Autore Topic: ripartizione spese rifacimento tetto  (Letto 2428 volte)

blueyes

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ripartizione spese rifacimento tetto
« il: 08 Maggio 2003, 18:28:27 »
un condominio costituito da un edificio composto da tre corpi di fabbrica di cui quelli laterali di un piano più alto di quello centrale. Quello centrale non ha il tetto ma una terrazza.

secondo voi le spese devo essere ripartite ex art. 1123, 1° comma ovvero secondo la ripartizione millesimale tra tutti i condomini o ex art. 1123 3° comma solo dai condomi sottostanti al tetto corrispondente al corpo di fabbrica interessato dai lavori? se mi citate giurisprudenza è gradita.

io ho trovato: cass. 13 luglio 1996, n. 6359; 29 aprile 1993, n. 5064 e 27 novembre 1990 n. 11423, Trib. Bologna 11 maggio 1995. purtroppo ho solo le massime di iuris data.

se qualcuno ha la possibilità di riportarle per esteso tali sentenze verrà ricordato nelle mie preghiere serali.

Blue



lawfree

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ripartizione spese rifacimento tetto
« Risposta #1 il: 08 Maggio 2003, 18:39:50 »
Ciao BLU,
Ti posso riportare il mio caso personale: abito in un condominio costituito da due   piccoli fabbricati, uno dei quali è stato oggetto di lavori riguardanti il ripristino del tetto. Ebbene tutti i condomini (corpo 1 e corpo 2) hanno partecipato alle spese in base alle tabelle millesimali.
Non è giurisprudenza, ma credo sia la prassi.
a presto!

blueyes

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ripartizione spese rifacimento tetto
« Risposta #2 il: 08 Maggio 2003, 18:54:10 »
ciao Lawfree. la prassi poco importa. cmq credo di aver trovato la soluzione la ripartizione deve essere fatta tra tutti i condomini se i diversi corpi di fabbrica sono uniti... se sono separati le spese devono essere ripartite solo tra i condomini facenti parte del corpo oggetto dei lavori di rifacimento... lo si desume, a contrariis, anche dalla sentenza 6359/96!... certo che se avessi quella sentenza per esteso... mannaggia!

secondo me, per andare off topic, tu non trombi da parecchio o se trombi lo fai con uno che non ci sa proprio fare... :-) un beso

lawfree

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ripartizione spese rifacimento tetto
« Risposta #3 il: 08 Maggio 2003, 19:06:28 »
Una tantum che ti rispondo gentilmente...e tu che fai? Ti concedi il lusso di insinuare e fare insane considerazioni sul mio conto. Impossibile  con te dar vita ad un dialogo costruttivo. Sei tutto FUMO!

PS. Infatti il mio palazzo è unito all'altro.

gameover

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ripartizione spese rifacimento tetto
« Risposta #4 il: 08 Maggio 2003, 19:09:19 »
Cassazione civile, SEZIONE II, 13 luglio 1996, n. 6359


LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONESEZIONE II CIVILEComposta dagli Ill.mi Sigg. Magistrati:Dott.    Mauro             SAMMARTINO                  Presidente"       Vincenzo          CALFAPIETRA                 Consigliere"       Rafaele           CORONA                           ""       Mario             FANTACCHIOTTI               Rel. ""       Giovanni          SETTIMJ                          "ha pronunciato la seguenteSENTENZAsul ricorso propostodaSCOLARI GIULIANA, SCOLARI GIORGIO, elettivamente domiciliati in  ROMAVIA CARLO MIRABELLO 34, presso lo  studio  dell'Avvocato  F.  GARCEA,rappresentati e difesi dall'Avvocato GIORGIO BRAGLIA,  giusta  delegain atti;RicorrenticontroCOND. VIA PIETRO BORSIERI 29 MILANO, in  persona  dell'Amministratorepro-tempore geom.  Giacomo  Racioppi,  elettivamente  domiciliato  inROMA, VIA NIZZA 45 presso l'avv. CARBONI CORNER F. (deceduto), difesodagli avvocati RAMONDETTA SEBASTIANO e GALLONE ERMES,  giusta  delegain atti;Controricorrenteavverso la sentenza  n.  723-93  della  Corte  d'Appello  di  MILANO,depositata il 20-04-93;udita la relazione della causa  svolta  nella  pubblica  udienza  del10-04-96 dal Relatore Consigliere Dott. Mario FANTACCHIOTTI;udito l'Avvocato Giorgio BRAGLIA  difensore  del  ricorrente  che  hachiesto l'accoglimento del ricorso;udito il P.M. in persona del  Sostituto  Procuratore  Generale  Dott.ALESSANDRO CARNEVALI che ha concluso per  l'accoglimento  p.q.r.  delricorso.

