Autore Topic: Giudice di Pace di Bologna, sentenza 424 del 18 gennaio 2008  (Letto 3461 volte)

jello

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Ciao a tutti, avrei bisogno del testo integrale di questa sentenza relativa alla conciliazione obbligatoria avanti il Corecom.
Gdp Bologna 424 del 18/01/2008

Se qualcuno la trova gli sarò debitore per sempre



lupuscanis

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    Il Solito Pirla
Re:Giudice di Pace di Bologna, sentenza 424 del 18 gennaio 2008
« Risposta #1 il: 13 Apr 2017, 12:16 »
basta anche un caffè alla prima occasione dai ;)

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REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

IL GIUDICE DI PACE IN BOLOGNA

SEZIONE TERZA CIVILE

nella persona dell'Avv. Dante Monici, ha pronunciato la seguente

SENTENZA

nella causa civile iscritta al numero 17146/06 Ruolo Generale, promossa da:

BR.AN., residente a Bologna, rappresentata e difesa dall'Avv. Pi.Ma., nel cui Studio in Bologna ha eletto domicilio.

Attrice

contro:

F. S.P.A., con sede in Milano, in persona dell'Avv. Gi.Te., elettivamente domiciliata in Bologna, presso lo Studio dell'Avv. Al.Co. che la rappresenta e difende, anche disgiuntamente all'Avv. Si.Be.

Convenuta

OGGETTO: cause relative a beni mobili

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

Con atto di citazione ritualmente notificato An.Br. conveniva in giudizio F. Spa presentando le richieste sopra indicate. L'attrice lamentava il distacco della propria linea telefonica a seguito di richiesta inoltratale arbitrariamente dalla convenuta e quindi l'attivazione dei servizi F. nonostante l'assenza di sottoscrizione di qualsivoglia contratto e di autorizzazione scritta di disdetta con la Telecom Italia Spa. Nel mese di gennaio 2006, diceva ancora l'attrice, le veniva recapitata una fattura della Telecom Italia Spa con la quale le veniva addebitato, oltre al costo delle chiamate effettuate, anche il costo relativo alle spese di riattivazione della linea telefonica pari ad Euro 150,00 comprensivo di IVA al 20%. Concludeva ritenendo di non dover sopportare tale costo in quanto relativo alle spese di riattivazione di una linea telefonica arbitrariamente disattivata da F..

Si costituiva la convenuta F. Spa che considerava le pretese di controparte non solo del tutto infondate, ma anche improponibili, facendo riferimento alla legge 31 luglio 1997 n. 249, art. 1, comma 11, per non avere l'attrice esperito il tentativo obbligatorio di conciliazione dinanzi al CO.RE.COM., contemplato dalla delibera 182/2/CONS dell'Autorità di Garanzia delle Comunicazioni.

All'udienza del 28/9/07 veniva escusso un teste. All'udienza del 30/11/07 le parti precisavano le conclusioni con il deposito di memorie autorizzate e la causa veniva trattenuta in decisione.

