Autore Topic: * Scritto 2014: parere di dir. CIVILE per esame da avvocato*  (Letto 16015 volte)

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Admin_M

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Questa e' la discussione dedicata al parere di civile 2014 e le anticipazioni, indiscrezioni, notizie/voci di corridoio arriveranno qui dove chi vorra' potra' commentare o esercitarsi a simulare l'esame da casa.
Come al solito evitate inutili msg allarmanti e solleciti, se ci sono notizie interessanti le leggerete. Il parente/amico/partner che tenta di aiutare un candidato in sede d'esame si risparmi la fatica e se ne vada pure in qualche forum spazzatura a raccogliere notizie spazzatura.
Qui cercheremo di mantenere la discussione appassionante ma tra "addetti ai lavori"
In bocca al lupo a tutti!  :idea:

PS: In caso di blackout del sito causa affluenza ci ritroveremo sulla pagina Praticanti su Facebook

martipro

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a quando delle info?
« Risposta #1 il: 16 Dicembre 2014, 09:12:38 »
perdonatemi ma vorrei sapere, se possibile, tra quanto, più o meno, potremo avere delle info...un'ora?

martipro

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* Scritto 2014: parere di dir. CIVILE per esame da avvocato*
« Risposta #2 il: 16 Dicembre 2014, 10:04:01 »
si dice che la prima traccia dovrebbe essere in materia di locazione ma nnt di più. qui qualcuno ha notizie più dettagliate?

M.Shadows

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* Scritto 2014: parere di dir. CIVILE per esame da avvocato*
« Risposta #3 il: 16 Dicembre 2014, 10:05:51 »
E' ancora presto

martipro

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* Scritto 2014: parere di dir. CIVILE per esame da avvocato*
« Risposta #4 il: 16 Dicembre 2014, 10:14:09 »
ok grazie quindi pensi sia una bufala?

geronimous

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* Scritto 2014: parere di dir. CIVILE per esame da avvocato*
« Risposta #5 il: 16 Dicembre 2014, 10:18:46 »
raga aggiorniamoci appena ci sono fonti SICURE sulle tracce!

avvocatohelpdesk

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* Scritto 2014: parere di dir. CIVILE per esame da avvocato*
« Risposta #6 il: 16 Dicembre 2014, 10:25:08 »
TIZIO, PROPRIETARIO, CONCEDE IN LOCAZIONE UN APPARTAMENTO A CAIO CHE LO ADIBISCE AD ABITAZIONE PROPRIA E DELLA PROPRIA FAMIGLIA.
IN PROSSIMITà DELLA SCADENZA DEL CONTRATTO TIZIO INTIMA LICENZA PER FINITA LOCAZIONE E CITA IN GIUDIZIO CAIO PER LA CONVALIDA. ALL'UDIENZA FISSATA PER LA CONVALIDA CAIO COMPARE PERSONALMENTE E NON SI OPPONE E IL GIUDICE CONVALIDA LA LICENZA, FISSANDO PER IL RILASCIO LA DATA DEL 10/01/2014. CAIO NON ADEMPIE E TIZIO GLI NOTIFICA QUUINDI IL 20/02/2014 ATTO DI PRECETTO; IN DATA 31/03/2014 L'UFFICIALE GIUDIZIARIO NOTIFICA A CAIO PREAVVISO DI RILASCIO PER LA DATA DEL 20/07/2014.
CAIO IL 10/05/2014 SI RECA IN VACANZA PER ALCUNI GIORNI CON LA SUA FAMIGLIA E IN DATA 20/05/2014, AL SUO RIENTRO, VERIFICA DI NON ESSERE IN GRADO DI RIENTRARE NELL'APPARTAMENTO UTILIZZANDO LE CHIAVI IN SUO POSSESSO. iNTERPELLA QUINDI TIZIO IL QUALE GLI SPIEGA DI AVERE PROVVEDUTO EGLI STESSO A CAMBIARE LA SERRATURA DELLA PORTA D'INGRESSO. PUR OFFRENDO LA RESTITUZIONE DEI BENI DI CAIO ANCORA PORESENTI IN CASA, TIZIO DICHIARA DI NON ESSERE DISPOSTO A CONSEGNARGLI LE NUOVE CHIAVIIN QUANTO EGLI RITIENEDI AVERE AGITO LEGITTIMAMENTE IN NIRTù DEL TITOLO ESECUTIVO. ASSUNTE LE VESTI DEL DIFENSORE DI CAIO IL CANDIDATO ILLUSTRI LE QUESTIONISOTTESE AL CASO IN ESAME, EVIDENZIANDO IN PARTICOLARE QUALI INIZIATIVE POSSA INTRAPRENDERE IL PROPRIO ASSISTITO AL FINE DI RIPRENDERE IL GODIMENTO DELL'IMMOBILE IN QUESTIONE.

