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FAQ PRATICA LEGALE: le domande piu’ frequenti sul Tirocinio Forense

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FAQ tirocinio Forense: le domande piu’ frequenti sulla pratica legale

Esiste una scadenza per iscriversi al Registro Speciale dei Praticanti Avvocati?
No. Per poter sostenere l’esame di abilitazione alla professione, dopo il previsto periodo di pratica, occorre che questa sia terminata entro il 10 novembre dell’anno in cui si intende partecipare all’esame.

 

Qual e’ la durata della pratica forense?
Il tirocinio forense ha una durata di 18 mesi.

 

E’ possibile iniziare la pratica forense sei mesi prima del conseguimento della laurea?
Non ancora, l’art. 41 della L. 247/2012 sara’ applicabile solo a partire dal terzo anno dell’entrata in vigore della legge, fatta salva la riduzione a 18 mesi della durata del tirocinio.

Il tirocinio forense puo’ essere interrotto?

Il tirocinio forense, in attesa del regolamento ministeriale previsto dall’art. 41 comma 13 lett. B L. 247/2012, non puo’ essere interrotto. In tal caso resta salva la facolta’ di chiedere una nuova iscrizione al registro che potra’ essere deliberata previa verifica della sussistenza al momento della nuova domanda dei requisiti previsti dalla legge vigente, ma restera’ privo di effetto il precedente periodo di pratica

 

Sospensione pratica legale. Qual e’ il periodo massimo consentito?

La durata del tirocinio e’ stabilita in 18 mesi, decorrenti dall’iscrizione nel Registro dei praticanti ai sensi dell’art. 17 n. 5 R.D.L. 27 novembre 1933 n. 1578. L’eventuale sospensione per un periodo superiore a i 30 giorni consecutivi deve essere giustificato e comunicato tempestivamente al Consiglio dell’Ordine. Il periodo di sospensione non verra’ computato ai fini del rilascio del certificato di compiuta pratica. Al Consiglio e’ sempre riservata la possibilita’ di valutare giustificati motivi di sospensione quali la gravidanza, la maternita’, la paternita’, la malattia o l’infortunio purché adeguatamente documentati e eventuali altre gravi problematiche di natura di natura familiare.

 

E’ possibile lavorare o svolgere altre attivita’ durante il tirocinio forense?

Il tirocinio forense e’ compatibile con l’ attivita’ lavorativa (autonoma o subordinata) purché la stessa consenta la frequentazione dello studio del dominus e la partecipazione alle udienze. NB: per il praticante abilitato al patrocinio, valgono le incompatibilita’ previste per l’avvocato iscritto all’albo.

 

EU-logoPosso svolgere un periodo di tirocinio forense all’estero?

Si’, e’ possibile svolgere un periodo di tirocinio forense all’estero che dovra’ essere continuativo ma necessita dell’autorizzazione del Consiglio dell’Ordine. Qualora venga svolto per un periodo di 6 mesi previo deposito di una dettagliata relazione sull’attivita’ svolta all’estero sara’ sostitutivo del semestre di pratica cosi’ come stabilito dall’art. 17 del regolamento della pratica.

 

E’ possibile svolgere l’intera durata della pratica forense presso l’Avvocatura dello Stato o presso l’ufficio legale di un ente pubblico o presso un ufficio giudiziario?

Attualmente si, in quanto l’applicabilita’ dell’art. 41 della L. 247/2012 e’ prevista solo a partire dal 3° anno dell’entrata in vigore della legge fatta salva la riduzione a 18 mesi della durata del tirocinio. Successivamente infatti il tirocinio potra’ essere svolto presso i suddetti, per non più di 12 mesi.

 

Si  puo’ svolgere un periodo di tirocinio presso gli uffici giudiziari con valore sostitutivo del tirocinio forense?

In base a quanto stabilito dall’art. 44 della Legge n. 247/2012 il tirocinio presso gli uffici giudiziari sara’ disciplinato dall’apposito regolamento emanato dal Ministro della Giustizia sentiti il CSM ed il CNF, fatte salve eventuali convenzioni in essere tra il Consiglio dell’Ordine, gli enti e gli uffici preposti e/o interessati.

