Autore Topic: Cas. Civ. Sez. III, sentenza 9 marzo 2013 n. 8575  (Letto 2712 volte)

jello

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Ciao a tutti.
c'è stato un qui pro quo con le date, non abbiamo rinnovato la banca dati ed ora abbisognerei di questa sentenza qua: Cas. Civ. Sez. III, sentenza 9 marzo 2013 n. 8575

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Cas. Civ. Sez. III, sentenza 9 marzo 2013 n. 8575
« Risposta #1 il: 11 Feb 2015, 12:40 »
di aprile e non di marzo, ho trovato questa

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Corte di Cassazione, Sezione 3 civile

Sentenza 9 aprile 2013, n. 8575
Integrale

RESPONSABILITA' CIVILE - DANNO - CAGIONATO DA COSE IN CUSTODIA

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TERZA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. TRIFONE Francesco - Presidente

Dott. UCCELLA Fulvio - rel. Consigliere

Dott. CARLEO Giovanni - Consigliere

Dott. LANZILLO Raffaella - Consigliere

Dott. SCRIMA Antonietta - Consigliere

ha pronunciato la seguente:

SENTENZA

sul ricorso 4006-2010 proposto da:

(OMISSIS) (OMISSIS), in persona del Dott. Avv. (OMISSIS), elettivamente domiciliata in (OMISSIS), presso lo studio dell'avvocato (OMISSIS), che la rappresenta e difende giusta procura speciale notarile del Dott. Notaio (OMISSIS) in Roma del 29/01/2010, rep. n. (OMISSIS);

- ricorrente -

contro

(OMISSIS) (OMISSIS), elettivamente domiciliato in (OMISSIS), presso lo studio dell'avvocato (OMISSIS), rappresentato e difeso da se medesimo;

- controricorrenti -

e contro

(OMISSIS), elettivamente domiciliato in (OMISSIS), presso lo studio dell'avvocato (OMISSIS), che lo rappresenta e difende unitamente all'avvocato (OMISSIS), giusta procura speciale notarile del Dott. Notaio (OMISSIS) in San Severino Marche, del 03/01/2013. rep. n. (OMISSIS);

- resistente con procura -

avverso la sentenza non definitiva n. 616/2003 del TRIBUNALE DI MACERATA depositata il 4/12/2003 e sentenza definitiva n. 836/2008 del TRIBUNALE di MACERATA, depositata il 29/12/2008 R.G.N. 2142/2002;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del 06/02/2013 dal Consigliere Dott. FULVIO UCCELLA;

udito l'Avvocato (OMISSIS) per delega;

udito l'Avvocato (OMISSIS);

udito l'Avvocato (OMISSIS);

udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott. FUCCI Costantino che ha concluso per l'accoglimento p.q.r..

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

Con sentenza del 30 aprile 2002 il Giudice di Pace di Cingoli dichiarava la propria incompetenza per valore ritenendo che la richiesta risarcitoria di (OMISSIS), che aveva convenuto l'(OMISSIS) per risarcimento di danno biologico da invalidita' temporanea, come conseguenza dell'incidente stradale accaduto in data (OMISSIS) per la presenza di breccino sulla strada stradale n. (OMISSIS) di (OMISSIS), esulasse da detta competenza, pur esistendo una sentenza passata in giudicato del 5 novembre 1997, con la quale il Giudice di Pace aveva accolto la sua domanda relativa ai danni alla moto, con conseguente condanna dell'(OMISSIS).

L'attore aveva chiesto il risarcimento dei danni nella misura di euro 13.427,87 di competenza di quel giudice ex articolo 7 c.p.c., comma 2.

Su gravame del (OMISSIS), il Tribunale di Macerata il 4 dicembre 2003 con sentenza non definitiva riteneva la propria competenza per valore e rigettava l'eccezione di inammissibilita' della domanda attrice e disponeva per la prosecuzione del giudizio come da separata ordinanza. Lo stesso Tribunale, in diversa composizione, con sentenza definitiva del 29 dicembre 2008 condannava l'(OMISSIS) al risarcimento del danno determinato in euro 15 mila, oltre interessi in misura legale, dalla data della pubblicazione della sentenza al saldo, governando le spese del doppio grado del giudizio.