avvocatohelpdesk

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* Scritto 2014: parere di dir. CIVILE per esame da avvocato*
« Risposta #7 il: 16 Dicembre 2014, 10:26:43 »
la seconda traccia a breve perchè la persona che ha ricevuto le foto delle due tracce sta decifrando la seconda in una foto sfocata

geronimous

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* Scritto 2014: parere di dir. CIVILE per esame da avvocato*
« Risposta #8 il: 16 Dicembre 2014, 10:34:26 »
Secondo fonti da verificare su mininterno, ecco la traccia:

TIZIO, PROPRIETARIO, CONCEDE IN LOCAZIONE UN APPARTAMENTO A CAIO CHE LO ADIBISCE AD ABITAZIONE PROPRIA E DELLA PROPRIA FAMIGLIA.
IN PROSSIMITà DELLA SCADENZA DEL CONTRATTO TIZIO INTIMA LICENZA PER FINITA LOCAZIONE E CITA IN GIUDIZIO CAIO PER LA CONVALIDA. ALL'UDIENZA FISSATA PER LA CONVALIDA CAIO COMPARE PERSONALMENTE E NON SI OPPONE E IL GIUDICE CONVALIDA LA LICENZA, FISSANDO PER IL RILASCIO LA DATA DEL 10/01/2014. CAIO NON ADEMPIE E TIZIO GLI NOTIFICA QUUINDI IL 20/02/2014 ATTO DI PRECETTO; IN DATA 31/03/2014 L'UFFICIALE GIUDIZIARIO NOTIFICA A CAIO PREAVVISO DI RILASCIO PER LA DATA DEL 20/07/2014.
CAIO IL 10/05/2014 SI RECA IN VACANZA PER ALCUNI GIORNI CON LA SUA FAMIGLIA E IN DATA 20/05/2014, AL SUO RIENTRO, VERIFICA DI NON ESSERE IN GRADO DI RIENTRARE NELL'APPARTAMENTO UTILIZZANDO LE CHIAVI IN SUO POSSESSO. iNTERPELLA QUINDI TIZIO IL QUALE GLI SPIEGA DI AVERE PROVVEDUTO EGLI STESSO A CAMBIARE LA SERRATURA DELLA PORTA D'INGRESSO. PUR OFFRENDO LA RESTITUZIONE DEI BENI DI CAIO ANCORA PORESENTI IN CASA, TIZIO DICHIARA DI NON ESSERE DISPOSTO A CONSEGNARGLI LE NUOVE CHIAVIIN QUANTO EGLI RITIENEDI AVERE AGITO LEGITTIMAMENTE IN NIRTù DEL TITOLO ESECUTIVO. ASSUNTE LE VESTI DEL DIFENSORE DI CAIO IL CANDIDATO ILLUSTRI LE QUESTIONISOTTESE AL CASO IN ESAME, EVIDENZIANDO IN PARTICOLARE QUALI INIZIATIVE POSSA INTRAPRENDERE IL PROPRIO ASSISTITO AL FINE DI RIPRENDERE IL GODIMENTO DELL'IMMOBILE IN QUESTIONE.

martipro

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* Scritto 2014: parere di dir. CIVILE per esame da avvocato*
« Risposta #9 il: 16 Dicembre 2014, 10:37:45 »
se è quella sulla locazione prendete questo riferimento :
sent. n. 18486 del 1 settembre 2014

lupuscanis

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    Il Solito Pirla
* Scritto 2014: parere di dir. CIVILE per esame da avvocato*
« Risposta #10 il: 16 Dicembre 2014, 10:39:07 »
Bella!