Inizio documento

Fatto

Con citazione notificata il 17 luglio 1987 Giuliana e Giorgio Scolari, proprietari di una unità immobiliare (palazzina) posta all'interno del cortile condominiale dell'edificio posto in Milano nella via Pietro Borsieri n. 29, impugnavano la delibera assunta in data 23 giugno 1987 dall'assemblea dei condomini dell'edificio con la quale era stata stabilita l'esecuzione dei lavori di rifacimento della facciata, del tetto e delle gronde dello stabile condominiale con ripartizione delle spese in proporzione del valore delle singole unità immobiliari. Gli Scolari sostenevano che tale criterio era errato perché non teneva conto che la loro palazzina non era collegata funzionalmente all'edificio condominiale e non partecipava, pertanto, alle spese di manutenzione delle parti comuni dell'edificio. Il Condominio dell'edificio di via Pietro Borsieri n. 29 resisteva alla domanda. Radicalmente riformando la decisione del giudice di primo grado, che aveva annullato la delibera ritenendo inapplicabile il primo comma dell'art. 1223 cod. civ. per i proprietari della palazzina, la Corte di Appello di Milano rigettava la domanda rilevando, per quello che ancora interessa: 1) che la palazzina doveva considerarsi strutturalmente e funzionalmente collegata all'edificio, dato che per accedervi era necessario transitare dall'ingresso principale dell'edificio medesimo e dal cortile comune; 2) che, conseguentemente, i proprietari della palazzina partecipavano anche al condominio dell'edificio e ne dovevano sopportare gli oneri anche in proporzione del valore della loro palazzina, non essendo applicabile la disposizione del secondo comma dell'art. 1223 cod. civ., che presuppone una apposita convenzione.
Contro questa sentenza Giuliana e Giorgio Scolari ricorrono in cassazione.
Il Condominio dell'edificio di via Pietro Borsieri resiste con controricorso.