Avverso la decisione non definitiva e quella definitiva emessa dal Tribunale propone ricorso per cassazione l'(OMISSIS), affidandosi a due motivi.

Resiste con controricorso non il (OMISSIS), ma il suo difensore di primo e secondo grado, in proprio ed eccepisce la inesistenza o nullita' della notifica del proposto ricorso perche', pur essendo stato nominato difensore dal (OMISSIS) nel giudizio di primo e secondo grado, avrebbe perso la qualifica di domiciliatario, come anche lo jus postularteli, atteso che, nella specie, il ricorso risulta notificato dopo l'anno della pronuncia della impugnata sentenza, depositata il 29 dicembre 2008 (v. p.2 controricorso).

Il (OMISSIS) ha partecipato alla discussione nella pubblica udienza attraverso il (OMISSIS), quale procuratore speciale del suo difensore avv. (OMISSIS).

MOTIVI DELLA DECISIONE

Preliminarmente va detto che il ricorso e' passato per la notifica il 6 febbraio 2010 e risulta notificato all'avv. (OMISSIS), domiciliatario del (OMISSIS) nei precedenti gradi del giudizio e, quindi, e' tempestivo.

Tale rilievo preliminare e' consentito al Collegio in quanto si tratta di questione processuale, pur se richiamata nel controricorso del (OMISSIS), proposto in proprio e non gia' quale difensore del (OMISSIS) ed e' rilevabile di ufficio. In merito alla parte del ricorso proposto contro la sentenza non definitiva va detto quanto segue.

Come gia' evidenziato in narrativa il Giudice di Pace di Cingoli investito dalla domanda del (OMISSIS) dichiarava, tra l'altro, la propria incompetenza per valore, rientrando la fattispecie nella previsione di cui all'articolo 7 c.p.c.. Su appello del (OMISSIS) il tribunale di Macerata con sentenza non definitiva dichiarava la propria competenza per valore e rigettava la eccezione di inammissibilita' della domanda e disponeva per il prosieguo.

1.- Con il primo motivo (violazione e falsa applicazione delle norme di diritto ex articolo 360 c.p.c., n. 3, in relazione agli articolo 50 e 46 c.p.c., nonche' articoli 112 e 339 c.p.c.), in estrema sintesi, l'(OMISSIS) ritiene che il Tribunale avrebbe errato nel ritenere di decidere la causa quale giudice di primo grado e non di secondo grado, anche perche' avrebbe qualificato l'atto di appello del (OMISSIS) un atto di riassunzione in quanto "di fatto e di diritto ha pronunciato in sede di secondo grado" e "pertanto l'assunto secondo il quale il Tribunale avrebbe deciso la causa in sede di primo grado di giudizio e non di appello merita di essere cassata" (p.11 ricorso).

Ad illustrazione della censura viene formulato il seguente quesito di diritto:

"Nel caso di specie, avendo il Giudice di Pace rilevato e declinato la propria competenza per materia e valore, nonche' avendo rilevato l'inammissibilita' della domanda dell'attore per la sussistenza di un giudicato esterno, si chiede se il Tribunale adito, quale giudice di appello, dallo stesso attore per ottenere la riforma della sentenza del Giudice di Pace, sia sulla questione della competenza sia sulla questione della inammissibilita' della domanda puo' riformare o meno la decisione del medesimo G.d.P in punto di inammissibilita' della domanda, ritenendo di decidere la causa non come giudice di appello, ma come giudice di primo grado di giudizio, avendo qualificato l'atto di appello quale atto di riassunzione in quanto proposto entro i relativi termini di cui all'articolo 50 c.p.c.".

2.-Con il secondo motivo (violazione e falsa applicazione dell'articolo 324 c.p.c., articolo 7 c.p.c. e articolo 2909 c.c. i relazione all'articolo 360 c.p.c., n. 3, nonche' illogica e contraddittoria motivazione su un punto controverso e decisivo per il giudizio ex articolo 360 c.p.c., n. 5) il ricorrente lamenta che il Giudice di Pace avrebbe dovuto essere competente ratione valoris per tutti i danni subiti dal (OMISSIS), se solo lo stesso (OMISSIS) li avesse pretesi entro il limite della competenza del Giudice di Pace pari ad euro 2.582, 28 ed avrebbe errato nel ritenere che un soggetto puo' agire separatamente per alcune voci di danno diverse da quelle di un primo giudizio definito con sentenza in giudicato.