geronimous

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* Scritto 2014: parere di dir. CIVILE per esame da avvocato*
« Risposta #11 il: 16 Dicembre 2014, 10:41:14 »
TIZIO, PROPRIETARIO DI UN TERRENO, CONCEDE A CAIO, PROPRIETARIO DEL FONDO CONFINANTE, DI PARCHEGGIARE LA PROPRIA AUTOVETTURA SU UNA PORZIONE DEL SUO TERRENO.
PER FORMALIZZARE TALE ACCORDO GLI STESSI STIPULANO UNA SCRITTURA PRIVATA IN CUI SI LEGGE CHE TIZIO DICHIARA DI COSTITUIRE SU UNA DETERMINATA PORZIONE DEL SUO FONDO UNA SERVITù DI PARCHEGGIO A BENEFICIO DEL FONDO DI CAIO, DIETRO PAGAMENTO DI UN CORRISPETTIVO IN DENARO.
CAIO INZIA DUNQUE A PARCHEGGIARE LA PROPRIA AUTOVETTURA SUL TERRENO DI TIZIO. DOPO CIRCA 2 ANNI TIZIO VENDE IL PROPRIO TERRENO, NEL FRATTEMPO DIVENUTO EDIFICABILE, ALLA SOCIETà ALFA , FACENDO ESPRESSA MENZIONE NEL CONTRATTO DELLA SERVITù A SUO TEMPO COSTITUITA A FAVORE DI CAIO. DIVENUTA PROPRIETARIA, ALFA DECIDE DI CONSTRUIRE SUL TERRENO UN ALBERGO DI AMPIA CUBATURA CHE DOVREBBE COMPRENDERE ANCHE L'AREA DESTINATA AL PARCHEGGIO DI CAIO.
ALFA TUTTAVIA TROVA L'OPPOSIZIONE DI CAIO, CHE INTENDE CONTINJUARE AD USUFRUIRE DEL TERRENO PER PARCHEGGIARVI LA PROPRIA AUTOVETTURA IN CONSIDERAZIONE DELLA SERVITù A SUO TEMPOCOSTITUITA A VANTAGGIO DEL SUO FONDO E CHE EGLI RITIENE OPPONIBILE AD ALFA NON SOLO PERCHèNON COSTITUISCE UN DIRITTO REALE, MA ANCHE PERCHè ESPRESSAMENTE MENZIONATANEL CONTRATTO STIPULATO TRA TIZIO E ALFA. ASSUNTE LE VESTI DEL LEGALE DELLA SOCIETà ALFA, IL CANDIDATO ILLUSTRI LE QUESTIONI SOTTESE AL CASO IN ESAME, EVIDENZIANDO IN PARTICOLARE I PROFILIRELATIVI AI REQUISITI PER LA VALIDA COSTITUZIONE DI UNA SERVITù PREDIALE.

barbyspeady

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* Scritto 2014: parere di dir. CIVILE per esame da avvocato*
« Risposta #12 il: 16 Dicembre 2014, 11:07:14 »
sono corrette queste tracce? avete conferma da qualcuno?

lupuscanis

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    Il Solito Pirla
* Scritto 2014: parere di dir. CIVILE per esame da avvocato*
« Risposta #13 il: 16 Dicembre 2014, 11:09:35 »
oggi sono magnanimo

Quota (selezione)
Corte di Cassazione, Sezione 2 civile

Sentenza 1 settembre 2014, n. 18486
Integrale

Locazione - Contratto scaduto - Conduttore - Detentore qualificato - Azione di spoglio - Esperibilità - Sussistenza - Legittimati - Ritardata restituzione - Obbligazioni del conduttore - Danni per ritardata restituzione - Ritardo conseguente a permanenza nel godimento della cosa - Indennità di occupazione - Prova liberatoria in ordine alla responsabilità per inadempimento - Contenuto


REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SECONDA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. PICCIALLI Luigi - Presidente

Dott. MIGLIUCCI Emilio - Consigliere

Dott. CORRENTI Vincenzo - Consigliere

Dott. PICARONI Elisa - rel. Consigliere

Dott. ABETE Luigi - Consigliere

ha pronunciato la seguente:

SENTENZA

sul ricorso 26701/2008 proposto da:

(OMISSIS) (OMISSIS), elettivamente domiciliato in (OMISSIS), presso lo studio dell'avvocato (OMISSIS), che lo rappresenta e difende;

- ricorrente -

contro

(OMISSIS) - S.p.a., c.f. (OMISSIS), elettivamente domiciliata in (OMISSIS), presso lo studio dell'avvocato (OMISSIS), che la rappresenta e difende, giusta procura speciale per Notaio (OMISSIS) di Civitavecchia, Rep. (OMISSIS) del 30.10.2009;

- controricorrente -

avverso la sentenza n. 692/2007 della CORTE D'APPELLO di BRESCIA, depositata il 14/09/2007;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del 15/05/2014 dal Consigliere Dott. ELISA PICARONI;

udito l'Avvocato (OMISSIS) difensore del ricorrente che si riporta alla memoria;

udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott. CERONI Francesca, che ha concluso per il rigetto del ricorso.