Inizio documento

Diritto

Con il primo motivo i ricorrenti denunciano la violazione e falsa applicazione dell'art. 1123 secondo comma cod. civ.
I ricorrenti sostengono che la Corte territoriale ha errato nel ritenere che il criterio generale di ripartizione delle spese condominiali previsto dal primo comma dell'art. 1123 possa essere derogato, per le cose destinate a servire i condomini in misura diversa, solo se vi sia apposita convenzione quando risulta chiaro dalla lettera della norma che al criterio generale del primo comma quello del secondo comma del citato articolo si sostituisce ex lege in tutti i casi in cui si tratti di spese relative alle cose destinate a servire i singoli condomini in misura diversa.
La censura è fondata.
Dopo avere stabilito, nel primo comma, che se non è stato diversamente convenuto, le spese per la conservazione ed il godimento delle parti comuni dell'edificio sono sostenute dai condomini in misura proporzionale al valore della proprietà di ciascuno, l'art. 1123 cod. civ. espressamente dispone, nel secondo comma, che "se si tratta di cose destinate a servire i condomini in misura diversa, le spese sono ripartite in proporzione dell'uso che ciascuno può farne".
La predetta norma non pone affatto, quindi, un criterio di ripartizione delle spese di conservazione e godimento delle cose comuni generalmente applicabile in ogni caso quando non sia diversamente stabilito dalle parti, ma pone due distinti criteri:
Ìuno per le cose destinate a servire in modo eguale per tutti i condomini, l'altro per le cose destinate a servire in misura diversa.
Tale interpretazione, che è confermata dal terzo comma del citato articolo del codice civile, ove, in assonanza con il criterio del secondo comma, è previsto che quando l'edificio abbia più scale, cortili, lastrici solari, opere o impianti destinati a servire (solo) una parte dell'intero fabbricato, le spese relative alla loro manutenzione sono a carico (solo) del gruppo dei condomini che ne trae utilità, non è contraddetta dal diverso e generale criterio indicato, in materia di comunione, dall'art. 1101 cod. civ. (in base al quale le spese debbono gravare su tutti i partecipanti in eguale misura, o in proporzione del valore delle quote di ciascuno, nel caso in cui risulti una diversa entità delle quote) avendo questa Corte ripetutamente chiarito come la norma dell'art. 1123 cod. civ. debba considerarsi speciale rispetto a quella dell'art. 1101 cod. civ. perché inspirata dalla esigenza di una disciplina che meglio si adatti alle specifiche caratteristiche del condominio negli edifici, ove le parti comuni hanno una precisa funzione strumentale rispetto alle parti in proprietà esclusiva dei singoli condomini, delle quali esse sono a servizio, consentendone l'esistenza e l'uso (sent. n. 5054-93; vedi anche sent. n. 5179-92; sent. n. 8484-87).
Questi principi di diritto sono stati del tutto ignorati dalla Corte di merito che ha ritenuto che, quando non vi sia un diverso accordo tra i condomini, il criterio generale di ripartizione delle spese per la manutenzione ed il godimento della cosa comune sia comunque solo quello indicato dal primo comma dell'art. 1123 cod. civ. ed ha così degradato, nonostante il contrario significato letterale della norma, quale risulta anche dalla combinata lettura dei suoi commi, e lo scopo particolare che ne ispira la disciplina, la disposizione del secondo comma (ed, implicitamente, quella del terzo) ad una inutile funzione indicativa del contenuto di un possibile accordo di parte derogativo del criterio previsto dal primo comma.
L'errore si riflette sulla decisione perché ha indotto la Corte di merito ad escludere il fondamento della domanda degli Scolari solo sulla base dell'accertamento della proprietà comune delle parti dell'edificio interessate dalle opere di restaurare (facciata, tetto e gronde) senza la verifica, invece necessaria, alla stregua dei principi di diritto applicabili nella fattispecie, della misura dell'uso che i proprietari del corpo di fabbrica separato possono farne e conduce, conseguentemente, alla cassazione della sentenza impugnata con rinvio al altro giudice che, nel riesame, dovrà attenersi al seguente principio di diritto: in tema di condominio di edifici, il criterio di ripartizione delle spese per la conservazione ed il godimento delle parti comuni previsto dal primo comma dell'art. 1123 cod. civ. non si applica quando si tratta di cose destinate a servire i condomini in misura diversa, per le quali, a meno che non vi sia un diverso accordo delle parti, il criterio è, invece, quello della proporzionalità tra spese ed uso stabilito dal secondo comma del medesimo articolo o quando si tratta di cose che, benché comuni, sono destinate a servire solo una parte dell'intero fabbricato, per le quali il criterio è, invece, quello del terzo comma, che pone le spese solo a carico dei condomini che traggono utilità dalla cosa.
La rilevata fondatezza del primo motivo di ricorso rende palesemente superfluo l'esame del secondo con il quale i ricorrenti denunciano la violazione e falsa applicazione dell'art. 112 cod. proc. civ. addebitando alla Corte territoriale l'omessa pronuncia sul motivo di appello con il quale il Condominio aveva rilevato che il tribunale, esclusa l'applicabilità del criterio di ripartizione di cui al primo comma dell'art. 1123 cod. civ., non aveva indicato, come avrebbe dovuto, il criterio alternativo da seguire.
Al giudice di rinvio conviene rimettere anche la pronuncia sulle spese ed onorari di questo giudizio