MOTIVI DELLA DECISIONE

Contrariamente a quanto asserito dalla convenuta, è chiaramente emerso che An.Br., unica intestataria della linea telefonica Telecom, non ha mai sottoscritto alcun contratto con la società telefonica F. Spa, né ha mai autorizzato per iscritto alcuna disdetta con la società Telecom Italia, pertanto la stessa non è mai divenuta cliente F.. La convenuta ha azionato tutta la procedura de qua sulla base di un semplice colloquio telefonico, tra l'altro con persona diversa dall'intestatario dell'utenza telefonica. Il contenuto di tale colloquio inoltre non presupponeva alcuna adesione alle iniziative della F. ma unicamente la prospettazione di una promozione che avrebbe dovuto essere valutata dall'intestatario dell'utenza. An.Br. risulta essere l'unica intestataria dell'utenza rispondente al n. (omissis) e solo lei poteva dare il consenso al passaggio a F. con firme che, però, non ha mai apposto su alcun documento; ed infatti l'attrice non ha mai ricevuto alcun contratto né lettera di recesso da sottoscrivere, tantomeno ha mai manifestato la volontà di divenire cliente F. dal momento che mai ha interloquito con alcuno (controparte non ha mai dato prova dell'avvenuta stipula esibendo la documentazione sottoscritta da An.Br.). F. non doveva in nessun caso dare impulso alla richiesta presso Telecom Italia della procedura di sospensione del servizio telefonico, in quanto la stessa non era e non è in possesso di alcun documento sottoscritto da An.Br. autorizzante tale operazione. Per quanto attiene all'eccezione di improponibilità della domanda attorea, è vero che l'art. 1, comma 11, della legge n. 249 del 31/7/97 impone per le controversie che possono insorgere tra utenti e soggetti autorizzati o destinatari di licenze nel campo delle telecomunicazioni l'esperimento di un tentativo obbligatorio di conciliazione quale condizione di procedibilità di un'azione in sede giurisdizionale; ma, come ha giustamente sottolineato la Difesa dell'attrice, appare evidente che, non essendo mai divenuta An.Br. utente F. (cioè utilizzatore, consumatore, cliente, colui che usa un bene o chi, comunque, usufruisce di un servizio), la eccezione non ha fondamento. Ma comunque, a prescindere da ciò, come ha giustamente argomentato la Difesa dell'attrice: "...laddove volessimo considerare la Dott.ssa Br. utente F., pur nella totale assenza di alcun documento firmato, la giurisprudenza recente è unanime nel sancire che l’obbligatorietà del tentativo di conciliazione contemplato dalla delibera 182/02/CONS, dell'Autorità di Garanzia delle Comunicazioni istituita con legge 31/7 1997 n. 249, non può sostituirsi mai alla procedura ordinaria, né può costituirne il necessario presupposto processuale, ma si pone come alternativa alla stessa, mentre spetta all'utente attivare l'una o l'altra procedura". Si veda anche, circa la non obbligatorietà del tentativo di conciliazione, l'art. 8, comma 4, della delibera n. 179/03/CSP-Allegato A. Perciò, poiché Telecom Italia Spa ha provveduto ad eseguire il distacco dell'utenza telefonica intestata all'attrice a seguito di richiesta inoltrata arbitrariamente dalla F. Spa, quest'ultima deve essere condannata al pagamento della somma di Euro 150,00 comprensiva di IVA al 20%, relativa alle spese di riallaccio della utenza telefonica intestata ad An.Br. rispondente al n. (omissis), oltre ad interessi e rivalutazione monetaria dal dovuto al saldo effettivo.

Le spese seguono la soccombenza e si liquidano come in dispositivo.

P.Q.M.

Il Giudice di Pace di Bologna, definitivamente pronunciando nella causa 17146/06 R.G., ogni diversa e contraria istanza, eccezione e deduzione disattesa;

rigetta l'eccezione sollevata da F. S.p.a. sulla improponibilità della domanda attorea e

CONDANNA

la convenuta F. S.P.A., .in persona del legale rappresentante p.t., con sede in Milano, a corrispondere a BR.AN. la somma di Euro 150,00 comprensiva di IVA al 20%, oltre ad interessi e rivalutazione monetaria dal dovuto al saldo effettivo.

Liquida le spese di lite sostenute dall'attrice in complessivi Euro 666,48 di cui Euro 390,00 per competenze, Euro 190,00 per onorari, Euro 86,48 per spese oltre a rimborso spese generali (12,50% di competenze ed onorari), addizionale 2% CPA e IVA come per legge, condannando la convenuta alla rifusione delle stesse.

Così deciso in Bologna il 7 gennaio 2008.

Depositata in Cancelleria il 18 gennaio 2008.

jello

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Re:Giudice di Pace di Bologna, sentenza 424 del 18 gennaio 2008
« Risposta #2 il: 13 Apr 2017, 16:16 »
sei una bella persona

saltailmuro

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Re:Giudice di Pace di Bologna, sentenza 424 del 18 gennaio 2008
« Risposta #3 il: 13 Apr 2017, 16:31 »
Sisi. Purtroppo lo conosco poco, ma raramente sbaglio questo tipo di impressioni. E  Lupus e' veramente bravo  :)

lupuscanis

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Re:Giudice di Pace di Bologna, sentenza 424 del 18 gennaio 2008
« Risposta #4 il: 13 Apr 2017, 18:01 »
ellamiseria, ho solo cercato nella banca dati del Sole  :D

nigripennis

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    se fossi un cioccolatino, sarei un boero
Re:Giudice di Pace di Bologna, sentenza 424 del 18 gennaio 2008
« Risposta #5 il: 14 Apr 2017, 11:28 »
ragazzi, ocio che le apparenze ingannano   :D

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