RITENUTO IN FATTO

1. - E' impugnata la sentenza della Corte d'appello di Brescia, depositata il 14 settembre 2007, di conferma della sentenza del Tribunale di Brescia che aveva respinto la domanda proposta da (OMISSIS) nei confronti dell' (OMISSIS) s.p.a. (ora (OMISSIS) s.p.a.).

1.1. - Nel 1997 il sig. (OMISSIS) aveva agito dinanzi alla Pretura di Brescia esponendo di essere conduttore di un immobile di proprieta' dell' (OMISSIS), sito in (OMISSIS), locato con contratto 1 giugno 1990 - 31 maggio 1994; che, in data 12 aprile 1994, era stata convalidata l'intimazione di rilascio dell'immobile, con termine fino al 31 maggio 1995; che, nonostante il regolare pagamento del canone, la proprieta' non aveva provveduto ad eliminare le infiltrazioni provenienti dal tetto, che rendevano l'immobile inutilizzabile, al punto che il conduttore si era trasferito altrove. Era poi accaduto che, nel mese di settembre 1997, la proprieta' aveva sostituito le chiavi alle porte del terrazzo e della cantina, dove erano riposti beni dell'attore, impedendogli in tal modo di accedere ai predetti locali, ed aveva chiuso l'erogazione dell'acqua calda.

Tanto premesso, e ritenendo che il comportamento della proprieta' concretasse spoglio, il sig. (OMISSIS) aveva chiesto di essere reintegrato nel possesso degli immobili e di ottenere l'erogazione dell'acqua calda.

Si era costituita l' (OMISSIS) s.p.a. ed aveva contestato la sussistenza dei presupposti per l'esercizio dell'azione di reintegra, concludendo per il rigetto della domanda.

1.2. - Con ordinanza in data 22 aprile 1998, il Pretore di Brescia aveva rigettato il ricorso del sig. (OMISSIS) e disposto la prosecuzione del giudizio di merito.

Con sentenza in data 24 gennaio 2001, il Tribunale di Brescia aveva rigettato la domanda e condannato l'attore alle spese di lite.

1.3. - Avverso la decisione di primo grado, proponeva appello il sig. (OMISSIS); l' (OMISSIS) si costituiva per chiedere il rigetto del gravame.

2. - Con la sentenza oggetto dell'odierno ricorso, la Corte d'appello di Brescia confermava il rigetto della domanda proposta dal sig. (OMISSIS) sulla base delle seguenti considerazioni.

Emergeva, dagli atti, che alla data del deposito del ricorso per reintegra il sig. (OMISSIS) era detentore senza titolo dell'immobile, poiche' il contratto di locazione era scaduto e la scadenza era stata convalidata il 12 aprile 1994, con cio' escludendosi il tacito rinnovo del contratto.

Al momento dell'asserito spoglio, dunque, il sig. (OMISSIS) non era piu' detentore qualificato dell'immobile, e neppure poteva considerarsi possessore, posto che non aveva dimostrato l'interversione del possesso, che presuppone, accanto alla disponibilita' del bene, la manifestazione dell'animas possidenti. Come aveva confermato lo stesso appellante, l'interversione del possesso si era verificata nel mese di ottobre 1998, con la stipula del preliminare di acquisto dell'immobile e delle sue pertinenze. Non poteva pertanto riconoscersi in capo al sig. (OMISSIS) la legittimazione ad agire ai sensi dell'articolo 1168 c.c..

3. - Per la cassazione della sentenza d'appello ha proposto ricorso (OMISSIS), sulla base di un motivo.

Resiste con controricorso la (OMISSIS) s.p.a. (gia' (OMISSIS) s.p.a.).

La parte ricorrente ha depositato memoria ex articolo 378 c.p.c., e, in esito all'udienza, note di replica all'intervento del Procuratore generale.

