schematici possibile
5) dipende da tante cose ... quanto ampio scrivi per esempio ... in genere io ho sentito 6 facciate .. 4 sembrano poche .. a meno di non scrivere veramente piccolo e stretto ma in quel caso ne andrebbe a scapito della lettura ..

DottorNick

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Come redigere un parere vincente
« Risposta #23 il: 20 Ottobre 2003, 23:00:13 »
Già che siamo in tema, ne approfitto per segnalare, a coloro che fossero eventualmente interessati, un'altra interessante discussione, avente ad oggetto le tecniche di redazione del parere e, più in generale, la "questione-esame"; il topic era troppo ampio per poterlo trascrivere integralmente qui, per cui vi appoggio il link, in cui potete trovare alcuni altri ottimi consigli per la stesura degli elaborati ed anche un simpatico (oltre che interessante) scambio di opinioni tra alcune delle nostre più affezionate forumiste...

 :P ...il tutto senza impegno e per soli 5 Euri senza anticipo da versare a fine anno al Vostro Caro DottorNick !!!!  :P che ve ne pare???? :D

Vabbè, avete ragione, sono un pagliaccio..... :(
se volete altri consigli cliccate qui......

Ciauz

uglywoman

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Come redigere un parere vincente
« Risposta #24 il: 21 Ottobre 2003, 00:44:17 »
:roll:

uglywoman

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« Risposta #25 il: 23 Ottobre 2003, 01:00:09 »
ma...esisto o sono solo frutto della mia immaginazione??? :wink:  :wink:  :wink:

DottorNick

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« Risposta #26 il: 23 Ottobre 2003, 01:13:37 »
..mmm, Ugly, va bene...aspetta un attimo che vedo se riesco a darti una mano.....

Citazione da: "uglywoman"
...(l' autrice di un topic che riguardava i testimoni extracomunitari espatriati prima del dibattimento e che è stato ignorato dal Mondo intero…)


Tu probabilmente ti stai riferendo a questo

...certo che nei primi due "reclami" non eri stata chiarissima...  :wink:
...non è che è l'avatar che non ti aiuta?? :D

uglywoman

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Come redigere un parere vincente
« Risposta #27 il: 24 Ottobre 2003, 00:22:42 »
Esimio dottor Nick,
in merito al contrassegno grafico (il cosiddetto “Avv. a T.A.R.”) dalla sottoscritta esibito in occasione di ogni esternazione telematica pubblica, mi permetto di osservare quanto segue:
a)   il predetto contrassegno era incluso nella serie dei simboli liberamente a disposizione di tutti gli utenti registrati al sito per essere utilizzati quale identificativo : inserendo quello tra gli altri, si è responsabili a titolo di concorso con chi ne ha fatto uso; inoltre, poichè si era previsto che qualcuno potesse scegliere ed ostentare il simbolo in questione, e tuttavia se ne era accettato il rischio, mi sembra integrato uno stato soggettivo di dolo eventuale;
b)   comunque, se fosse vero che tutti gli utenti del sito avessero tra loro convenuto di ignorare ogni mia manifestazione di pensiero, si potrebbe ravvisare un caso di mobbing, in dipendenza del quale potrei accusare un danno biologico;
c)   mi richiamo a quanto già illustrato nelle mie precedenti memorie, prodotte in altre garbate schermaglie con utenti del sito, ossia:
-non si giudica un libro dalla copertina;
-“Non è bello ciò che è bello, che bello, che bello, che bello”(Nino Frassica cit.)
Ciò stante, concludo sottolineando come il sopra riportato delirio sia una ulteriore prova del deperimento mentale (rectius: rincoconimento) da pre-esame della sottoscritta, ormai così satura di libri con temi svolti da essere ridotta financo a stilare improbabili “toto-compito”(se necessario, posso produrre l' elenco da me redatto con i temi assegnati alle sessioni dal 1991 in poi, a base delle mie elucubrazioni sull' argomento dei prossimi esami!  :confused2: ).
   Per questi motivi, in buona sostanza, ad ogni buon conto, letto confermato e sottoscritto, mi rimetto a giustizia con osservanza.                Uglywoman  :twisted:

Ps (= primo motivo aggiunto)….pacifico, comunque, che nella dimensione reale (reale???) delle cose, io sia esteticamente simile a Manuela Arcuri: praticamente, ci assomigliamo come 2 gocce (ma non di acqua….).
PPs : (= secondo motivo aggiunto)….passando alle cose più frivole: QUALI SONO I LIMITI DEL MIO METODO SCARNO (come il mio avatar, in un certo senso…. :laughing6: ) Di RISOLUZIONE DEI CASI ? Grazie!

uglywoman

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Come redigere un parere vincente
« Risposta #28 il: 27 Ottobre 2003, 00:29:26 »
Sospetto che la frase “Chiuso l' O.T.” apposta da Dottor Nick (che comunque  ringrazio per i suoi encomiabili sforzi nel venirmi in soccorso…ehm… :? ) voglia significare che devo smammare, ma finchè non verrò esplicitamente bandita, proverò e riproverò (ecco perchè sono una persona…riprovevole!  :laughing6: ) ad esporvi i miei dubbi….
Ad esempio, mi è stato consigliato di consultare le sentenze della Cassazione di 2 anni orsono, in vista dell' esame di quest’ anno…qualcuno di voi conosce un sito dove ne sia reperibile una raccolta sintetica (data la mole di pronunce che sicuramente rende ardua una ricerca)?
Aggiungo che nel mio studio legale non è possibile consultare “Il foro italiano”, dal momento che siamo abbonati ad altre riviste (qui non menzionate per non fare pubblicità occulta).
Merci very much.
            Uglyw.

dressedtokill

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Come redigere un parere vincente
« Risposta #29 il: 05 Novembre 2003, 12:50:35 »
-41 gg., provo a tornare in topic. Io ho deciso, il parere lo redigo in foma personale. Anche perchè, come si dice dalle mie parti, le chiacchiere stanno a zero.
Se fanno come lo scorso anno, e cassano 22 pagine manoscritte in 4 minuti,  andarsi a preoccupare per aver usato una forma al posto dell'altra francamente mi sembrerebbe "ultroneo".
Se invece, come tutto sommato sarebbe lecito aspettarsi, gli elaborati verranno corretti, o, perlomeno, letti, credo  sia preferibile optare per la forma in cui si riesce ad essere più efficaci. Tra i molteplici prossimi esaminandi, non si pronuncia nessuno?

Valentina, intanto in bocca al lupo e complimentissimi. Anzi, scusa il ritardo con cui te li faccio. Se hai un attimo di tempo e ti è possibile, visto che hai sostenuto l'esame a Roma e anche tu alla fine hai optato per la forma da me prediletta, non è che per caso potresti postare qui, a beneficio di tutti, l'incipit di uno dei tuoi due pareri? Non più di 6 o 7 righe naturalmente. Grazie Ciao.


 

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