Inizio documento

P.Q.M

La Corte, accoglie il ricorso; cassa la sentenza impugnata e rinvia, anche per le spese, ad altra sezione della Corte di Appello di Milano.
Così deciso nella camera di consiglio della seconda sezione civile della Corte il 10 aprile 1996


Aspetto le preghiere serali a Bologna aiutato da JlZ .. e anche una birretta non sarebbe male ...

dressedtokill

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ripartizione spese rifacimento tetto
« Risposta #5 il: 08 Maggio 2003, 19:21:53 »
Esattissimo Blu, giusto qualche mese fa feci un parere proprio su questa questione. E se non ricordo male, presi spunto da un paio di sentenze di cui una  era proprio quella del 1996 da te citata.
A proposito, che ne pensi di un avvocato che anzichè alla giurisprundenza si rifà alla prassi? Bah.....

lawfree

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« Risposta #6 il: 08 Maggio 2003, 19:39:55 »
Per DRESS l'inopportuna:
Questa battuta del ca*.. giratela nella parte del tuo corpo che preferisci!
Ho semplicemente riportato la situazione verificatasi nel mio condominio senza alludere a giurisprudenza alcuna e quindi senza affermare o negare che ne esistesse qualcuna in merito! E poi, come vedo, quella citata da BLU sostanzialmente conferma le mie parole....
F.to LA PRASSI....GIURISPRUDENZIALE

dressedtokill

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« Risposta #7 il: 08 Maggio 2003, 19:55:05 »
Liucs, ricordati quello che mi avevi promesso.... ih ih ih :D  :mrgreen:

PS: Blu, ti trovo in gran forma. Mi sembra che lasciare quell'avvocatessa del ca22o ti abbia fatto un gran bene....

blueyes

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ripartizione spese rifacimento tetto
« Risposta #8 il: 09 Maggio 2003, 09:17:22 »
grazie game!!!!!!!! hai guadagnato 1000 punti! grazie anche a dress per la conferma e a lawfree per la "prassi"...

nel caso in questione io rappresento il condominio citato in giudizio da un condomino per l'impugnazione della delibera assembleare che ha deliberato la ripartizione delle spese del rifacimento del tetto sulla base delle tabelle millesimali. la causa è di valore indeterminato... quanto posso chiedere di fondo spese per esame e studio controversia, parere preliminare scritto... nell'attesa di predisporre la comparsa di risposta... a proposito come praticante abilitato posso patrocinare da solo o mi devo fare taglieggiare da qlc collega per farmi mettere la firma?

grazie a tutti!

p.s. dress sono in gran forma... quella troia della mia ex domina si fotta con un manico di scopa!

flipper

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ripartizione spese rifacimento tetto
« Risposta #9 il: 09 Maggio 2003, 14:55:44 »
Ciao Blue!
Potresti chiedere sulle 750-1000€ comprendendoci anche la comparsa di risposta!
In quanto causa di valore indetermiato mi sa tanto che devi trovarti un falco tiratore che ti metta la firma.

Hola!

P.S. Non ho mai rivelato che lo studio dove lavoro ha un recapito anche a Milano dove risiede la figlia del mio dominus. Se passo l'esame forse vengo su a fare un pò di esperienza nella grande city.
Nel caso fosse così contatterò i Milanesi del sito per farmi da Ciceroni.

blueyes

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ripartizione spese rifacimento tetto
« Risposta #10 il: 09 Maggio 2003, 16:59:55 »
ciao flipper! 750 euro mi sembrano pochi... almeno 1000 se non 1.300 pr una causa di valore indeterminato... anzi ho scoperto che il valore della causa (dopo ricerche giuridiche), imp. delibera condominiale, è pari al valore del deliberato... nel caso in questione 78.000 euro!! a questo punto quanto devo chiedere??


 

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