CONSIDERATO IN DIRITTO

1. - Il ricorso e' fondato e va accolto.

1.1. - Con l'unico motivo di ricorso e' dedotta violazione e falsa applicazione dell'articolo 1168 c.c., comma 2.

Si assume l'erroneita' dell'affermazione della Corte d'appello secondo cui, al momento del deposito del ricorso per reintegra del possesso. (OMISSIS) non fosse legittimato ad agire in via possessoria in quanto il contratto di locazione dell'immobile di proprieta' dell' (OMISSIS) era scaduto e la scadenza era stata convalidata.

Al contrario, il ricorrente sostiene che l'articolo 1168 c.c., comma 2, consente l'esercizio dell'azione di spoglio a chi abbia la detenzione della cosa, tranne che si tratti di detenzione per ragioni di servizio e di ospitalita', e che il conduttore continua ad essere detentore qualificato anche nella fase successiva alla scadenza del contratto, fino a quando il locatore abbia posto in esecuzione il provvedimento di rilascio.

In ossequio al disposto dell'articolo 366 bis c.p.c., applicabile ratione temporis, il ricorrente ha formulato il quesito di diritto nei seguenti termini: "se il soggetto che sia conduttore di un bene immobile in virtu' di un contratto di locazione conservi la veste e la qualita' di detentore qualificato - legittimato alla proposizione dell'azione di reintegrazione ex articolo 1168 c.c., comma 2, in caso di spoglio violento e clandestino posto in essere dal proprietario - locatore - anche dopo la scadenza del contratto di locazione, ove egli occupi l'immobile e ne abbia la disponibilita' di fatto".

2. - La doglianza e' fondata.

2.1. - L'articolo 1168 c.c., comma 2, esclude dal novero dei detentori legittimati alla proposizione dell'azione di spoglio soltanto coloro i quali detengono per ragioni di servizio o di ospitalita'.

Non sembra dubitabile che la situazione del conduttore di immobile, nella fase successiva alla scadenza del contratto di locazione, sia differente da quella del detentore per ragioni di servizio o di ospitalita'.

Neppure si puo' ritenere che il conduttore, a seguito e per effetto della scadenza del contratto di locazione, divenga un occupante senza titolo dell'immobile. Alla scadenza del contratto, ovvero del diverso termine fissato per il rilascio nel provvedimento di convalida, senza che il conduttore abbia rilasciato l'immobile, si determina una situazione di inadempimento contrattuale, espressamente prevista dall'articolo 1591 c.c., che in proposito stabilisce che "il conduttore in mora a restituire la cosa e' tenuto a dare al locatore il corrispettivo convenuto fino alla riconsegna, salvo l'obbligo di risarcire il maggior danno".

Come reso evidente dal testo della norma richiamata, il conduttore che si trovi nella detenzione dell'immobile dopo la cessazione di efficacia del contratto di locazione mantiene la veste e la qualita' di conduttore, peraltro inadempiente all'obbligo di restituzione dell'immobile.

2.2. - La giurisprudenza di questa Corte ha affermato, sin da epoca risalente, che nella fase successiva alla scadenza del contratto, e fintanto che il locatore non proceda all'esecuzione del provvedimento di rilascio, il conduttore che continui ad occupare l'immobile e' soggetto ad una serie di obblighi, collegati al contratto, dovendo tra l'altro corrispondere al locatore il canone, fino alla riconsegna (articolo 1591 c.c.), salvo il maggior danno, anch'esso di natura contrattuale (ex plurimis, Cass., Sez. 2, sentenza n. 2672 del 1981; Sez. 3, sentenza n. 1133 del 1999; Sez. 3, sentenza n. 19139 del 2005; Sez. 3, sentenza n. 2525 del 2006).

Non sussiste peraltro contrasto, ai fini che qui interessano, tra il principio indicato e le affermazioni contenute in alcune pronunce di questa Corte, nelle quali si legge che "il conduttore rimasto nella detenzione dell'immobile dopo la cessazione del contratto (nella specie, accertata giudizialmente) e' tenuto al pagamento, da tale momento, dell'indennita' di occupazione ai sensi dell'articolo 1591 c.c., e non gia' del canone secondo le scadenze pattuite, perche', cessato il rapporto di locazione, la protrazione della detenzione costituisce inadempimento dell'obbligo di restituzione della cosa locata, anche quando e' consentita dalla legge di sospensione degli sfratti" (Cass., Sez. 3, sentenza n. 4484 del 2009; sentenza n. 11373 del 2010). Le pronunce da ultimo indicate fanno riferimento a casi in cui il legislatore e' intervenuto a bloccare le procedure di rilascio, e in questo differente contesto qualificano come indennita' il quantum dovuto dal conduttore ai sensi dell'articolo 1591 c.c..