 

Presso quali altri soggetti posso svolgere un periodo di tirocinio con valore sostitutivo del tirocinio forense? Per quale periodo?

Il tirocinio forense puo’ essere svolto presso l’Avvocatura dello stato o presso l’Ufficio Legale di un ente pubblico o di ente privato autorizzato dal Ministro della Giustizia per non più di 12 mesi quando sara’ applicato l’art. 41 della L. 247/2012. Attualmente e’ possibile svolgere l’intera durata della pratica forense (18 mesi).

 

Posso frequentare la SSPL (Scuola di Specializzazione per le Professioni Legale) in contemporanea con la pratica legale?

Si’, si ritiene di precisare che il diploma conseguito presso le SSPL e’ riconosciuto in sostituzione degli adempimenti previsti dalla pratica per il periodo di 1 anno di tirocinio sia se l’iscrizione alla SSPL abbia preceduto l’iscrizione nel registro dei praticanti avvocati, sia se essa intervenga nel corso della pratica stessa. In ogni caso un semestre che decorre dall’iscrizione nel registro dei praticanti dovra’ essere di pratica effettiva secondo quanto previsto dal regolamento della pratica.

 

Per il rilascio del certificato di compiuta pratica e’ sufficiente aver ottenuto il diploma della SSPL e aver svolto il tirocinio forense per un semestre presso un avvocato iscritto all’albo?

Si’. In ogni caso un semestre effettivo deve essere svolto presso lo studio di un avvocato cosi’ come previsto dai pareri del CNF interpretando il contenuto del comma 7 dell’art. 41 L. 247/2012. L’eventuale sovrapposizione tra SSPL e pratica presso uno studio legale dovra’ consentire il rispetto degli adempimenti previsti per il riconoscimento del semestre di pratica (presenza alle udienze e elaborazione delle relazioni).

 

La pratica forense in concomitanza con la frequentazione della SSPL esonera dalla frequentazione dello studio e dalla partecipazione alle udienze?

Nel caso in cui il praticante sia iscritto alla pratica presso lo studio di un dominus, e contestualme nte intenda frequentare la SSPL, richiedendo il riconoscimento del periodo di 12 mesi ai fini della pratica, dovra’ comunicare tale scelta al Consiglio dell’Ordine degli Avvocati che utilizzera’ quindi tale periodo per il rilascio della compiuta pratica eson erando il richiedente dai conseguenti incombenti per il periodo di 12 mesi.

 

Il praticante che frequenta la SSPL sara’ sottoposto ai colloqui semestrali da parte del Consiglio dell’Ordine?

Si’, sara’ sottoposto a un solo colloquio semestrale.

 

Il praticante che frequenta la SSPL deve presentare il libretto alla scadenza di ciascun semestre?

No, deve presentare il libretto compilato con le conseguenti attestazioni e redigere le relazioni per un solo semestre.

 

Quando viene rilasciato il certificato di compiuta pratica ai praticanti che frequentano la SSPL?

Solo dopo il compimento del tirocinio di 18 mesi che potra’ avvenire richiedendo il riconoscimento della frequenza alla Scuola, una volta ottenuto il diploma, che avra’ la validita’ di 1 anno e la frequenza di 6 mesi di uno studio legale.

 

Il praticante che frequenta la SSPL e ha scelto di non frequentare lo studio e di non partecipare alle udienze puo’ chiedere, dopo il primo semestre di pratica, l’abilitazione al patrocinio?

No, per l’abilitazione al patrocini o e’ necessario il compimento di 12 mesi di pratica professionale effettiva e continuativa. Il diploma rilasciato dalla SSPL ha valenza di un anno di tirocinio forense solo ed esclusivamente ai fini del rilascio del certificato di compiuta pratica per soste nere l’esame di stato.

 

Il praticante iscritto presso l’Avvocatura dello Stato puo’ svolgere tutta la pratica forense in tale sede?