Ad illustrazione del motivo viene formulato il seguente quesito:

Nel caso di specie, nel quale l'attore ha ottenuto con una sentenza inappellabile del Giudice di Pace passata in giudicato, che pronunciando secondo equita', ha accolto la sua domanda, limitata a lire 250.000 a titolo di risarcimento danni per fatto illecito, senza che lo stesso attore abbia formulato riserva di risarcimento di ulteriori voci di danno da liquidarsi in separata sede, si chiede se tale sentenza passata in giudicato non precluda all'attore di chiedere in un giudizio separato gli ulteriori danni emergenti dalla stesso fatto illecito e nella denegata ipotesi di risposta affermativa, si chiede se la domanda di risarcimento di tali ulteriori danni possa eccedere la competenza per valore del Giudice di Pace, che con la sentenza, pronunciata secondo equita' e passata in giudicato ha deliberato anche sull'an debeatur a fronte della prima voce di danno".

La prima censura, cosi' formulata, in realta' si concreta in una impugnazione per regolamento di competenza da pare della ricorrente, per cui va ricordato che la competenza si radica al momento della proposizione della domanda ex articolo 10 c.p.c..

Cio' detto, va osservato che nel caso in esame il giudice dell'appello ha dichiarato che il giudice di primo grado non era competente, per cui va ribadito il principio secondo cui la sentenza di secondo grado che neghi la competenza del primo giudice e poi decida nel merito si compone di due distinte pronunce, di cui quella sulla competenza, perche' emanata in appello, e' impugnabile con ricorso per cassazione, mentre quella di merito, in quanto pronunciata in primo grado e' impugnabile invece con l'appello.

Nel caso in esame:

a) la sentenza non definitiva sulla ritenuta competenza andava impugnata con regolamento di competenza;

b) quella definitiva che ha deciso nel merito andava impugnata con l'appello.

E, quindi, il primo motivo e' inammissibile.

In ordine alla seconda censura, al riguardo al Collegio non resta che rispondere seguendo l'autorevole insegnamento delle S.U. n.108/00, che hanno riconosciuto la ammissibilita' della parcellizzazione della domanda, richiamata dalla sentenza impugnata, precisandosi, inoltre, che e' irrilevante il difetto di riserva di altro giudizio per altre voci di danno eventualmente subito perche' per quella domanda il Giudice di Pace era incompetente.

3. Con il terzo motivo (che riguarda la sentenza definitiva) -violazione prevista dall'articolo 360 c.p.c., n. 5 per omessa motivazione circa un fatto controverso e decisivo per il giudizio - la ricorrente sui duole che non sia stata dichiarata la prescrizione, essendo il fatto avvenuto il (OMISSIS) e la relativa citazione avanti al Giudice di Pace era del 16 gennaio 2002, ne' potrebbe intendersi atto interruttivo la sentenza passata in giudicato nel 1999 e pubblicata il 5 novembre 1997.

La censura e' inammissibile in quanto contro la statuizione sul punto del Tribunale - decisione nel merito - andava proposto appello (v. di recente per tutta la problematica Cass. n. 1876/13).

Il controricorso del (OMISSIS) va dichiarato inammissibile in quanto proposto in proprio.

Conclusivamente il ricorso va dichiarato inammissibile e le spese compensate integralmente tra le parti (OMISSIS) e (OMISSIS).

P.Q.M.

La corte dichiara inammissibile il ricorso; compensa integralmente le spese del giudizio tra l'(OMISSIS) e il (OMISSIS); dichiara inammissibile il controricorso del (OMISSIS).

jello

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Cas. Civ. Sez. III, sentenza 9 marzo 2013 n. 8575
« Risposta #2 il: 11 Feb 2015, 15:08 »
grazie mille, penso che sia proprio quella che cercavo

nigripennis

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Re: Cas. Civ. Sez. III, sentenza 9 marzo 2013 n. 8575
« Risposta #3 il: 11 Feb 2015, 18:02 »
:lol:
Citazione da: "jello"
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