Autore Topic: Cassazione Civile n. 43142/2013  (Letto 2481 volte)

drFred

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Cassazione Civile n. 43142/2013
« il: 08 Gen 2014, 19:21 »
Qualcuno riesce a reperire il testo?
Grazie..



mat4u

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Cassazione Civile n. 43142/2013
« Risposta #1 il: 09 Gen 2014, 08:54 »
LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE                  
                       SEZIONE SECONDA PENALE                        
Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:                            
Dott. ESPOSITO  Antonio        -  Presidente   -                    
Dott. CASUCCI   Giuliano       -  Consigliere  -                    
Dott. CAMMINO   Matilde        -  Consigliere  -                    
Dott. GALLO     Domenico       -  Consigliere  -                    
Dott. DI MARZIO Fabrizio       -  Consigliere  -                    
ha pronunciato la seguente:                                          
                     sentenza                                        
sul ricorso proposto nell'interesse di:
            P.V. n. (OMISSIS);
avverso  la sentenza emessa il 14 aprile 2005 dalla Corte di  appello
di Catania;
Visti gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso;
udita la relazione svolta dal consigliere Dott. CAMMINO Matilde;
udita  la requisitoria del pubblico ministero, sost. proc. gen. Dott.
DELEHAYE  Enrico,  che  ha chiesto l'annullamento  senza  rinvio  per
essere il reato estinto per prescrizione.
                 

Fatto
OSSERVA
Con sentenza in data 14 aprile 2005 la Corte di appello di Catania ha confermato la sentenza emessa il 25 giugno 1999 dalla Pretura circondariale di Catania con la quale P.V. era stato dichiarato colpevole del reato di concorso in ricettazione continuata e, con le circostanze attenuanti generiche prevalenti sulla recidiva, era stato condannato alla pena di anni uno, mesi sei di reclusione e L. 800.000 di multa.
Avverso la predetta sentenza l'imputato, rimesso in termini con ordinanza in data 10 luglio 2012 della Corte di appello di Catania, ha proposto, tramite il difensore, ricorso per cassazione.
Con il ricorso si deduce la violazione di legge in relazione all'art. 601 c.p.p., comma 5, art. 178 c.p.p., comma 1, lett. c) e art. 179 c.p.p., comma 2, per la mancata citazione del difensore dell'imputato per il giudizio di appello che si configura come una nullità di ordine generale ai sensi dell'art. 178 c.p.p., comma 1, lett. c), da inquadrare nella sfera delle nullità assolute.
L'omessa notificazione dell'avviso di dibattimento al difensore di fiducia dell'imputato, riconosciuta dalla Corte di appello di Catania che ha rimesso in termini l'imputato per proporre ricorso per cassazione, determina una nullità di ordine generale prevista dall'art. 178 c.p.p., comma 1, lett. c). Essa, infatti, afferisce alla difesa dell'imputato ed è insanabile ex art. 179 c.p.p., con una successiva nomina di un difensore di ufficio, non potendo l'imputato essere privato del diritto di affidare la propria difesa alla persona che riscuote la sua fiducia e che abbia avuto la possibilità di prepararsi adeguatamente nel termine stabilito per la comparizione (Cass. sez. 3^, 14 gennaio 2009 n. 6240, Plaka).
Il reato è tuttavia prescritto.
Il termine massimo di prescrizione da applicarsi nel caso in esame, in relazione al contestato reato di ricettazione, è quello quindicennale (termine ordinario di dieci anni, aumentato della metà per effetto degli atti interruttivi) previsto dalla disciplina antecedente alla L. n. 251 del 2005, poichè alla data di entrata in vigore della predetta legge il procedimento doveva ritenersi pendente in grado di appello (cfr. sentenza della Corte costituzionale n. 393/2006) essendo stata la sentenza di primo grado emessa il 25 giugno 1999 ed essendo intervenuta ordinanza di remissione in termini per l'impugnazione della sentenza di appello emessa il 14 aprile 2005. Infatti, secondo la giurisprudenza consolidata di questa Corte, ai fini dell'applicazione delle disposizioni transitorie di cui alla L. n. 251 del 2005, art. 10, comma 3, la pendenza del grado di appello, che rileva per escludere la retroattività delle norme sopravvenute più favorevoli, ha inizio con la pronuncia della sentenza di condanna di primo grado, che deve ritenersi intervenuta con la lettura del dispositivo (Cass. Sez. Un. 29 ottobre 2009 n. 47008, D'Amato; sez. 5^ 16 aprile 2009 n. 25470, Lala sez. 5^ 16 gennaio 2009 n. 7697, Vener; sez. 5^, 5 dicembre 2008 n. 2076, Serafini; sez. 6^ 10 ottobre 2008 n. 40976, Nobile; sez. 5^ 19 giugno 2008 n. 38720, Rocca; sez. 6^ 26 maggio 2008 n. 31702, Serafin). Ne consegue che il termine massimo di prescrizione nel caso di specie, risalendo il reato all'(OMISSIS), esclusa la rilevanza della recidiva rispetto alla quale con la sentenza di primo grado era stata ritenuta la prevalenza delle circostanze attenuanti generiche, tenuto conto del periodo intercorso tra la notifica della sentenza contumaciale e la notifica dell'ordinanza di rimessione in termini, è interamente decorso.
Si impone pertanto l'annullamento senza rinvio della sentenza impugnata perchè, in mancanza di elementi che consentano il proscioglimento nel merito ai sensi dell'art. 129 c.p.p., il reato è estinto per prescrizione.
PQM
P.Q.M.
Annulla senza rinvio la sentenza impugnata perchè il reato è estinto per prescrizione.
Così deciso in Roma, il 5 luglio 2013.
Depositato in Cancelleria il 22 ottobre 2013

drFred

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Cassazione Civile n. 43142/2013
« Risposta #2 il: 10 Gen 2014, 09:42 »
Mi serve cassazione Civilie 43142/2013 e non penale..
Grazie

mat4u

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Cassazione Civile n. 43142/2013
« Risposta #3 il: 10 Gen 2014, 10:45 »
nella banca dati non risulta

drFred

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Cassazione Civile n. 43142/2013
« Risposta #4 il: 10 Gen 2014, 17:58 »
può essere 23142/13 forse era sbagliato il riferimento che ho trovato

 

Corte Appello Genova, civile, sent. del 11/6/2002

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