No, cio’ in forza del parere del CNF 22/05/2013 n. 62 con il quale si chiarisce che il periodo di pratica presso l’Avvocatura dello Stato, quando saranno emanati i regolamenti si sensi dell’art. 48 della L. 247/2012 potra’ avere una durata massima di un anno mentre prima dell’emanazione di tale regolamento potra’ coprire l’intero periodo

 

Chi e’ iscritto all’Avvocatura dello Stato puo’ iscriversi contestualmente alla SSPL?

Si’, ma se intende utilizzare l’esonero con il conseguimento del diploma della SSPL dovra’ svolgere per almeno 6 mesi il tirocinio presso l’Avvocatura dello Stato.

 

Entro che termine dalla scadenza del semestre va consegnato il libretto di pratica e le relazioni ?

Entro 30 gg dalla data di scadenza del termine. La sezione del libretto relativa ad ogni singolo semestre deve essere debitamente compilata e sottoscritta dal titolare del libretto unitamente al proprio dominus. Il libretto, accompagnato da un numero minimo di cinque relazioni , dovra’ essere allegate alla richiesta del visto semestrale. Nelle relazioni il praticante deve precisare il ruolo ricoperto e il contributo prestato. Le relazioni devono riguardare le vicende giudiziali e stragiudiziali seguite dal praticante e devono contenere un’esemplificazione delle questioni giuridiche affrontate. Almeno una delle relazioni di ciascun semestre deve avere per oggetto una questione deontologica affrontata nel corso del tirocinio. Le relazioni non possono consistere nella mera riproduzione degli atti di parte o dei pareri formulati al cliente, né in un mero riepilogo dei fatti storici oggetto della vertenza o delle fasi del processo e devono essere controfirmate dal dominus .

 

Anche il praticante avvocato deve osservare i doveri e le norme del codice deontologico forense ed e’ soggetto al potere disciplinare del Consiglio dell’Ordine?

Si’, cosi’ come espressamente stabilito a ll’art. 42 della legge 247/2012.

 

La deontologia professionale e’ materia oggetto delle relazioni e del colloquio per il visto semestrale?

Si’, e gia’ a partire d al colloquio del primo semestre e’ considerata l’importanza della materia deontologica che prevede che una delle relazioni semestrali abbia per oggetto una questione deontologica affrontata nel corso del tirocinio cosi’ come previsto dall’art. 9 del regola mento della pratica. Sezione competenza praticanti abilitati.

 

Qual e’ la competenza dei praticanti avvocati una volta conseguita l’abilitazione al patrocinio?

L’art.7 L.479/1999 dispone che: ”I Praticanti Avvocati, dopo il conseguimento dell’abilitazione a l patrocinio, possono esercitare l’attivita’ professionale ai sensi del regio decreto 27 novembre 1933 n. 1578, convertito con modificazioni, dalla L. 22 gennaio 1934 n. 36 e successive modificazioni, nella cause di competenza del giudice di pace e dinanzi al Tribunale in composizione monocratica, limitatamente :

  • a) negli affari civili:

1) alle cause, anche se relative a beni immobili, di valore non superiore a £ 50.000.000;

2) alle cause per le azioni possessorie, salvo il disposto dell’art. 688, secondo comma  cpc;

3) alle cause relative ai rapporti di locazione e di comodato di immobili urbani ed a quelli di affitto di azienda, in quanto non siano di competenza delle sezioni specializzate agrarie;

  • b) negli affari penali :

1) alle cause, per i reati per i quali la legge stabilisce una pena detentiva non superiore nel massimo a quattro anni ovvero una pena pecuniaria sola o congiunta alla predetta pena detentiva;