2.2. - Il conduttore, dunque, rimane detentore qualificato dell'immobile di cui continua a mantenere la disponibilita', pur dopo la scadenza del contratto, come tale e' legittimato a ricorrere alla tutela possessoria, ex articolo 1168 c.c., comma 2.

Considerato poi che la ratio storica della tutela possessoria risponde ad esigenze di ordine pubblico, essendo diretta ad evitare che i cittadini si facciano ragione da se' medesimi (ex plurimis, Cass., Sez. III, sentenza n. 8628 del 2003), si deve ritenere che il locatore, il quale abbia ottenuto in sede giurisdizionale il titolo esecutivo per il rilascio dell'immobile, non possa agire direttamente, con azioni violente o clandestine, per privare, in tutto o in parte, il conduttore, della disponibilita' dell'immobile e delle sue pertinenze.

Il titolo esecutivo, infatti, riconosce il diritto di una parte contro l'altra e consente di realizzare il passaggio dal dover essere (diritto contenuto nel titolo) all'essere (realta' materiale corrispondente al diritto consacrato nel titolo), all'interno delle regole della convivenza civile.

La scelta del locatore di non azionare il titolo esecutivo e' perfettamente legittima, ma, in caso di mancato rilascio, non e' ammissibile altro modo per interrompere il rapporto tra il conduttore e l'immobile e recuperare la disponibilita' di quest'ultimo.

2.3. - In conclusione si deve affermare che, dopo la scadenza del contratto di locazione, il ricorso del locatore alla tutela giurisdizionale esecutiva costituisce l'unico modo per ottenere la disponibilita' dell'immobile, con la conseguenza che l'intervento finalizzato ad interrompere il rapporto tra il conduttore e la res, con azioni violente o clandestine, integra attivita' di spoglio.

3. - All'accoglimento del ricorso segue la cassazione senza rinvio della sentenza impugnata, e la decisione nel merito, in applicazione dell'articolo 384 c.p.c., comma 2, non essendo necessari ulteriori accertamenti di fatto.

4. - La particolarita' della questione controversa giustifica la compensazione tra le parti delle spese dell'intero procedimento.

P.Q.M.

La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e, pronunciando nel merito, accoglie la domanda. Spese dell'intero procedimento compensate tra le parti.

TonyStark

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* Scritto 2014: parere di dir. CIVILE per esame da avvocato*
« Risposta #14 il: 16 Dicembre 2014, 11:14:42 »
Confermata la 1
Tizio, proprietario, concede in locazione un appartamento a caio che lo adibisce ad abitazione
propria e della propria famiglia.
In prossimità della scadenza del contratto tizio intima licenza per finita locazione e cita in giudizio
caio per la convalida. All'udienza fissata per la convalida caio compare personalmente e non si
oppone e il giudice convalida la licenza, fissando per il rilascio la data del 10/01/2014. Caio non
adempie e tizio gli notifica quuindi il 20/02/2014 atto di precetto; in data 31/03/2014 l'ufficiale
giudiziario notifica a caio preavviso di rilascio per la data del 20/07/2014.
Caio il 10/05/2014 si reca in vacanza per alcuni giorni con la sua famiglia e in data 20/05/2014, al
suo rientro, verifica di non essere in grado di rientrare nell'appartamento utilizzando le chiavi in suo
possesso. interpella quindi tizio il quale gli spiega di avere provveduto egli stesso a cambiare la
serratura della porta d'ingresso. Pur offrendo la restituzione dei beni di caio ancora presenti in casa,
tizio dichiara di non essere disposto a consegnargli le nuove chiavi in quanto egli ritiene di avere
agito legittimamente in virtù del titolo esecutivo. Assunte le vesti del difensore di caio il candidato
illustri le questioni sottese al caso in esame, evidenziando in particolare quali iniziative possa
intraprendere il proprio assistito al fine di riprendere il godimento dell'immobile in questione.


 

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