2) alle cause per i seguenti reati: violenza o minaccia ad un pubblico ufficiale prevista dall’art. 336, primo comma, del c.p.; resistenza ad un pubblico ufficiale prevista dall’art. 337 del c.p.; oltraggio ad un magistrato in udienza aggravato a norma dell’art. 343 secondo comma del c.p.; violazione di sigilli aggravata a no rma dell’art. 349, secondo comma, del c.p.; favoreggiamento reale previsto dall’art. 379 del c.p.; maltrattamenti in famiglia o verso i fanciulli, quando non ricorre l’aggravante previsto dall’art. 572 secondo comma del c.p., rissa aggravata a norma dell’a rt. 588, secondo comma del c.p.; con l’esclusione delle ipotesi in cui nella rissa taluno sia rimasto ucciso o abbia riportato lesioni gravi o gravissime; omicidio colposo previsto dall’art. 589 del c.p.; violazione del domicilio aggravata a norma dell’art . 614, quarto comma del c.p.; furto aggravato a norma dell’art. 625 del c.p.; truffa aggravata a norma dell’art. 640 secondo comma, del c.p.; ricettazione prevista dall’art. 648 del c.p. ;

3) alle cause per i reati previsti dall’ art. 550 cpp”. Da tale disposizione normativa si ricava che:

– il praticante abilitato puo’ patrocinare, entro il limite di €25.822,64, nelle cause di lavoro e previdenza nonché nelle procedure esecutive mobiliari;

– il praticante abilitato non puo’ patrocinare nelle cause avanti al Tribunale in composizione collegiale (Art. 50 bis c.p.c.) o davanti a Tribunale per i Minorenni, TAR, Consiglio di Stato, Commissione Tributaria né nelle procedure esecutive immobiliari; non puo’ inoltre difendersi personalmente davanti al Consiglio Nazionale Forense;

– il praticante puo’ prestare consulenza stragiudiziale nei limiti della competenza a lui riconosciuta per il patrocinio.

Il praticante avvocato necessita di delega scritta per sostituire un avvocato in udienza e, in ogni caso, puo’ farlo soltanto per quelle cause per le quali gli e’ riconosciuto il patrocinio. Il praticante non puo’ inoltre patrocinare avanti al GUP (Giudice per l’udienza preliminare).

 

tribunale-In quale ambito giurisdizionale puo’ essere esercitata la competenza del praticante avvocato abilitato al patrocinio?

I praticanti abilitati al patrocinio possono esercitare nel solo ambito del Distretto nel quale e’ compreso l’Ordine Circondariale presso il quale risultano iscritti al registro dei praticanti.

 

Quali sono le conseguenze in caso di mancato rispetto della competenza del praticante abilitato?

L’esercizio di funzioni improprie da parte del praticante abilitato puo’ comportare l’accusa di esercizio abusivo della professione di avvocato oltre che la nullita’ degli atti giudiziari eventualmente redatti. Sezione Cassa Forense

 

Il praticante non abilitato al patrocinio ha facolta’ di iscrizione alla Cassa di Previdenza?

No, il praticante non abilitato al patrocinio non ha la facolta’ di iscrizione alla Cassa di Previdenza. Il praticante non abilitato al patrocinio che ha un reddito derivante da un’attivita’ dichiarata con il codice 691010 (attivita’ derivante dalla professione) ha l’obbligo di iscrizione alla gestione separata dell’INPS.

 

Il praticante abilitato al patrocinio ha l’obbligo di iscrizione alla Cassa Forense?

Il praticante abilitato al patrocinio ha facolta’ di iscrizione alla Cassa Forense. Il praticante abilitato al patrocinio che non esercita la facolta’ di iscrizione alla Cassa Forense e dichiara redditi da professione (cod. di attivita’ 691010) ha l’obbligo del versamento d ei contributi alla gestione separata dell’INPS.

 

Da quando decorre l’iscrizione alla Cassa Forense?

Trattandosi di facolta’ e’ il praticante abilitato al patrocinio che indica nell’istanza l’anno dal quale intende voler versare i contributi. La retroattivita’ dell’iscrizione puo’ essere richiesta solo all’atto della prima iscrizione.

 

Quali obblighi impone  l’iscrizione alla Cassa Forense?

Tutti gli iscritti Cassa hanno obbligo dichiarativo nei confronti della Cassa ovvero debbono, dall’anno successivo all’anno dell’iscrizione, comunicare i dati reddituali. La comunicazione obbligatori va inviata ogni anno entro il 30 settembre con l’indicazione del reddito netto e del volume d’affari IVA (o totale del fatturato nel caso di regime fiscale agevolato)prodotti nell’ anno solare anteriore. La dichiarazione va inviata anche quando non e’ stata presentata alcuna dichiarazione dei redditi e nel caso in cui tanto il reddito quanto il volume d’affari (o totale del fatturato) siano negativi o pari a 0.

Tutti gli iscritti Cassa hanno inoltre l’obbligo contributivo nei confronti della Cassa. I contributi che si versano sono:

– Il contributo soggettivo pari al 14% del reddito professionale IRPEF; la Cassa impone l’obbligo di una contribuzione minima che riferita all’anno 2014 e’ di 2.780,00 €

– questo contributo viene corrisposto a meta’ se dall’anno dell’iscrizione il richiedente non ha compiuto i 35 anni di eta’, per i primi 5 anni di iscrizione alla Cassa;

– Il contributo integrativo pari al 4% del volume d’affari IVA (o totale del fatturato p er i contribuenti agevolati);

– Il contributo di maternita’ che riferito al 2014 e’ di 151,00 €.

Tutti gli iscritti Cassa Forense possono versare una contribuzione volontaria compresa tra l’1% e il 9% del reddito netto professionale.

 

Come si versano i contributi?

La contribuzione minima dell’anno in corso deve essere versata nello stesso anno in un’unica soluzione entro il 30 settembre oppure in 4 rate di pari importo alle scadenze del 28 febbraio, 30 aprile, 30 giugno e 30 settembre. Gli eventuali contributi eccedent i il minimo devono essere versati in autoliquidazione ovvero la prima meta’ entro il 31 luglio e la seconda meta’ entro il 31 dicembre.

 

Conviene l’iscrizione con effetto retroattivo?

Sotto il profilo previdenziale si ricorda che la pensione di  vecchiaia matura al compimento di 70 anni di eta’ con almeno 35 anni di iscrizione e contribuzione. È comunque possibile anticipare tale pensione a 65 anni di eta’, senza decurtazione alcuna dell’importo, a condizione che possano vantarsi 40 anni di effettiva iscrizione contribuzione. La stessa anzianita’ contributiva dei 40 anni consente anche di fruire della pensione di anzianita’ a 62 anni di eta’ (dal 2020) seppure con cancellazione dagli albi. Sotto il profilo assistenziale l’iscrizione retroattiva fa aggiungere all’anno di iscrizione anche anni precedenti che concorrono a realizzare il requisito minimo previsto per poter accedere alle pensioni di invalidita’ e inabilita’ (5 anni di effettiva iscrizione e contribuzione) o indiretta (10 anni di effettiva iscrizione e contribuzione).

 

L’iscritto alla Cassa Forense puo’ richiedere il riscatto?

L’iscritto Cassa puo’ riscattare:

– gli anni del corso legale di laurea (per un massimo di 5 );

– il servizio militare obbligatorio;

– il servizio civile sostitutivo;

– il praticantato con o senza abilitazione al patrocinio (massimo 3 anni) e sempre che per quegli anni non ci sia gia’ stata iscrizione alla Cassa.

 

Quanto costa riscattare gli anni di studi/militare/pratica?

Il contributo, dovuto a titolo di riscatto, deve assicurare la riserva matematica necessaria per la copertura del periodo riscattato e non puo’ comunque essere inferiore, per ciascun anno, ad un importo corrispondente alla somma del contributo soggettivo minimo di base e del contributo integrativo minimo dell’anno di presentazione della domanda.  Il contributo dovuto a titolo di riscatto puo’ essere pagato con una delle seguenti modalita’:

– in un’unica soluzione entro il termine di 6 mesi dalla comunicazione dell’onere dovuto;

– con rateazione in un massimo di 5 anni mediante pagamento alle scadenze prefissate de gli importi che costituiscono le singole rate (rate comprensive degli interessi calcolati come per le imposte dirette).

 

E’ conveniente riscattare gli anni di studi/militare/pratica?

Gli anni riscattati sono da considerarsi utili ai fini dell’anzianita’ di iscrizione alla Cassa e concorrono ad incrementare l’importo di pensione.

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